
Originariamente Scritto da
komsomol
Grazie per la risposta e per le argomentazioni; io non voglio qui nè provocare ne convincere nessuno; solamente da studioso della materia libertaria in tutte le sue coniugazioni ho sollevato alcuni spunti.
Paradossalmente ho sempre criticato l'incongruenza di quei pensatori anarchici di matrice socialista, collettivista, sindacalista che pensano insieme di abolire lo Stato, il monopolio della violenza, ma ridistribuire in qualche modo le ricchezze.
l'anarco capitalismo individualista, semplicemente, è coerente coi presupposti che fissa per la sua azione politica. Punto.
Poi posso ammettere una coerenza interna ad un sistema di valori che non condivido, ma mi sembrava ovvio l'intento era sollevare questioni e non provocazioni.
Condivido, rispeto e amiro la tua coerenza in tal senso. In una societa libertaria, sarei il primo a rispetare quelle comunità socialiste che andrebbero spontaneamente a formarsi.
Sarebbe bello anche notare i flussi migratori tra comunità anarcosocialiste, comunità anarcocristiane, comunità anarcocapitaliste a seconda di come un essere umano senta la propria individualità.
Consentimi però di proporti un quesito, dopo questa introduzione.
Ametiamo un tale, una sorta di individuo medio, un po' incoerente. Questo tizio nasce in una comunità anarcocapitalista, poi durante l'adolescenza sente di condividere ideali anarcosocialisti. Quindi chiede una risoluzione del contrato con la comunità anarcocapitalista e decide di trasferirsi in una comunità anarcosocialista. La comunità anarcosocialista lo accoglie con tutti gli onori, gli spiega l'importanza del lavoro, della libertà, dell'uguaglianza, della solidarietà fraterna. Il nostro essere umano novecentesco e incoerente decide con entusiasmo difa rparte della comunità, che non amette proprietà privata e che è sonceramente in linea con i suoi universali principi di fratellanza e giustizia. Niente scambi in denaro, mense comuni, amore libero, sesso comune, letture comuni, dormitori comuni, nessun matrimonio, figli in collettivo. Il nostro amico incoerente poi si rompe le balle di una tale società. Ha bisogno di privacy, di rimetersi in gioco. Abbandona la società anarcosocialista e chiede un nuovo contrato di adesione con la società anarcocapitalista. Sorgono i primi problemi. La società anarcosocialista spiega al nostro amico che ha ricevuto tanta solidarietà e che poco ha dato alla comunità. Spiega lui che ha ricevuto assistenza ospedaliera quando si è rotto una gamba mentre faceva sport libero e gli altri lavoravano nei campi. Spiega lui che ha un debito morale con i suoi compagni di comunità.
Il nostro amico incoerente, egoista e novecentesco, spiega loro che si sente frustrato a vivere in tali condizioni. Telefona a degli amici della comunità anarcocapitalista, chiede loro dei soldi, cari vecchi soldi, che gli vengono prestati ( con interessi altissimi), e li ofre alla comunità socialista per riscatare se stesso e obbligarsi a ricambiare in qualche modo la comunità. La comunità non vuole soldi però. Offre lui di impegnarsi nel lavoro nei campi. Il nostro amico scapa e torna alla sua comunità anarcocapitalista. Firma il contrato di adesione, e partecipa attivamente alla vita dimercato. Inizialmente gli va bene. Poi gli va male un afare, e entra in depressione totale. Non ha più amici ne parenti e non sa come curarsi. Vuole morire, e nessun ospedale privato lo accoglie. La società anarcosocialista gli propone di rientrare, in cambio delle cure mediche. Lui acceta. Entra nella societa anarcosocialista e si fa curare. Guarisce. Si mette a lavorare nei campi, come vuole la società anarcosocialista ma dopo un anno vuole tornare al mercato. Queta volta lo rinchiudono in un gulag segreto e lo mettono ai lavori forzati per ricabiare il lavoro assiduo dei medici che l'hanno curato incambio di niente. Ma lui riesce nuovamente a fuggire da chi l'ha aiutato. Torna alla società di mercato. Fonda una società ospedaliera privata che aiuta i malati a riprendersi. Applica tarife normali a chi è coperto da assicurazione ma offre il servizio gratis a chi si è dimenticato di farlo. Ecco le prime contaminazioni tra una società e l'altra. Di come sia neccessaria la diversità tra individui e società indipendenti per il ragiungimento della propria coscienza libera, di come però i principi solidali possono essere aplicati anche alle società di mercato, e di come i principi di mercato risultano deboli nelle società socialiste e della ricompensa violenta in mancanza di denaro nella stessa sede.
La favoletta, considerala così, pone il quesito di cui ti parlavo: in una società in cui convivano sistemi sociali di mercato e sistemi sociali collettivisti, chi tende a convogliare più risorse tecnologiche, culturali e economiche? Le società socialiste sono in grado di convivere con società di mercato senza il rischio che scompaiano?
Se non sono in grado di far ciò, ovvero di stare al passo con le società di mercato, determinando la fuga verso tali società, come pensano di autosostenersi? Se dalle società di mercato quelli sfortunati scapano verso società socialiste, come possono pensare di essere mantenuti da pocchi individui che lavorano senza imposizioni?
I flussi tra una società e l'altra possono comunque incrementare, senza che si generino conflitti, in un clima pacifico e tollerante, ma senza scambi forzati di beni, un miglioramento sociale dell'umanità?