

Non dire sciocchezze... Sono il primo a riconoscere che, in relazione alla giustizia sommaria in voga in tutto il mondo dell'epoca, i tribunali inquisitoriali furono innanzitutto una regolamentazione giuridica e processuale da cui tutti gli istituti della giustizia posteriori prenderanno esempio procedurale (compresi quelli anglosassoni, visto che fu la santa inquisizione ad inventare la giuria), ma non dobbiamo a loro il patrimonio culturale e politico dell'Europa Cristiana; cosa che dobbiamo invece al cristianesimo nel suo complesso, come fede e come cultura.
La pena di morte non fu mai imposta dal tribunale dell'inquisizione in quanto tale, visto che non è compresa tra le pene canoniche, ma dai tribunali laici.Dove gli iniqui non venivano premiati o eletti in parlamento, ma finivano sul patibolo o su un santo rogo purificatore e giustiziere !
San Paolo dice : -il cristiano non giudica nemmeno se stesso-... il punto di vista cristiano deve condannare il peccato, non giudicare gli uomini apostrofandoli con degli insulti... non esiste un uomo giusto davanti a Dio e nemmeno tu credo che lo sia. Un po' di umiltà non farebbe male.Poi sono venuti gli stati nazionali, la rivoluzione francese e, oggi , voi pseudoumanisti e sodomiti !
È opinione comune che il tribunale dell'Inquisizione sia stato lo strumento ordinario utilizzato dalla Chiesa cattolica per combattere l'eresia. In realtà, garantire l'ortodossia è compito anzitutto dell'episcopato, cui spetta non solo insegnare le verità della fede, ma anche difenderle contro quanti le insidiano; inoltre, soltanto entro certi limiti è corretto parlare di un tribunale inquisitoriale. Infine, occorre specificare che lo stesso nome spetta sia all'istituzione sorta nel secolo XIII, la cosiddetta Inquisizione medioevale, sia all'Inquisizione spagnola, creata da Papa Sisto IV (1471-1484), nel 1478, su sollecitazione della regina Isabella di Castiglia (1451-1504) e di re Ferdinando d'Aragona (1452-1516), sia alla Congregazione della sacra romana e universale Inquisizione, istituita da Papa Paolo III (1534-1549) nel 1542.Bisogna ritornare ai valori di una volta e ai Santi Tribunali dell' Inquisizione .
Riorganizzata da Papa san Pio X (1903-1914) con la costituzione Sapienti consilio, del 29 giugno 1908, la vecchia Inquisizione è stata riformata da Papa Paolo VI (1963-1978) con il motu proprio Integrae servandae, del 7 dicembre 1965, che ne ha anche mutato il nome in Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede. La riforma ha modificato le procedure del Sant'Ufficio, ma ne ha confermato il compito primario: "tutelare la dottrina riguardante la fede e i costumi di tutto il mondo cattolico" (n. 29), soprattutto mediante la promozione della sana dottrina... quindi non abbiamo motivo di ritornare a qualcosa che gia c'è.


i tribunali dell'inquisizione sono stati lo strumentio con la quale la chiesa ha istituito il terrore su questa terra per manenere il potere ed eliminare quelli che vedevano i vostri delitti e oltre le favole della vostra dottrina.......
ora che di inquisizione non potete più ferire e uccidere...... i vostri credenti sono in rapida scomparsa.........e se anche le ore di religione scolastiche e il delitto di spaventare i bambini per anni con la scusa di prepararli alla prima comunione e cresima (ai miei tempi bastavano 2 mesi) producono di frequente campioni di intolleranza come lo stralunato apoliticos....... vi resta ormai poco da vivere e da fare i prepotenti.
su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)


hai ragione, anche se...
...sebbene, a rigore, l'Inquisizione non poteva condannare né al carcere né, tantomeno, a morte, dato che le punizioni corporali erano di competenza della magistratura civile e venivano decise sulla base delle legislazioni dei singoli stati e non del diritto canonico, tuttavia il rapporto fra potere spirituale e potere temporale era così stretto che una condanna dell'inquisitore si sarebbe certamente tramutata nella corrispettiva condanna civile.
La cerimonia prevedeva un sermone dell'inquisitore, chiamato sermo generalis (sermone generale). Le autorità civili presenti giuravano fedeltà alla Chiesa e s'impegnavano a prestare la loro assistenza nella lotta contro l'eresia.
Subito dopo c'era la lettura del verdetto, a seconda dei casi: assoluzione, penitenze, pene corporali o addirittura la pena di morte. In quest'ultimo caso l'inquisitore pronunciava la formula solenne:
«Cum ecclesia ultra non habeat quod faciat pro suis demeritis contra ipsum, idcirco, eundum reliquimus brachio et judicio saeculari» («Dato che la Chiesa non riesce a fare altro per i suoi demeriti contro costui, perciò, lo lasciamo al braccio e al giudizio secolari»)
... inoltre nel testo dell'11 ottobre 1992 sul "CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA", ispirato all' "insegnamento della Sacra Scrittura, della Tradizione vivente nella Chiesa e del Magistero autentico, come pure l'eredità spirituale dei padri, dei santi e delle sante della Chiesa", . (un testo molto ampio costituito da 2865 punti), al capitolo "Il rispetto della vita umana", al paragrafo "La legittima difesa". I punti 2266 e 2267 così recitano:
2266 - Corrisponde ad un'esigenza di tutela del bene comune lo sforzo dello Stato inteso a contenere il diffondersi di comportamenti lesivi dei diritti dell'uomo e delle regole fondamentali della convivenza civile. La legittima autorità pubblica ha il diritto ed il dovere di infliggere pene proporzionate alla gravità del delitto. La pena ha innanzi tutto lo scopo di riparare il disordine introdotto dalla colpa. Quando è volontariamente accettata dal colpevole, essa assume valore di espiazione. La pena poi, oltre che a difendere l'ordine pubblico e a tutelare la sicurezza delle persone, mira ad uno scopo medicinale: nella misura del possibile, essa deve contribuire alla correzione del colpevole.
2267 - L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani. Se, invece, i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall'aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana. Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l'ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo «sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti».
questo ci riconduce al pensiero di S.Agostino... i pagani, diceva, sogliono uccidere, mentre “i cristiani non uccidono nessuno. Non uccidono nessuno, eccetto quelli che Dio comanda di uccidere” (exceptis his, quos Deus occidi iubet). E, a scanso di equivoci, ripeteva e precisava: “Eccetto dunque quelli che o una legge giusta generaliter o la stessa fonte della giustizia, Dio, specialiter comanda di uccidere...”....




strano che tu trovi l'impulso di postare solo delle risate in riferimento alle parole di ciappas e non argomentare nulla in riferimento all'auspicio di apoliticos di reintrodurre la Santa Inquisizione...... sei forse favorevole anche tu a quello in cui spera apoliticos?




"i cristiani non uccidono nessuno. Non uccidono nessuno, eccetto quelli che Dio comanda di uccidere” (exceptis his, quos Deus occidi iubet). “Eccetto dunque quelli che o una legge giusta generaliter o la stessa fonte della giustizia, Dio, specialiter comanda di uccidere...”....
ergo se una Legge giusta comanda di uccidere i cristiani sono tenuti ad uccidere... almeno da quello che si evince dalle parole di S.Agostino...
ma potrei sbagliarmi....![]()