@ Ataturk.. perdonate gli errori di grammatica
@ Ataturk.. perdonate gli errori di grammatica


Ultima modifica di Canaglia; 13-02-10 alle 23:33
Passata la buriana facciamo i conti
Canaglia qualche post sopra ho specificato che se dovessero vincere i Talebani e se dovessero riprendere il controllo totale sul paese a me non cambierebbe nulla. Dire che gli afghani combattono per qualcosa in cui credono è un'affermazione troppo generica,in quanto al'interno del paese non tutti evidentemente condividono il modello sociale Talebano,visto che come ho gia spiegato esistono minoranze avverse al regime come ex-comunisti,filomonarchici o semplicemente musulmani che preferirebbero un modello sociale islamico affine a quello iraniano o comunque piu moderato rispetto a quello fondamentalista Talebano.E poi la tua affermazione esclude dalle categorie interessate le donne.Io ritengo esistano dei diritti civili universali e quindi applicabili a qualunque realtà sociale,tuttavia se la situazione dovesse rimanere come quella attuale io non muoverei un dito per cambiarla.La accetterei ma non la appoggerei o condividerei,ed è questo il nocciolo del thread.Prendo atto dell'esistenza del modello sociale Talebano,ma non ne condivido gli obbiettivi,e tra un'occupazione fondamentalista e una forma di governo afghana "moderata" e civile preferisco la seconda.E giusto per intenderci "moderata" non significa necessariamente democratica o filo americana,sia chiaro.


Riconoscere la legittimità di una lotta ad una occupazione militare straniera prescinde dal concetto di società che si ha in mente per il post-liberazione.
Che è poi un concetto molto vago, dal momento che in Afghanistan combattono diverse fazioni con obiettivi molto diversi (gli uzbeki rispetto ai talebani, ad esempio).
Resta il fatto che il minimo comun denominatore è quello di liberare la propria terra.
Poi, se ce la faranno, dopo, una volta liberi, instaureranno un regime fascista, o torneranno ad ammazzarsi tra di loro, o chissà che altro. Affari loro
Ultima modifica di Canaglia; 13-02-10 alle 23:54
Passata la buriana facciamo i conti


ECCOLI I TALEBANI
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Io contesto tanto l'occupazione americana(che ho gia spiegato essere motivata da ben altri interessi che non l'emancipazio delle donne e robe simili) tanto il regime Talebano,che a mio avviso nega quei diritti basilari che dovrebbero essere parte integrante di ogni nucleo sociale.Infatti per come la penso io,la liberazione del paese dovrebbe avvenire attraverso due fasi principali,abbattimento del regime e cacciata delle truppe Nato.E ho auspicato un governo che smussi gli elementi negativi e tribali del contesto sociale afghano e ponga le basi per un minimo di civiltà atta a garantire una vita dignitosa sia a uomini che a donne(tenendo presente che siamo cmq in un contesto islamico,e quindi non puo presentare similitudini con le realtà occidentali).Che siano filomonarchici o mussulmani filo-iraniani poco mi importa.Cmq come ho gia detto se la situazione dovesse capovolgersi totalmente a favore dei Talebani io non verserò di certo lacrime,mi limiterò a non condividerne le aspirazioni fondamentaliste,tutto qui.Che poi tagiki,hazara pashtun e compagnia cantante continueranno a farsi la guerra non è detto,certo le ostilità tribali non si cancellano dal giorno alla notte,ma non è detto che con un governo piu "moderato" si passi automaticamente alla guerra civile,moderato non significa debole.


Il regime Talebano faceva schifo , un primivismo semitico imposto a popolazioni caucosoidi-aryo-mongole , davvero orripilante detto ciò però io ragiono in base alla formula:
Tutto ciò che dà fastidio all'imperialismo americano va appoggiato
Più tempo , più soldi , più militari perdono gli USA in Afghanistan (ed Iraq ed in tutti gli altri teatri di guerra) e meglio è per l'Europa.
CLAUDIA CONTE, TI AMO!


Robert quindi preferisci un regime primitivista semitico a un regime americaneggiante? non sarebbe più facile (per noi) penetrare e cambiare un regime americaneggiante, che di per se è un regime vuoto di valori, piuttosto che un regime islamico che tramite il controllo religioso si assicura una forte solidità?
Sarebbe auspicabile che entrambi i "regimi" crollassero,perlomeno si rimescolerebbero le carte in tavola.Tuttavia per come la vedo io nello specifico contesto afghano, gli americani appaiono come il male minore.Nel contesto specifico i Talebani li considero una piaga meno sopportabile rispetto all'occupazione americana.Comunque la liberazione autentica del paese puo avvenire solo dall'interno,se la situazione continuerà a essere gestita da "esterni" rimarrà immutabile.


Concordo e allego il testo della lettera che il mullah Omar inviò circa un anno fa a Marco Travaglio.
17 aprile
Lettera del Mullah Omar a Marco Travaglio
POSTA PRIORITARIA DEL MULLAH OMAR
Chi scrive è il mullah Omar. Ho 44 anni, 4 mogli, vari figli, sono di Kandahar, dunque non sono arabo: sono afghano. Nella mia vita ho fatto un po' di tutto: il combattente, il politico, la guida spirituale, di nuovo il combattente. Ho conosciuto i più grandi eserciti del mondo: a 20 anni combattevo l'Armata rossa (ci ho rimesso letteralmente un occhio della testa), ora combatto gli Stati Uniti, gli inglesi e i loro alleati della Nato. Solo che, quando combattevo i sovietici, a voi occidentali piacevo tanto: le armi ce le passavate voi. Ora, comprensibilmente, non vi piaccio più. Eppure sono rimasto lo stesso.
Conosco Bin Laden dai tempi dell'invasione sovietica, quando anche lui vi piaceva parecchio. Ma non abbiamo niente in comune: lui è un arabo, un califfo saudita pieno di petrodollari. Ci aiutò contro l'Armata rossa e dopo ci diede un sacco di soldi per costruire strade,ponti, scuole e ospedali. Per questo era molto amato dagli afghani e quando entrai in Kabul, nel 1996, lo lasciai lì. Ma nel `98 fu accusato di aver ordito gli attentati alle ambasciate Usa in Kenya e in Tanzania, e la sua presenza in Afghanistan divenne un problema.
Anche perchè Clinton cominciò a bombardare nel mucchio, nella zona di Khost, pensando che lui fosse lì: invece morirono centinaia di civili. Tra il mio governo e Clinton ci fu una trattativa: ma sì, risulta dai documenti del Dipartimento di Stato, anche gli americani trattavano con i talebani. Avevano il mio numero. Mandai il mio braccio destro Wakij Ahmed a Washington, a incontrare due volte Clinton: il 28 novembre e il 18 dicembre `98. Clinton voleva che ammazzassimo Bin Laden, o almeno lo espellessimo. Espellerlo non potevamo: era troppo popolare.Offrimmo di fornire le coordinate del suo nascondiglio, così che gli Usa potessero centrarlo a colpo sicuro. Purchè la smettessero di bombardarci. Clinton, inspiegabilmente, rifiutò.
Poi i nostri rapporti peggiorarono ancora, ma non certo per il burka alle donne o per le tv distrutte o per le statue del Buddha polverizzate: fu perché rifiutai di affidare la costruzione del mega gasdotto dal Turkmenistan al Pakistan all'americana Unocal. Gli americani se la legarono al dito, anche perché nell'Unocal erano impicciati Dick Cheney, Condoleezza Rice e l'attuale presidente afghano Hamid Karzai. Ora fingete di scandalizzarvi tanto per l'oppio: ma nel '98 e nel '99 proposi più volte all'America e all'Onu di bloccare la coltivazione del papavero in cambio del nostro riconoscimento. Risposero picche. Nel 2000 bloccai unilateralmente la coltivazione del papavero, tra le proteste di centinaia di migliaia di contadini: ma il Corano vieta di produrre e consumare droga, e per me il Corano è una cosa seria. Risultato: il prezzo dell'oppio salì alle stelle. Un danno terribile per le grandi mafie del narcotraffico mondiale. Sarà un caso, ma meno di un anno dopo ci avete attaccati. Ora, nell'Afghanistan "liberato" e "democratico", si produce più oppio di prima: produciamo l'87% dell'oppio mondiale.
Dopo l'11 settembre gli americani ci han chiesto di nuovo di consegnare Bin Laden. Abbiamo chiesto le prove del suo coinvolgimento. Non ce le han date. Noi non abbiamo dato Bin Laden. E ci hanno attaccati. Anche se non c'era un solo afghano nei commandos delle Torri gemelle, né un solo afghano è stato mai trovato nelle cellule di Al Qaeda: c'erano sauditi, egiziani, giordani, tunisini, algerini, marocchini, yemeniti. Non afghani nè iracheni. Eppure avete invaso proprio l'Iraq e l'Afghanistan. Avete mai pensato di bombardare la Sicilia per cinque anni per stanare Provenzano? Eppure quello era latitante da 43 anni, Bin Laden solo da un paio.
Noi non siamo un popolo di terroristi. Le prime autobombe sono esplose nel 2006, dopo 5 anni di occupazione. Un po' perché questi 5 anni hanno sconvolto e imbarbarito le nostre tradizioni. Un po' perché molti terroristi vengono da fuori. Un po' perché coi russi, almeno, riuscivamo a fare la guerra: le loro truppe erano sul campo. Con gli americani è impossibile: li vediamo sfrecciare sui loro B52 a 10 mila metri d'altezza. Un anno fa un Predator americano, senza pilota né equipaggio, ha bombardato il piccolo villaggio pachistano di Domadola, al confine con l'Afghanistan, pensando che io e Al Zawahiri fossimo lì. Ha ucciso 18 civili, tra cui 8 donne e 5 bambini. Nessun americano, per il semplice motivo che gli americani non c'erano: il Predator era telecomandato da una base del Nevada, dove il pilota dirigeva le operazioni via satellite. E' la "guerra asimmetrica", che è a costo zero, almeno per voi. Non per il nostro popolo.
Badate, non voglio certo fare il santerellino. Io sono un guerriero feroce e fanatico. Ma leale. Finchè ho avuto il controllo della situazione, non abbiamo avuto sequestri di persona: una volta che una giornalista inglese penetrò nel nostro paese travestita da uomo, fu trattata bene e, accertato che non era una spia, rilasciata senza contropartite tre giorni dopo. Che mi dite invece dei vostri agenti che, nella libera Milano, han sequestrato un imam per mandarlo in Egitto e farlo torturare?
Dite che teniamo le nostre donne troppo coperte. Può darsi. Ma voi esagerate nell'altro senso: possibile che da voi una donna, per andare in tv, debba mettersi in costume da bagno, magari col crocifisso tra le tette? Non avete un posto più decente per mettere il figlio del vostro Dio?
E' vero, non riconosco lo Stato laico e la separazione tra religione e politica. Ma proprio voi venite a dare lezioni? Mi risulta che anche da voi molti politici prendano ordini da capi religiosi, tra l'altro residenti in uno Stato straniero.
Ora vi devo salutare. Ma consentitemi di ringraziarvi per il servigio che, involontariamente, avete reso a me e ai taliban: nel 2001, quando ci avete cacciati da Kabul, stavamo sulle palle a gran parte degli afghani.Ora che gli afghani vi hanno conosciuti e han visto all'opera il cosiddetto presidente democratico Karzai, siamo diventati popolarissimi. Tant'è che io continuo a girare in bicicletta e in sidecar. Sulla mia testa c'è una taglia da 50 milioni di dollari, ma nessuno ha mai pensato di tradirmi per intascarla. Vi lascio con un pensiero di un vostro santo, che dovreste conoscere bene, Agostino da Ippona. E' tratto dal De Civitate Dei: "Una volta fu portato al cospetto di Alessandro Magno un famoso pirata fatto prigioniero. Alessandro gli chiese: `Perchè infesti i mari con tanta audacia e libertà?'. Il pirata rispose: `Per lo stesso motivo per cui tu infesti la terra; ma poiché io lo faccio con un piccolo naviglio, sono chiamato pirata; poichè tu lo fai con una grande flotta sei chiamato imperatore'". Meditate, infedeli, meditate.
Cordiali saluti, il Mullah Omar
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