L'indagine, avviata dalla Digos di Milano dall'agosto del 2004, in seguito al rinvenimento, in una cantina, di documentazione di natura eversiva e di materiale riconducibile ad attività illegali (passamontagna, attrezzatura tecnica per fiamma ossidrica, timer ed altra strumentazione elettronica), è stata diretta da Ilda Boccassini. Le investigazioni - dicono gli inquirenti - hanno consentito di acquisire importanti riscontri circa l'attività ed i progetti terroristici del gruppo. Ci sarebbero anche dei filmati di esercitazioni paramilitari. I filmati mostrerebbero gli arrestati mentre sono impegnati a sparare con diversi tipi di armi in aperta campagna.
Secondo quanto afferma uno dei legali nominati dagli arrestati, l'avvocato Sandro Clementi: «Si tratta di arresti molto azzardati con riferimento a realtà politiche e sociali molto diverse tra loro». «Si tratta di accuse paradossali, in cui la partecipazione a banda armata sarebbe finalizzata a costituire un'associazione sovversiva - dice un altro legale Giuseppe Pelazza- Indizi seri per fatti specifici sono riferiti solo a furti di targhe d'auto e di un tentato furto a un bancomat. L'esistenza di queste armi non è stata provata e i progetti di attentati vengono addebitati sulla base di pedinamenti molto vaghi. Il tutto è frutto solo della valutazione degli inquirenti».
L'ipotesi contestata alle quindici persone finite in manette ruoterebbe intorno al "foglio clandestino" Aurora che, secondo gli inquirenti, avrebbe tentato un ricompattamento di una delle fazioni interne alle Brigate Rosse, quella che ispirava tra l'altro Paolo Persichetti, estradato in Italia dalla Francia nel 2002.
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