Se il post era rivolto a me, l'estensore ha preso una cantonata, anche xche' la mia esperienza lavorativa e' tutto sommato positiva, e a 32 anni mi trovo meglio di tanti compagni di scuola che dopo l'istituto tecnico hanno optato x l'universita' e che laureati alla soglia dei 30 anni- oggi - ancora non ingranano (mentre io lavoro da 12 anni).
Sul discorso PMI & C. io credo che abbiano ragione (in parte) un po tutti, certo che quelle aziende che operano x il mercato interno e locale (agroalimentare, edilizia, metalmeccanica generica), vivono lottando ESCLUSIVAMENTE sul prezzo essendo spesso settori maturi.
Come ovviamente chi e' maggiormente rivolto a settori anche tradizionali ma con dinamiche innovative (magari con sbocchi sui mergati esteri), e' piu' orientato alla ricerca, al marketing ed alla comunicazione.
Solo che ho l'impressione che questa categoria pesi poco sull'economia nazionale.
Ed e' vero pure che l'educazione universitaria e' spesso lontana anni luce "dal concreto", e lo vedo quotidianamente con ing. e arch. che non hanno mai visto durante il proprio percorso di studio un cantiere e sparano delle cazzate siderali, combinando certe volte anche danni seri.
Da ultimo credo sia vero pure, che tra tutti i laureati quelli che stanno messi peggio sono quelli del settore umanistico/legale/sociale/psicologico, dove veramente gli sbocchi rasentano lo zero (e lo vedo con la mia ragazza laureata in lettere 110/110 che fa la cassiera in un ipermercato).



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