Giornalisti al Quirinale.
anche la grande stampa va da Napolitano. E’ il governo suggerito dai giornali. Apre da par suo Bruno Vespa con Porta a Porta, la terza Camera della Repubblica, che con la solennità di Via col Vento, avanza il nome di Franco Marini, detto “l’abbruzzese”, meglio conosciuto dalle parti del Colle come “il lupo marsicano”.
Anche il Giornale, con un articolo di fondo firmato da Paolo Guzzanti, vuole Marini a Palazzo Chigi. Ma di quale Marini si tratta viene specificato solo nell’ultima riga. Il presidente del Consiglio che Guzzanti vorrebbe è Igor Marini, meglio conosciuto come il conte Igor, protagonista indiscusso della commissione Telekom Serbia.
Giornalisti al Quirinale. Il Corriere della Sera vuole Luca Corsero di Montezemolo. Lo propone urbi et orbi, ben precisando che alle spalle della proposta c’è persino il pio Bazoli in quota Vaticano contro i Dico e lo sgarzolino Diego Della Valle in quota Tod’s. Alla proposta Montezemolo si sono associati Diamante D’Alessio a nome del mensile Style e Maria Luisa Agnese a nome di Sette, ops, Magazine.
Giornalisti al Quirinale. La Repubblica vuole intanto D’Avanzo agli Interni a cagione dei suoi meriti, e cioè per avere fatto pulizia nei Servizi.
Per la presidenza del Consiglio è indicata la procura di Milano nella persona dell’aggiunto Armando Spataro affiancato da Ilda Boccassini.
La Stampa indica invece Lucia Annunziata, autrice anche della più bella rubrica della Rai, amata sia a sinistra sia dai dalemiani. La ragazza del secolo in corso, unanimamente riconosciuta come la Badessa di viale Mazzini, si è detta disponibile, si è solo limitata a indicare come suo ministro di fiducia Claudio Velardi. Quando però il direttore Giulio Anselmi ha fatto il nome di Lilli Gruber per gli Affari esteri, Lucia ha immediatamente minacciato le dimissioni:
“La Farnesina non è una boutique”.
Giornalisti al Quirinale. La delegazione dei settimanali che andrà al Quirinale sarà guidata da Pietro Calabrese, direttore di Panorama in restyling, il quale avanzerà la proposta di un governo tecnico che non tenga conto né di Mario Monti, né di Guido Rossi. E manco a parlarne di Tommaso Padoa-Schioppa:
“L’alta personalità che noi indichiamo è il professore Renato Brunetta”. Il grande tecnico, già interpellato, ha dato la propria disponibilità e ha posto una sola condizione: “Mai poi pubblicherete i miei articoli?”.
Il capo dello stato ascolterà pure Le Ragioni del Socialismo nella persona del suo autorevole direttore Emanuele Macaluso, presente anche come capo delegazione dei gruppi misti, in quota bimestrale. “La nostra proposta è di ampio respiro…”. Un asmatico? “No, vi diamo Paolo Franchi, il quale dal canto suo sarà – nella misura in cui la democrazia ne ha bisogno – un premier di grande levatura riformista”.
Giornalisti al Quirinale. C’è anche il governo suggerito dai tg. La proposta di Carlo Rossella punta alla pacificazione nazionale e a rasserenare il clima.
“Credo che la soluzione migliore, anche alla luce delle questioni internazionali, sia quella di proporre la coppia di Malindi. Il Tg5 propone una rosa di nomi della quale facciano parte Flavio Briatore, Giovanna Melandri e, in subordine, Cesara Buonamici. Sarà il trionfo del politically pitonato”.
Giornalisti al Quirinale. Chiude la sequela delle proposte Gianni & Riotto detto
Johnny. La sua anima americana lo spingerebbe a indicare un paesano di New York come Furio Colombo, uomo di serenità e compostezza. “Basta averlo visto a Ballarò”. Ma il suo cuore sanguigno e siciliano lo spinge a favore di Totò Cuffaro. “E’ un uomo che ha patito tante ingiustizie e sofferto molte bugiarderie. La Repubblica ha il dovere di restituirgli l’onore e di risarcirlo”. Appresa la notizia, Totò ha annunciato tre giorni di festeggiamenti.
Ha piantato uno striscione al bivio di Raffadali e ha commissionato un nuovo inno nazionale:
“E Forza Johnny, che siamo tantissimi…”.
Chiude la sigla del Tg1.
da il Foglio
saluti




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