



Intenti lodevoli, ma ti sfugge il fatto che sono cose che si possono benissimo programmare per 3-4mila delle 11mila presenti. Queste poche migliaia potrebbero così svolgere benissimo tutte le funzioni richieste al corpo delle G.F. mentre gli altri 6-7 mila possono andarsene a cercare un altro lavoro, liberandoci dell'enorme costo dei loro stipendi.
Il punto è questo: sono in 11mila a fare un lavoro per cui bastano benissimo 3-4mila. Ed è il punto che nessuno vuole affrontare (e non solo per le g.f. calabresi)
Chissà quante decine di migliaia di disoccupati calabresi troverebbero un lavoro reinvestendo i soldi così risparmiati? Ma ci dobbiamo rinunciare, purtroppo. E di questo "costo sociale" nessuno ne parla
ciao
Ugo










Me lo auguro di cuore, ma la vedo dura.
Tieni di conto che, pur non conoscendo il dettaglio della storia da te citata, Prodi agiva "in privato" come dirigente IRI e quindi, se non faceva troppo casino, poteva non rispondere a nessuno.
Oggi invece si tratta di farlo "alla luce del sole" come una scelta politica di un leader di una coalizione che ha troppi assistenzialisti dentro. E questi non accetteranno mai di avvallare l'epurazione dei parassiti che li votano.
ciao
Ugo


Soffermati a ragionarci e lo vedi anche tu: coi soldi risparmiati licenziando 6-7 mila parassiti si possono creare nei 5 anni successivi un numero di posti di lavoro triplo a quello dei posti persi.
Se il denaro viene investito in qualcosa di produttivo, allora genera altra richezza (e lavoro) che può essere reinvestita per crearne altra e altri posti di lavoro e così via. Una reazione a catena che negli anni ripaga di gran lunga (vedi la Thatcher in G.B).
Bruciare invece ricchezza in sprechi improduttivi è assai utile per i mantenuti ma nega alle nuove generazioni di beneficiare dello sviluppo economico. Non a caso l'assitenzialismo fiorisce laddove l'economia è più morta.
E non è detto che ciò sia solo l'effetto, perchè forse ne è una delle principali cause.
ciao
Ugo
Permettetemi una precisazione: le guardie forestali sono poco più di 8000 in tutta Italia. Ci sono aree molto estese in cui la tutela delle aree boschive è affidata a due soli uomini, "maresciallo" e "appuntato"... Risorse desolatamente scarse per un Paese in cui la tutela dell'ambiente dovrebbe essere considerata un'autentica fonte di ricchezza.
Quelli a cui ci si riferisce sono operai forestali, dipendenti della Regione, assunti con gli stessi metodi clientelari usati nella sanità, senza competenze particolari e di fatto utilizzati per lavori privati, come appurato anche da una recente inchiesta.

