Lenin era senescente dal 1921... Fatta la rivoluzione si è rimbambito ed era tutto nelle mani del comitato centrale.
Però fu così lucido da dire di non permettere a Stalin di prendere il potere, perchè era pericoloso.
Se l'avessero ascoltato...


Lenin era senescente dal 1921... Fatta la rivoluzione si è rimbambito ed era tutto nelle mani del comitato centrale.
Però fu così lucido da dire di non permettere a Stalin di prendere il potere, perchè era pericoloso.
Se l'avessero ascoltato...


Lenin aveva iniziato a metter su gulag già dopo Kronstadt...


Io non dico che Lenin fosse un santo, dico solo che era meno peggio di quanto si pensi.
I Gulag durante la guerra civile - il periodo di Lenin -, sebbene deprecabili, sono "concepibili". I Gulag di Stalin, in tempo di pace, non hanno giustificazioni.






"Chi sa qualcosa di diritto" sa anche come qualificare lo status del "grande statista" usque ad mortem, ossia latitanza...se la Corte non esamina la questione perchè inammissibile significa che da essa nessuna censura viene mossa alla sentenza italiana. Per cui se avessero un minimo di onestà intellettuale nani e ballerine dovrebbero riconoscere, come già la Corte ha fatto, la infondatezza degli altri 17 ricorsi e simmetricamente la ineccepibilità dei corrispondenti procedimenti penali italiani.
Invece si strilla per una sentenza, che oltretutto non lascia esenti da qualche perplessità (si veda, ex multis, all'interno della Corte stessa la dissenting opinion del giudice Zagrebelsky) , che -questa sì- dà ragione ai vendicatori di Bettino su uno solo dei motivi di doglianza contestati nel ricorso. Per la precisione ha riconosciuto una violazione dell'art. 6, paragrafi 1 e 3 d), della Convenzione sotto il profilo della intervenuta impossibilità da parte del ricorrente di interrogare o di fare interrogare i testimoni a suo carico. Sugli altri due motivi (fra i quali il tanto strombazzato condizionamento dei giudici) ha detto nix.
Oltretutto dal testo della sentenza emerge come sotto l'attacco della Corte siano non tanto i giudici del processo, ma la legge da essi applicata, il ruolo del diritto di difesa nel nostro sistema legale (di allora), con una ricostruzione per certi versi dissonante rispetto alla giurisprudenza costituzionale italiana.
Mi sembra ben poco per osannare al grande statista perseguitato. Ciò non toglie che sia utile discutere sugli eventuali meriti del suo governo. Ma comunque la si voglia girare rimane comunque abbondanza di materiale giudiziario e storico per dire che non fu un buon cittadino.
p.s.
L'on. Soares evidentemente ritiene di essere molto informato sulle vicende italiane. Lo perdoniamo per la solidarietà fra politici socialisti. Fermo restando che delle sue dichiarazioni sotto il profilo giuridico non mi importa un fico, se volete riporto le dichiarazioni su Craxi del mio barbiere.
Il liberalismo è la suprema generosità.


Chi sa qualcosa di diritto sa anche che quello che dicono i tribunali italiani non è Vangelo, come dimostrano le ripetute condanne rimediate dall'Italia a Strasburgo per casi di mala giustizia. Si può dare la qualifica di latitante a Craxi solo specificando che altri leader i cui partiti si reggevano esattamente alla stessa maniera del PSI non furono toccati allo stesso modo dalle inchieste: e che dunque, essendo concentrata su di lui l'azione della Magistratura, essa era ingiusta non meno della latitanza.
Mi chiedo: Longo e Berlinguer che mandavano Cossutta in URSS a prendere danaro illecitamente, erano buoni cittadini? De Gasperi che riceveva fondi neri dagli americani, era un buon cittadino? Si è forse ladri non se si ruba e basta, ma solo se si viene beccati? Il sistema delle tangenti su cui si sono retti DC, PSI e PCI per quarant'anni lo ha forse inventato Craxi?
L'On. Soares non ha bisogno di essere perdonato. Noi socialisti italiani siamo riconoscenti a lui, eroe della lotta al salazarismo, ed ai compagni socialisti portoghesi e francesi, che offrirono a Bettino Craxi la candidatura alle elezioni europee del 1999 per consentirgli di tornare in Italia da uomo libero.
Quanto alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, ripeto, se non è chiaro, che quando essa ritiene di non esaminare un ricorso, non esprime un giudizio sulla vicenda in concreto. Peraltro la Corte, nello scegliere quali ricorsi esaminare e quali no, utilizza un criterio di esame sommario, trovandosi peraltro sommersa da un enorme mole di ricorsi che non le consente un esame completo di ciascuno di essi. Dunque, analogamente alla Corte Suprema degli USA, la decisione di non esaminare un ricorso non implica un giudizio nel merito, dal momento che la facoltà di esaminare una controversia è ritenuta discrezionale: la corte può pertanto rifiutare l'esame anche di ricorsi fondati (ad es., casi in cui si è riscontrato un concreto pregiudizio subito dal ricorrente, che però non viene ritenuto di importanza abnorme). Dunque la portata delle ben due condanne rimediate dall'Italia sul caso Craxi è ben lungi dall'essere sminuita...
Quanto al "diritto di difesa affievolito", a chi è che la Corte muove l'accusa di aver compresso i diritti di Craxi, se non hai magistrati che lo hanno giudicato? Stiamo attenti ad affermare che la Corte non ha espresso una censura ai giudici..


Dubito che in Italia vi siano ancora "Via Stalin"....
Putroppo ci sono delle "Via Benito Mussolini"...


Perché si vorrebbe impedire di dedicare una via o una piazza ai martiri del comunismo quali i tibetani, i cambogiani, i vietnamiti o magari coloro che, incolpevoli, furono barbaramente assassinati nelle Corriere della Morte tristemente conosciute nel Reggiano, mentre si trovano in ogni città o paese tradizionalmente “rosso” le vie dedicate al dittatore comunista del Vietnam, Ho Chi Minh, che tanto fece patire il proprio Paese, o ancora a Mao Tse Dong che della Cina fece un immenso lager con milioni di morti per guerre imperialiste, fame e stenti.
Che dire poi di via Stalin o Karl Marx che di peccatucci ebbero a combinarne parecchi, Che Guevara che non era esattamente un sant’uomo nonostante la moda corrente e potremmo continuare ancora per molto. Manca quella del nazicomunista Pol Pot e siamo a posto.
E, in ultima analisi, perché portare una maglietta da “ventennio” è reato punibile con un pestaggio dai “pacifisti” anarco-comunisti o magari una denuncia e portare le t-shirt con Falce & Martello invece è per molti è un punto d’onore?
E pensare che io ho sempre creduto che furono fondamentalmente due i grandi criminali, due i grandi buchi neri della storia e delle idee, due le grandi distopie malsane: Comunismo e Nazismo, Stalin e Hitler che, guarda caso, furono persino alleati.
È proprio vero: pietà l’è morta.
FABRIZIO BUCCIARELLI Modena
http://old.lapadania.com/2002/gennai...12002p23a3.htm


Beh?? I gulag erano colonie penali di lavoro, certamente molto meno dure di quelle al contempo in vigore in USA o peggio nelle colonie inglesi. Ora, mi va bene se si criticano i "reati" per i quali si veniva spediti al confino (e su cui Lenin ha responsabilità limitatissime rispetto a Stalin, al massimo ci avrà spedito qualche padrone renitente agli espropri), ma criticare l'esistenza dei gulag in se e al contempo incensare l'Inghilterra "culla della democrazia" è sfoggio di ignoranza bruta.
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