Sono giorni che mi scervello la testa per capire quale sia non solo la reale fattibilità, ma anche QUALE INTERESSE possa effettivamente portare gli Stati Uniti ad attaccare l'Iran.
Perche' in una seria analisi, un conflitto in tal senso a primo acchito sarebbe un autentica "tomba" per l'amministrazione americana. Quale interesse a far schizzare il petrolio a 140$, quale interesse a mandare altri soldati con un opposizione interna crescente e un opinione pubblica contro, il resto dei paesi contrari e tutto il resto?
Eppure stanotte dormicchiavo sul letto e vedevo Rai News 24, c'è la visita di Putin in Arabia Saudita e si parla di una novità. Per la prima volta l'Arabia Saudita ha riaperto il proprio paese a nuove prospezioni di idrocarburi (in particolare Gas Naturale). Nel servizio si esplicita che nelle nuove prospezioni NON ci sono società americane, mentre la Lukoil è presente.
Come come? NIENTE piu' americani in Arabia Saudita? La situazione tra i sauditi e gli americani deve essere piu' grave di quanto pensassi.
Fermi tutti.
Mettiamo il caso di uno scenario del genere:
Gli Stati Uniti attaccano l'Iran e distruggono o tentano di distruggere gli impianti nucleari.
Quale è la risposta iraniana? Lo hanno già detto, il blocco dello stretto di Hormuz.
Facciamo il caso che gli Stati Uniti, sia in ordine a pretesti di ordine bellico "non ce la facciamo, mancano truppe e soldi e gli iraniani hanno i missili", sia in ordine a considerazioni di "nominale prudenza diplomatica et pacifismo et diplomazia", diciamo che stiano al largo e......glielo facciano fare sto blocco.
LA reazione nell'immediato è chiaramente sfavorevole agli Stati Uniti, ci sarebbe una immediata levata di scudi sia della Cina, sia dell'Europa che della Russia. Questo a livello diplomatico. E per i primi 15 gg.
Ma poi?
L'Inghilterra si troverebbe letteralmente "intrappolata" a Bassora con autentiche opzioni di guerra, e massacri a gogo'.
L'Arabia Saudita vedrebbe decurtate le sue esportazioni del 60% come minimo, causando una crisi strutturale e interna tra chi vorrebbe spingere gli Stati Uniti a forzare il blocco e quindi riavvicinarsi ai medesimi, e chi invece non ne vorrebbe sapere.
L'Europa dopo qualche mese sarebbe in condizioni di estrema difficoltà, e anche l'opinione pubblica si vedrebbe costretta a prendere atto che i "cattivi" sono diventati gli iraniani che insistono a tenere chiuso lo stretto di Hormuz e che "affamano" la popolazione mondiale.
Idem la Cina.
La Russia si troverebbe in una posizione in cui i propri proventi del petrolio schizzerebbero alle stelle, e in qualità di primo esportatore mondiale di idrocarburi non è che la situazioni li svantaggi, tutt'altro.
E gli Stati Uniti al palo. Ad aspettare.
Aspettare che la comunità internazionale li "preghi" di forzare lo stretto.
A quale prezzo?
Ah beh, gli Stati Uniti, accusati di unilateralismo, avrebbero buon gioco a chiedere anche l'impegno di "tutti gli altri". Volete forzare il blocco? Bene aiutateci. E l'Iran sarebbe davvero accerchiato.
I vantaggi per gli USA e per l'amministrazione Bush, nell'arco di circa 3/4 mesi sarebbero formidabili. Ricompattare tutta l'opinione pubblica americana dietro di sè, rimettere gli USA a capo di uno schieramento internazionale COMPLETO, e tutto il resto. Oltre a riavvicinare l'Arabia Saudita che sarebbe costretta in qualsiasi caso, per evitare di crollare, a riavvicinarsi agli Stati Uniti.
Nel giro di sei mesi, da "criminale mondiale", il caro Bush diventerebbe l'eroe dell'umanità![]()
E' l'equazione dello "Stretto di Hormuz".




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