Dunque sei diciamo Ferrandiano in questa fase storica, il tuo trockismo in continuità con quello degli anni sessanta e settanta sudamericano riesce a conciliare guevarismo (per quel che riguarda le lotte di liberazione nazionale) e trockismo classico (parlo di trockismo non di Trockij sia chiaro).
Quindi tu credi ad esempio che una rivoluzione comunista possa avere delle basi concrete solo se radicata caso per caso sulla comunità di riferimento sia sul piano storico-sociale che su quello puramente geografico?
E poi una altra domanda magari se vuoi maliziosa ma necessaria. E' noto che il trockismo si sia sviluppato cercando un costante dialogo con la socialdemocrazia e quella che potrebbe essere chiamata la borghesia liberal, prassi che ha poi portato il trockismo in alcune fasi storiche precise a ritrovarsi ad esempio alleato con i nazionalisti cinesi di Chang Kai Shek.
Trasportando questo discorso sull'oggi e sulla situazione Italiana, pensi che un tale dialogo sia davvero possibile? Questo anche considerando i tentativi socialdemocratici del PCI da Togliatti sino a Berlinguer e oggi Bertinotti.
P.S. Comunque facevo proprio riferimento all'articolo che hai citato.
A luta continua





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