



Hai ragione e non condivido la soppressione dell'avversario in politica, chiunque ne sia l'artefice. Dovrai però riconoscere che ragionare con cciappas è difficilissimo ed è difficile innanzitutto non cadere nei suoi stessi toni... Non mi va di scontrarmi ora per delle battaglie che la storia ha gia fatto, ma non riesco a comprendere chi non riconosce l'evidenza degli errori politici che gli uomini hanno commesso nella storia... innanzitutto perche riconoscere gli errori è il primo passo per non ricommetterli ed imparare da essi. Il sangue versato sui roghi seicenteschi è un errore? Sono il primo a sostenerlo, ma non sono daccordo a destoricizzare l'accaduto estrapolando l'Europa di quel periodo dal resto del mondo, che era infinitamente sottosviluppato sia culturalmente che civilmente rispetto ad essa... se poi chi sostiene la tesi opposta alla mia afferma parallelamente che i quasi 100 milioni di morti che è costato il comunismo all'umanità erano un male necessario... mi cascano le braccia e comincio a pensare che non ci sia onestà intellettuale nel mio interlocutore.


In che senso la laicità affonda le proprie radici nel cristianesimo? Ti riferisci alla frase di Gesù "Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio"? Il fatto è che il cristianesimo fu utilizzato dai vecchi imperatori come un sostegno, un mezzo per dare al proprio potere una giustificazione divina, esattamente come accade per le altre religioni.
Quando dici che la laicità consiste nel rifiuto di identificare il sistema politico con una specifica concezione del mondo e che tale rifiuto è in larga misura un'acquisizione dovuta al cristianesimo, non mi pare che sia del tutto vero o, quanto meno, è un'affermazione che lascia molto spazio ad altri punti di vista: Papi come Gregorio VII ed Innocenzo III avevano delle ben precise mire nei confronti del potere imperiale che osteggiarono nella lotta dei comuni contro di esso; essi cercarono di legittimare la propria lotta attraverso la teoria della luna e del sole secondo la quale il Papa era superiore all'imperatore e addussero a motivo della loro superiorità la donazione di Costantino, un documento che più tardi si rivelò essere falso.
Purtroppo le radici della cultura occidentale affondavano troppo a fondo nella cultura greca e romana e, seppur debba ammettere che quella cristiana era quasi riuscita ad inglobarne gli aspetti a lei più favorevoli mettendo a tacere (ma sempre conservando e tramandando per fortuna) quelli meno, il trucco non riuscì ed ai Papi non rimase che concentrarsi sui possedimenti derivanti loro dalle donazioni imperiali e non.
Una democrazia argomentativa mi sembra un buonissimo passo verso il relativismo, un confronto di idee pacato e pragmatico che permetta di fare la scelta migliore in relazione alle condizioni economiche, sociali e politiche, tutte variabili che necessitano di un controllo flessibile e logico, libero da radici! Bene, mi piace!![]()
Ti riferisci ad oggi o al passato? Credo al passato perché oggi dovresti nominare anche America e Australia, quanto meno. In Francia la laicità se la sono guadagnata attraverso una sanguinosissima rivoluzione, in Inghilterra è da quel dì che hanno mandato a quel paese il Papa perché non faceva divorziare Enrico VIII (poverino, lui era anche disposto ad ascoltarlo se dava indicazioni per i sudditi, ma mica si poteva azzardare ad intervenire sulla scelta della moglie... infatti oggi hanno capito e a Berlusconi l'hanno fatto divorziare... non ci azzuffiamo su questa che era solo una battuta
), in Germania non gli pareva vero ai vari principi di poter diventare protestanti (da sempre molto più laici dei cattolici) e così la chiesa era rimasta ben attaccata ai vari staterelli italiani (soprattutto il suo) ed alla Spagna (che rimase, fino al declino, l'unico vero baluardo della cristianità in Europa).
Buona cosa il diritto naturale quando predica rispetto della vita, delle persone ecc..., cose che condividiamo tutti (forse), basta che da questo diritto naturale non si pretenda poi di definire cosa è contro natura per reprimere ed isolare atteggiamenti giudicati diversi ed anomali (e quindi pericolosi). A proposito della carta dei diritti fondamentali della persona umana, avevo chiesto già un'altra volta se vi risultava vera la notizia che il vaticano, per ragioni che non so, non aveva voluto firmarla!
Magari è una bufala, però sarei curioso di sapere cosa ne sapete voi!
Al resto risponderò un'altra volta, ora si è fatto tardi... arriveduorciiii!


Tutto sommato siamo più in accordo che in disaccordo...




A parte che i "100 milioni di morti" sono una cifra veramente sparata a caso, che si gonfia ogni anno. Quando uscì il Libro Nero del comunismo erano 80... inflazione?
Di questi "80", 55 sono in Cina.. come se fosse facile controllare o sapere esattamente cos'é successo in quel Paese. Oltre 20 in Russia. Tutto questo "calcolo" è stato fatto mettendo assieme un periodo travagliatissimo: vengono appioppati ai "comunisti" praticamente tutti i morti nella guerra civile del 1919, e nella guerra mondiale. In Cina non si considera che i cinesi storicamente sono sempre morti di fame a decine di milioni: si appioppano al "comunismo" oltre ai soliti morti della guerra civile, i milioni di morti di fame nel periodo immediatamente successivo. Senza considerare che la fame in cina è andata via via riducendosi.
Tutto considerato, i danni del comunismo si vedono principalmente nei Paesi dell'europa orientale, perchè il comunismo figlio di società arretrate come quella russa si è trovato a controllare Paesi come la Repubblica Ceca...
Per il resto, mi pare un falso dilemma quello tra comunismo (sovietico) e liberalismo (americano). Solo a pochissimi stati strategici per gli equilibri mondiali, come l'Italia, è stata offerta questa scelta. Al Brasile o al Congo non è mai stata rivolta una simile scelta, infatti non hanno avuto nè l'una nè l'altra cosa.


Una scorsa anche rapida alla cronologia delle invenzioni e delle innovazioni tecnologiche che si sono succedute dall’Alto al Basso Medioevo dà un’idea delle dimensioni del fenomeno e, dunque, dello sforzo che occorrerebbe compiere per comprenderlo e renderlo patrimonio della cultura dei nostri giorni, a partire da quella scolastica .
Tuttavia i dati consentono di accettare i giudizi ai quali gli stessi Jean Gimpel e Terry S. Reynolds più volte giungono nel corso delle loro considerazioni. Rovesciando uno dei luoghi comuni più diffusi, quello del Medioevo come intervallo fra epoche di "autentico" progresso, Jean Gimpel afferma che "i secoli XI, XII, XIII hanno creato una tecnologia sulla quale la rivoluzione industriale del secolo XVIII si è appoggiata per prendere il proprio slancio. Le scoperte del Rinascimento hanno svolto soltanto un ruolo limitato nell’espansione dell’industria in Inghilterra nei secoli XVIII e XIX.
"In Europa, in tutti i campi, il Medioevo ha sviluppato più di qualsiasi altra civiltà l’uso delle macchine. È questo uno dei fattori determinanti della preponderanza dell’emisfero occidentale sul resto del mondo" .
Allo stesso modo - sottolineando come di solito il termine "Rivoluzione industriale", usato per indicare la sostituzione del lavoro manuale con le macchine a vapore fra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, suggerisca l’idea di una "frattura brusca nei confronti degli sviluppi dei secoli precedenti" - Terry S. Reynolds afferma che "la storia dell’energia idraulica nell’Europa del Medioevo e dell’inizio dell’Era moderna presenta un quadro diverso. [...] In altri termini sarebbe più corretto considerare l’ascesa dell’industria europea un processo evolutivo risalente almeno all’VIII o IX secolo, quando gli ingegneri europei cominciarono ad applicare ampiamente l’energia idraulica a processi industriali" .
Da ultimo, mi pare si imponga una considerazione. Il concreto progresso tecnico raggiunto nel Medioevo, insieme con la solida prosperità economica che ne è derivata, se, da un lato, contribuiscono a smantellare le menzogne della "leggenda nera", dall’altro non devono essere considerati come espressioni a sé stanti della civiltà medioevale, quasi fossero separati dalla spiritualità che ha permeato di sé tutto il millennio e che ne ha costituito il carattere unitario.
Al contrario, mondo della produzione, mondo del lavoro e mondo della tecnica emergono e si sviluppano in quello stesso solco della regola benedettina dal quale emergono e si sviluppano anche le più vitali e le più ricche fra le istituzioni medioevali. Scrive Terry S. Reynolds che "uno fra gli elementi più critici nel mutamento del clima tecnologico dell’Europa occidentale fu il sistema monastico, fondato sulle regole formulate nel VI secolo da San Benedetto" , confermando con tale giudizio quello di Régine Pernoud, secondo cui la regola benedettina, oltre a creare una "spiritualità del lavoro", spinge gli uomini durante il Medioevo a "una serie di sforzi per migliorare la loro situazione e le loro risorse" .
Questa stretta integrazione fra due ambiti tanto diversi - il mondo tecnico-economico e il mondo spirituale - non deve stupire: essa non è che una espressione di quella concordanza tra sacerdozio e impero, tra spirituale e temporale, tra fede c cultura, che gli uomini del Medioevo, con alterne fortune, tentano di perseguire conformando allo spirito cristiano leggi, istituzioni e costumi. Ed è anche, nelle sue manifestazioni meno contingenti, parte del patrimonio che essi trasmettono agli uomini di oggi perché costruiscano la Cristianità di domani.
Luciano Benassi
Se poi vuoi davvero documentarti:
(1) Régine Pernoud, "Il Medioevo: l’unica epoca di sottosviluppo che ci abbia lasciato delle cattedrali", intervista a cura di Massimo Introvigne, in Cristianità, anno XIII, n. 117, gennaio 1985.
(2) Plinio Corrêa de Oliveira, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, 3a ed. it. accresciuta. Cristianità, Piacenza 1977.
(3) Sulla genesi e sugli scopi della propaganda antimedioevale, cfr. Marco Tangheroni, La "leggenda nera" sul Medioevo, in Cristianità, anno VI, n. 34-35, febbraio-marzo 1978.
(4) Per quanto attiene all’Inquisizione in generale e a quella spagnola in particolare, cfr. Jean Dumont, Procès contradictoire de l’Inquisition espagnole, Famot, Ginevra 1983; e, Idem, L’Inquisizione fra miti e interpretazioni, intervista a cura di Massimo Introvigne, in Cristianità, anno XIV, n. 131, marzo 1986. .
(5) Per il recupero della tecnica e delle invenzioni medioevali è stato rilevante il contributo dato da Marc Bloch e dalla scuola sorta intorno alle Annales d’Histoire éeconomique et sociales, da lui fondata tra le due guerre insieme a Lucien Fabvre. Tuttavia, una parte di tale scuola utilizzò l’abbondante documentazione raccolta in senso economicistico e sociologistico, facendo da supporto a prospettive storiografiche marxistiche. Sul metodo e sulle scelte tematiche di questo autore cfr., per esempio, M. Bloch, Lavoro e tecnica nel Medioevo, trad. it., 6a ed., Laterza, Bari 1977.
(6) Cfr. Jean Gimpel, La révolution industrielle du Moyen Age, Éditions du Seuil, Parigi 1975.
(7) Cfr. Terry S. Reynolds, Le radici medioevali della Rivoluzione industriale, in Le Scienze - edizione italiana di Scientific American, anno XVII, vol. XXXIII, n. 193, settembre 1984.
(8) Cfr. J. Gimpel, Costruttori di cattedrali, trad. it. dell’edizione illustrata, Jaca Book, Milano 1982; per farsi un’idea della gamma di interessi dell’autore e della prospettiva a essa soggiacente, cfr. Idem, Sviluppo tecnologico medioevale e Terzo Mondo, intervista a cura di Luciano Benassi, in Cristianità, anno XIV, n. 134-135, giugno-luglio 1986, dove si trovano anche suoi elementi bio-bibliografici.
(9) La donna e le donne in S. Bernardo, trad. it., Jaca Book, Milano 1985, a proposito di una presunta manifestazione di ostilità del santo verso i mulini affermata in J. Gimpel, La révolution industrielle du Moyen Age.


se poi chi sostiene la tesi opposta alla mia afferma parallelamente che i quasi 100 milioni di morti che è costato il comunismo all'umanità erano un male necessario... mi cascano le braccia e comincio a pensare che non ci sia onestà intellettuale nel mio interlocutore.
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non ho mai parlato di male necessario........ ho detto che se morti ci sono stati è perchè si sono armati contro il governo del paese e hanno chiamato anche eserciti strsanieri per combatterlo .......
e ti ho già sfidato a mostrarmi dove avrei parlato di "necessità" ma anzichè fare ammenda insisiti nelle calunnia come vedi chi falsifica i fatti e i discorsi non sono io
su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)


i tribunali sovietici cercarono di imitare l'inquisizione ma siccome erano privi di ogni nozione di bene , invece di fare il bene , aggiunsero menzogna a menzogna , assassinio ad assassinio , male a male . Il loro numero era : 666.
molti hanno tentato di uguagliare i santi tribunali dell'inquisizione , ma erano false copie . Non poterono mai riuscire perchè macava loro la benchè minima nozione di cosa fosse il bene .