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Discussione: Mostre a Roma

  1. #31
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    Mostra:Pig
    Artisti:Perino&Vele
    Città:Roma
    Struttura: V.M.21 Contemporanea
    Indirizzo:Via della Vetrina, 21 - 00186 Roma, RM
    Telefono:extractTels("06/68891365") 06/68891365
    E-mail:info@vm21contemporanea.com
    Sito Web:http://www.vm21contemporanea.com
    Data:dal 30.11.2006 al 05.02.2007
    Prezzi orientativi:Evento gratuito
    Accesso disabili:No
    Note:Opere di Perino&Vele.

  2. #32
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    Mostra:Mostra al Museo dell'Ara Pacis
    Città:Roma
    Struttura: Museo dell'Ara Pacis
    Indirizzo:Lungotevere in Augusta - 00186 Roma, RM
    Telefono:extractTels("06/82059127") 06/82059127
    Data:dal 01.12.2006 al 07.01.2007
    Prezzi orientativi:3 Euro - 6.5 Euro
    Accesso disabili:No
    Note:Presso il Museo dell'Ara Pacis saranno esposti plastici e tavole di tutti i progetti che hanno partecipato al concorso finalizzato al restyling del famoso altare.

  3. #33
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    Mostra:Fuksas. unsessantesimodisecondo
    Città:Roma
    Struttura: Maxxi - Museo nazionale delle arti del XXI secolo
    Indirizzo:Via Guido Reni, 2/b - 00196 Roma, RM
    Telefono:extractTels("06/3210181") 06/3210181
    Sito Web:http://www.maxximuseo.org
    Data:dal 02.12.2006 al 28.02.2007
    Prezzi orientativi:Non disponibili
    Accesso disabili:
    Note:Presso il MAXXI-Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, saranno espostoste, attraverso disegni ed immagini, le opere ideate e realizzate nel corso degli anni dallo Studio del grande architetto italiano Massimiliano Fuksas.

    La mostra di Massimiliano Fuksas vuole essere un importante riconoscimento ad un architetto che, della diversità e dell’ideazione di forme esasperate, ha fatto la sua forza. Grazie ad una continua ricerca sui nuovi materiali e sulle nuove tecniche di costruzione, l’architetto Fuksas è stato capace di ideare e produrre progetti dai volumi liberi, disinibiti e talvolta vertiginosi.

    Saranno in mostra i modelli e i prototipi di progetti che lo Studio Fuksas ha utilizzato per realizzare alcune delle ultime opere, insieme agli schizzi dell’architetto dai quali tali progetti hanno preso vita.
    In questo percorso espositivo lo spettatore riesce a cogliere l’iter creativo che pervade ogni singola opera, dal suo concepimento al suo compimento.

  4. #34
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    Mostra:Memorie dal sottosuolo. Ritrovamenti archeologici 1980-2006
    Città:Roma
    Struttura: Olearie papali
    Indirizzo:Piazza della Repubblica, 12 - 00185 Roma, RM
    Telefono:extractTels("06/39967700") 06/39967700
    Data:dal 02.12.2006 al 25.02.2007
    Prezzi orientativi:6.5 Euro - 10 Euro
    Accesso disabili:No
    Note:Saranno esposti oltre mille importanti reperti rinvenuti durante gli scavi per opere civili, di manutenzione, didattiche e scientifiche, effettuate nel territorio urbano e suburbano della capitale nel corso degli ultimi 20 anni.

  5. #35
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    Mostra:Frascati al tempo di Pio IX e del Marchese Campana
    Città:Roma
    Struttura: Scuderie Aldobrandini
    Indirizzo:Piazza Guglielmo Marconi, 6 - 00044 Frascati, RM
    Telefono:extractTels("06/9417195") 06/9417195
    Data:dal 03.12.2006 al 04.03.2007
    Prezzi orientativi:2.58 Euro - 5.16 Euro
    Accesso disabili:No
    Note:Presso le Scuderie Aldobrandini, la Frascati dell'800 sarà raccontata attraverso la storia e le vicende del marchese Campana (nobile e collezionista) e della prima ferrovia dello Stato Pontificio, la Roma-Frascati, la cui ricostruzione portò a rapidi cambiamenti urbani e sociali.

  6. #36
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    Mostra:In my beginning is my end
    Artisti:Yosuke Taki
    Città:Roma
    Struttura: Galleria Luxardo
    Indirizzo:Via Tor di Nona, 39 - 00186 Roma, RM
    Telefono:extractTels("06/68309555") 06/68309555
    E-mail:info@gallerialuxardo.com
    Sito Web:http://www.gallerialuxardo.com
    Data:dal 05.12.2006 al 28.01.2007
    Prezzi orientativi:Evento gratuito
    Accesso disabili:
    Note:Fotografie di Yosuke Taki.


    L'artista giapponese Yosuke Taki presenta, in questa sua prima personale a Roma, una complessa riflessione su quello che T.S.Eliot nei suoi indimenticabili versi de Four Quartets ha chiamato "Zero summer, - Where is the summer, the unimaginable" -la stagione originale della genesi universale. Grandi immagini di particolari provenienti dal mondo vegetale invadono le pareti: foglie di cardo mariano, di girasole, fiori di cardo dei lanaioli, fiori di loto - secchi, ingialliti e accartocciati - che sprizzano una inaspettata vitalità, primordiale. Sono epifanie. I fiori di Taki hanno qualcosa di provvidenziale nei loro lineamenti, nelle loro espressioni, qualcosa che nessun uomo potrebbe mai creare. Una perfezione irraggiungibile. Taki ci fa assistere a questi momenti epifanici e nel guardare le sue piante sembra anche a noi di sfiorare la "zero summer", ritrovando aldilà delle immagini visive la nostra essenza invisibile, il nostro "autoritratto da estate zero". Taki prosegue il suo cammino e si emerge nel mondo dei piccoli insetti in " Dreams of dead insects ovvero canti funebri di una piccola bambina selvatica. Ispirato a un racconto di Laura Biagi, un'artista cantante, di una bambina che celebrava riti funebri per insetti morti con i suoi primissimi canti, Yosuke Taki mette inscena il teatro dei gesti rituali della bambina che costruisce cimiteri tra i cespugli sulle dune lungo la spiaggia, piccoli anfiteatri dell'eternità. Le immagini rappresentano la parte dei sogni degli insetti, ovvero i sogni generati dal canto della bambina, i suoi richiami ai morti trasformati in visione di un prato incantato. Un prato magico colorata in cui lo spettatore ancora una volta scopre la zero summer, la simbiosi del deperire e divenire, la stagione originale delle genesi, in cui fiammeggiano all'improvviso colori scintillanti, impossibili da concepire. Le fotografie di Yosuke Taki sono immagini -sentinelle che ci riportano in memoria visioni che abbiamo credute cancellate nella nostra mente e che improvvisamente riemergono quasi con un sussulto, un brivido. E' il momento in cui ci rincontriamo con la nostra essenza invisibile, il nostro "estate zero". Yosuke Taki Nasce a Tokyo nel 1962. Si laurea nel 1985 in Letteratura francese presso l'Università di Waseda (Tokyo). Dal 1985 al 1988 frequenta i corsi del dottorato di ricerca all'Istituto di Studi Teatrali dell'Università di Waseda scrivendo la tesi del master "La storia dei buffoni alla corte francese dal medioevo al rinascimento" (1987) e un breve saggio "Lettere di voci" (1987) sulla copiosa corrispondenza tra un arlecchino e Maria de' Medici. Dal 1985 al 1988 studia il teatro Kyogen, forma tradizionale di commedia giapponese, con il maestro Kosuke Nomura (attuale Mannojo Nomura). Dopo un anno di esperienza come aiuto-regista al Yokohama Boat Theatre, arriva nel 1988 in Italia dove attualmente vive e lavora. Nel 1988 frequenta il corso di costruzione di maschere teatrali presso il Centro Maschere e Strutture Gestuali di Donato Sartori a Padova, e nel luglio 1989 collabora per il convegno internazionale sulle maschere organizzato dallo stesso centro. Dal 1990 al 1993 studia recitazione a Milano con il maestro Kuniaki Ida. Costruisce le maschere per gli spettacoli Conversazione sotto la pioggia, messo in scena da Marina Spreafico (1989, Teatro Arsenale), Isola disabitata di Carlo Goldoni, messo in scena dall'Associazione Culturale di Creazione Drammatica di Milano (1991 Milano, Legnano, Le Puy en Velay, ecc.), e Yo Frida Khalo messo in scena da TICVIN TEATRO (1992 Milano al Teatro dell'Elfo, Teatro Verdi, ecc.). Attualmente, oltre a lavorare come sempre in campo teatrale, prosegue la sua ricerca artistica con il video e la fotografia intitolata "Zero summer - The secret life of plants" . Mostre: o Consolato Generale Giapponese di Milano (personale, aprile 2002) o L'istituto giapponese di cultura di Roma (collettiva "Sur-face", febbraio - aprile 2003) o Premio Michetti a Francavilla al mare, CH (collettiva, luglio - settembre 2003, menzionato) o Galleria Fabbrica Eos di Milano (collettiva, luglio - settembre 2003) o Società Umanitaria, Milano, la mostra "Il canto della terra" con musicista Antonio Testa e altri due fotografi Roberta Tudisco e Enrico Labriola, dal 14 al 19 dicembre 2004. o Laboratorio delle arti di Piacenza (personale - ottobre 2005) o Galleria Luxardo a Roma (personale, novembre 2006 - gennaio 2007) La mostra sarà accompagnata da un testo di Marco Belpoliti


  7. #37
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    Mostra:Adolf Loos (1870-1933). Architettura. Utilità e decoro
    Città:Roma
    Struttura: Galleria Nazionale d'Arte Moderna
    Indirizzo:Viale delle Belle Arti, 131 - 00196 Roma, RM
    Telefono:extractTels("06/32298451") 06/32298451
    Sito Web:http://www.gnam.arti.beniculturali.it/loos.htm
    Data:dal 07.12.2006 al 11.02.2007
    Prezzi orientativi:7 Euro - 9 Euro
    Accesso disabili:
    Note:Presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna, una vasta selezione di progetti ed architetture ripropongono le tappe fondamentali dell'opera di Adolf Loos. Saranno esposti i progetti di oltre 40 opere architettoniche, nel complesso sono esposti 190 oggetti, di cui 66 disegni autografi, 20 modelli di ricostruzione e 90 stampe fotografiche di immagini d'epoca.


    L’opera di Adolf Loos (1870–1933) rappresenta un episodio cruciale nella storia dell’architettura del Novecento non solo per gli edifici che l’architetto realizzò, ma anche per la tenacia con cui si fece promotore di un’idea di architettura volta a una schietta semplificazione delle forme. Loos realizzò un numero esteso di opere, per la maggior parte di dimensioni contenute, ma destinate a diventare ben presto molto note tra gli architetti del suo tempo, e che esercitarono un’influenza ancor più profonda su quelli delle generazioni successive. Non è facile comprendere a fondo le ragioni di tale fortuna, basata sull’istanza di rinnovamento dell’architettura che attribuiva pari importanza alla qualità costruttiva e a quella formale del manufatto e sull’idea che la forma dovesse rappresentare niente piú che un’onesta risposta alle aspettative dell’uomo. La rinuncia ad ogni formalismo superfluo per Loos divenne al contempo un criterio di giudizio e un concreto mezzo per operare. La Galleria Nazionale d’Arte Moderna in collaborazione con l’Istituto Storico Austriaco a Roma e l’Albertina di Vienna, propone per la prima volta al pubblico italiano una vasta selezione di progetti e architetture che ripropongono le tappe fondamentali del suo lavoro. Per mezzo di disegni autografi, modelli, fotografie d’epoca e oggetti d’arredamento è possibile mettere a confronto le principali realizzazioni e ricostruire i tratti più importanti di una vasta e articolata attività professionale. I materiali, in gran parte provenienti dall’archivio Loos dell’Albertina e da altri musei e prestatori viennesi, mettono in mostra oltre quaranta opere architettoniche suddivise in cinque sezioni, che raccolgono progetti di concorso, architetture realizzate, arredi interni e oggetti d’uso.
    Nel complesso sono esposti 190 oggetti, di cui 66 disegni autografi, e numerosi altri documenti dell’epoca, 20 modelli di ricostruzione, di cui uno originale proveniente dall’archivio dell’architetto, 90 stampe fotografiche di immagini d’epoca.
    L’esposizione si articola come segue:
    PROFILO BIOGRAFICO / DOCUMENTI DI UN PERCORSO INTELLETTUALE: SCRITTI E CONFERENZE. Avvalendosi dell’ampia raccolta di fotografie, in molti casi inedite, conservate nell’archivio dell’Albertina di Vienna, le sezioni strettamente collegate, seguono le tappe fondamentali della biografia di Loos e ricostruiscono un profilo intellettuale che appare dominato da un progetto culturale volto a semplificare le forme architettoniche sulla base di un’istanza etica. La selezione raccoglie ritratti, frontespizi delle principali pubblicazioni e manifesti delle frequentatissime conferenze di Loos che infiammavano il dibattito pubblico a Vienna e in alcune tra le più importanti città europee e destinati a diventare talvolta i manifesti di un’autonoma idea di modernità.
    ICONE DEL NOVECENTO: TRE CONCORSI INTERNAZIONALI. Presenta tre progetti rimasti sulla carta e redatti in occasione di altrettanti concorsi internazionali per grandi edifici a destinazione terziaria da realizzare in Europa e in America. In questa sezione si possono vedere il celeberrimo progetto per la Chicago Tribune Tower e quelli per il Municipio di Città del Messico e il Grand Hôtel Babylone a Nizza.
    PROPOSTE PER LA CAPITALE DELL’IMPERO. Raccoglie sette progetti non realizzati che documentano altrettante proposte su differente scala, che vanno da ipotesi per la correzione dell’assetto urbano del centro a tavole di presentazione redatte in occasione di concorsi per interventi monumentali a grande scala. Di particolare interesse risulta la visualizzazione tridimensionale di tali progetti per mezzo di modelli di ricostruzione. La parte finale di questa sezione è dedicata alla più importante architettura di Loos, l’edificio commerciale Goldman & Salatsch realizzato nel cuore di Vienna di fronte all’ingresso del palazzo imperiale. La prestigiosa collocazione dell’immobile e la radicale semplificazione delle forme proposte causarono all’epoca violente polemiche, conferendo all’autore la fama di provocatore che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Il progetto è analizzato nella sua risonanza urbana, nelle destinazioni d’uso interne e nei raffinati dettagli costruttivi e di rivestimento, che si possono ancora oggi ammirare.
    AMBIENTI DI UNA METROPOLI. NEGOZI E LOCALI PUBBLICI. Intimamente legata all’edificio per la Goldman & Salatsch la sezione parte dalla considerazione del ruolo pubblico svolto dai caffè e dai locali nella capitale asburgica, che costituiscono una sorta di prolungamento dello spazio cittadino entro i perimetri degli isolati. Attraverso una severa selezione tra le numerosissime realizzazioni di Loos dedicate a queste destinazioni d’uso si individuano le tappe di un’attività che avrebbe influito in modo determinante sulla futura concezione dell’arredo e sull’impiego di mobili di uso frequente. Tra le realizzazioni viennesi maggiormente celebrate si segnalano il negozio Kniže e il Café Museum (definito al tempo dalla voce popolare Café Nihilismus per sottolinearne la radicale austerità dell’arredo).
    RISPOSTE PER L’EDILIZIA VIENNESE NELLA PRIMA REPUBBLICA. Affronta per mezzo di sei progetti il tema, fino ad oggi non molto indagato, del coinvolgimento dell’architetto nell’ufficio per l’edilizia abitativa del comune di Vienna. Tale lavoro, sviluppato nell’arco di meno di tre anni risulta caratterizzato da una produzione estrememamente varia che va dalla concezione di grandi complessi alla progettazione di piccole case di emergenza. Tra le scarse opere realmente eseguite in questo campo si presentano nella mostra le case realizzate nella Werkbundsiedlung. In questo contesto fa eccezione per dimensioni e destinazione d’uso l’ipotesi di intervento per un grande polo terziario nel giardino di palazzo d’Este (Modenagründe) concepita come un vero e proprio forum ludens della nuova società democratica uscita dalla guerra Mondiale.
    RIFORMA DELLA QUOTIDIANITÀ. AMBIENTI DOMESTICI E OGGETTI D’USO. Propone una selezione di nove oggetti che dimostrano da un lato la semplificata concezione di Loos degli spazi interni e dall’altro testimoniano il rifiuto, ribadito costantemente negli scritti, di progettare tutti gli oggetti che accompagnano la vita quotidiana. Un ristretto gruppo di oggetti originali affiancati da documenti d’epoca permette di riconoscere la consuetudine di adattare alle necessità contingenti oggetti tratti dalla produzione corrente che l’architetto spesso affidava per la realizzazione a maestranze di propria fiducia.
    LA CONQUISTA DEL RAUMPLAN. VILLE E CASE UNIFAMILIARI. Rappresenta uno dei motivi di indiscussa fama dell’architetto, a cui è unanimemente riconosciuto un ruolo cruciale per la storia dell’abitazione nel secolo scorso. La sezione per mezzo di nove esempi realizzati tenta di ricostruire i contorni di un’attività estremamente varia all’interno di un tema che comprende dalle case unifamiliari di piccole dimensioni ai grandi impianti di ville divenuti ormai ‘classici’ dell’architettura del Novecento. La sezione fa leva sull’opportunità di confrontare disegni autografi, modelli analitici e l’unico plastico di progettazione originale giunto fino ai nostri giorni. La ricca articolazione degli spazi destinati alla vita domestica fu costantemente accompagnata dalla ricerca di un’austera semplificazione degli esterni; la conquista della libera aggregazione di volumi interni – Raumplan – si svolse in effetti entro alcuni limiti autoimposti. Si segnalano le ville Steiner, Moller e Rufer a Vienna, la casa di Tristan Tzara a Parigi, la villa Müller a Praga e lo chalet Khuner sulle montagne del Semmering. Viste da fuori, le sue case sembrano nascondere la complessità degli organismi interni dentro volumi rigorosamente elementari. I suoi più fruttuosi sforzi ideativi nascono forse proprio da questo apparente paradosso, a cui sarebbe rimasta indissolubilmente legata anche la fortuna della sua lezione.
    Allestimento: Manuela De Sanctis, Paola Mastracci.
    Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma - Ufficio Stampa
    dottr.ssa Carla Michelli
    tel. 06/322 98 328 - e-mail: cmichelli@arti.beniculturali.it

    e-mail:ss-gnam.uffstampa@beniculturali.it
    Per informazioni sul programma didattico e sulle visite guidate:
    Galleria Nazionale d’Arte Moderna tel. 06 322 98 451 (dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.30)
    Iniziative collaterali. La mostra sarà inoltre affiancata da una serie di conferenze e video-documentazioni nella sede dell’Istituto Storico Austriaco di Roma, viale Bruno Buozzi 113, 00197 Roma.
    tel. 06 36 08 261

    Con i contributi di:
    Istituto Italiano per gli Studi Filosoficio e Laboratorio Morseletto

  8. #38
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    Mostra:Enrico Del Debbio architetto. La misura della modernità
    Città:Roma
    Struttura: Galleria Nazionale d'Arte Moderna
    Indirizzo:Viale delle Belle Arti, 131 - 00196 Roma, RM
    Telefono:extractTels("06/32298221") 06/32298221
    Data:dal 07.12.2006 al 04.02.2007
    Prezzi orientativi:7 Euro - 9 Euro
    Accesso disabili:
    Note:Presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna, la mostra documenta circa 250 progetti attraverso oltre 20.000 elaborati grafici, corrispondenza, fotografie, lastre e materiali relativi all'attività didattica, scientifica e culturale, che documentano oltre sessant'anni di attività, dal 1909 al 1970.

  9. #39
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    Mostra:De Urbe
    Città:Roma
    Struttura: M.I.C.R.O
    Indirizzo:Via di Monte Testaccio, 34/a - 00153 Roma, RM
    Telefono:extractTels("06/45494495") 06/45494495Contattalo con Repubblica Voice
    Sito Web:http://www.microarte.org
    Data:dal 14.12.2006 al 12.01.2007
    Prezzi orientativi:Evento gratuito
    Accesso disabili:No
    Note:Presso M.I.C.R.O saranno esposte le opere di Carlo Montesi.


    14 dicembre - 12 gennaio 2007
    Carlo Montesi

    De Urbe


    Alla fine di questo lunghissimo autunno primaverile e dai colori mielati, M.I.C.RO. – Movimento Internazionale Culturale Roma – ha voluto ospitare nelle sue tre sale a volta le opere di Carlo Montesi, artista scenografo molto caro all’Associazione e a tutti i suoi membri.
    Le parole di Janne Merethe Greibesland introducono al lavoro di Montesi.

    Le riflessioni di un’artista sul lavoro di un altro artista divengono lettura in filigrana della sensibilità creativa.
    Janne Merethe Greibesland è una valida pittrice che presto ospiteremo al MICRO; le sue notazioni essenziali ed incisive, concorrono a dimostrare che anche i pittori s’intendono d’arte!



    E non è cosa da poco. Ho scelto di aprire il catalogo in questa maniera per rintracciare ancora una volta nella capacità dialettica l’efficacia del dialogo e del confronto per aprirsi ad una reale comprensione delle “cose del mondo creativo” che spesso coincidono con le esperienze esistenziali.


    Attraverso l’evento realizzato lo scorso ottobre e dedicato a La dialettica del segno, si è valorizzato un percorso in cui due artisti dialogando sulla tela per mezzo di colori e forme hanno dato vita ad una reale esperienza di scambio e crescita della propria creatività.

    Ma il dialogo tra coloro che, per dirla con Ennio Flaiano, hanno i piedi saldamente sulle nuvole, può avvenire a più livelli se un’artista apre il proprio canale di osservazione alla ricezione del flusso di emozioni che presiede l’opera di un altro artista, in un momento storico in cui anche l’arte sembrerebbe valorizzare l’individualismo e la chiusura all’altro, comprendendone la matrice più autentica e valorizzandolanella fusione con la propria.
    Vi introduco, così, ad un viaggio nella città di Montesi che, stimolando l’immaginario, consola il nostro senso estetico spesso offeso da tutti coloro che hanno contribuito a costruire la città “moderna” con la “sensibilità degli ippopotami”, come spesso saggiamente usava dire il vecchio architetto Giovanni Michelucci.

  10. #40
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    Mostra:Sfumature
    Artisti:Alessandro Cannistrà
    Città:Roma
    Struttura: Galleria Maniero
    Indirizzo:Via dell'Arancio, 79 - 00186 Roma, RM
    Telefono:extractTels("06/68807116") 06/68807116
    E-mail:galleriamaniero@fastwebnet.it
    Sito Web:http://www.galleriamaniero.it
    Data:dal 14.12.2006 al 14.01.2007
    Prezzi orientativi:Evento gratuito
    Accesso disabili:No
    Note:Presso la Galleria Maniero saranno esposte le opere di pittura di Alessandro Cannistrà.

 

 
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