Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 57

Discussione: Diventare Dio.

  1. #1
    VINCIT OMNIA VERITAS!
    Data Registrazione
    13 Sep 2002
    Località
    "O voi che avete gli intelletti sani, mirate la dottrina che s'asconde sotto'l velame de li versi strani."
    Messaggi
    2,120
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Diventare Dio.

    ECKHART, MEISTER (PSEUDO?)


    - DIVENTARE DIO -

    L'insegnamento di sorella Katrei

    a cura di M. Vannini, Adelphi, 2006


    ****** RECENSIONE ******



    Il testo in questione e' un breve trattato in tedesco, risalente al XIV secolo, tradotto e presentato ai lettori italiani da Marco Vannini. Il testo tedesco fu pubblicato a stampa per la prima volta dal Pfeiffer nel 1857.
    Al di la' delle dispute storiche e filologiche sulla paternita' letteraria del testo, i contenuti di esso sono chiaramente Eckhartiani: che lo stesore manuale sia stato anche l'autore del trattato o che esso abbia solo scritto (o riscritto) dei contenuti di trasmissione orale poco cambia; il trattato appartiene senz'altro al filone, alla `catena` eckhartiana.

    Nell'introduzione, del gia' citato Vannini, sono presenti (oltre ad informazioni biografiche sulla vita di Eckhart, ad informazioni sul milieu storico culturale, e ad alcune note lessicali) degli accenni interessanti. Da tenere oviamente presenti i soliti limiti di Vannini che confonde ascetica e mistica ed ignora, puramente e semplicemente, il dominio iniziatico e quanto vi si riferisce.
    Uno di questi accenni riguarda i Fratelli del Libero Spirito: associazione alla quale appartenette lo stesso Eckhart e sulla reale natura della quale sarebbe interessante si facessero studi piu' seri.
    Vi e' poi un riferimento alle dottrine di Massimo il Confessore secondo il quale bisogna "diventare per Grazia quello che Dio e' per natura", riferimento che da un lato da' il senso del titolo del trattato, dall'altro mostra come l'insegnamento eckhartiano abbia la sua origine ben al di la' dell'epoca storica in cui egli visse: i riferimenti patristici in filigrana nel testo sono numerosi, come mostra anche Vannini in alcune delle sue note.
    Vannini menziona l'espressione `ein einig ein' (tipica secondo lui del maestro domenicano), che traduce come `un unico uno', punto di approdo del cammino "ascetico-mistico" mostrato da Eckhart e cifra di quel `diventare Dio' che funge da filo aureo di tutto il trattato. Vannini mostra l'origine evangelica di questa espressione e la somiglianza con analoghe espressioni di Silesius (`Nulla in Dio si conosce: Egli e' un unico Uno, / Cio' che in Lui si conosce, questo bisogna essere'), dall'altro non approfondisce queste dottrine, vera chiave di comprensione del trattato (e dell'intera opera eckhartiana): molto ci sarebbe da dire sul legame Essere-Conoscere (vera pietra angolare e chiave di volta della Realizzazione).
    Si accenna poi, senza darvi pero' minimo credito, alla possibilita' di un volersi richiamare (tramite il nome `Katrei', equivalente tedesco di Caterina) alle figure di santa Caterina da Siena e perfino di santa Caterina d'Alessandria: l'accostamento non e' privo di un certo interesse.
    Vengono infine menzionati i cosidetti `amici di Dio' (in tedesco `friunde gotes') espressione che indicava "un gruppo di devoti della valle del Reno, originari in prevalenza di Strasburgo, nei quali circolavano i temi mistici di Eckhart, e poi di Taulero" (op. cit. pag. 100): notevole l'accostamento con l'analoga espressione in uso nell'esoterismo islamico.

    Il trattato vero e proprio e' breve e merita di essere letto per intero. In un climax ascendente si affrontano diversi temi: da interessanti esempi di esegesi evangelica (nulla a che vedere con le sterili analisi storico-filologiche dei giorni nostri), a considerazioni non banali sulla fede, sul distacco, sulla morte dell'anima, sulle cinque morti (cinque gradini differenti che sono ciascuno morte-e-rinascita), sul ritorno al Principio. In alcuni punti si da' troppo spazio al punto di vista sentimentale, ma la cosa e' comprensibile se si pensa all'ambiente a cui era destinato il trattato (analogamente alle dottrine dei Fedeli d'Amore) ed al fatto che qui ad esporre l'insegnamento non e' il Maestro ne' un fratello, ma una "sorella" e pertanto tende a presentarsi un punto di vista femminile.
    Uno dei capitoli piu' interessanti e' senza dubbio quello che nella traduzione e' chiamato `Il giudizio finale', dove si espongono concezioni interessanti su inferno, purgatorio e paradiso, sull'ultimo giorno e sulla resurrezione dei corpi. Anche nel capitolo precedente si trovano alcune dottrine interessanti che permettono l'accostamento fra certi aspetti della dottrina eckhartiana e quelli della `Gente del biasimo'.
    Nel finale si menziona la necessita' di cogliere la differenza fra Dio e divinita' (forse meglio "deita'"), fra geist e geistlicheit, sul permanere stabilmente nella Grazia, e sulla "follia". A rovinare il tutto ci si mette, ovviamente, il solito Vannini con una deludente e grottesca nota; a proposito dell'anima che scopre il proprio fondo senza fondo e diventa spirito Vannini dice: "La piu' chiara esposizione di questo processo si trova in Hegel, davvero erede della mistica tedesca".
    Credo che questo possa considerarsi come summa della recensione: pregevole il trattato e buona la traduzione, assolutamente da evitare e dimenticare le considerazioni personali di Vannini.
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  2. #2
    VINCIT OMNIA VERITAS!
    Data Registrazione
    13 Sep 2002
    Località
    "O voi che avete gli intelletti sani, mirate la dottrina che s'asconde sotto'l velame de li versi strani."
    Messaggi
    2,120
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Tratto dal testo: parla sorella Kaitrei.

    «Io sono là dove ero prima di essere creata, dove non è che Dio e ancora Dio. Non vi sono né angeli né santi, né cori angelici né cieli. Alcuni parlano di otto cieli e di nove cori angelici, ma là dove sono io non v'è niente di tutto ciò. Sappiatelo: tutto quel che si esprime con le parole e che si propone agli uomini mediante le immagini è soltanto un mezzo per attrarre a Dio. Ma sappiate che in Dio non v'è altro che Dio. Sappiate che nessun'anima può entrare in Dio se prima non è diventata Dio, giacché era Dio prima d'essere creata».
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  3. #3
    Amore vince la morte
    Data Registrazione
    22 Sep 2006
    Località
    In prossimità, desidero, del Santo dei santi
    Messaggi
    6,292
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ciao eymerich

    interessante argomento questo.

    sarebbe utile, e forse pure necessario, capire le differenze di questa specifica tradizione mistica occidentale rispetto alla tradizione palamita, o che so io, quella macariana.
    anche in tali tradizioni si accenna ad un "diventare dio", ma in termini e modalità che divergono.

    io qualche contributo potrei anche portarlo, ma prima attenderei gli interventi di chi conosce la tradizione palamita non solo dai libri come me.
    amici ortodossi, canonici e non (fratelli se non vi disturba), vi pregherei di dire la vostra, ammesso che ciò venga ritenuto utile ai fini della discussione pure da eymerich


    buona giornata

  4. #4
    Antiokos
    Ospite

    Predefinito

    "Egli e' un unico Uno."

    Se è Unico non può essere Uno, perchè l'Unità presuppone la Molteplicità, l'Unità di qualcosa, del molteplice, mentre Unico presuppone l'Unicità... è semplice logica...

    Sul resto delle dottrine di Eckhart non mi interessa commentarle... uno Shankara (anche lui teorizzatore dell'assurdo Uno-Unico) in salsa cristiana, non sopporto il primo, figuriamoci, mi evito il secondo...
    Tra l'altro sò che è considerato un panteista eretico dalla Chiesa è vero?

    Saluti

  5. #5
    Servitore dell'Unico
    Data Registrazione
    25 Feb 2005
    Messaggi
    990
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Eymerich Visualizza Messaggio
    «Io sono là dove ero prima di essere creata, dove non è che Dio e ancora Dio. Non vi sono né angeli né santi, né cori angelici né cieli. Alcuni parlano di otto cieli e di nove cori angelici, ma là dove sono io non v'è niente di tutto ciò. Sappiatelo: tutto quel che si esprime con le parole e che si propone agli uomini mediante le immagini è soltanto un mezzo per attrarre a Dio. Ma sappiate che in Dio non v'è altro che Dio. Sappiate che nessun'anima può entrare in Dio se prima non è diventata Dio, giacché era Dio prima d'essere creata».
    Un'opera veramente notevole, che ho letto avidamente e che umilmente mi permetto di consigliare a tutti.

    Un saluto,
    Talib.
    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero”

    Proverbio arabo

  6. #6
    L'Inattuale
    Data Registrazione
    16 May 2004
    Messaggi
    105
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Antiokos Visualizza Messaggio
    "Egli e' un unico Uno."

    Se è Unico non può essere Uno, perchè l'Unità presuppone la Molteplicità, l'Unità di qualcosa, del molteplice, mentre Unico presuppone l'Unicità... è semplice logica...
    Ah... e questa sarebbe Logica ?

    Fior fiore di sapienti e filosofi (anche il tanto vituperato Sri Shankaraacarya... incarnazione totale di Shiva...) ha già ampiamente spiegato che le concezioni di Uno-Unità e Uno-Unico sono semplicemente una differenza di sfumature o punti di vista. Il Tutto (composto delle parti) è contemporaneamente Uno e Unico, in quanto la Realtà è composta contemporaneamente dal Continuo e dal Discreto, e che il Fenomenico è caratterizzato dallo Spazio e dal Tempo, mentre l'Eterno, Unico, Non-duale, è ciò che contiene il Tutto e ne è anche sostrato, la Coscienza-Brahman:

    [...]i diversi piani di esistenza, in cui si struttura il dispiegamento cosmico, non rappresentano realtà distinte e contrapposte, ma solo diversi gradi di condensazione della pura consapevolezza brahmanica, quindi differenti frequenze vibratorie e modalità di espressione vicendevolmente integrantesi e in reciproca e indissolubile armonia: l'esistenza, nella sua totalità, rimane essenzialmente un'unità, un "tutto" sapientemente contenuto entro un'unica Coscienza immota, il Brahman
    Non pensare che la Via del Fuoco si compendi nello studiare la scienza degli astri, della guarigione, della magia e cose di questo genere (per quanto ogni cosa, al proprio livello, trovi il suo giusto posto). La Via dell'Immortalità non si ottiene mendicando qualche briciola di erudizione fenomenica, qualche modesto potere psichico appariscente, qualche medaglia conferita da un'organizzazione "spirituale" o pseudo esoterica, da appendere al muro per inorgoglire l'Io accattone. La Via dell'Immortalità si svela a chi, con Dignità, sa "morire" stando in piedi.

  7. #7
    Amore vince la morte
    Data Registrazione
    22 Sep 2006
    Località
    In prossimità, desidero, del Santo dei santi
    Messaggi
    6,292
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    pregasi gli amici ortodossi di intervenire con qualche riflessione a proposito dell'argomento in questione

    cordialmente

    buona giornata a tutti

  8. #8
    presbitero cristiano ortodosso
    Data Registrazione
    04 Jan 2005
    Località
    ed eretico perfino di se stesso -contraddisse e si contraddisse
    Messaggi
    2,380
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Padre Gregorio Cognetti

    Gentile(una sola volta … io due volte…) forumista tu sai bene che non riesco a coniugare –per quanta violenza io possa esercitare su me stesso il discorso metafisico e quindi –pur offrendo una mia meditazione tutta esistenziale e tutta orante…almeno spero…- chiedo scusa al moderatore di questo forum che è forum chiaramente metafisico non tanto o meglio non soltanto per la presenza quanto per il tono e le modalità della mia meditazione su questo tema(la theosis/deificazione) che – a mio avviso –tema non è ma è sequela,è speranza,è ascesi. è fatica,è progetto .

    In altro 3d di altro forum (il “nostro” –e nessuno si sorprenda se scrivo nostro- forum CR) il padre silvano,Vescovo della Chiesa Ortodossa tradizionale aveva già così seminato e piantato (con misericordiosa chirurgia e impietosa carità) la seguente riflessione

    Qual'è il fine della Chiesa? Lo stesso di Cristo visto che la Chiesa è il Corpo di Cristo che continua nella Storia fino all'avvento definitivo del Regno alla seconda Parusia.
    E quale è il fine per cui Cristo si è incarnato nella nostra miseria umana: "Dio si è fatto uomo perchè l'uomo possa diventare dio in grazia dell'Uomo-Dio Cristo Gesù". Così il Grande S. Atanasio Papa di Alessandria.
    Lo scopo di Cristo e della Chiesa continuazione di Lui è portare l'uomo lungo il processo che divinizza. prima salvandolo dai rimasugli (ben pesanti) della colpa ancestrale, poi - attraverso l'ascesi, la preghiera e soprattutto l'iniziazione dei Divini Mysteri del Battesimo, del Myro (Cresima) e della Divina Eucaristia - condurlo al traguardo ultimo del "farsi Dio per Grazia".
    ....... Questo è il fine....fine ultramondano ma che passa attraverso la storia trasfigurando però il tempo in eternità.
    Cosa aggiungere a tale meditazione se non notazioni tutte giocate sul narrativo personale utilizzando-come ispirazione- una riflessione in merito (L’ortodossia e le vie a Dio) del mio venerato predecessore come parroco ortodosso di Palermo il Padre Gregorio Cognetti il cui testo integrale è reperibile via internet sul sito della Parrocchia ortodossa San Massimo di Torino .Anzi –nell’immediato e a braccio-lascio perdere qualsiasi notazione personale e posto (e mi scuso per la lunghezza) una parte della riflessione del Padre Gregorio che certamente metafisico non era : insegnava biotecnologie cellulari come docente ordinario alla Facoltà di scienze naturali dell’Università di Palermo

    La teosi (o deificazione) è la salvezza. In particolare significa che l'individuo salvato diventa Dio in Lui, senza tuttavia perdere la sua personale identità. Il mantenimento dell'identità personale è un'importante realtà, concettualmente possibile solo se vista alla luce della teologia palamita. Senza dubbio l'idea della deificazione sembra spaventosa, come troppo audace. Eppure è stata promessa da nostro Signore, quando disse in preghiera come Tu, Padre, sei in me ed io in Te, che anche essi possano essere uno in Noi (Giov. 17:21), e testimoniata da S. Pietro: ci è stato fatto il dono di eccezionalmente grandi e preziose promesse che attraverso di esse voi possiate diventare partecipi della natura divina (2 Pietro 1:4) e da S. Giovanni: Carissimi, fin da ora siamo figli di Dio e non si è ancora manifestato quel che saremo. Sappiamo che quando Egli si sarà manifestato saremo simili a Lui (1 Giov. 3:2). Deificazione è pertanto la definitiva adozione da parte di Dio come Suoi figli (A quanti però lo accolsero diede il potere di diventare figli di Dio - Giov. 1:12) al momento della sua Seconda Venuta.
    Bisogna meditare molto a fondo per accettare il terribile significato di questi passi scritturali. E la salvezza come deificazione è un costante punto di riferimento nei Padri. S. Basilio, per esempio, definisce l'uomo come una creatura che ha ricevuto l'ordine di diventare un Dio. Il Grande Giovedì, al Mattutino, nel Canone cantiamo: Cristo ha detto: nel mio regno sarò Dio con voi come Dei (IV Ode, III Tropario).
    Ma come può un essere umano, che è finito diventare Dio infinito? Ciò è stato reso possibile dall'incarnazione del Logos di Dio. La carne che Gesù ha preso riempie il baratro tra l'uomo e Dio. S.Atanasio scrive: Dio è diventato uomo affinchè l'uomo possa diventare Dio. Gesù Cristo come Dio è coessenziale col Padre, ma come Uomo è coessenziale con noi17. Ecco il motivo per cui i Padri a Calcedonia furono così attenti a sottolineare che le due nature di Cristo sono unite ma non confuse. Gesù Cristo, il solo mediatore tra Dio e gli uomini (1 Tim. 2: 5) è il ponte. Dopo l'incarnazione la via tra Dio e l'uomo è percorribile in entrambi i sensi. E la grazia del Santo Spirito, cooperando con l'umana volontà rende il finito infinito'18.
    A questo punto è importante sottolineare la differenza tra la teosi cristiana e il destino ultimo in altre religioni. Il Nirvana buddista è lo stato trascendente di libertà ottenuto, attraverso molte reincarnazioni, dall'estinzione dei desideri e della coscienza individuale. L'identità personale si perde anche nel Sufismo di al-Hallaj. La deificazione cristiana invece rispetta ed esalta l'individualità di ciascuno, ed è ottenuta non da un'ascesi generica, ma da un'attiva vita in Cristo di tutto il proprio essere.
    La partecipazione alla natura divina, secondo S. Gregorio Palamas è resa possibile dalle energie divine. In parole sue: Il Padre attraverso il Figlio nello Spirito deifica coloro che sono deificati19. L'uomo che ha raggiunto questo livello di santità risplende della stessa luce increata che risplendette in Gesù Cristo quando si trasfigurò sul monte Tabor20, preludio della sua seconda venuta e rivelazione di ciò che un tempo eravamo e che saremo21 alla deificazione.
    Bisogna rendersi ben conto che l'umanità che abbiamo in comune con Cristo Dio è la chiave per accostarsi a Dio. Si comprende facilmente, a questo punto, perchè la resurrezione finale dei corpi è una condizione necessaria della teosi. In Occidente, invece, l'accento della salvezza èposto sull'anima, e la resurrezione dei morti è spesso vista come un extra non strettamente necessario22.
    Ma la deificazione non coinvolge solo l'individuo. Se così fosse l'obbiettivo cristiano sarebbe veramente individualista ed egoista. S. Serafino di Sarov disse a Motovilov, prima di trasfigurarsi davanti a lui, che lo scopo dell'uomo è acquistare il Santo Spirito. E questa acquisizione, il completamento della salvezza, è il mistero della Pentecoste.
    Le energie di Dio pervadono l'intera creazione, ma a causa della caduta la natura è corrotta. Il Logos di Dio si è incarnato per salvare l'uomo, ma anche per salvare attraverso l'uomo tutto l'universo. Possiamo vederLo nell'icona della Natività, nella grotta, buio pertugio della terra (la luce splende nelle tenebre - Giov. 1: 5). Se ora guardiamo l'icona di Pentecoste, vediamo nuovamente un pertugio buio, dove è tenuto prigioniero un uomo vecchio di anni. Sopra di lui la scritta ho Kosmos (l'Universo). Egli rappresenta l'intera creazione che aspetta la salvezza - la deificazione, secondo le parole dell'Apostolo Paolo:
    L'attesa spasmodica del creato aspetta infatti la manifestazione dei figli di Dio. Il creato infatti fu sottoposto alla caducità non di propria volontà, ma a causa di colui che ve le sottopose nella speranza. Perchè la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per ottenere la gloriosa libertà dei figli di Dio. Infatti sappiamo che tutta la creazione assieme geme e soffre le doglie del parto fino al momento presente. Non solo essa, ma anche noi che abbiamo i primi frutti dello Spirito, a nostra volta gemiamo in noi stessi, in attesa dell'adozione àfigli, del riscatto del nostro corpo.
    La gloriosa libertà dei figli di Dio.

    Padre Giovanni Festa

  9. #9
    presbitero cristiano ortodosso
    Data Registrazione
    04 Jan 2005
    Località
    ed eretico perfino di se stesso -contraddisse e si contraddisse
    Messaggi
    2,380
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Padre Gregorio Cognetti

    mi scuso per l'errore tecnico del doppi post e comunico che non riesco a togliere le faccine dal testo di gregorio Ora ci riprovo

    Ci sono riuscito Alliluia

  10. #10
    Registered User
    Data Registrazione
    02 Jun 2006
    Messaggi
    1,556
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Chiedo scusa per questa intromissione ma da persona semplice che ha dedicato tutta la vita alla politica, rimango abbagliato e meravigliato da queste parole che non ho mai sentito nella chiesa cristiana alla quale in modo alquanto leggero mi sento di appartenere. Certo il vangelo di Giovanni l'ho letto ma non sono riuscito a capirne molto e le spiegazioni dell'umile parroco della nostra parrocchia, non son servite un granchè.
    Seguirò quindi attentamente questo forum e qualsiasi discussione di questo genere.
    i miei saluti

 

 
Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Diventare un bad boy
    Di Marximiliano nel forum Fondoscala
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 10-04-13, 13:33
  2. Diventare ebrei!
    Di Perdu nel forum Fondoscala
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 27-05-12, 17:23
  3. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 30-10-08, 22:34
  4. come diventare hindù
    Di stuart mill nel forum Filosofie e Religioni d'Oriente
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 01-10-06, 23:38
  5. come si fa a diventare senatori?
    Di italianuova2 nel forum Imperial Regio Apostolico Magnifico Senato
    Risposte: 89
    Ultimo Messaggio: 20-09-04, 21:40

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito