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  1. #91
    RenzoAudisio
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio
    ...per me è ancora dificile da digerire un tale modo di vedere lo stato, per cui ti invito a sciogliermi dei dubbi. Come può un enclave di tipo minarchico, interagire contemporaneamente e nello stesso territorio (in questo caso il territorio della penisola italiana) con un enclave comunista, un enclave cattolico, un enclave islamico, un enclave fascista, un enclave ecologista????
    In che senso dici "interagire contemporaneamente e nello Stesso territorio"? L'enclave ovviamente può essere sovrana su un suo territorio non su quello di un'altra enclave. San Marino è sovrana sul monte Titano ed il Vaticano è sovrano sulla "Città del Vaticano", le leggi di quegli Staterelli Sovrani valgono mica su tutto il resto della "penisola italiana"? e viceversa le leggi dello Stato Italiano mica valgono su quei territori?
    Allora, perchè mai una eventuale enclave anarco-socialista di "Ponte della Ghisolfa" piuttosto che un'ipotetica enclave minarchica di "Milano 2" :-) non potrebbe governare secondo i proprii codici su se stessa?
    Su questo argomento ci sono stati degli interessanti studi del Prof. Carlo Lottieri, purtroppo l'aspetto della Sovranità territoriale in quegli studi viene ancora presa poco in considerazione.

    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio
    Ti faccio un esempio concreto: chi è giustificato tra queste enclavi ad usare le strade già costruite? chi è autorizato ad usare le infrastrutture esistenti?
    Tu che ora fai parte della Repubblica Italiana, le usi le infrastrutture esistenti nel territorio del Vaticano o di San Marino?
    Forse si, magari solo in parte, secondo le insindacabili leggi di quello Stato Sovrano di cui sarai ospite, ma soprattutto quando e se ti permetteranno di accedere al loro territorio sovrano (il "diritto di esclusione" cui si appella Hans Hermann Hoppe).

    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio
    come dovrebbero essere i raporti tra un enclave e l'altro?
    "dovrebbero" è il condizionale di un verbo che cozza un po' con la Libertà e che perciò mi piace poco (anche se usato nella forma condizionale) ad esso avrei preferito che avessi usato un più libertario "potrebbero" comunque ti rispondo:
    I rapporti tra un'enclave e l'altra "dovrebbero" essere come i liberi rapporti, talvolta intensi tal'altra assenti (proprio perchè liberi), che intercorrono tra gli attuali stati sovrani.

  2. #92
    Anarcocapitalista
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    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
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    Citazione Originariamente Scritto da RenzoAudisio Visualizza Messaggio
    In che senso dici "interagire contemporaneamente e nello Stesso territorio"? L'enclave ovviamente può essere sovrana su un suo territorio non su quello di un'altra enclave. San Marino è sovrana sul monte Titano ed il Vaticano è sovrano sulla "Città del Vaticano", le leggi di quegli Staterelli Sovrani valgono mica su tutto il resto della "penisola italiana"? e viceversa le leggi dello Stato Italiano mica valgono su quei territori?
    Allora, perchè mai una eventuale enclave anarco-socialista di "Ponte della Ghisolfa" piuttosto che un'ipotetica enclave minarchica di "Milano 2" :-) non potrebbe governare secondo i proprii codici su se stessa?
    Su questo argomento ci sono stati degli interessanti studi del Prof. Carlo Lottieri, purtroppo l'aspetto della Sovranità territoriale in quegli studi viene ancora presa poco in considerazione.



    Tu che ora fai parte della Repubblica Italiana, le usi le infrastrutture esistenti nel territorio del Vaticano o di San Marino?
    Forse si, magari solo in parte, secondo le insindacabili leggi di quello Stato Sovrano di cui sarai ospite, ma soprattutto quando e se ti permetteranno di accedere al loro territorio sovrano (il "diritto di esclusione" cui si appella Hans Hermann Hoppe).


    "dovrebbero" è il condizionale di un verbo che cozza un po' con la Libertà e che perciò mi piace poco (anche se usato nella forma condizionale) ad esso avrei preferito che avessi usato un più libertario "potrebbero" comunque ti rispondo:
    I rapporti tra un'enclave e l'altra "dovrebbero" essere come i liberi rapporti, talvolta intensi tal'altra assenti (proprio perchè liberi), che intercorrono tra gli attuali stati sovrani.
    Quindi un enclave anarco-capitalista potrebbe dominare un territorio....giusto? Chi porrebbe i limiti a questo territorio? Perchè una volta che metti dei limiti stai già formando uno stato....

  3. #93
    Anarcocapitalista
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    Citazione Originariamente Scritto da RenzoAudisio Visualizza Messaggio
    igienista, JohnPollock
    Leggendo i vostri posts mi sorge più di un dubbio... ma voi sapete esattamente chi furono i "Chicago Boys"? Conoscete la loro storia, prima durante e dopo l'esperienza nel governo di Pinochet... come ci entrarono... quale politica economica applicarono... quali effetti produssero... etc.?
    Credo di sapere abbastanza bene chi sono, ma se ti va, dimmi pure cosa ti fa sorgere il dubbio...magari non li conosco così bene come li conosci tu. Non mi stufo mai di imparare.

  4. #94
    RenzoAudisio
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio


    Credo di sapere abbastanza bene chi sono, ma se ti va, dimmi pure cosa ti fa sorgere il dubbio...magari non li conosco così bene come li conosci tu. Non mi stufo mai di imparare.
    Allora, in sintesi, come saprai, il soprannome di "Chicago Boys" venne dato dalla Stampa Cilena, a 25-30 Studenti cileni della facoltà di Economia dell'Università Cattolica di Santiago, che vinsero all'inizio degli anni '60 una borsa di Studio per andare a perfezionarsi all'Università di Chicago, ed al loro ritorno si ritrovarono a criticare (attraverso una emittente radiofonica privata) le scelte economiche sbagliate dei ministri del primo Governo di Pinochet.
    Un qualsiasi altro dittatore forse li avrebbe fatti manganellare o buttare giù da qualche finestra, Pinochet invece defenestrò uno ad uno i suoi ufficiali che aveva messo a capo dei dicasteri economici e dal 1976 in poi li sostituì con i vari Chicago Boys: Sergio de Castro, Pablo Baraona, José Piñera, Álvaro Bardón, Hernán Büchi, Juan Carlos Méndez, Emilio Sanfuentes, Sergio de la Cuadra, Miguel Kast.
    Grazie a Pinochet ed a qualche consigliere americano, questi poterono sperimentare gli effetti di una politica liberista secondo il metodo di scuola austriaca, cosa che effettivamente non avrebbero mai potuto fare in una Democrazia (specie del Sud America).
    A vedere dai risultati (almeno se usiamo un certo metro di misura) furono degli ottimi risultati, dei quali godono ancor oggi tutti i Cileni.
    Dunque è assolutamente naturale che degli economisti Cileni (usando teorie non tanto loro, cioè dei Chicago Boys, quanto dei vari Hayek, Mises etc.) potessero, come dice "igienista", trovare l'unica pratica applicazione in Cile... visto appunto che erano Cileni.
    Dovrebbe però far riflettere igienista l'inefficienza della Democrazia persino a fronte di una Dittatura sanguinaria (che certamente aborriamo), se per far sperimentare delle ottime soluzioni economiche bisogna ricorrere necessariariamente a quest'ultima.
    Anche in Italia negli stessi anni (1974) c'è chi, come Edgardo Sogno, pensò, a fronte di un catto-comunismo strisciante (fonte di forte corruzione), di realizzare un golpe analogo al Cile, inserendo fin da subito economisti come Sergio Ricossa. Chissà, forse fu un progetto che, viste le condizioni economiche del Cile relativamente al Sud America, potremmo decisamente rimpiangere.

    Colgo un ultimo momento di riflessione sul tema, vi sembra così necessario doversi castrare masochisticamente con la Democrazia, che ostacola ogni buona idea, oppure con una Dittatura che, come unico risultato certo, realizza la massima violenza e l'annientamento più assoluto della libertà.
    Non è proprio possibile... un terzo Sistema?

  5. #95
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    Non c'è una terza via ?
    Attenzione che qualcuno potrebbe rispondere Monarchia.

  6. #96
    RenzoAudisio
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    Citazione Originariamente Scritto da LIBERAMENTE Visualizza Messaggio
    Attenzione che qualcuno potrebbe rispondere Monarchia.
    no... la monarchia non è propriamente un sistema, o meglio, se parliamo di "Monarchia assoluta" questa appartiene al Sistema dittatoriale totalitario, se parliamo di "Monarchia costituzionale" si tratta della prima fase del passaggio allo Stato liberale ovvero democratico, ed appartiene al Sistema Democratico. Dunque non rappresenta una "terza via".

  7. #97
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    Ti giuro che l'unico sistema che mi pare possibile nel medio periodo, sia dare larga autonomia alle province sul modello delle province autonome di Trento e Balzano, ponendo così le basi a un vero federalismo provinciale in cui possano prendere forma società, stati e enclavi di grandezza provinciale quantomeno. Ogni provincia potrebbe, per costituzione, per statuto provinciale, dottarsi di particolari forme economiche, societarie, istituzinali. Pe resempio la Provincia di Pisa, potrebbe dottarsi di un sistema "comunista" privando i cittadini della proprietà privata, mentre la provincia di Verona potrebbe dottarsi un sistema minarchico, mentre la provincia di Udine di un sistema anarcocapitalista, quella di Roma di un sistema socialdemocratico, e quella di Arezzo, che so, di un sistema corporativista.

    Il programma potrebbe essere attuabile attraverso riforme e proposte di referendum. Sarebbe un ottimo passo verso una società migliore e diversificatà. Io della provincia di Cagliari nona vrei problemi a trasferirmi nella provincia di Oristano o Nuoro o Sassari o Olbia, se una di questa fosse una provincia Minarchica e nella provincia di Cagliari passasse un sistema "comunista". Guai naturalmente a chi viola il principio di non agressione!!

  8. #98
    RenzoAudisio
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio
    Ti giuro che l'unico sistema che mi pare possibile nel medio periodo, sia dare larga autonomia alle province sul modello delle province autonome di Trento e Balzano, ponendo così le basi a un vero federalismo provinciale in cui possano prendere forma società, stati e enclavi di grandezza provinciale quantomeno. Ogni provincia potrebbe, per costituzione, per statuto provinciale, dottarsi di particolari forme economiche, societarie, istituzinali. Pe resempio la Provincia di Pisa, potrebbe dottarsi di un sistema "comunista" privando i cittadini della proprietà privata, mentre la provincia di Verona potrebbe dottarsi un sistema minarchico, mentre la provincia di Udine di un sistema anarcocapitalista, quella di Roma di un sistema socialdemocratico, e quella di Arezzo, che so, di un sistema corporativista.

    Il programma potrebbe essere attuabile attraverso riforme e proposte di referendum. Sarebbe un ottimo passo verso una società migliore e diversificatà. Io della provincia di Cagliari nona vrei problemi a trasferirmi nella provincia di Oristano o Nuoro o Sassari o Olbia, se una di questa fosse una provincia Minarchica e nella provincia di Cagliari passasse un sistema "comunista". Guai naturalmente a chi viola il principio di non agressione!!
    Quello che proponi, come nuovo sistema fattibile, non è poi così politicamente fattibile, ma soprattutto non è un nuovo Sistema, infatti restiamo sempre nel Sistema democratico (o come sule dire Steppen "demmograttico") e non risolviamo qui due grossi problemi libertari che ho sottolineato in precedenza:
    1) il federalismo anche nella tua soluzione avviene solo su base popolare (demos) anzichè individuale, quindi in realtà sempre con un'imposizione dall'alto verso il basso... cioè dall'ideale di Popolo imposto all'individuo, dall'idea di provincia che stabilisce i proprii sudditi e non dagli individui che scelgono volontariamente (per adesione o secessione) la propria associazione.
    Ma che gli potrebbe fregare di meno ad un... che ne so'... ad esenpio ad un "Seborghino" di essere suddito della provincia di Imperia, piuttosto del ben più allettante Principato di Seborga... magari riunificato con il Principato di Monaco (GRANDE LIBIDINE!).... famiglia Grimaldi permettendo. Oppure che gli fregherebbe di meno ad un redivivo Michele Mulieri (autoproclamatosi negli anni '50 Presidente della Repubblica autonoma dei piani sottani) essere suddito della provincia di Matera piuttosto che suddito della Repubblica Italiana? Almeno Luigi Einaudi, suo contraltare Italiano di allora, aveva avuto ben più tolleranza verso di lui che non i suoi concittadini molisani. Ed ancora che gli dovrebbe fregare ad un Moreno Simionato d'essere suddito della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, della provincia di Novara o della della Repubblica Italiana?
    2) Attraverso le tue province autonome non si risolve neppure il problema della predetta Sperimentazione di nuove politiche economiche efficienti ma antipopolari (a meno che pensi di fare dei micro colpi di Stato provinciali da parte di micro Pinochet locali).
    Mentre io credo che se una piccola enclave volontaria minarchica sperimentasse in piena sovranità un'economia particolarmente efficiente, proprio secondo le teorie di Nozick, altri si aggregherebbero spontaneamente, salvo ovviamente quelle frange irriducibili comunistoidi (o altro) che comunque avrebbero la libertà di vivere in povertà la loro Utopia, ma almeno sarebbero libere e soprattutto non potrebbero più rompere la minchia (tutto a vantaggio di un SISTEMA LIBERTARIO).

    ... non mi parlare poi delle nuove 8 (!) Province della Sardegna, per gestire clientelarmente un totale di circa un milione e mezzo di abitanti, con i soldi della Padania e dell'Europa.... BELL'ESEMPIO DI MINARCHIA... PORCA FOTTUTA MISERIACCIA!

    Se poi io fossi un minarchico, vissuto una vita affacciato sulla bellissima Costa di Nebida (oggi Provincia Sarda del Sulcis-Iglesiente) come mia Suocera... direi: "ed io perchè dovrei andare a vivere magari in quel postaccio della Barbagia per vivere il mio Ideale Minarchico? Io ho una mia Casa ed una mia terra e la minarchia la voglio vivere qui!".
    Viceversa dopo aver realizzato la mia enclave minarchica nel Sulcis-Iglesiente potrei sempre rispondere a te che vieni da Cagliari (Casteddu):
    "Ficchirinci in su gunnu! Pezza cotta pezza crua ognunu a domu sua! Minarchia o no asi segau is callonisi! "
    Traduzione: "Tornatene da dove sei venuto! Ciascuno comanda a casa sua! Minarchia o no ci hai rotto i coglioni!."

 

 
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