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  1. #121
    La mano sinistra del diavolo
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    Anche la Germania venne unificata dall'alto. Ma in maniera molto più intelligente e rispettosa delle diversità, già a partire dalla Confederazione della Germania del Nord.

    Venne unificata dall'alto, sì, ma questo è solo UNA ragione del successo tedesco ; l'altra ragione sta nella grande compattezza etnica preesistente all' unificazione. I tedeschi, nonostante molti secoli di divisione politica e una unità tardiva, sono sempre stati un'entità etnica fondamentalmente compatta. Nella storia pre-unitaria tedesca, c'erano molte piccole nazioni, ma UN solo popolo tedesco. Pertanto una volta unificato geograficamente il territorio, il gioco fu fatto.

    Per quanto riguarda l'Italia invece, non sussistevano soltanto divisioni geografiche, ma anche pesanti divisioni etniche. NON esisteva nessun popolo italiano, in poche parole. Tanto che Cavour dovette dire : "Abbiamo fatto l'Italia. Ora dobbiamo fare gli Italiani". Conferma che gli "italiani" non esistevano. Il modello di italianità come cultura nazionale (come noi la conosciamo e come ci è stata insegnata) fu elaborato e promosso dai costituenti per creare una unità nazionale, sul piano culturale. Venne preso come punto di riferimento la cultura dell'Italia centrale (Toscana) sulla base della quale doveva svilupparsi tutto il resto. Come lingua nazionale fu quindi scelto il Toscano. Si pensò probabilmente che la cultura dell'italia centrale, vista la sua posizione, poteva rappresentare sia il meridione che il settentrione (un utile compromesso) ; invece scontentò entrambi.




    Il problema di fondo del Piemonte [ma ancor più in generale dell'Italia settentrionale], fu che si trattava di uno Stato a vocazione centralista, in una parola ''napoleonico''. E da uno Stato del genere solo una politica annessionistico-centralista poteva venir fuori. Insomma, ancora una volta dobbiamo ''ringraziare'' Napoleone...
    Il Piemonte , o regno Sabaudo, era necessariamente uno stato centralista, e questo per cause ben antecedenti all'invasione Napoleonica : lo stato Sabaudo era centralista poichè esisteva come stato unitario già da molti secoli. Tieni conto che il regno Sabaudo cominciò a prendere forma nel '300 e divenne un regno vero e proprio nei primi decenni del 1400, il che significa che all'epoca dell'unità d'Italia, lo stato sabaudo esisteva da 4/5 secoli. Era una realtà molto radicata (assai più vecchio dell'attuale stato italiano in cui viviamo).

    L'invasione Napoleonica poi, rafforzò questa tendenza a dismisura, conferendole una carica ideologica di grande potenza. A questo proposito è doveroso aggiungere che il Piemonte rimase per 15 anni sotto il governo francese, e non era una semplice invasione, bensì una ANNESSIONE vera e propria. Il piemonte era una regione della Francia, e i piemontesi erano cittadini di Francia. L'intenzione di Napoleone era di annettere per sempre il Piemonte.

  2. #122
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    Citazione Originariamente Scritto da Voroscilov Visualizza Messaggio
    Venne unificata dall'alto, sì, ma questo è solo UNA ragione del successo tedesco ; l'altra ragione sta nella grande compattezza etnica preesistente all' unificazione. I tedeschi, nonostante molti secoli di divisione politica e una unità tardiva, sono sempre stati un'entità etnica fondamentalmente compatta. Nella storia pre-unitaria tedesca, c'erano molte piccole nazioni, ma UN solo popolo tedesco. Pertanto una volta unificato geograficamente il territorio, il gioco fu fatto.
    Quindi i tedeschi sono tutti uguali da Amburgo a Vienna?

    I tedeschi ritengo che siano un popolo per altri motivi, innanzitutto per un senso di comunità molto più radicato e che non lascia spazio a compromessi, una certa serietà nel gestire le questioni (ma anche li c'è corruzione) riguardanti la vita comune, tanto è che a differenza dell'Italia in Germania si parla più apertamente di determinati cambiamenti.

    Una piccola curiosità a margine, quando la Germania riusci nell'unificazione furono aboliti i dialetti e parte delle culture locali per fare spazio ad una cultura nazionale comune.

  3. #123
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    Citazione Originariamente Scritto da Voroscilov Visualizza Messaggio
    Venne unificata dall'alto, sì, ma questo è solo UNA ragione del successo tedesco ; l'altra ragione sta nella grande compattezza etnica preesistente all' unificazione. I tedeschi, nonostante molti secoli di divisione politica e una unità tardiva, sono sempre stati un'entità etnica fondamentalmente compatta. Nella storia pre-unitaria tedesca, c'erano molte piccole nazioni, ma UN solo popolo tedesco. Pertanto una volta unificato geograficamente il territorio, il gioco fu fatto.

    Per quanto riguarda l'Italia invece, non sussistevano soltanto divisioni geografiche, ma anche pesanti divisioni etniche. NON esisteva nessun popolo italiano, in poche parole. Tanto che Cavour dovette dire : "Abbiamo fatto l'Italia. Ora dobbiamo fare gli Italiani". Conferma che gli "italiani" non esistevano. Il modello di italianità come cultura nazionale (come noi la conosciamo e come ci è stata insegnata) fu elaborato e promosso dai costituenti per creare una unità nazionale, sul piano culturale. Venne preso come punto di riferimento la cultura dell'Italia centrale (Toscana) sulla base della quale doveva svilupparsi tutto il resto. Come lingua nazionale fu quindi scelto il Toscano. Si pensò probabilmente che la cultura dell'italia centrale, vista la sua posizione, poteva rappresentare sia il meridione che il settentrione (un utile compromesso) ; invece scontentò entrambi.






    Il Piemonte , o regno Sabaudo, era necessariamente uno stato centralista, e questo per cause ben antecedenti all'invasione Napoleonica : lo stato Sabaudo era centralista poichè esisteva come stato unitario già da molti secoli. Tieni conto che il regno Sabaudo cominciò a prendere forma nel '300 e divenne un regno vero e proprio nei primi decenni del 1400, il che significa che all'epoca dell'unità d'Italia, lo stato sabaudo esisteva da 4/5 secoli. Era una realtà molto radicata (assai più vecchio dell'attuale stato italiano in cui viviamo).

    L'invasione Napoleonica poi, rafforzò questa tendenza a dismisura, conferendole una carica ideologica di grande potenza. A questo proposito è doveroso aggiungere che il Piemonte rimase per 15 anni sotto il governo francese, e non era una semplice invasione, bensì una ANNESSIONE vera e propria. Il piemonte era una regione della Francia, e i piemontesi erano cittadini di Francia. L'intenzione di Napoleone era di annettere per sempre il Piemonte.
    Per dir la verità la frase " Abbiamo fatto l'Italia ora dobbiamo fare gli italiani " e' di Massimo D'Azeglio.

  4. #124
    Il domani appartiene A NOI...!
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    Wink VIVA MAZZINI ...... Abbasso CAVOUR ....!!!

    Citazione Originariamente Scritto da metapolis Visualizza Messaggio
    Sostanzialmente giusto. Ed è proprio per questo che si deve distinguere il Risorgimento socialista e guerrigliero dei garibaldini da quello annessionista, capitalista e genocida dei piemontesi. Anche se il primo ha aperto al via al secondo.
    Così si dovrebbero fare altre considerazioni. Come, ad esempio, che il Risorgimento fu osteggiato dal popolo del Meridione (che viveva in uno stato, quello borbonico, assolutamente superiore al sabaudo da ogni punto di vista), ma ebbe un certo successo nel nord e soprattutto in Italia centrale (sia Toscana che Parma ma soprattutto nello Stato Vaticano). Questo la dice lunga sulle differenze dei rispettivi regimi.
    Inoltre va considerato che le prime due guerre d'Indipendenza conobbero numerosi volontari e tanti atti di eroismo. Alla terza, a cinque anni e mezzo dalla controrivoluzione sabauda, l'entusiasmo era finito sotto i tacchi. Eppure Garibaldi e il sogno che rappresentava galvanizzava ancora.
    Dopo avere esitato a lungo il governo concesse al vecchio condottiero di arruolare truppe e le armò (pensateci bene) con un fucile monocolpo ogni quattro volontari. Sicché a Bezzecca si batterono spesso all'arma bianca ma vinsero, sfondarono e si diressero verso il trentino. Fu il Re in persona che li richiamò perché si era reso conto della portata rivoluzionaria che quella vittoria rischiava di rappresentare per il suo sistema classista e autoritarista.
    Insomma, quando si parla di Risorgimento e di popolarità dello stesso bisogna distinguere fra quello rivoluzionario e quello controrivoluzionario. E, inoltre, fra le varie zone d'Italia.
    Comunque sia il compimento della Rivoluzione Nazionale si ebbe sulle trincee della Grande Guerra e portò alla nascita dei Fasci di Combattimento.

    .... ASSOLUTAMENTE DACCORDO ....!!!

  5. #125
    Il domani appartiene A NOI...!
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    Angry Onore all'anelito rivoluzionario delle elites..... Infamia su chi poi gestì l'unità!

    Citazione Originariamente Scritto da FuturArdito Visualizza Messaggio
    Bhe, non direi.
    Nella RSI fu stampato anche un manifesto per celebrare la Repubblica Romana e inoltre ci sono tanti scritti di gerarchi fascisti che glorificano la Repubblica Romana.
    Il richiamo ad essere continuatori del Risorgimento è costante in tutto il Fascismo dalle origini fino a Salò, da Mussolini fino a Pavolini!

    Garibaldi fu incensato spesso da Mussolini, e ci sono anche filmati Luce a riguardo, come Eroe della Patria.
    Mussolini, dal discorso di Radio Monaco il 18/9/1943: la libertà e l'indipendenza dell'Italia furno volute dalla corrente repubblicana e dal suo più puro e grande apostolo Giuseppe Mazzini!

    E di altri esempi te ne potrei citare a centinaia.
    W il Risorgimento!

    Il resto son solo chiacchiere....

    ..... Dopo Garibaldi (che sbarcò in mille e passò lo stretto in 15.000) ..... arrivarono i piemontesi con un sistema repressivo tale che ogni anelito di libertà fu soffocato in un mare di sangue ........ ......!!!

  6. #126
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    Citazione Originariamente Scritto da Squalo Visualizza Messaggio
    Quindi i tedeschi sono tutti uguali da Amburgo a Vienna?

    I tedeschi ritengo che siano un popolo per altri motivi, innanzitutto per un senso di comunità molto più radicato e che non lascia spazio a compromessi, una certa serietà nel gestire le questioni (ma anche li c'è corruzione) riguardanti la vita comune, tanto è che a differenza dell'Italia in Germania si parla più apertamente di determinati cambiamenti.

    Una piccola curiosità a margine, quando la Germania riusci nell'unificazione furono aboliti i dialetti e parte delle culture locali per fare spazio ad una cultura nazionale comune.
    Talmente tanto uniti etnicamente che i Prussiani pare etnicamente non siano neppure Germani ma Borussi, vale a dire un qualcosa che sta fra i Germani ed i Baltici. Ed infatti l'antico Prussiano è lingua baltica e non germanica.
    Talmente tanto uniti che il fiume Elba ha rappresentato per secoli uno spartiacque economico e sociale: al di sotto, verso l'ovest, contadini relativamente liberi e proprietà più piccole. Verso l'est, grandi proprietà junker colonizzate dai cavalieri teutonici e contadini legati a vita o con contratti pluridecennali al proprietario terriero.
    Ed il Kulturkampf di Bismark?
    Concordo: i Tedeschi hanno senso della comunità. Vincono e soprattutto perdono (la sconfitta si sa ha sempre molti orfani, mentre la vittoria ha sempre molti padri) insieme.

  7. #127
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    Citazione Originariamente Scritto da fux55 Visualizza Messaggio
    ..... Dopo Garibaldi (che sbarcò in mille e passò lo stretto in 15.000) ..... arrivarono i piemontesi con un sistema repressivo tale che ogni anelito di libertà fu soffocato in un mare di sangue ........ ......!!!
    I Piemontesi arrivarono per fermare Garibaldi diretto a Roma.

  8. #128
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    Citazione Originariamente Scritto da lupo1982 Visualizza Messaggio
    bischero, è proprio quella la differenza.
    i contadini toscani han combattutto, da una parte o dall'altra.
    i contadini meridionali hanno scoperto quanto erano buone le lucky strike.
    Tu continui a confondere i periodi storici e le situazioni. Qui si parla di risorgimento 1848/62, tu rispondi con 2° guerra mondiale 1940/45.

    In secondo luogo ti rammento gli eccidi di Biscari e Piano Stella, laddove fascisti siciliani, non solo militari, ma anche gente comune, si opposero all'esercito dello zio sam e vennero massacrati. Tuttavia, ripeto, siamo in un altro periodo storico, caratterizzato, ahinoi, da ben altre idealità.
    Non nobis Domine, non nobis sed nomine Tuo da gloriam

  9. #129
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    Citazione Originariamente Scritto da metapolis Visualizza Messaggio
    Concordo, ci mancherebbe. Però se ha potuto produrre Jack London, George Sorel, Benito Musssolini e Jacques Doriot significa che qualcosa di buono c'è pure lì. Il nostro compito dovrebbe essere quello di recuparare l'Uno (plurimo) in tutti i frammenti nei quali è smarrito e imprigionato in questa modernità.
    Forse perchè non erano marxisti al 100%, ma colsero l'importanza della giustizia sociale e della lotta al capitalismo in nome di un organicismo identitario. Dunque è vero che senza Marx non ci sarebbe stato Mussolini, ma mi chiedo se sarebbe stata possibile una risposta comunque decisa, al capitalismo?!
    Non nobis Domine, non nobis sed nomine Tuo da gloriam

  10. #130
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    Cerco di ricapitolare.

    1) l'eredità del Risorgimento è plurale. Certo è che se nel '43-'45 combattevano in due campi opposti schieramenti che si richiamavano entrambi al Risorgimento, qualche riflessione dovrebbe nascere sul grado di coesione o disunione rappresentato dalla storia risorgimentale
    Riflessione che non viene fatta, in nome di un risorgimento idealizzato che non è mai esistito.

    2) il Risorgimento per me non è in discussione. Avrei di gran lunga preferito la soluzione federalista sia in versione democratica [Cattaneo et alii] sia in versione Savoia [seguendo però l'esempio prussiano, quindi federalista, mantenendo i Savoia come casa regnante italiana]. Tra l'altro, l'ipotesi di un Meridione al suo interno federalista era stata avanzata già dalla Carboneria meridionale [Statuto Organico della Repubblica lucana occidentale, 1818; Statuto confederativo sannitico-irpino, 1820; Costituzione del popolo carbonaro della Repubblica lucana orientale, 1820].
    Meglio i Borboni, almeno erano italiani, i savoia erano francesi.

    3) il trattamento subito dal Meridione resta una pagina nerissima, la vera macchia del processo unitario.
    Concordo pienamente.

    4) al contrario dello stato pontificio, che si teneva in piedi solo con le armi straniere e andava quindi giustamente raso al suolo, il regno borbonico, libero e indipendente, andava federato. I margini diplomatici c'erano.
    Come realtà politico temporale si, come istituzione no.

    5) il vizio d'origine dei Savoia risale a Carlo Alberto e alle sue smanie annessioniste, che misero fine alla fase federalista della prima guerra d'indipendenza [cui, ricordo, partecipò pure il regno delle Due Sicilie].
    Almeno era un politico fino, meglio dei suoi discendenti.

    6) la repubblica romana è una delle pagine più gloriose del Risorgimento.
    Dio ce ne scampi e liberi!
    Non nobis Domine, non nobis sed nomine Tuo da gloriam

 

 
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