..Guarda che non gliela ha davvero inviata il mullah omar..
..Guarda che non gliela ha davvero inviata il mullah omar..


Noi "penetrare"??
ci stanno penetrando a noi da anni i francesi , i teschi , gli americani etc col loro business , si stanno comprando tutto...
cosa vuoi penetrare...
anche in una ipotetica gara arriveranno sempre prima loro no?
noi dobbiamo in tutti i modi far si' che l'imperialismo americano crolli allora potremmo , noi insieme a tedeschi , spagnoli e francesi , tornarea far un pò di imperialismo , l'€ forte già ce l'abbiamo , ma è solo un primo passo.
Ma è questione di decenni , per ora dobbiamo liquidare l'imperialismo yankee , sia finanziario che militare che culturale-mediatico.
Ultima modifica di Robert; 14-02-10 alle 00:56
CLAUDIA CONTE, TI AMO!


Ultima modifica di Odissea; 14-02-10 alle 00:57




Fecero lo stesso gli americani contro l'URSS.Non pensate che al di la delle parti politiche in gioco e al di la dell'ideologia,sia sbagliato sostenere un gruppo di guerriglieri che intendono creare uno stato islamico ultra(ultraultraultra) fondamentalista?
Per quanto mi riguarda, gli USA non sono certo andati lì né per le donne inburkate, né per i diritti umani, ed è possibile che non l'abbiano fatto nemmeno per Bin Laden, se non come scusa. All'epoca i Taleban si dissero contrari ad estradarlo negli USA, ma lo arebbero fatto verso un altro Paese islamico, dove sarebbe stato processato.
Processo molto difficile, visto che ancora oggi non è ufficialmente ricercato per gli attentati dell'11/9, ma per altri atti terroristici commessi in precedenza. Per questo, probabilmente, sono passati all'invasione senza dare risposta.
Ad una bella bugia preferisco una brutta realtà. E la realtà è che l'Afghanistan è sotto occupazione ed è governato (insomma, quantomeno ci provano...) da un governo fantoccio imposto dall'esterno, senza una vera legittimazione, corrotto, legato al traffico di droga e in alcune (o molte) sue parti solo di poco meno fondamentalista e violento dei Taleban.
Questi ultimi non sono dei santi, tutt'altro, e di gran parte delle loro politiche il mondo avrebbe volentieri fatto a meno. Ma:
1- sono una forza politico-militare afghana, o quantomeno regionale.
2- non tutta la resistenza è costituita dai Taleban (anzi), e non tutti i resistenti sono definibili "terroristi".
Ecco, appunto.A me i talebani hanno fatto sempre schifo,per l'Afghanistan
era decisamente meglio il governo filorusso rovesciato poi
dagli islamici sovvenzionati da usrael.
Io non li considero il "male minore" perché hanno creato loro il "male maggiore", ai tempi dell'intervento sovietico. Ora come ora, io ancora spero che riescano a normalizzare la situazione, ma non troppo. So come andrà a finire. Il governo afghano diverrà abbastanza forte da far finta di reggersi da solo, la NATO se ne andrà, la resistenza al governo Karzai o chiunque verrà dopo di lui rialzerà la testa e saremo punto a capo, nella stessa situazione di prima dell'intervento USA.Io non ritengo valide le giustificazioni morali degli americani,ma in questo contesto li considero il "male minore".
Solo, con qualche milione di afghani in meno.
Infatti.Se è una potenza straniera ad imporre loro una differente cultura,la risposta sarà sempre aggressiva.
« L'idea più stravagante che possa nascere nella testa di un uomo politico è quella di credere che sia sufficiente per un popolo entrare a mano armata nel territorio di un popolo straniero per fargli adottare le sue leggi e la sua costituzione. Nessuno ama i missionari armati; il primo consiglio che danno la natura e la prudenza è quello di respingerli come nemici. »
Robespierre


Quello di Halberdier mi sembra un post sensato su cui concordo in pieno.
In ogni caso, il problema qua non è schierarsi con i Talebani o con gli Americani.
Obama vorrebbe trattare con i cosiddetti 'talebani moderati' (ostridicolo: ), il governo Karzai non ha di certo abolito la sharia, il primitivismo semita o come cavolo volete chiamarlo è comunque rimasto, forse oggi si beve più Coca Cola e si vendono i Levi's, gira più oppio per le strade, ma in ogni caso le donne rimangono coi burqa e a diffondere il Verbo di Cristo non ci pensa nessuno.
Quella del no burqa mi è sempre sembrata una battaglia per muovere gli animi in europa, ma se poi spesso in europa ci lamentiamo che queste donne, da noi , vogliono a tutti i costi indossare il burqa , vuol dire che è un costume sentito sentito come proprio e giusto (per una serie di questioni religiose/tradizionali e paradossalmente come simbolo e tutela della bellezza femminile riservata questa solo allo sposo ).
Ci lamentiamo che queste donne lo portano in Italia e poi vorremmo andarle a liberare da quello che - secondo noi - sarebbe null'altro che un oppressione mentre appunto si appalesa che è una scelta spessissimo della donna stessa.
Poi si può postare l'articolo della singola giornalista afghana (magari cresciuta negli usa) che pretende di parlare a nome di tutte le donne.
Ma non si può veramente pensare che ogni singola persona che dica di parlare a nome di una moltitudine la rappresenti sinceramente.
Ma gli americani sono il popolo meno adatto a fare i missionari ed esportatori di cultura, figuriamoci di fede.e a diffondere il Verbo di Cristo non ci pensa nessuno.
Anzi, è più facile che ottengano l'effetto contrario.
"Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi " - Arnaud Amaury


A me che una musulmana nel suo paese voglia mettere il burqa non cambia niente. Faccia ciò che preferisce. Mi limitavo a far notare che gli USA non hanno di certo trasformato l'Afghanistan in una nazione in cui le donne vanno in giro in jeans e maglietta, come invece credono i soliti neocons.
Anche perchè la loro unica fede è nel denaro e in loro stessi.Ma gli americani sono il popolo meno adatto a fare i missionari ed esportatori di cultura, figuriamoci di fede.
Anzi, è più facile che ottengano l'effetto contrario.
Il problema è che c'è chi pensa che queste vogliano essere liberate da qualcosa che invece è proprio loro, rappresenta il loro modo d'essere donna e nella loro ottica la libertà d'essere ciò che sono.
Diffido sempre dai liberatori sulla pelle altrui.
Ai miei tempi , si usavano meno parole e si diceva direttamente "servi del demonio".Anche perchè la loro unica fede è nel denaro e in loro stessi.
"Uccideteli tutti! Dio riconoscerà i suoi " - Arnaud Amaury
Ottima la citazione di Robespierre.Per la questione del velo,inteso come simbolo cultutare tipico delle realtà islamiche,prediligo la regolamentazione che ne hanno dato gli Ayatollah iraniani,che non a caso si sono sempre espressi in termini critici verso il burqa afghano,in quanto ritenuto frutto di una errata lettura dei passi coranici.In Iran le donne che percepiscono il velo come elemento di orgoglio,hanno ricevuto una educazione differente rispetto a quella talebana(che è un misto di pashtwali e islam estremizzato).Nella concezione iraniana la donna ha dei diritti "identici"(virgolette..) a quelli dell'uomo ma allo stesso tempo doveri differenti(e da qui discende tutta l'impostazione dei rispettivi ruoli).Mentre le afghane ricevono una "educazione" secondo la quale il loro corpo è una vergogna,e puo essere posseduto e gestito come se fosse un'oggetto dall'uomo.In tal caso viene meno l'aspetto umano della donna,manca la libertà e la comprensione del proprio ruolo sociale e civile ,in quanto viene ad esse attribuito un non-ruolo.Un po come la storia dello schiavo che non desidera la libertà perchè non la conosce.