
Originariamente Scritto da
Grifo
Senti, una sera c'era una trasmissione sul 25 luglio, e c'era una classe intera di studenti universitari, terzo anno di "Storia".
Ad un certo punto, dopo tutta la storia della notte del Gran Consiglio del Fascismo, si introduce la figura di Badoglio. E allora il conduttore chiede agli studenti chi era Badoglio.
Beh, non lo speva nessuno! Manco in cooperativa, manco il 18 politico avrebbero preso!
Non ti so dire, magari questa ragazza aveva un professore di matematica all'altezza e quindi ha recepito e si è appassionata a una materia difficile e ostica, e un professore di italiano incapace che portava avanti una classe giusto per prendersi lo stipendio.
Questa credo sia una cosa che è capitata a tutti. Io ho notato che i professori che mi ricordo, dopo trenta anni, sono proprio quelli delle materie dove andavo meglio, mentre ho completamente dimenticato quelli delle materie dove ero una scamorza.
Adesso putroppo mi sembra che andiamo verso un modello "americano", dove ci superspecializza in una certa materia magari dopo la scuola, ma si ha una preparazione più che superficiale in altre materie. Tipico delle formazioni "tecniche".
Però ho pure io una domanda da farti:
Capita appunto che una formazione tecnica, o matematica, o scientifica, possa poi fare svarioni di tipo lessicale o non sappia argomentare efficacemente in italiano (non è il mio caso, spero!) e capita che chi ha la cultura classica, letteraria, lo faccia notare.
Però poi chi ha la preparazione tecnica si trovi a discutere con chi non mostra di conoscere nemmeno i più basilari principi della Fisica e della Tecnologia. Quando ad esempio di discute che so, di energia nucleare, di ecologia, del rigassificatore o di chissà che, viene da domandarsi: ma possibile che questo è così "'gnurant", eppure parla bene...
Come giudichi questo stato di cose che spesso porta al classico dialogo fra sordi?