





quindi sarebbe qualunquismo... per tua informazione.. ti posto il riferimento puntuale
The usual terminology of political language is stupid. What is “left” and what is “right”? Why should Hitler be “right” and Stalin, his temporary friend, be “left”? Who is “reactionary” and who is “progressive”? Reaction against an unwise policy is not to be condemned. And progress towards chaos is not to be commended. Nothing should find acceptance just because it is new, radical, and fashionable. “Orthodoxy” is not an evil if the doctrine on which the “orthodox” stand is sound. Who is anti-labor, those who want to lower labor to the Russian level, or those who want for labor the capitalistic standard of the United States? Who is “nationalist,” those who want to bring their nation under the heel of the Nazis, or those who want to preserve its independence?
What would have happened to Western civilization if its peoples had always shown such liking for the “new”? Suppose they had welcomed as “the wave of the future” Attila and his Huns, the creed of Mohammed, or the Tartars? They, too, were totalitarian and had military successes to their credit which made the weak hesitate and ready to capitulate. What mankind needs today is liberation from the rule of nonsensical slogans and a return to sound reasoning.
estratto da The Source of Hitler's Success
By Ludwig von Mises
volevo provare e tradurlo e metterlo come discussione culturale, quelle che tu commenti a sproposito senza parteciparvi, in sezione liberismo... ha ispirato alcune mie conversazioni con schumann che sono poi convogliate nel suo scritto.








Non stò dicendo che Von Mises fosse un qualunquista, ma il riadattamento di quella frase nello statuto di un partito politico mi sembrava velatamente qualunquista. Se fosse stata spudoratamente qualunquista non avrei avuto nulla da ridire, ma essendolo, secondo me, velatamente e con un'aurea di intellettualismo mi sembra un po' goffa e poco elegante, tutto qua. Se sono l'unico a pensarlo cmq evidentemente non è così vero.




caro Duca,
forse mi sto dimenticando cosa vuol dire "qualunquismo"
qua|lun|quì|smo
s.m.
1 TS stor., polit., movimento sorto a Roma nel secondo dopoguerra con lo scopo di difendere i diritti dell’uomo qualunque
2 CO estens., spreg., atteggiamento di sfiducia e scetticismo nei confronti delle forme tradizionali di organizzazione della vita politica e dello stato, caratterizzato dal rifiuto di qualsiasi presa di posizione ideologica e di ogni impegno civile; atteggiamento di indifferenza nei confronti di qualsiasi scelta ideologica e morale anche in ambiti estranei alla politica
dal dizionario de mauro...
a quale accezione di riferisci? la prima o la seconda?
mi immagino la seconda... quindi vorresti dirmi che "richiamare la politica al ritorno del pensiero liberista armonico..." comporta affermare " di sfiducia e scetticismo nei confronti delle forme tradizionali di organizzazione della vita politica e dello stato, caratterizzato dal rifiuto di qualsiasi presa di posizione ideologica e di ogni impegno civile" cosa che tra l'altro alcuni anarco liberisti condividerebbero in toto ... ehhehehe
ad ogni modo ritiro la proposta... vedo che non ha riscosso il consenso che speravo, al di la' della discussione con Duca che tuttavia mi preme di approfondire per capire come bisognerebbe scrivere uno statuto di un movimento liberale.


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