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  1. #11
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    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    4) ...io mi spingerei oltre, verso l'abrogazione del regime carcerario, sostituendolo con i lavori forzati...
    4) Personalmente ritengo che i lavori forzati siano più autoritari dello stesso regime carcerario. Sono anch'io per l'abrogazione del regime carcerario, ma da sostituire sia a monte con la soluzione delle problematiche sociali che spingono a comportamenti antisociali, sia, per quanto comunque resti degli stessi comportamenti antisociali, con periodi d'esilio e/o con percorsi di recupero/reinserimento.
    Nel programma parlo tuttavia di sola abrogazione di detenzinoe rpeventiva e carcere duro perché, come ho detto sopra, lo stesso programma vuole essere il più possibile concreto ed applicabile, un programma minimo, insomma, che ancor prima di risolvere tutti i problemi che io e tanti altri ci poniamo a livello teorico, cominci con il risolvere nell'immediato le contraddizioni più evidenti e macroscopiche, come ritengo sia necessario fare in un paese in questo senso estremamente arretrato come l'Italia. Se insomma non si ritorna a richiedere ed ariaffermare gradualisticamente, in una realtà arretrata come reputo sia la nostra, i diritti civili basilari e un maggiore grantismo, non possono sorgere le condizioni per chiedere qualcos'altro di più.

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Esmor Visualizza Messaggio
    1) Un ente intermedio tra comune e regione a mio avviso può anche rimanere, anche se sinceramente non ne ho mai fatto una questione di vita o di morte. Bisognerebbe vedere a livello concreto, nel momento della ripartizione dei poteri e delle competenze tra i vari enti locali, se un ente intermedio come la provincia abbia effettive motivazioni di esistere. Ma anche questo, come del resto altre cose, non si decide a mio avviso a tavolino, bensì fattivamente nel momento in cui verrebbe in essere tale riformulazione dell'ordinamento amministrativo.
    La Provincia è inutilizzata anche oggi, tranne in pochissime formulazioni... Io la toglierei...

    Per quanto riguarda la suddivisione delle città in municipi, è da notare che non tutte le città come Roma hanno dimensioni tali da essere suddividibili in municipi. Usando la terminologia già in uso, le città più piccole si suddividono in circoscrizioni. Eppoi la democrazia diretta funziona così, con assemblee a vari livelli, dal condominio all'isolato, dall'isolato al quartiere, dal quartiere alla circoscrizione o al municipio, evvia dicendo, anche in ogni ambito territoriale nel quale e in ogni modalità in cui le persone che vi insistono si organzizano.
    Benissimo!

    [QUOTE]2) Chiaramente un conto è, mettiamo nel caso in cui serva costruire una strada, scegliere se la strada vada costruita o meno, un altro, nel caso in cui si scelga di costruire la strada, quale tipo di asfalto utilizzare o che spessore di asfalto gettare su un dato terreno che ha certe caratteristiche fisico-chimiche. La decisione se costruire o meno una strada sarà presa da tutti in sede di assemblea, la scelta su come costruirla, per quel che riguarda i dettagli tecnici sopra enunciati sarà chiaramente presa da chi ha le specifiche competenze in materia.[QUOTE]

    Perfetto!

    3) Non nascondo che a livello teorico la mia idea generale di società sia quella di sostituire l'organzizazione statuale della società con un altro nuovo tipo di organizzazione sociale: come dal binomio Impero/Papato si è passati agli Stati, non è da escludersi che si possa storicamente passare in futuro ad un diverso e nuovo tipo di organizzazione sociale, chiaramente vicino alle persone e che dalle persone stesse parta.
    Detto ciò, non mi pare comunque di parlare di soppressione dello Stato in tale "programma di Democrazia Radicale", proprio perché vuole essere un programma che abbia il più possibile un'applicabilità concreta ed immediata. Quello di cui parlo è sicuramente di un ridimensionamento dello Stato proprio perché avverrebbe una redistribuzione delle competenze e dei poteri dal vertice alla base: in tale ottica immagino più che essere il vertice che dà le direttive agli orgasni locali, essere invece gli organi locali ad apportare direttive alle istanze più alte, secondo una logica non top-down, bensì bottom-up, tanto per anglofonizzarci.
    Perfetto anche qui! Per me, quello che hai scritto potrebbe rientrare a tutti gli effetti nella nostra bozza programmatica comunista nazionalitaria...

  3. #13
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    proseguo domani con le risposte sugli altri punti... ora devo proprio andare.

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Esmor Visualizza Messaggio
    4) Personalmente ritengo che i lavori forzati siano più autoritari dello stesso regime carcerario. Sono anch'io per l'abrogazione del regime carcerario, ma da sostituire sia a monte con la soluzione delle problematiche sociali che spingono a comportamenti antisociali, sia, per quanto comunque resti degli stessi comportamenti antisociali, con periodi d'esilio e/o con percorsi di recupero/reinserimento.
    Io, invece, sono contro l'esilio. Semmai, concordo col recupero e successivo reinserimento, ma nella fase di recupero, come fai a "rieducare" il reo?

    Nel programma parlo tuttavia di sola abrogazione di detenzinoe rpeventiva e carcere duro perché, come ho detto sopra, lo stesso programma vuole essere il più possibile concreto ed applicabile, un programma minimo, insomma, che ancor prima di risolvere tutti i problemi che io e tanti altri ci poniamo a livello teorico, cominci con il risolvere nell'immediato le contraddizioni più evidenti e macroscopiche, come ritengo sia necessario fare in un paese in questo senso estremamente arretrato come l'Italia. Se insomma non si ritorna a richiedere ed ariaffermare gradualisticamente, in una realtà arretrata come reputo sia la nostra, i diritti civili basilari e un maggiore grantismo, non possono sorgere le condizioni per chiedere qualcos'altro di più.
    Hai ragione, ma dobbiamo pensare anche all'utopia, altrimenti rischiamo di essere pragmatici, ma senza un fine preciso...

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    7) ...qui dovremmo parlare nello specifico...detto così mi sa di esproprio totale della proprietà privata, cui uno può pure aspirare a livello utopico, ma di cui bisogna parlare a livello reale e realistico-realizzabile.

    9) Non sono d'accordo sullo smembramento industriale.

    11) Questo mi sembra un punto imprescindibile! Bravo Esmor!
    7) Non mi pare di parlare di esproprio della proprietà privata in quanto tale. Ho infatti parlato della necessità di espropriare le grosse concentrazioni di proprietà, monopoli ed oligopoli... così che le risorse possano essere redistribuite equamente.

    9) Personalmente invece lo sostengo per almeno due motivi: in quanto la riconversione di attività inquinanti in altre non inquinanti comporta anche una modificazione del sistema produttivo, con la dismissione dei grossi impianti e la creazione di altri su piccola scala... questo nno significa esuberi e licenziamenti, ma rimodellare tutto il sistema industriale. Inoltre, non meno importante, in un sistema di democrazia diretta è importante l'autogestibilità anche dei posti di lavoro: impianti di grossa dimensione, per quanto è possibile
    pensare ai consigli di fabbrica, il più delle volte risultano "autoingestibili" o comunque difficilmente autogestibili. Per questo penso che una graduale riconversinoe del sistema industriale sarebbe necessaria.

    11) per quanto riguarda credito sociale, liberazione monetaria, lotta al signoraggio, lasciando chiaramente stare i vari fascisti all'Auriti, consiglio a tutti tre personaggi che sarebbe interessante approfondire, così che sia possibile dalle loro teorie riprendere spunto: De Simone, Bellia e Pascucci.

    Domenico De Simone
    http://www.domenicods.tk/
    http://www.malatempora.com/

    Nicolò Giuseppe Bellia - Antropocrazia
    http://www.bellia.com/

    Sandro Pascucci
    http://www.signoraggio.com/

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Io, invece, sono contro l'esilio. Semmai, concordo col recupero e successivo reinserimento, ma nella fase di recupero, come fai a "rieducare" il reo?
    Lavori socialmente utili, ad esempio, che sono un'altra cosa dai lavori forzati.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Esmor Visualizza Messaggio
    7) Non mi pare di parlare di esproprio della proprietà privata in quanto tale. Ho infatti parlato della necessità di espropriare le grosse concentrazioni di proprietà, monopoli ed oligopoli... così che le risorse possano essere redistribuite equamente.
    Ok!

    9) Personalmente invece lo sostengo per almeno due motivi: in quanto la riconversione di attività inquinanti in altre non inquinanti comporta anche una modificazione del sistema produttivo, con la dismissione dei grossi impianti e la creazione di altri su piccola scala... questo nno significa esuberi e licenziamenti, ma rimodellare tutto il sistema industriale. Inoltre, non meno importante, in un sistema di democrazia diretta è importante l'autogestibilità anche dei posti di lavoro: impianti di grossa dimensione, per quanto è possibile
    pensare ai consigli di fabbrica, il più delle volte risultano "autoingestibili" o comunque difficilmente autogestibili. Per questo penso che una graduale riconversinoe del sistema industriale sarebbe necessaria.
    Capito...

    11) per quanto riguarda credito sociale, liberazione monetaria, lotta al signoraggio, lasciando chiaramente stare i vari fascisti all'Auriti, consiglio a tutti tre personaggi che sarebbe interessante approfondire, così che sia possibile dalle loro teorie riprendere spunto: De Simone, Bellia e Pascucci.

    Domenico De Simone
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    Nicolò Giuseppe Bellia - Antropocrazia
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    Sandro Pascucci
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    Conoscevo tutti e tre, ma hai fatto bene a linkarli...quasi quasi scatta il link su comunitarismo.it...

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    12) Bene anche qui! Oltre all'anti-imperialismo, bisogna iniziare a spingere anche sulla teorizzazione di La Grassa sull'egemonia. Dobbiamo combattere tutti i Paesi che tendono ad egemonizzare un'area. Ci vuole una federazione di Stati che cooperino tra loro.

    13) ...porrei l'accento sull'antisionismo come antirazzismo e come anticolonialismo...
    12) Pultroppo, per mia ignoranza, non conosco la teorizzazione di La Grassa sull'egemonia. Se m isegnali qualcosa che riassuma tale teoria te ne sarei grato.

    13) Sicuramente nel punto 13 l'antisionismo è sottinteso: quando cito il necessario sostegno ad ogni lotta di liberazione da occupazione straniera e da regime razzista, intendo chiaramente anche alla Palestina, al Libano e a quanti paesi si battano contro il sionismo.

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    16) Bisognerebbe discuterne meglio, perché magari qualche strada o ferrovia avrebbe il suo senso... Non la TAV o le altre cazzate (il Ponte, il Mose, etc.), ma qualche linea locale ad impatto zero, con autobus alimentati a idrogeno...insomma, da discuterne...
    16) Ove le strade sono nercessarie, penso basti la manutenzione di quelle già esistenti. Che servano più strade, presentata ideologicamente da lor signori come fosse una questione di vita o di morte, quando per millenni in Italia e nel bacino del Mediterraneo la vita è sempre continuata anche senza raddoppio dell'autostrada o di quell'altra tratta, risponde solo alle logiche di profitto di intensificazione del traffico di merci. Significativo che per intensificare i tratti stradali si scelgano le principali vie di transito del commercio, con logiche dunque slegate dai reali bisogni delle persone.

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    18) ...punto interessante...da unire all'abolizione degli accordi col Vaticano... Da discutere anche la questione relativa alle altre religioni.

    19) Su questo proporrei di discuterne meglio, perché non mi sembra una soluzione auspicabile per nessuno. Io sono per la massima autonomia, per la confederazione e per l'autodeterminazione, ma credo che la creazione di piccole patrie porterebbe dritti dritti verso il luogo che il capitalismo preferisce: la frammentazione...
    18) A mio avviso si pone una questione con una confessione religiosa solo se questa è, direttamente o indirettamente, espressione di una potenza straniera. Per i valdesi, per esempio, non si prospetta nessun problema; problemi potrebbero un domani insorgere invece anche con alcune fazioni dell'Islam, se molte strutture sono sovvenzionate da capitali sauditi.

    19) A mio avviso le realtà da me citate hanno caratteristiche storico-linguistiche distinte dall'Italia, che le rendono, per quanto piccole, nazioni a tutti gli effetti. Questo non significa escludere qualsiasi livello di cooperazione economica con i vicini finalmente autodeterminati, così come non si tratta di generare tanti sciovinismi fratricidi. Citerei come esempi positivi rivolti in tal senso Sardigna Natzione in Sardegna, il modo in cui l'anarchico Alfredo Bonanno legava la liberazione sociale con quella nazionale della propria terra, la Sicilia, o il gruppo di Ecologia Sociale nel Friuli (http://www.ecologiasociale.org/).

 

 
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