
Originariamente Scritto da
Zarskoeselo
In quelle circostanze era l'unica scelta possibile. O la meno peggiore. Pensavi a Caviglia? Badoglio era più noto all'opinione pubblica e rappresentava qualcosa di più e l'opinione pubblica in quel frangente aveva bisogno di un nome conosciuto e rassicurante. Caviglia era anche ottantaduenne. Badoglio inoltre era riconosciuto quale contraltare a Mussolini dal 1940 quando si era dimesso dal suo ruolo di Capo di Stato Maggiore in polemica col Farinacci e l'ala dura fascista.
Acquarone? Il binomio era semmai Badoglio-Guariglia. Guariglia era un noto e capace diplomatico.
Inoltre con una rottura cosi' drastica col fascismo il re si è alienato la fedeltà di milioni di italiani e ha favorito la nascita della RSI, agendo con gradualità e moderazione ed evitando di mettere al potere personaggi assetati solo di vendetta ha contribuito non poco alla caduta della monarchia.
Drastica? Gradualità? Forse tu al pc puoi parlare così, ma chi si trova in mezzo ad una guerra che è evidente ormai sarà persa, l'Italia schiacciata sotto il peso di morti, una dittatura e le prossime mosse degli angloamericani, che dovevano essere imminenti e ovvie no, non può.. Non aveva tempo di agire gradualmente e se l'avesse fatto, i risultati sarebbero stati catastrofici. Mi parli poi di milioni di italiani...Milioni? I fascisti non amavano il Re ma il Duce. "Quando saremo a Makalè noi grideremo viva il Duce e abbasso il Re". I più fascisti non lo amavano comunque e quindi non perse il loro voto di sicuro. Non perse di sicuro quello dei repubblicani, che non lo avrebbero comunque votato. Non se la presero di certo i partigiani o i liberali. E guadagnò invece o mantenne quello dei molti italiani che erano nauseati e stanchi sia della guerra, che del Duce e dei tedeschi. A meno che tu non voglia dire che nella Repubblica di Salò ci fossero milioni di italiani...
la sua ostinazione a non voler abdicare nel 1944 denotano una rigidità mentale e la non conoscenza della situazione
Perdonami ma questa frase invece denota la TUA non conoscenza della situazione. Il Re aveva le sue ragioni per non abdicare. Nel 1944, la situazione stava evolvendo come da accordi, quelli apparenti (ricordi il gigantig bluff? per questo parlo di apparenti). A quel punto, dopo il 5 giugno, gli alleati compiono il primo dei quattro colpi di stato che abbatteranno una ad una le istituzioni nazionali. Il ritiro a vita privata (non L'abdicazione) con l'accordo De NIcola era previsto in modo graduale: americani liberano roma, le istituzioni vi si installano, poi il Re si ritira a vita privata nominando Umberto Luogotenente. Il 5 giugno invece gli alleati pretesero l'immediato ritiro a vita privata del Re; oltretutto nella dichiarazione ufficiale era stato aggiunto un paragrafo dove si faceva riferimento al referendum istituzionale. Risulta quindi chiaro quali implicazioni avesse il ritiro immediato del Re. Il Re, ancora nel pieno dei poteri, non poteva rientrare in roma perchè alleati e CLN glielo impedivano. Il Re, lucido come non mai, capiva benissimo dove alleati e CLN volevano andare a parare e cioè, la presa del potere. Per questo insisteva. QUesta umiliazione, sporcava la Monarchia ingiustamente. Per questo prima di firmare pretese un documento che attestasse che gli era stato impedito di recarsi a Roma. A Roma, dove Badoglio arrivò con la dichiarazione del Re, erano già riuniti i clennini i quali imposero subito che il Governo non doveva essere nominato dal Luogotenente ma da loro stessi e che il capo del governo sarebbe stato uno dei partiti del CLN.
Questo era quello che tratteneva il Re dal firmare il documento.