La solitudine ricercata, e a volte temuta, era l'unica musa di quell'atelier dove Friedrich combatteva ogni giorno la sua quieta battaglia per cancellare la muraglia invisibile che divide il mondo reale dall'ideale, cercando dentro di sé immagini che sapessero innestare nella memoria di ciò che aveva visto e con accuratezza disegnato, durante le lunghe escursioni sui monti della Sassonia e della Slesia, nei boschi della Boemia o sulle coste del Baltico, quel sentimento che rapisce e che annienta ogni progetto umano di fronte alla vastità, l'indicibile nostalgia dell'Altrove insediata nel cuore di ognuno, il desiderio di trovare nella natura consolazione alla mortalità, e nell'orizzonte la promessa di una dimensione ulteriore come davanti a un altare.
Eva di Stefano, arte dossier -Friedrich-




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