Consigli
Svolte berlusconiane. Finalmente Berlusconi accetta consigli. Alla stagione della Ricrescita si accompagna la svolta del doppiopetto.
L’Espresso registra il cambio d’abito deciso dal Cav. su sollecitazione del viceministro Guido Possa e tutti gli organi di stampa allora, accogliendo la magnanima benevolenza del capo del governo di accettare finalmente suggerimenti, si danno da fare.
Non potendo dargliene in economia, politica, tanto meno in diplomazia e tivù, gli unici consigli che s’azzardano a dare sono consigli di look che gli consentano poi di risultare alto, bello e slanciato.
Finalmente Berlusconi accetta l’aiutino dei commentatori.
“Le ragioni del nostro no” è il titolo di un’autorevole finestrella pubblicata sulla prima pagina del Corriere della Sera. Non firmata,
dunque riconducibile alla direzione, la nota impegna la testata a dare un’indicazione chiara al premier sull’opportunità di optare
per la giacca con un solo spacchetto dietro.
Così si legge: “Il Corriere della Sera, nel rispetto delle motivazioni di chi difende la scelta dei due spacchetti laterali, s’impegnerà
perché i suddetti spacchetti, specie negli abiti ingessati, slancino la persona del Capo del Governo invece che costringerlo alla figura planata di due sgradevoli alettoni laterali.
Il nostro è un no agli spacchetti soprattutto in difesa dei diritti e delle aspettative del made in Italy”.
Consiglio accolto: Berlusconi ha immediatamente dato disposizione di cucire tutti gli spacchetti laterali.
Svolte berlusconiane dunque, consigli al Cav. Non ha voluto essere da meno la Repubblica che – a firma del suo Fondatore in
prima pagina, con un pezzo di Piero Ottone nelle pagine interne – ha sollevato lo scottante tema del conflitto d’interessi chiedendo
a chiare lettere che Berlusconi “Non vesta alla Standa, vada ai saldi della Rinascente”.
Con un dotto editoriale, citando Leibniz, Spinoza, Newton, Memo Remigi, Io, Lui e Galimberti, Eugenio Scalfari ha sollecitato il Cav. affinché “la Casa delle Libertà diventi la casa degli italiani per davvero: non faccia acquisti in casa sua, acquisti i suoi vestiti coi saldi, ma alla Rinascente”.
Non informato sulle notizie di stretta attualità, il Fondatore non è a conoscenza che almeno su questo, non c’è conflitto d’interessi.
La Standa, infatti, non appartiene più a Berlusconi ma il consiglio è stato egualmente accolto dal Cav. All’illustre editorialista ha fatto recapitare un biglietto con sopra scritto a chiare lettere quanto segue: “Anch’io vesto Oviesse”.
Spiritoso e mordace il pezzo di Ottone che, ricordando un’antica amicizia, ha chiesto “usa più spesso il Montgomery, forse non ti slancia, ma ti dà un piglio audace”. Consiglio accolto a metà, per l’altra metà il Cav. ha scelto di indossare il giubbino Pirelli così come gli viene segnalato da un editoriale anonimo e perciò riconducibile alla direzione, del Sole 24 Ore.
Tutti possono dare consigli al Cav. Anche l’Unità di Furio Colombo. Il giornale di Antonio Gramsci inaugura con un doppio fascione
rosso in prima pagina una campagna giornalistica affinché il premier non faccia più uso di raggi uva artificiali.
Con un articolo dello stesso direttore al Capo del Governo
vengono illustrate le qualità specifiche di certe creme per dare tono, elasticità e vigore alla pelle del viso. “Accetti il consiglio
di un avversario”, questo il titolo dell’editoriale di Furio Colombo dove si sollecita il Cav. a un uso sbarazzino di fard, “per la caduta
di un ridicolo tabù legato a un modello di maschio modello Gillette, buono forse per Tremaglia ma già obsoleto per Lando Buzzanca”.
Consiglio immediatamente accolto da Berlusconi che al fard, ha prontamente aggiunto anche un accenno di mascara.
Tutti possono finalmente dare consigli al Cav.
Il Foglio
saluti




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