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Discussione: Ricolfi

  1. #91
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini Visualizza Messaggio
    Interessante articolo sulla Stampa in cui Ricolfi esce finalmente allo scoperto mostrandosi per il gran bananas che è

    Conti pubblici: le parole e i fatti

    LUCA RICOLFI

    Fatto numero 2. Anche se nel 2006 il Pil e la produzione industriale sono cresciuti di più che nel passato, sono però cresciuti di meno che negli altri Paesi dell’Eurozona.
    iL BANANITO PER ESSERE CORRETTO DOVEVA COMUNICARCI CHE NEL PASSATO BANANAS LA PRODUZIONE NON CRESCEVA, CALAVA INESORABILMENTE.

    http://www.confindustria.it/ancong.n...aio%202007.pdf

    Nel 2006 la produzione industriale è tornata a crescere per la prima volta dal 2001.

    L’Istat ha rilevato nel 2006 una crescita media annua della produzione industriale dell’1,9 percento nei dati grezzi. Se si tiene conto delle due giornate lavorative in meno, l’incremento medio annuo risulta ancor più positivo (2,4 percento la variazione dell’indice corretto; Tab. 1).
    Grazie al risultato positivo realizzato nel 2006, l’industria chiude il ciclo negativo quinquennale che aveva avuto inizio nel 2001. Quanto ai settori, a trainare la crescita della produzione industriale nel corso del 2006
    sono stati principalmente gli apparecchi elettrici e di precisione (7,7 percento) e i mezzi di trasporto (7,3 percento), seguiti dalle macchine e apparecchi meccanici (4,2 percento) e dai prodotti in metallo (4,1 percento).
    A determinare la crescita della produzione industriale nel 2006 sarebbero state le imprese medio-grandi i cui livelli produttivi, grazie alla loro maggiore propensione all’esportazione (circa tre volte superiore a quella delle piccole), devono adeguarsi all’incremento degli ordini provenienti dall’estero (Tab. 2).
    Se si guarda al profilo trimestrale, si nota una forte accelerazione della quantità prodotta nella seconda metà dell’anno, particolarmente intensa nell’ultimo trimestre. Questa chiusura d’anno così brillante influenzerà positivamente l’anno in corso, grazie all’effetto “trascinamento”. Il 2007 ha già acquisito, in quanto ereditata dall’anno passato, una crescita media annua dell’1,6 percento. Questo è il risultato minimo che si realizzerebbe se in tutti i trimestri dell’anno in corso il volume della produzione si attestasse sullo stesso livello raggiunto nel quarto trimestre del 2006 o, in altri termini, se la variazione congiunturale trimestrale fosse nulla.



    CENTRO STUDI CONFINDUSTRIA

  2. #92
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini Visualizza Messaggio

    Fatto numero 3. Non c’è nessuna svolta nell’andamento dell’export: la quota delle nostre esportazioni sui principali partner dell’Eurozona continua a calare, oggi come ieri (con l’importante eccezione dell’export di servizi, che tuttavia era già svoltato nel 2005).
    FATTO NR. 3
    LE ESPORTAZIONI VERSO L'ue SONO ESPLOSE: SPAGNA + 28%, gERMANIA + 18%, IL SIGNOR RICOLFI SPARA PALLE.


    Commercio Estero: Istat, Bene Con Ue, Saldo Positivo 628 Mln(2)

    (ANSA) - ROMA, 16 MAR - Il surplus registrato a gennaio si confronta con un deficit di 442 milioni di euro registrato nel primo mese del 2006.
    Tra i principali partner commerciali dell'Italia le esportazioni sono cresciute soprattutto verso Spagna (+28,1%), Germania (+18,6%), Regno Unito (+14,2%) e Francia (+12,2). Tra i settori di attività economica gli aumenti più significativi dell'export sono stati invece quelli registrati per i prodotti petroliferi raffinati (+44,7%) per i metalli e prodotti in metallo (+42,9%), per il legno e prodotti in legno esclusi i mobili (+20,6%) e per le macchine e apparecchi meccanici (+27,3). (ANSA).

  3. #93
    email non funzionante
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    FATTO NR. 3
    LE ESPORTAZIONI VERSO L'ue SONO ESPLOSE: SPAGNA + 28%, gERMANIA + 18%, IL SIGNOR RICOLFI SPARA PALLE.


    Commercio Estero: Istat, Bene Con Ue, Saldo Positivo 628 Mln(2)

    (ANSA) - ROMA, 16 MAR - Il surplus registrato a gennaio si confronta con un deficit di 442 milioni di euro registrato nel primo mese del 2006.
    Tra i principali partner commerciali dell'Italia le esportazioni sono cresciute soprattutto verso Spagna (+28,1%), Germania (+18,6%), Regno Unito (+14,2%) e Francia (+12,2). Tra i settori di attività economica gli aumenti più significativi dell'export sono stati invece quelli registrati per i prodotti petroliferi raffinati (+44,7%) per i metalli e prodotti in metallo (+42,9%), per il legno e prodotti in legno esclusi i mobili (+20,6%) e per le macchine e apparecchi meccanici (+27,3). (ANSA).
    Sommamente dispiaciuto, ma per replicare sono costretto ad usare concetti di altissima finanza che potrebbero risultare un po ostici ad un profano come te.
    Ricolfi parla di Export.
    Tu parli di Bilancia commerciale = Export - Import.

    Ennesima prova della tua arte manipolatoria (o della tua scarsa competenza)

  4. #94
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    Predefinito Mi divertirò

    il giorno che lorsignori capiranno che Ricolfi scrive per conto di Padoa Schioppa. solidarietà a piccinini che si è avventurato nel tentativo di spiegare a brunik la differenza fra export e bilancia commerciale! Piccinini l'ultimo degli avventurosi.

  5. #95
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    Citazione Originariamente Scritto da calvin Visualizza Messaggio
    il giorno che lorsignori capiranno che Ricolfi scrive per conto di Padoa Schioppa.

    SI VEDE CHE L'istat SCRIVE PER CONTO DI pRODI.

  6. #96
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    L'UNICA COSA SICURA è CHE cALVIN SCRIVE PER CONTO DI TREMONTI.

  7. #97
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco Piccinini Visualizza Messaggio
    Sommamente dispiaciuto, ma per replicare sono costretto ad usare concetti di altissima finanza che potrebbero risultare un po ostici ad un profano come te.
    Ricolfi parla di Export.
    Tu parli di Bilancia commerciale = Export - Import.

    Ennesima prova della tua arte manipolatoria (o della tua scarsa competenza)
    mAGARI LEGGERE I POST E NON SOLO I TITOLI SAREBBE INTERESSANTE, PARLA DI ESPORTAZIONI AUMENTATE DEL 15%, QUELLO CHE SPARA CAZZATE MI SEMBRA PROPRIO IL SIGNOR RICOLFI

    (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 16 mar - Da gennaio l'Istat include nelle rilevazioni sull'interscambio commerciale con i paesi della Ue i flussi con la Romania e la Bulgaria. Sul versante esportazioni tra i principali partner commerciali si registra un significativo aumento tendenziale verso la Spagna (+28,1%), la Germania (+18,6%), il Regno Unito (+14,2%) e la Francia (+12,2%). Guardando al complesso di tutti i Paesi, i piu' alti picchi tendenziali si sono avuti nei confronti di Lettonia (+59,7%), Cipro (+53,9%), Estonia (+51,3%). Sul versante importazioni i risultati piu' elevati con i maggiori partner si sono avuti sempre con la Spagna (+13,4%). In seconda posizione la Francia (+11,1%), seguita dalla Germania (+10,6%). Considerando tutti i paesi, gli aumenti piu' marcati si sono avuti verso Cipro, Estonia, Slovacchia, Lettonia, Lituania e Malta. Le riduzioni piu' accentuate si sono registrate con Irlanda, Grecia, Romania e Bulgaria. Guardando ai vari settori le esportazioni hanno brillato per quanto riguarda i prodotti petroliferi raffinati (+44,7%), per i metalli e i prodotti in metallo (+42,9%), per il legno e i prodotti in legno esclusi i mobili (+20,6%). Dal lato delle importazioni i maggiori incrementi si osservano per i minerali non energetici (+35,8%), per le macchine e gli apparecchi meccanici (+34,9%), per i metalli e i prodotti in metallo (+31,7%). com-sim

  8. #98
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    Forse il signor Ricolfi era rimasto ai dati di Berlusconi, non so.

    COMMERCIO ESTERO, ISTAT: OTTOBRE -261 MLN, PEGGIOR SALDO DAL '91


    Roma, 16 dic. (Apcom) - Nel mese di ottobre 2005 il saldo commerciale è risultato negativo per 261 milioni di euro, a fronte di un attivo di 199 milioni registrato nello stesso mese del 2004. Le esportazioni sono aumentate del 3,3% su anno e le importazioni del 5,1%, sempre su anno. Lo comunica l'Istat.

    Nei primi dieci mesi dell'anno il saldo è stato negativo per 7.423 milioni di euro, rispetto al pareggio rilevato nello stesso periodo del 2004. L'Istat specifica che è il dato peggiore dai primi dieci mesi del 1991, quando si registrò un passivo di 8.011 milioni di euro. Sempre nel periodo gennaio-ottobre 2005 le esportazioni hanno registrato una crescita del 3,4% e le importazioni del 6,6%.

    Nel confronto con settembre 2005 i dati destagionalizzati indicano in ottobre una flessione del 2,3% per le esportazioni e dell'1,3% per le importazioni. I più elevati incrementi delle esportazioni si sono avuti per l'energia (+66,6%) e in misura minore per i beni di consumo non durevoli (+5,4%). Anche per le importazioni i maggiori incrementi si registrano per l'energia (+45,1%) e per i beni di consumo durevoli (+9,6%).

    Nel mese di ottobre 2005, passando all'analisi per settore di attività economica, le esportazioni registrano variazioni tendenziali più elevate per i prodotti petroliferi raffinati (+67,6%), per i prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali (+10,7%) e per i mezzi di trasporto (+9,9%). Le più ampie flessioni hanno riguardato i mobili (-9,2%) e gli apparecchi elettrici e di precisione (-7,7%). Per le importazioni i maggiori aumenti hanno riguardato i minerali energetici (+51,5%), i prodotti petroliferi raffinati (+22,7%) e i mobili (+16,2%)

  9. #99
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    Predefinito magari!

    purtroppo ho solo qualche conoscenza nell'entourage di tpf e se vedete l'ultimo bollettino della Bce, i giornali di oggi su tpf, dovreste capire anche voi che il ministroa ha qualche preoccupazione. L'istat è sempre stata filogovernativa e va commisurata con l'Fmi, che infatti è molto meno ottimista. E poi c'è Turani. Non vi siete accorti di Turani? Anche lui nell'orbita Tpf. Speriamo che anche loro diventino tutti bananas così vi mettiamo su un treno per la russia solo andata, dove vi troverete a vostro agio. Lì il governo non si critica. Per Brunik, cuba, perchè gli voglio bene.

  10. #100
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    sI VEDE CHE L'ISTAT E' DIVENTATA FILOGOVERNATIVA SOLO CON PRODI

    Continua a peggiorare anche l'avanzo primario: ora è dello 0,5%
    L'Istat: nel 2005 crescita zero
    deficit pubblico al 4,1 per cento
    Pesante contraccolpo sull'occupazione: perduti oltre centomila posti



    Economia italiana ferma nel 2005
    ROMA - L'economia italiana non è cresciuta nel 2005. Secondo l'Istat il Pil è rimasto fermo allo zero per cento, confermando così le ultime stime ufficiali del governo. Una frenata che ha avuto pesanti ripercussioni sull'occupazione portando, sempre secondo l'Istat, alla perdita di circa 102.000 unità di lavoro, ovvero di posti a tempo pieno. Secondo i dati comunicati dall'istituto, l'occupazione - espressa in termini di unità di lavoro al netto della cassa integrazione - ha segnato un calo dello 0,4% e si è così attestata a 24.192.200 unità di lavoro. La maggior parte dell'occupazione è nei servizi, a quota 16.117.700 unità, in crescita rispetto all'anno precedente.

    Sempre secondo l'istituto centrale di statistica, l'indebitamento netto della pubblica amministrazione, cioè il deficit calcolato in rapporto al Pil, è aumentato per l'Italia nel 2005 arrivando al 4,1%. Il dato migliora leggermente le stima del governo che prevedeva un deficit al 4,3%.

    "L'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil nel 2005 - segnala l'istituto nel suo bollettino - è risultato pari al 4,1% rispetto al 3,4% dell'anno precedente. In valore assoluto è aumentato di 10.265 milioni di euro, attestandosi sul livello di 57.917 milioni. Il saldo primario è risultato positivo e pari allo 0,5% del Pil. Tale risultato conferma la tendenza alla diminuzione del saldo primario in rapporto al Pil (passato dal 3,2% nel 2001, al 2,7% nel 2002, all'1,7% nel 2003, all'1,3 nel 2004)".

    "Nel 2005 - certifica ancora l'Istat - anche il risparmio delle amministrazioni pubbliche (saldo delle partite corrente) è pari ad un valore negativo stimato di 6.831 milioni di euro, contro il valore negativo di 4.879 milioni di euro del 2004. L'aumento dell'indebitamento netto del 2005 è stato determinato da un aumento differenziato tra uscite ed entrate, pari rispettivamente al 3,1% per le prime e dell'1,7% per le seconde. Le uscite di parte corrente hanno registrato un tasso di crescita più contenuto, pari al 3%, influenzato dalla riduzione degli interessi passivi che continuano a presentare un trend decrescente. In rapporto al Pil le uscite correnti risultano pari al 44,5%, contro il 44,1% dell'anno precedente".

    (1 marzo 2006)

 

 
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