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Discussione: Le nostre radici...

  1. #61
    simsalabin
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    Citazione Originariamente Scritto da Mauro V. Visualizza Messaggio
    Non capisco come si possano sostenere tesi come quelle di simsalabin...
    davvero pare di sentire un membro di una tribù di millenni fa che crede che ogni cosa che esiste sia dovuta al Totem della sua tribù...e senza il suo totem non ci sarebbe che il caos....!
    il cristianesimo non è il male assoluto, certo; complessivamente però non riesce a produrre un pensiero critico ne un pensiero democratico, in maniera proporzionale a quanto una persona si dice cristiana: basta guardare coloro che dovrebbero essere i "più cristiani", cioè il clero cattolico, per capire quanto sia fertile continuare a ripetere i dogmi di un libro scritto duemila anni fa da una setta di ebrei eretici.
    Maschilismo, patriarcalismo, sessuofobia, omofobia, autoritarismo, dogmatismo.
    In risposta a quanto hai appena detto ti riporto parte della famosa opera del teologo cristiano Lucio Celio Firmiano Lattanzio nel III (terzo ) secolo dopo Cristo: DIVINAE INSTITUTIONES. Purtroppo su internet non si trova e quindi sono costretto a ricopiare, senza poter usufruire di un bel copia-incolla. Nel caso ti interessi darci una sbirciata, per iniziare a scrollarti di dosso i luoghi comuni dovuti all'incolto e alle erbacce culturali di cui la tua anima è ricoperta: LUCIUS CEACILIUS FIRMIANUS LACTANTIUS, DIVINAE INSTITUTIONES, IN DIVINAE INSTITUTIONES. De Opificio dei. De ira dei, Sansoni, Firenze, 1973.

    [...]Il secondo elemento della giustizia è l'equità. L'equità, dico, [...] nel considerarsi uguali a tutti gli altri[...]. Dio infatti, che crea gli uomini e infonde in essi l'anima, volle che tutti fossero uguali [...] Qualcuno dirà: ma in mezzo a voi alcuni non sono forse poveri, altri ricchi, alcuni servi, altri padroni? Non vi è forse qualche differenza tra i cristiani singolarmente presi? Nessuna; e noi appunto ci chiamiamo vicendevolmente fratelli, perchè riteniamo di essere uguali. Infatti, siccome giudichiamo tutte le cose umane non secondo il corpo, ma secondo lo spirito, benchè diverso sia il modo di essere dei corpi, tuttavia tra di noi non esistono servi; ma i servi noi li consideriamo e li denominiamo fratelli rispetto allo spirito, compagni di servizio rispetto alla religione. Anche le ricchezze non rendono insigni, se non in quanto possono rendere piu illustri mediante le buone opere. I ricchi infatti sono ricchi non gia perchè posseggono ricchezza, ma perchè se ne servono per opere di giustizia [...] Pertanto, benchè in mezzo a noi, liberi siano uguali agli schiavi, i poveri ai ricchi per l'umanità, tuttavia di fronte a Dio siamo differenti in relazione alla virtu: ciascuno sta tanto piu in alto quanto piu è giusto. Seinfatti, la giustizia consiste nel rendersi uguali anche agli inferior, proprio per questo eccella, tuttavia se non solo si comporterà da uguale, ma anche quasi inferiore, certamente conseguirà, quando sarà giudicato da Dio, un grado di dignità molto piu elevato. [...] Se Dio allora ci ha dato una vita e dell'anima e dello spirito, che cosa siamo noi se non fratelli, anzi, più vicini come fratelli nell'anima che nel corpo?

    Da qui a sostenere che ognuno ha dei diritti che non devono essere usurpati senza validi motivi, il passo è breve: consiste nelle dottrine di uguaglianza, che dicerto non hanno avute eguali nella storia e nel resto del mondo.

    Ecco che cosa ci insegnavano già i primi cristiani, quando l'impero romano era quello che era. Ecco da dove provengono gli illuministi e tutti noi. Da queste parole... dalla religione cristiana.

  2. #62
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da simsalabin Visualizza Messaggio
    In risposta a quanto hai appena detto ti riporto parte della famosa opera del teologo cristiano Lucio Celio Firmiano Lattanzio nel III (terzo ) secolo dopo Cristo: DIVINAE INSTITUTIONES. Purtroppo su internet non si trova e quindi sono costretto a ricopiare, senza poter usufruire di un bel copia-incolla. Nel caso ti interessi darci una sbirciata, per iniziare a scrollarti di dosso i luoghi comuni dovuti all'incolto e alle erbacce culturali di cui la tua anima è ricoperta: LUCIUS CEACILIUS FIRMIANUS LACTANTIUS, DIVINAE INSTITUTIONES, IN DIVINAE INSTITUTIONES. De Opificio dei. De ira dei, Sansoni, Firenze, 1973.

    [...]Il secondo elemento della giustizia è l'equità. L'equità, dico, [...] nel considerarsi uguali a tutti gli altri[...]. Dio infatti, che crea gli uomini e infonde in essi l'anima, volle che tutti fossero uguali [...] Qualcuno dirà: ma in mezzo a voi alcuni non sono forse poveri, altri ricchi, alcuni servi, altri padroni? Non vi è forse qualche differenza tra i cristiani singolarmente presi? Nessuna; e noi appunto ci chiamiamo vicendevolmente fratelli, perchè riteniamo di essere uguali. Infatti, siccome giudichiamo tutte le cose umane non secondo il corpo, ma secondo lo spirito, benchè diverso sia il modo di essere dei corpi, tuttavia tra di noi non esistono servi; ma i servi noi li consideriamo e li denominiamo fratelli rispetto allo spirito, compagni di servizio rispetto alla religione. Anche le ricchezze non rendono insigni, se non in quanto possono rendere piu illustri mediante le buone opere. I ricchi infatti sono ricchi non gia perchè posseggono ricchezza, ma perchè se ne servono per opere di giustizia [...] Pertanto, benchè in mezzo a noi, liberi siano uguali agli schiavi, i poveri ai ricchi per l'umanità, tuttavia di fronte a Dio siamo differenti in relazione alla virtu: ciascuno sta tanto piu in alto quanto piu è giusto. Seinfatti, la giustizia consiste nel rendersi uguali anche agli inferior, proprio per questo eccella, tuttavia se non solo si comporterà da uguale, ma anche quasi inferiore, certamente conseguirà, quando sarà giudicato da Dio, un grado di dignità molto piu elevato. [...] Se Dio allora ci ha dato una vita e dell'anima e dello spirito, che cosa siamo noi se non fratelli, anzi, più vicini come fratelli nell'anima che nel corpo?

    Da qui a sostenere che ognuno ha dei diritti che non devono essere usurpati senza validi motivi, il passo è breve: consiste nelle dottrine di uguaglianza, che dicerto non hanno avute eguali nella storia e nel resto del mondo.

    Ecco che cosa ci insegnavano già i primi cristiani, quando l'impero romano era quello che era. Ecco da dove provengono gli illuministi e tutti noi. Da queste parole... dalla religione cristiana.
    Anche il Buddismo..cinque secoli prima di Cristo..nega le caste ed afferma l'uguaglianza degli uomini di fronte alla dottrina....e anche là dove esistono le caste..basta diventare sannyasin..per uscirne..perchè nei confronti di Dio..tutti siamo uguali..e solo la nostra virtù..ci fa differenti...
    La differenza è che il cristianesimo è monoteista..mentre le altre religioni ..escludendo l'ebraismo..non lo sono..o sono politeiste..e quindi differenzialiste..anche se la realtà ultima è una..ma non è trascendente e personale..come il Brahman..oppure come nel buddismo..l'attenzione è nella liberazione dal dolore..e non nelle considerazioni ideologiche o metafisiche...
    Il problema è che in Occidente..l'uguaglianza ha cessato di essere una qualità spirituale..per diventare un programma politico..e questo si è realizzato quando l'uomo si è chiuso al trascendente..allo Spirito..per aprirsi al materiale..al fenomenico..come Cartesio...che fa derivare l'Essere dal pensiero..decretando così la sua riduzione a fatto mentale..e quindi riducibile a questo..aprendo la strada a quel relativismo che anche nel forum mostra i suoi intendimenti..
    L'uguaglianza..senza Spirito..ha dato luogo al comunismo..e oggi..ai diritti..che non avendo nessuna gerarchia in funzione di un principio trascendente..financo la coscienza....si affermano ..non in relazione alla loro bontà..ma solo alla forza che li sottintende..in quanto nella riduzione di tutto all'uguale..l'unica differenza che rimane è la quantità..che poi significa la forza bruta...in quanto uguaglianza senza neanche quantità..trasforma l'uomo in astrazione..in fantasia infraumana...in un moralismo del si dovrebbe....e non nella percezione di ciò che è..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  3. #63
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    Citazione Originariamente Scritto da Ianuario Visualizza Messaggio
    ... della serie "la storia la scrivo io e non me ne frega niente della verità".
    Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte sancti Benedicti.

    Lasciam perdere, vah...

  4. #64
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    Sono convinto che l'identità dell'Europa – e quindi la sua specificità rispetto ad altre civiltà – stia nella laicità della politica e che tale laicità affondi le sue radici proprio nel cristianesimo.

    Cerco di spiegarmi meglio. In prima approssimazione si può dire che la laicità consiste nel rifiuto di identificare il sistema politico con una specifica concezione del mondo: il rifiuto cioè di una visione totalizzante della società, in cui le istituzioni pubbliche agiscano come braccio di una religione o di una ideologia. Questo rifiuto è in larga misura una acquisizione dovuta al cristianesimo, che ha introdotto nella storia – con ben maggiore nettezza dell'ebraismo e soprattutto dell'islam – la distinzione tra religione e politica.

    Da tale distinzione discende che la religione può ispirare le scelte politiche ma non ne costituisce la giustificazione diretta ed immediata: anche le scelte più delicate (si pensi all'aborto o all'eutanasia) non possono essere motivate sul terreno politico semplicemente con l'affermazione "Dio lo vuole". È pienamente legittimo ritenere che aborto ed eutanasia violino la legge divina e quindi impegnarsi per evitarne la legalizzazione: ma nell'ambito della politica questo argomento, da solo, non può bastare. È necessario provare il buon fondamento delle proprie convinzioni e delle proprie scelte, adducendo argomenti che ne dimostrino la ragionevolezza. In questa prospettiva la laicità si configura come lo spazio di una "democrazia argomentativa" dove si realizza il confronto tra le diverse scelte politiche.

    Già da sola questa idea di laicità della politica basterebbe a identificare l'Europa rispetto ad altri continenti, civiltà, culture. Ma credo sia possibile fare un altro passo avanti.

    Il confronto tra le diverse scelte politiche in cui si sostanzia la laicità dello Stato è fondato su un presupposto: l'esistenza di principi di validità universale che possono essere riconosciuti e condivisi da tutti gli uomini "ragionevoli”, capaci cioè di fare buon uso della propria ragione. Senza la convinzione che esista un bene e un male, un giusto e un ingiusto, questo confronto sarebbe una inutile perdita di tempo. Una società politica laica non è necessariamente relativistica: essa può ammettere che esistano valori universali capaci di accomunare persone di differente appartenenza culturale, religiosa, etnica e che queste stesse persone siano in grado di identificare tali valori attraverso una ricerca e un confronto condotto secondo le regole della democrazia argomentativa di cui si è già fatto cenno.

    Anche questa è un'idea che il cristianesimo ha da tempo fatto propria: l'esistenza del diritto naturale – già affermata dal pensiero grecoromano – e la capacità che gli uomini possiedono di conoscerlo sta al centro della concezione tomistica della società.

    A partire da Grozio e Pufendorf questa idea subisce un processo di secolarizzazione, ma non viene distrutta: in altre parole, cade il riferimento a Dio come fondamento del diritto naturale, ma non viene meno l'idea che un diritto naturale esista e sia razionalmente definibile. La concezione, oggi tanto popolare, dei diritti fondamentali della persona umana poggia almeno implicitamente su questo presupposto.

    Di nuovo, questo mi pare un elemento che contraddistingue l'Occidente e, in particolare, l'Europa. Non è un caso che la concezione dei diritti fondamentali della persona umana nasca in Occidente e sia accettata con molte riserve in altre parti del mondo: l'idea di diritto naturale – l'idea cioè che esista un diritto che accomuna tutti gli esseri umani ancor prima del diritto che scaturisce dalla loro appartenenza religiosa, politica, nazionale – è molto debole nel pensiero musulmano ed è oggetto di critiche significative nella tradizione culturale ebraica. In assenza di un diritto naturale, il diritto di origine religiosa diviene immediatamente il punto di riferimento per la costruzione anche della società politica, nella quale chi non condivide la religione dominante resta frequentemente emarginato.

    Il disegno di uno stato laico dove tutti – credenti, non credenti, fedeli di diverse religioni – possono convivere nasce in Europa perchè l'eredità culturale grecoromana e cristiana ci ha consegnato l'idea di diritto naturale: ciò permette di identificare una piattaforma comune di diritti e di doveri a partire dalla quale persone di diverse appartenenze, tradizioni e convinzioni possono lavorare insieme in pace ed uguaglianza.

    Questi, in sintesi, sono i motivi per cui ritengo che la laicità dello stato e della politica stia al cuore dell'identità europea.

    Da ciò che ho scritto risulta inoltre chiaro quanto il cristianesimo abbia contribuito allo sviluppo di questa idea di laicità. Il fatto che essa si sia affermata in conseguenza delle guerre di religione e sia poi diventata la bandiera dello stato liberale ottocentesco – il fatto cioè che la laicità si sia imposta in Europa al di fuori delle Chiese e nonostante la loro opposizione – non toglie che affondi le sue radici nella distinzione tra religione e politica propria del cristianesimo. È per questa ragione che, durante il secolo scorso, la laicità della politica ha potuto essere recuperata come valore propriamente cristiano dalle Chiese protestanti, da quella cattolica e, più recentemente, anche da quella ortodossa.
    Collocato in questo contesto, il preambolo della nuova costituzione europea appare un po' deludente. Esso contiene una serie di accenni ai diritti, alle libertà, alla democrazia ma omette qualsiasi riferimento alla laicità, cioè all'elemento che contraddistingue l'Europa nel confronto con altre civiltà.

    Anche la proposta di inserire nella costituzione europea un riferimento alle radici cristiane dell'Europa non mi sembra pienamente adeguata. Da un lato essa si presta a essere interpretata in chiave "archeologica", come un riconoscimento "alla memoria", un omaggio reso ad un passato poco influente sulle questioni che oggi contano davvero. Dall'altro non dà conto del perchè menzionare la tradizione cristiana in un'Europa che va divenendo sempre più secolarizzata e multireligiosa.

    Un generico richiamo delle radici cristiane dell'Europa non evidenzierebbe abbastanza il nesso che lega laicità e cristianesimo e quindi si collocherebbe in posizione un po' eccentrica rispetto a quello che, soprattutto in un testo giuridico e politico come la costituzione, è il centro del problema: la questione dei diritti e delle libertà dei cittadini, che nella laicità dello stato trova la sua garanzia fondamentale.

    Ci vuole indubbiamente coraggio per riconoscere le radici cristiane della laicità della politica e, dall'altra parte, il valore della laicità per la costruzione dell'Europa unita. Per troppo tempo laicità e cristianesimo sono stati presentati e percepiti in termini di irriducibile opposizione. E questo spiega perchè nè la laicità nè il cristianesimo siano mai menzionate nel progetto della costituzione europea. In tal modo però si rischia di rimanere prigionieri di logiche del passato, mentre il presente ci insegna che, ormai, laicità e cristianesimo stanno dalla stessa parte della barricata. I loro nemici – per esempio i radicalismi politico-religiosi – sono sovente gli stessi. Oggi più che mai è chiaro che la contrapposizione tra cristianesimo e laicità è falsa. Non soltanto sul piano filosofico ma anche sul piano storico. Per quanto profondamente secolarizzata, l'Europa contemporanea resta fondata su principi e valori di origine religiosa e più precisamente cristiana: è questo il senso dell'affermazione di Carl Schmitt secondo cui "tutti i concetti più pregnanti della moderna dottrina dello stato sono concetti teologici secolarizzati".

    Due osservazioni conclusive. Una buona costituzione deve sforzarsi di valorizzare tutti gli apporti che hanno contribuito a formare il patrimonio di civiltà su cui essa è fondata. A tal fine molti hanno suggerito di menzionare nel preambolo della futura costituzione l'eredità "ebraico-cristiana" dell'Europa. In molti campi vi può essere continuità tra ebraismo e cristianesimo: non però in tutti. Il diritto ebraico, per esempio, è molto più vicino al diritto islamico che al diritto canonico o a quelle delle altre Chiese cristiane, che hanno recepito molto più profondamente l'influsso del diritto romano. Mi domando se queste differenze non sarebbero meglio espresse dalla menzione della "eredità ebraica e cristiana" dell'Europa.

    Il riferimento all'ebraismo e al cristianesimo lascerebbe fuori, tra le grandi religioni del bacino mediterraneo, soltanto l'islam. A prescindere dall'inopportunità politica di questa esclusione, essa mi pare fondamentalmente ingiusta: attorno alla fine del primo millennio l'Europa ha maturato un debito verso l'islam che i successivi secoli di conflitto non hanno potuto cancellare. La Spagna, l'Italia meridionale, i Balcani conservano ancora splendide tracce della civiltà musulmana e gli studi di Bernard Lewis hanno mostrato quanto esteso e profondo sia stato il contributo che essa ha dato alla scienza ed alla cultura europea. Senza volere in alcun modo equiparare il ruolo che cristianesimo ed islam hanno avuto nella storia dell'Europa, passare completamente sotto silenzio la tradizione musulmana mi sembra miope e poco generoso.

    Per tutte queste ragioni, se si ritiene opportuno modificare il secondo comma del preambolo della futura costituzione europea (che attualmente dice: "Ispirandosi alle eredità culturali, religiose e umanistiche dell'Europa..."), si potrebbe pensare a una formula del seguente tenore: "Ispirandosi al patrimonio costituito dalla civiltà greca e romana, dalla tradizione religiosa ebraica e cristiana, in feconda dialettica con quella musulmana, dalle correnti filosofiche del secolo dei lumi...".

  5. #65
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    Cerco di spiegarmi meglio. In prima approssimazione si può dire che la laicità consiste nel rifiuto di identificare il sistema politico con una specifica concezione del mondo: il rifiuto cioè di una visione totalizzante della società, in cui le istituzioni pubbliche agiscano come braccio di una religione o di una ideologia. Questo rifiuto è in larga misura una acquisizione dovuta al cristianesimo, che ha introdotto nella storia – con ben maggiore nettezza dell'ebraismo e soprattutto dell'islam – la distinzione tra religione e politica
    =========
    ma che delirio è mai questo??
    la laicità si è affermata per ispirazione del'ìilluminismo contro lo strapotere della chiesa rapprsentata dal poTere temporale dello stato della chiesa in italia e dAi cristianissimi re assoliutisti creati e investiti per diritto divino dagli stessi pontefici...........
    il resto che hai detto è solo il tentativo di turlupinatura...... come puoi parlare di giustizia se vi arrogate tutti i privielgi e ai sudditi date solo lo stridIo dei denti ??
    E COME PUOI PARLARE DI UOMO AL CENTRO DELLA POLITICA E DELLA MISSIONE CRISTIANA SE POI L'UOMO NON è PADRONE NEPPURE DELLA SUA VITA PERCHè DITE CHE quesa APPARTIENE A DIO??
    Il fatto poi che ora la chiesa abbia aderito formalmente ad una concezione laica dello stato ma pretenda di imporre la sua visione filosofica del mondo e del diritto dimostra che la sua adesione è solo apparente giacchè identifica questo suo inventato diritto naturale con la sua visione del bene e di ciò che ritiene sia il volere del suo dio.,
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  6. #66
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    Citazione Originariamente Scritto da cciappas Visualizza Messaggio
    ma che delirio è mai questo??
    la laicità si è affermata per ispirazione del'ìilluminismo contro lo strapotere della chiesa rapprsentata dal poTere temporale dello stato della chiesa in italia e dAi cristianissimi re assoliutisti creati e investiti per diritto divino dagli stessi pontefici...........
    il resto che hai detto è solo il tentativo di turlupinatura...... come puoi parlare di giustizia se vi arrogate tutti i privielgi e ai sudditi date solo lo stridIo dei denti ??
    E COME PUOI PARLARE DI UOMO AL CENTRO DELLA POLITICA E DELLA MISSIONE CRISTIANA SE POI L'UOMO NON è PADRONE NEPPURE DELLA SUA VITA PERCHè DITE CHE quesa APPARTIENE A DIO??
    Il fatto poi che ora la chiesa abbia aderito formalmente ad una concezione laica dello stato ma pretenda di imporre la sua visione filosofica del mondo e del diritto dimostra che la sua adesione è solo apparente giacchè identifica questo suo inventato diritto naturale con la sua visione del bene e di ciò che ritiene sia il volere del suo dio.,
    Totalitario ed intollerante mi sembra il tuo di pensiero, non il mio... ne riparliamo quando farai un' analisi seria della falce e martello che porti sull'avatar.

  7. #67
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    Citazione Originariamente Scritto da Ianuario Visualizza Messaggio
    Totalitario ed intollerante mi sembra il tuo di pensiero, non il mio... ne riparliamo quando farai un' analisi seria della falce e martello che porti sull'avatar.
    adesso stiamo siamo parlando delle tue bugie ..........e sarebbe meglio continuiare sullo stesso filone ..........in quanto senza le tue bugie e le vostre avidità e intolleranze non ci sarebbe stato bisogno ne della falce ne del martello
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  8. #68
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    Citazione Originariamente Scritto da cciappas Visualizza Messaggio
    adesso stiamo siamo parlando delle tue bugie ..........e sarebbe meglio continuiare sullo stesso filone ..........in quanto senza le tue bugie e le vostre avidità e intolleranze non ci sarebbe stato bisogno ne della falce ne del martello
    ...che, ringraziando Dio, sono ormai pattume della storia.

  9. #69
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    Citazione Originariamente Scritto da Ianuario Visualizza Messaggio
    ...che, ringraziando Dio, sono ormai pattume della storia.
    tranquillo che di simboli sappiamo trovarne quanti ne vogliamo........ l'importante è non tradirli come fate voi
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  10. #70
    simsalabin
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    Citazione Originariamente Scritto da cciappas Visualizza Messaggio
    adesso stiamo siamo parlando delle tue bugie ..........e sarebbe meglio continuiare sullo stesso filone ..........in quanto senza le tue bugie e le vostre avidità e intolleranze non ci sarebbe stato bisogno ne della falce ne del martello

    Io non capisco con quale coraggio un sostenitore di regimi totalitari come quelli coministi possa venirci a parlare di avidità.
    Tu, piccolo ipocrita, devi il successo dell'occidente e l'affermarsi della tua liberà individuale dall'occidente-capitalista-cristiano, sorto appunto in un Occidente dove la libertà era possibile e dove, anche in questo caso, il cristianesimo giocò un ruolo fondamentale, gettando le basi morali per la democrazia, ben oltre tutto ciò che i filosofi classici avevano persino immaginato.
    Sono i tiranni comunisti a cui tu inneggi ed aspiri che hanno soffocato le economie, e avrebbero fatto lo stesso con l'Europa. E' la libertà che permise l'emergere dei gruppi mercantili, commerciali, lavorativi, non il soffocamento tirannico del comunismo.
    Cosa ci vieni qua a criticare il cristianesimo quando sei il sostenitore della maggiore ideologia antagonista dello svuiluppo e quindi del progresso e della scienza? Come ti permetti??? Con quale coraggio???

 

 
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