
Originariamente Scritto da
Ortega
Non capisco il perchè di questa insistenza, a meno che non sia volta a pescare nel torbido.
Diciamo che a Corte emana sentenza solo sui casi che esamina e non su quelli che respinge? è una cosa talmente
ovvia che non ha senso soffermarsi su questo. E difatti, proseguendo in un ragionamento non di deduzione ma di piatta constatazione, non può logicamente esservi sentenza negativa sui casi che essa abbia ritenuto inammissibili, perchè la il fatto asserito dal ricorrente è irrilevante nel giudizio di fronte alla Corte, indipendentemente dalla sua sussistenza effettiva o meno: ed è ovvio che non si proceda all'accertamento dello stesso, dato che in entrambi i casi (avendo sul punto il ricorrente torto o ragione)
non potrebbe derivarne alcuna conseguenza giuridica. Quindi la questione
si chiude a priori: manca la stessa possibilità logica che sia offuscata la piena legittimità delle altre sentenze italiane, dato che i ricorsi inoltrati mancano persino della minima rilevanza necessaria perchè essa si pronunci su di essi, in qualunque senso.
Le ripetute condanne a Strasburgo sono in massima parte per problemi di eccessiva lunghezza dei processi, non certo nel merito di quanto dicono i tribunali italiani, una vergogna dovuta alla carenza di organici fondi e mezzi della macchina giudiziaria, specie a livello di cancelleria, la cui responsabilità ricade su innumeri governi italiani. Non facciamo confusione.
Il resto sono considerazioni storico-politiche, dato che -anche se fossero vero- nessun ladro catturato è stato scagionato per par condicio con gli altri "uccelli di bosco"...ciò detto, su questo punto che vale comunque la pena discutere sul piano della ricostruzione storica ci sono molte dichiarazione dei protagonisti di quegli anni che spiegano le condizioni che portarono i nquel momento storico a un giro di vite nella repressione della corruzione in Italia noto come Tangentopoli (la costituzione del pool, le leggi anticorrotti...) e come la loro indagine si sia svolta con equanime rigore sotto le bandiere. Su questo forumisti più esperti di me potranno fornire interviste e documenti accurati. In ogni caso siamo fuori dal diritto, il diritto sono le sentenze (anche perchè gli eventuali casi di corruzione di allora saranno prescritti).
L'eroe della lotta al salazarismo come amministratore del Portogallo non è stato il massimo, viste le condizioni in cui versava il paese sino a poco tempo fa...la candidatura del 99 è un esempio di squallido mezzuccio per assicurare a Bettino l'impunità, che mi sembra proprio di una concezione della politica prepotente,
autoreferenziale e al servizio di sè e dei propri sodali invece che dei cittadini. Mi stupisco che per alcuni sia un modello.
Non credo che la Corte europea sottoscriverebbe una definizione che la definisce occuparsi solo di casi di importanza abnorme. Non è questo il caso dell'esule Bettino, considerato che la Corte si è presa la briga di emanare due sentenze, nella prima delle quali, giova ricordare accoglie un solo motivo di doglianza, che hanno portato al riconoscimento di nemmeno un centesimo di risarcimento, mentre nella seconda (relativa alla violazione della privacy) "La Corte liquida un’equa soddisfazione per il danno morale nella misura di
duemila euro per ogni erede del ricorrente ".
Non mi sembra una somma immane...la prole craxiana ci ha tediato all'inverosimile col fatto che la Corte avrebbe dato loro un risarcimento, facendo presagire un salasso per lo stato italiano quando non equivale nemmeno a mezza quattordicesima dei loro stipendiucci parlamentari.