



Per l'assistenza ospedaliera, la successione nel contratto d'affitto ecc.. bastano delle semplici modifiche al codice civile o alle leggi che disciplinano queste materie, senza creare alcun istituto nuovo che sostituisca o scimmiotti il matrimonio, per quanto riguarda le regole successorie, un omosessuale, già oggi, con un semplice testamento olografo, (che non richiede spese notarili nè nessuna altra formalità) potrebbe nominare il suo compagno erede universale, se non ha nemmeno quest'accortezza elementare, non vedo perchè lo stato dovrebbe riempire il vuoto della sua volontà.


Si, infatti anch'io penso che vadano fatte delle semplici modifiche alle leggi esistenti...per me basterebbe che uno dei due conviventi metta nero su bianco su un foglio che in caso di malattia desidera essere assistito in ospedale da Tizio, e quel foglio dovrebbe bastare per l'amministrazione dell'ospedale...spero che il cdx queste modifiche le faccia, senza creare un nuovo istituto giuridico di cui nessuno sente il bisogno.
Sono d'accordo anche sul diritto successorio, solo mi scoccerebbe un pò che in caso di morte improvvisa e prematura senza aver fatto testamento tutti i beni del deceduto vadano a parenti lontani e magari non frequentati, e che lo sfortunato convivente non venga preso neppure in considerazione dalla legge...ma ho il sospetto che colmare questa lacuna finirebbe per creare più problemi di quanti se ne vogliono risolvere


Si tratta di sacrificarsi un po', fare qualche rinuncia non significa certo vivere a livello di un immigrato extracomunitario!!
Mio padre, con un solo stipendio da ferroviere, ha tirato su tre figli e ti garantisco che non ci è mancato nulla, siamo andati al mare tutte le estati (magari adriatico e non santo domingo) e abbiamo fatto l'università, certo, mia sorella da piccola riciclava le mie scarpe e mentre i miei compagni di scuola, figli unici, avevano i levis, io ero in jeans carrera..
Basta questo per definirsi indigenti?
Il fatto è che ora non si vuole rinunciare a nulla!




Ricordo un paio di anni fa un volantino di protesta dell'Unione degli Universitari, UDU, di sinistra, contro le condizioni di vita degli studenti fuori sede, in cui si diceva, come tesi di base (da cui derivavano certe richieste), che uno studente medio spende circa 30€ a settimana solo uscendo la sera, tra bere, cinema , pizzeria, ecc.
Solo io spendo circa 10-15€? E esco minimo un 4 sere a settimana, ma non sempre per spendere.
Secondo me ormai si hanno in mente certi standard rinunciare ai quali sembra un'insopportabile perdita di diritti. Mah.
Against all odds




Appunto, ma il punto è che quegli studenti non chiedevano che lo stato desse soldi per uscire la sera, ma per l'affitto, il punto è che per loro il tenore di vita di uno studente medio (su cui calcolare gli aiuti) era quello, il doppio di quello che potrebbe essere per me uno normalissimo.
Against all odds


Sì, ma in sostanza vuol dire per i beni di lusso.
Se uno non ce la fa a mangiare è un conto, se uno non ce la fa a spendere per uscire però mi dispiace, ma non se ne parla neanche minimamente.
Si finisce col discriminare chi di quei soldi ne ha veramente bisogno.
Vuoi cinema e birra?
Camerieri, baristi e commessi non son più di moda?

