

Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Mia bella sacerdotessa dalle mille maschere, penso che tu sei l'unica persona, qui, dalla quale mi sento in qualche modo "compreso"...
E' come se entrambi, pur su piani diversi, avessimo sperimentato una certa "esclusione" che ci permette al tempo stesso di essere diversi dagli altri, ma anche rispettosi di punti di vista lontani dai nostri...
Ultima modifica di Florian; 19-02-10 alle 10:26
SADNESS IS REBELLION


Gli anni settanta sono stati anni di transizione. Sono stati anni di lotta civile in cui una parte di società affermava nuovi valori mentre la restante parte, maggioritaria ma silente, cercava di resistervi per convinzione o soltanto spirito d'inerzia. E questo processo è continuato ancora durante gli anni ottanta, la decade in cui i nuovi valori hanno cominciato a circolare tra le masse in forma attenuata mentre i vecchi valori scemavano sempre di più. Così all'inizio degli anni novanta la trasformazione si poteva dire completata.
La tua prospettiva è diversa dalla mia perchè pur provenendo entrambi da famiglie borghesi tu hai sviluppato diversamente da me uno spirito antiborghese che ti ha portato a vivere i nuovi valori della controcultura ben prima che si affermassero come cultura dominante. Dunque, è normale che riguardo al mio discorso tu sposti le lancette indietro ulteriormente di un paio di decadi. La società borghese immune dai nuovi valori è ovviamente quella degli anni cinquanta, ma è altrettanto vero che la rivoluzione controculturale dopo una prima fase "calda" che ha investito solo piccole avanguardie (sessantotto) ha avuto una gestazione "fredda" di almeno un paio di decadi.
Comunque scriverò a breve un pezzo sull'argomento.
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Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Ricambio i complimenti e ti porgo alcune domande:
1) Passi il divorzio, ma mi spieghi perchè sei a favore della libertà di abortire? Non pensi che il feto abbia i suoi diritti? Non ti sembra che la donna, nel momento in cui afferma: "L'utero è mio e lo gestisco io" si arroga un diritto che non le compete?
2) Non credi che esista una differenza tra un certo ambientalismo conservatore (mi viene in mente Lorenz) e l'ambientalismo radicale della sinistra portato a "deificare" la natura al passo delle suggestioni new age?
3) Sui confini che dai all'Europa concordo. Tuttavia ti segnalo (ma forse lo sai già) che c'è una forte componente russofila nella destra più o meno radicale contemporanea. A tal riguardo mi interesserebbe molto conoscere nel dettaglio la motivazione che ti spinge a considerare la Russia una nazione non europea.
Ultima modifica di Florian; 19-02-10 alle 13:52
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1) Ti rispondo in maniera brutale: io sono nato il 4 dicembre. Per lo Stato, io sono un suo cittadino il 4 dicembre. Fino al 3 dicembre, io non esisto. Esiste mia madre. La sua libertà è preminente rispetto alla mia.
Fuor di brutalità, sono sempre orientato a tutelare la libertà di scelta di una persona matura e consapevole rispetto ad una forma di vita che si sta formando. Ma è una posizione mia.
2) Infatti ho scritto che spero che greenpeace sparisca, ma attualmente la vedo utile per mettere sotto i riflettori tematiche fondamentali per il divenire dell'Uomo.
3) Non considero la Russia europea per motivi storici (la loro evoluzione sociale è avvenuta in maniera distante rispetto alla nostra, con rapporti praticamente nulli); geografici (il territorio russo è, nella stragrande maggioranza, in asia); politici (le loro strutture ed apparati non andrebbero bene in Europa); economici (li vedo come concorrenti dell'Europa, e non come partner). Ovviamente sono stato troppo breve, e quindi poco esaustivo, ma in generale sono questi i motivi.


Mi sembra che tu anteponga ad ogni cosa lo Stato. Ma questa non è più una posizione "giacobina" che "conservatrice"? Era in questo senso che ti definivi "giacobino di destra"? Io penso che lo stato possa essere utile all'uomo (non sono un anarchico), ma che allo stesso tempo debba soggiacere a leggi eterne che sono quelle di Dio, della Natura e della Storia. Uno Stato astratto il cui volere si anteponga a tutto ciò mi fa pensare a Robespierre...
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