Vi posto qui di seguito, come richiestomi, il Programma per la Democrazia Radicale da me realizzato. Buona lettura !


Vi posto qui di seguito, come richiestomi, il Programma per la Democrazia Radicale da me realizzato. Buona lettura !


PROGRAMMA DELLA DEMOCRAZIA RADICALE
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POLITICA AMMINISTRATIVA
1) Riforma amministrativa in chiave federale dal basso: dai liberi comuni alle regioni, dalle regioni al Paese intero.
2) Sostituzione degli organi amministrativi (consigli comunali, provinciali e regionali) con Assemblee a tutti i livelli di delegati democraticamente eletti per funzioni esecutive, revocabili una volta che abbiano svolto le specifiche funzioni per le quali sono stati eletti.
3) Progressiva scomparsa dell'ingerenza dello Stato dalla vita privata delle persone attraverso l'affidamento di tutte le funzioni amministrative nelle mani delle assemblee di delegati ai vari livelli.
DIRITTI CIVILI
4) Abrogazione di tutti i reati d'opinione, abrogazione del Codice Rocco, abrogazione della censura. Abrogazione del regime di carcere duro, abrogazione della carcerazione preventiva.
5) Abrogazione delle vigenti regole restrittive per la creazione di associazioni di natura cooperativistica e riformulazione delle stesse in chiave aperta e permissiva, così da permettere e favorire la nascita di effettive libere cooperative.
6) Abrogazione delle vigenti regole restrittive su stampa, editoria e frequenze radiotelevisive. Riformulazione delle stesse in chiave aperta e plurale, così da garantire un'effettiva pluralità nell'informazione che non sia esclusivo privilegio di pochi capitalisti oligopolisti o dello Stato.
POLITICA ECONOMICA
7) Esproprio senza alcun indennizzo dei monopoli, degli oligopoli e della proprietà su larga scala.
8) Creazione di libere cooperative attraverso cui i lavoratori autogestiscano i mezzi di produzione e le strutture produttive, gestendo le proprietà espropriate equamente redistribuite. Scambio di beni e servizi tra le cooperative dei lavoratori, dotate di equipollente forza contrattuale avendo una sostanziale parità economica.
9) Progressivo smembramento delle industrie su larga scala in unità produttive più piccole in modo che siano autogestibili, riconversione delle attività industriali inquinanti in attività non inquinanti ed ecocompatibili.
10) Uscita dell'Italia dagli organismi finanziari internazionali quali OMC e FMI, così da garantire una politica economica svincolata da logiche predatorie quanto assurde.
11) Sostituzione dell'attuale moneta di debito in mano alle banche con una “moneta di credito” in mano a consorzi pubblici (o banche popolari) che, garanti della sovranità monetaria popolare, aboliscano il signoraggio bancario e l'assurda logica dell'indebitamento pubblico. Assegnazione a questi stessi consorzi pubblici (o banche popolari) del compito di effettuare prestiti a quanti ne abbiano bisogno, senza tasso d'interesse alcuno come è possibile in un'economia che non sia di debito.
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POLITICA ESTERA
12) Uscita dell'Italia dalla NATO e smantellamento di tutte le basi militari NATO e straniere. Svolta in politica estera contro l'imperialismo degli Stati Uniti e di qualsiasi altro paese, incluso quello dell'Italia stessa.
13) Politica estera di aperto sostegno alle lotte dei popoli oppressi per la propria autodeterminazione ed indipendenza nazionale, per la liberazione sociale e contro ogni occupazione militare straniera o regime razzista.
POLITICA AMBIENTALE
14) Sviluppo delle fonti di energia rinnovabile (mini-eolico, solare, ecc.) in tutti i campi di utilizzo energetico. Sostituzione vasta e completa di queste alle fonti di energia non rinnovabili ed altamente inquinanti.
15) Lotta radicale alla speculazione edilizia e rimboschimento di aree devastate dallo sviluppo urbanistico-industriale.
16) Abrogazione della “Legge Obiettivo”: niente ponti, niente TAV, niente nuove strade inutili.
17) Smantellamento di tutti gli impianti di termovalorizzazione (inceneritori) e di rigassificazione (rigassificatori). Promozione della cultura del riutilizzo e del riciclaggio, promozione della raccolta differenziata porta a porta. Creazione di impianti per il trattamento meccanico-biologico (tmb) per i rifiuti attualmente non riciclabili.
POLITICA A TUTELA DELLE MINORANZE E DELLE NAZIONI NEGATE
18) Riconoscimento del'insostituibile ruolo che tanti italiani cattolici ed ebrei hanno avuto e continuano ad avere, al pari di loro connazionali laici o di altre minoranze, nella crescita culturale e materiale del Paese. Tutela delle minoranze cattolica ed ebraica da qualsivoglia ingerenza proveniente da poteri legati a potenze statali esterne. Conseguente scioglimento della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), rispettivamente legate al Vaticano ed al Gran Rabbinato di Gerusalemme (quindi ad Israele ed al movimento sionista internazionale). Creazione al loro posto della Conferenza Nazionale Episcopale Italiana (CNEI) e dell'Unione Nazionale delle Comunità Ebraiche Italiane (UNCEI). CNEI ed UNCEI saranno composti da delegati eletti dal basso all'interno di ciascuna comunità religiosa e revocabili in qualsivoglia momento. CNEI ed UNCEI svolgeranno il ruolo di organi collegiali interni alle rispettive minoranze.
19) Riconoscimento dei diritti alle nazioni negate non solo per quanto attiene una politica estera a sostegno dei popoli che lottano per la propria autodeterminazione come sopra enunciato, ma anche con effetti palesi sul piano interno. Conseguente riconoscimento del diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza della Sardegna, del Friuli, del Tirolo meridionale, della Sicilia e delle valli ladine. Riconoscimento alle valli occitano-provenzali del diritto all'autodeterminazione (indipendenza o libera confederazione all'Italia finché anche l'Occitania francese non raggiunga la sua autodeterminazione).
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Praticamente togliamo di mezzo la Provincia, che non serve a niente.
All'interno dei Comuni sarebbe da pensare una suddivisione in Municipi. Sostanzialmente diventerebbe una società a gestione democratica consiliarista. Ottimo!
Benissimo, come già detto, si arriverebbe ai Consigli come organo decisionale. Ora, l'unica cosa che mi lascia un po' perplesso è la possibilità di far decidere a tutti la sorte di qualcosa di cui tutti non possono avere competenza. Mi spiego. Se ci si dovesse trovare a decidere della costruzione di un'ipotetica ferrovia, tutti potrebbero decidere? O solo tecnici? ...insomma, questo mi sembra che sia l'unico punto debole delle nostre teorie comunitarie e democratiche.2) Sostituzione degli organi amministrativi (consigli comunali, provinciali e regionali) con Assemblee a tutti i livelli di delegati democraticamente eletti per funzioni esecutive, revocabili una volta che abbiano svolto le specifiche funzioni per le quali sono stati eletti.
Però un'entità statuale deve pur sempre rimanere, quantomeno per dare una direttiva da seguire a tutti gli organi locali...3) Progressiva scomparsa dell'ingerenza dello Stato dalla vita privata delle persone attraverso l'affidamento di tutte le funzioni amministrative nelle mani delle assemblee di delegati ai vari livelli.


...io mi spingerei oltre, verso l'abrogazione del regime carcerario, sostituendolo con i lavori forzati...
Ottimo! Uno stato comunista dovrebbe reggersi proprio sulla solidarietà e sulla cooperazione, contro la logica del profitto e della competizione!5) Abrogazione delle vigenti regole restrittive per la creazione di associazioni di natura cooperativistica e riformulazione delle stesse in chiave aperta e permissiva, così da permettere e favorire la nascita di effettive libere cooperative.
Bene! Dovremmo riflettere di più su questo, visto che stiamo andando verso l'era digitale, ma per ora penso che vada bene...6) Abrogazione delle vigenti regole restrittive su stampa, editoria e frequenze radiotelevisive. Riformulazione delle stesse in chiave aperta e plurale, così da garantire un'effettiva pluralità nell'informazione che non sia esclusivo privilegio di pochi capitalisti oligopolisti o dello Stato.


...qui dovremmo parlare nello specifico...detto così mi sa di esproprio totale della proprietà privata, cui uno può pure aspirare a livello utopico, ma di cui bisogna parlare a livello reale e realistico-realizzabile.POLITICA ECONOMICA
7) Esproprio senza alcun indennizzo dei monopoli, degli oligopoli e della proprietà su larga scala.
[QUOTE]8) Creazione di libere cooperative attraverso cui i lavoratori autogestiscano i mezzi di produzione e le strutture produttive, gestendo le proprietà espropriate equamente redistribuite. Scambio di beni e servizi tra le cooperative dei lavoratori, dotate di equipollente forza contrattuale avendo una sostanziale parità economica.[QUOTE]
Ottimo!
Non sono d'accordo sullo smembramento industriale.9) Progressivo smembramento delle industrie su larga scala in unità produttive più piccole in modo che siano autogestibili, riconversione delle attività industriali inquinanti in attività non inquinanti ed ecocompatibili.
Perfetto! Bisognerebbe discuterne per quel che riguarda leffettiva possibilità di realizzare un piano del genere...10) Uscita dell'Italia dagli organismi finanziari internazionali quali OMC e FMI, così da garantire una politica economica svincolata da logiche predatorie quanto assurde.
Questo mi sembra un punto imprescindibile! Bravo Esmor!11) Sostituzione dell'attuale moneta di debito in mano alle banche con una “moneta di credito” in mano a consorzi pubblici (o banche popolari) che, garanti della sovranità monetaria popolare, aboliscano il signoraggio bancario e l'assurda logica dell'indebitamento pubblico. Assegnazione a questi stessi consorzi pubblici (o banche popolari) del compito di effettuare prestiti a quanti ne abbiano bisogno, senza tasso d'interesse alcuno come è possibile in un'economia che non sia di debito.


Bene anche qui! Oltre all'anti-imperialismo, bisogna iniziare a spingere anche sulla teorizzazione di La Grassa sull'egemonia. Dobbiamo combattere tutti i Paesi che tendono ad egemonizzare un'area. Ci vuole una federazione di Stati che cooperino tra loro.POLITICA ESTERA
12) Uscita dell'Italia dalla NATO e smantellamento di tutte le basi militari NATO e straniere. Svolta in politica estera contro l'imperialismo degli Stati Uniti e di qualsiasi altro paese, incluso quello dell'Italia stessa.
...porrei l'accento sull'antisionismo come antirazzismo e come anticolonialismo...13) Politica estera di aperto sostegno alle lotte dei popoli oppressi per la propria autodeterminazione ed indipendenza nazionale, per la liberazione sociale e contro ogni occupazione militare straniera o regime razzista.


Benissimo! Da valutare anche le proposte sulle costruzioni ad impatto zero, attraverso la paglia, etc. Discorso lungo, difficile ed intricato, ma da studiare bene...POLITICA AMBIENTALE
14) Sviluppo delle fonti di energia rinnovabile (mini-eolico, solare, ecc.) in tutti i campi di utilizzo energetico. Sostituzione vasta e completa di queste alle fonti di energia non rinnovabili ed altamente inquinanti.
Benissimo. Aggiungerei anche l'obbligo di occupare tutte le case e gli stabili disoccupati, prima di proporre un piano d'edilizia popolare...15) Lotta radicale alla speculazione edilizia e rimboschimento di aree devastate dallo sviluppo urbanistico-industriale.
Bisognerebbe discuterne meglio, perché magari qualche strada o ferrovia avrebbe il suo senso... Non la TAV o le altre cazzate (il Ponte, il Mose, etc.), ma qualche linea locale ad impatto zero, con autobus alimentati a idrogeno...insomma, da discuterne...16) Abrogazione della “Legge Obiettivo”: niente ponti, niente TAV, niente nuove strade inutili.
Ottimo!!! Potenziamento della ricerca per sviluppare macchine sempre più capaci di recuperare, riciclare e riutilizzare il materiale!!! Abolizione degli imballaggi inutili e delle confezioni inquinanti!17) Smantellamento di tutti gli impianti di termovalorizzazione (inceneritori) e di rigassificazione (rigassificatori). Promozione della cultura del riutilizzo e del riciclaggio, promozione della raccolta differenziata porta a porta. Creazione di impianti per il trattamento meccanico-biologico (tmb) per i rifiuti attualmente non riciclabili.


...punto interessante...da unire all'abolizione degli accordi col Vaticano...POLITICA A TUTELA DELLE MINORANZE E DELLE NAZIONI NEGATE
18) Riconoscimento del'insostituibile ruolo che tanti italiani cattolici ed ebrei hanno avuto e continuano ad avere, al pari di loro connazionali laici o di altre minoranze, nella crescita culturale e materiale del Paese. Tutela delle minoranze cattolica ed ebraica da qualsivoglia ingerenza proveniente da poteri legati a potenze statali esterne. Conseguente scioglimento della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), rispettivamente legate al Vaticano ed al Gran Rabbinato di Gerusalemme (quindi ad Israele ed al movimento sionista internazionale). Creazione al loro posto della Conferenza Nazionale Episcopale Italiana (CNEI) e dell'Unione Nazionale delle Comunità Ebraiche Italiane (UNCEI). CNEI ed UNCEI saranno composti da delegati eletti dal basso all'interno di ciascuna comunità religiosa e revocabili in qualsivoglia momento. CNEI ed UNCEI svolgeranno il ruolo di organi collegiali interni alle rispettive minoranze.Da discutere anche la questione relativa alle altre religioni.
Su questo proporrei di discuterne meglio, perché non mi sembra una soluzione auspicabile per nessuno. Io sono per la massima autonomia, per la confederazione e per l'autodeterminazione, ma credo che la creazione di piccole patrie porterebbe dritti dritti verso il luogo che il capitalismo preferisce: la frammentazione...19) Riconoscimento dei diritti alle nazioni negate non solo per quanto attiene una politica estera a sostegno dei popoli che lottano per la propria autodeterminazione come sopra enunciato, ma anche con effetti palesi sul piano interno. Conseguente riconoscimento del diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza della Sardegna, del Friuli, del Tirolo meridionale, della Sicilia e delle valli ladine. Riconoscimento alle valli occitano-provenzali del diritto all'autodeterminazione (indipendenza o libera confederazione all'Italia finché anche l'Occitania francese non raggiunga la sua autodeterminazione).


1) Un ente intermedio tra comune e regione a mio avviso può anche rimanere, anche se sinceramente non ne ho mai fatto una questione di vita o di morte. Bisognerebbe vedere a livello concreto, nel momento della ripartizione dei poteri e delle competenze tra i vari enti locali, se un ente intermedio come la provincia abbia effettive motivazioni di esistere. Ma anche questo, come del resto altre cose, non si decide a mio avviso a tavolino, bensì fattivamente nel momento in cui verrebbe in essere tale riformulazione dell'ordinamento amministrativo.
Per quanto riguarda la suddivisione delle città in municipi, è da notare che non tutte le città come Roma hanno dimensioni tali da essere suddividibili in municipi. Usando la terminologia già in uso, le città più piccole si suddividono in circoscrizioni. Eppoi la democrazia diretta funziona così, con assemblee a vari livelli, dal condominio all'isolato, dall'isolato al quartiere, dal quartiere alla circoscrizione o al municipio, evvia dicendo, anche in ogni ambito territoriale nel quale e in ogni modalità in cui le persone che vi insistono si organzizano.
2) Chiaramente un conto è, mettiamo nel caso in cui serva costruire una strada, scegliere se la strada vada costruita o meno, un altro, nel caso in cui si scelga di costruire la strada, quale tipo di asfalto utilizzare o che spessore di asfalto gettare su un dato terreno che ha certe caratteristiche fisico-chimiche. La decisione se costruire o meno una strada sarà presa da tutti in sede di assemblea, la scelta su come costruirla, per quel che riguarda i dettagli tecnici sopra enunciati sarà chiaramente presa da chi ha le specifiche competenze in materia.
3) Non nascondo che a livello teorico la mia idea generale di società sia quella di sostituire l'organzizazione statuale della società con un altro nuovo tipo di organizzazione sociale: come dal binomio Impero/Papato si è passati agli Stati, non è da escludersi che si possa storicamente passare in futuro ad un diverso e nuovo tipo di organizzazione sociale, chiaramente vicino alle persone e che dalle persone stesse parta.
Detto ciò, non mi pare comunque di parlare di soppressione dello Stato in tale "programma di Democrazia Radicale", proprio perché vuole essere un programma che abbia il più possibile un'applicabilità concreta ed immediata. Quello di cui parlo è sicuramente di un ridimensionamento dello Stato proprio perché avverrebbe una redistribuzione delle competenze e dei poteri dal vertice alla base: in tale ottica immagino più che essere il vertice che dà le direttive agli orgasni locali, essere invece gli organi locali ad apportare direttive alle istanze più alte, secondo una logica non top-down, bensì bottom-up, tanto per anglofonizzarci.