Cesena, La Malfa presenta il suo libro su Keynes/Quelle teorie ancora valide delle quali però si è quasi sempre abusato
Sì allo Stato, con molte limitazioniLunedì 12 febbraio presso la Cassa di risparmio di Cesena, l'onorevole Giorgio La Malfa ha tenuto la conferenza di presentazione del suo ultimo libro, dedicato all'opera di Keynes, il grande economista del ‘900 che ha elaborato la fortunata tesi del necessario intervento pubblico nel libero mercato, attraverso strumenti di politica economica e monetaria, al fine di preservare l'efficienza stessa del capitalismo.
Noi giovani dell'Fgr Romagna abbiamo partecipato alla conferenza, componendo un articolo in cui focalizziamo alcuni argomenti trattati da Giorgio La Malfa.
Le teorie keynesiane, che possono armonizzarsi con l'ideologia repubblicana infatti, sono ancora attuali e spendibili perché la società non può permettersi di tornare così indietro da abbandonare il mercato a sé stesso, lasciandolo sviluppare spontaneamente e senza controllo alcuno in virtù dell'idea che tutto ciò che è Stato è Male.
Applicare – ma con intelligenza - le teorie keynesiane però non significa auspicare un massiccio intervento pubblico sul mercato, ma utilizzare strumenti tesi alla salvaguardia di un mercato che sia equo, che permetta a tutti gli operatori economici di muoversi comunque liberamente. E, se per caso lo Stato fosse invadente oltre misura, "Keynes contiene in sé l'antidoto a sé stesso".
Bisogna smentire, infatti, l'idea che questo economista auspicasse il ricorso massiccio all'aumento della spesa pubblica per favorire l'economia. Questa pratica è stata solo la degenerazione di una più profonda teoria, che vede nello strumento della spesa pubblica, l'ultima strada da battere in caso di crisi irreversibile del sistema economico.
Le politiche di sostegno della domanda, secondo La Malfa, dovrebbero quindi puntare su una strategia di diminuzione delle tasse, piuttosto che ricorrere ad un aumento della spesa pubblica. Considerazione che assume ancora maggior valore in una realtà di mercato globale, come quella attuale, in cui la facilità di trasferire fondi all'estero dovrebbe portare il legislatore ad una riduzione delle aliquote d'imposta, in modo da invogliare i risparmiatori a portare nuovi capitali in Italia.
E' necessario entrare in un'ottica molto più europeista, ragionando in termini di un mercato che non conosce barriere e che, aumentando la concorrenza, porta ad un abbassamento dei prezzi e ad un conseguente miglioramento delle qualità di vita dei cittadini/consumatori.
Dobbiamo reagire all'immobilismo che ha caratterizzato le politiche economiche del nostro Paese negli ultimi decenni, attraverso una serie di interventi che rendano più snello il nostro mercato. Tornare competitivi, significa puntare sulla ricerca e sul settore dei servizi investendo in tecnologie d'avanguardia e modernizzando il sistema infrastrutturale italiano.
Urge inoltre, una politica di vera liberalizzazione di quei settori che, ingiustificatamente, sono tuttora in mano allo Stato. La ripresa della nostra economia deve passare attraverso una grande rivoluzione delle logiche di politica economica attuate fino ad ora. Dunque, il rilancio del nostro mercato deve passare attraverso una correzione degli abusi operati dallo Stato, attraverso una politica che ripulisca le applicazioni della teoria keynesiana dalle sue degenerazioni, ma non attraverso una politica che la rinneghi.
Elisa Ambrosiani, Portavoce Fgr - Romagna




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