Questo è quanto. Personalmente credo che il progetto sia ancora valido a patto che ci siano rassicurazioni e modifiche tali da riportarlo all’originario spirito di una federazione tra liberali e liberal-democratici, e non allo strumento ludico del partito repubblicano o dell’ELDR… allargato, ma in una posizione del tutto subalterna, ANCHE ai liberali. Questo non solo perché si rischia di non porre tutti i partecipanti al progetto sullo stesso piano, e non solo perché si tende a rovesciare del tutto i rapporti di forza di cui si deve comunque tener conto…ma perché, ed è questo il problema fondamentale, il tutto potrebbe non funzionare ed avere gli effetti sperati, oltre magari ad allontanarci dalle posizioni degli alleati conservatori o a creare comunque con loro eccessivi contrasti. Va stabilito se siano i contenuti di quella carta, gli atteggiamenti di certi rappresentanti, i simboli e i nomi o l’organizzazione e il programma gli aspetti rispetto ai quali riteniamo necessario apportare i cambiamenti maggiori.
Ribadisco che, pur se condivido le motivazioni di LIBERAL_ esposte ieri, e pur se ci terrei anche io a salvaguardare una certa identità che PL ha sempre cercato di portare avanti, è necessario che questo progetto venga modificato e fatto nostro se, sulla base delle scellerate riforme che si appresta ad approvare il governo, non si vuole sparire definitivamente dalla scena.
Propongo di puntare quindi sulla modifica di nome e di alcune parti della carta dei valori (modifiche individuate mediante riferimenti di tipo generale approvati dal congresso che saranno poi dal rappresentante del partito in quella sede e collegialmente tradotti in formule più specifiche) come condizioni per l’entrata di PL nella federazione e per riportare la stessa all’originario proposito progettuale.








