in altri tempi, forse....


in altri tempi, forse....


Nell'Impero Asburgico tutte le nazionalità erano state, col tempo, riconosciute, ad eccezione della nazionalità slovacca, che tentavano di assimilare a quella magiara.
Esisteva un partito sloveno in Austria,uno croato nella transleitania, gli Italiani avevano un certo grado di auotonomia nelle provincie di Trieste e nel Trentino, inoltre mandarono sempre a Vienna i propri deputati, come De Gasperi.


Intervallo: Capodistria, Porto.
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Sì, mi sono espresso male. L'Arciduca in realtà voleva costruire un terzo regno croato che si affiancasse a quello austriaco e quello magiaro. Però credo che le lingue riconosciute come ufficiali fossero il tedesco, l'ungherese e l'italiano (lingua della marina), mentre le scuole in lingua slovena e croata, come pure i giornali ecc, erano senz'altro ammesse ma queste lingue non erano lingue ufficiali dell'Impero.
Il fatto poi che i trentini mandassero a Vienna De Gasperi conferma la mia tesi che fossero piuttosto clericali e scarsamente "patriottiche" in senso italiano. Del resto sebbene i trentini non fossero coscritti nella Grande Guerra, trentini italiani combatterono come volontari a difesa dell'Impero. Le forze filo-italiane erano costituite soprattutto dai socialisti che erano minoranza. Cesare Battisti comunque fu anche lui deputato.


E' giusto,pure mio nonno ha perso una casa nonostante fosse ben integrato nella società avendo sposato una slovena.
Però alla fine non si fa mai niente.Se ci si pensa in scala maggiore in tutta la Venezia Giulia il regno d'ItaGlia nazionalizzò le industrie e perseguitò gli imprenditori in quanto austriacanti.
La cosa peggiore e quando queste cose vengono fatte DOPO una guerra.Capisco le porcate che si fanno durante,ma la scacciata degli italiani è avvenuta dopo e quindi la reputo peggiore delle foibe.


Breiner, sai bene che nel 43 abbiamo perso la guerra e che De Gasperi in politica internazionale (e non solo) doveva prendere ordini da Truman & Co..
De Gasperi ha fatto quel che poteva, anzi stava quasi per chiudere una trattato che avrebbe recuperato anche Capodistria, Isola e Pirano, poi saltato per le difficoltà nella relativa "compensazione" con i comuni carsolini di lingua slovena, che in particolare con Duino-Aurisina e Sgonico, costituiscono oggi un corridoio via terra tra Trieste e Monfalcone (cioè tra Trieste e l'Italia).
Tra l'altro, negli anni di De Gasperi, Trieste era occupata da USA e GB nel TLT, ed un'offensiva militare italiano avrebbe avuto come avversari iniziali proprio le potenze atlantiche, prima che la Jugolsavia.
Invece la DC si è dimostrata indifferente alla questione dopo l'uscita di scena di De Gasperi, anche se poi subentrò un interesse anglo-americano nel tenere buoni rapporti con tito.
In particolare, il Trattato di Osimo, era per l'Italia un atto non dovuto e non conveniente, ma lo si fece in vista di realizzare la zona produttiva franca internazionale, idea questa tipicamente romana, che poi non ebbe consensi a trieste e difatti alla fine non fu realizzata, facendo venir meno l'unica ragione italiana utile alla firma del trattato.


Gli italiani che rimasero in quelle zone conservarono le loro proprietà. Poterono avere scuole in lingua italiana, radio, giornali, televisione in lingua. Gli italiani erano riconosciuto in quanto nazionalità.
Gli italiani non vennero scacciati come i tedeschi dai Sudeti. Questi sì che vennero cacciati in malo modo. Gli italiani se ne andarono perchè non volevano rimanere dalla parte sbagliata del confine. Ho sentito anche recentemente delle intervisti ad istriani che confermano questo. Certo contò anche la propaganda italiana che descriveva gli slavi nel solito nodo in cui li descrisse Mussolini, come dei barbari primitivi. Poi c'era la paura del comunismo che contò molto.
Una soluzione poteva essere dare alla Jugoslavia i comuni triestini a maggioranza slava e prendersi la zona di Capodistria, però sarebbe venuta meno la continuit territoriale dell'Italia.
Poi parliamoci chiaro, noi eravamo sì cobelligeranti ma anche paese aggressore che si era annesso la Slovenia e aveva fatto migliaia di morti in Jugoslavia. Inoltre i fascisti avevano di fatto ceduto l'Adriatiches Kustenland al Reich. Tutto questo dramma fu creato dal fascismo.
Se la Jugoslavia non fosse stata comunista gli alleati gli avrebbero dato anche Trieste e noi dovevamo solo tacere!!!


Ma il bello è che mentre noi stiamo a perdere tempo dietro a roba come questa gli altri pensano a spartirsi il mondo.
L'importante è concentrarsi a menarla ancora con l'Istria: se poi USA, Russia, Cina, India e quant'altri si preparano a fotterci ben bene a livello strategico-planetario per i prossimi 2 secoli quello non conta... particolare secondario. Non contano i disastri che si fanno ad esempio a livello europeo in fatto di programmi del settore difesa, che rischiano di compromettere la possibilità di avere un'autonomia vera... tanto all'occorrenza possiamo come al solito tirarci giù le braghe, da bravi dementi nazionalistoidi masochisti, e andare a mendicare agli USA o nei sogni di qualcuno alla Russia. L'importante è pensare ancora a vendicare il fiero onore patriottico sporcato da fatti avvenuti 60 anni fa, quando gli europei giocavano a prendersi patriotticamente a calci nei coglioni l'uno con l'altro in nome delle loro gloriose ideologie, dio, la famiglia, la patria, le rivoluzioni proletarie e fasciste per l'avvento di fantastiche società perfette e tutte le altre stronzate ideologiche usate di solito per mandare milioni di pezzenti al macello in guerre.

