SI, ma dovrà dimettersi per riposarsi in una clinica
Si, è coriaceo, vivrà sino a 120 anni
NO.... questi malori sono già un segno.
No.. con tutte le imprecazioni che gli mandano milioni di italiani...


Italiano!
NAZIONALISMO
REVANCHISMO
IRREDENTISMO
2010:
Nazionalista Europeo.


Bah, la mia preparazione non è sto granchè, credimi, comunque la genesi dell'Italia va collocata nel I millennio prima dell'era volgare, a seguito delle migrazioni indoeuropee nella penisola. Il termine Italia inizia a comparire a seguito della colonizzazione greca del Sud Italia dopo il VII secolo. Dal sud il termine passerà poi ad indicare le terre abitate dagli italici e valicherà il Po con la colonizzazione italica della pianura padana. L'Italia viene a costituirsi nei suoi confini naturali e sacri, che non corrispondono ai suoi confini attuali, nel 6 a.e.v. quando Augusto pose a La Turbie, oggi in Francia, il trofeo per celebrare la sua vittoria sulle tribù alpine a segnare il confine tra l'Italia e la Gallia Narbonese.
Purtroppo non ho testi specifici sull'argomento, buona parte delle informazioni che citole ho desunte da quei pochi testi di storia che ho avuto modo di leggere. Posso consigliare qualcosa, ma sul forum ci sono utenti molto più preparati di me che spero possano ampiamente integrare la breve lista di pubblicazioni e siti internet che mi accingo a stilare. Quali testi storici consiglio "Dei e miti italici" di Renato del Ponte, "la romanizzazione dell'Italia" di Jean-Michel David, "l'Italia dei barbari" di Andrea Giardina, "L'Italia dei barbari" di Claudio Azzara e "Storia della monarchia italiana" dove viene trattata la questione del nazionalismo italiano. Sulla genetica consiglio la parte di "Storia e geografia dei geni umani" di Cavalli-Sforza, Menozzi e Piazza dove viene presentata la mappa genetica dell'Italia. Il Gunther in "Tipologia razziale dell'Europa" tratta il tema anche se va preso con le pinze. Opera di antropologia fisica di tipo più accademico è "The Races Of Europe" di Carleton Coon, consultabile on line e scaricabile a http://www.snpa.nordish.net/racesofeurope.htm. Sempre su internet consiglio la pagina web di "Racial Reality" http://racialreality.shorturl.com/ che tratta dell'Italia. Per correttezza rimando anche alla pregevole opera di Arthur Kemp alle cui tesi il sito da me consigliato intende controbattere http://www.white-history.com/. Su una tematica importante come la linguistica italiana devo invece confessare una sostanziale ignoranza le poche nozioni che ho le ho da testi non specifici e da internet, per una breve trattazione del tema vedi http://www.unb.br/il/let/abpi2000/antoniani.htm comunque invito utenti più ferrati in materia a chiarire ulteriormente questione ed a consigliare una bibliografia di riferimento.


Il tema trattato è estremamente delicato e mi sta personalmente molto al cuore perchè è parte del mio "spirito", ancor prima che le forze politiche che di tanto in tanto sostengo
Mi dispiace di intervenire a thread già inoltrato, ma in fondo non è mai troppo tardi per intervenire. Mi servirò delle affermazioni che svariati membri hanno già postato come ausilio per riassumere il mio punto di vista, spesso di difficile compresione al pubblico dei vari forum presso i quali intervengo :
Anche io. In verità sono contento che esita una più generale identità (efficace come quella europea) che mi consenta di sfuggire ad un clichè ben definito di italianità, in cui non mi ritrovo completamente.
GASMASK :
Sono aspramente critico nei confronti del Risorgimento, che reputo un'annessione figlia di bassi scopi materiali, di ingerenze straniere e di poteri occulti, pur riconoscendo la buona fede di molti protagonisti di tale periodo storico.
Concordo PIENAMENTE (nel vero senso della parole). E' ciò che affermo da sempre. Sostanzialmente non credo nel "Risorgimento". Così come viene insegnato sui libri di scuola per fini unitarii.
SQUALO :
La penso come te. (parti tratteggiate).L'Italia non esiste ed è un concetto nato recentemente. La questione fondamentale è quella che non esiste una nazione italiana perchè non esiste un popolo italiano dai tratti culturali comuni, se non una lingua imposta (l'italiano) con la forza.
Comunque sono italiano solo a livello amministrativo.
SQUALO :
Non mi puoi prendere dei concetti amministrativi vecchi di 2000 anni per giustificare l'esistenza dell'Italia attuale
Questo è vero oltre misura : ragazzi, io capisco che quì siete tutti camerati (in parte anche io), e ammirate il passato imperiale, ma sentire ogni volta la solfa riguardante l'impero romano sfiora la soglia del ridicolo (mi spiace per coloro, come i tradizionalisti italico-romani, che ci credono con tutto loro stessi). Un tempo pari a 20 SECOLI è un eternità..........non so se qualcuno di voi è in grado di rendersene conto, ma intere nazioni sono nate e morte in molto meno. Lo stesso vale per molti popoli ed etnie. Addirittura religioni (che sono forme di civilizzazione a se stante) sono nate e scomparse in un lasso di tempo simile.
Ispirarsi in maniera DIRETTA nell'impero romano autorizza allora a qualsiasi cosa : gli egiziani attuali ad ispirarsi ai FARAONI (con i quali non hanno più alcuna connessione) per fare un esempio.
GEMINI :
Certo che il SUD è stato la culla del nazionalismo italiano : infatti il SUD è autenticamente "italiano". Il problema e che altre parti del paese non lo sono (o non lo sono nella stessa misura).Il Sud poi è sempre stato la culla del nazionalismo Italiano, a dispetto di quanto vorrebbe darci a credere la pubblicistica neoborbonica.
GEMINI :
La genesi del nome secondo Del Ponte sarebbe più complessa e rimanderebbe anche a Vitalia, terra di Vita. Il termine Italia risale a molto prima del periodo imperiale, così come ad esso connesse. Già in epoca repubblicana l'appartenere o meno alla "Terra Italia" era una discriminante fondamentale nei rapporti tra Roma ed i popoli da lei sconfitti.
Tanto per fare dei paragoni, caro Gemini, Renato Del Ponte è uno storico imparziale, onesto e disinteressato quanto potrebbe (tanto per fare un ipotesi) esserlo David Irving.
Comunque sì, il termie italia esiste da prima dell'impero. Ma per esempio il NORD dell'Italia non ne faceva parte. Era GALLIA CISALPINA.
SQUALO :
Quoto tutto. come ho detto sopra.Se caso mai c'è una zona che si chiama "Italia" nell'attuale Stato italiano, beh, questo è il sud. Cosa centrano poi i popoli da te citati all'inizio di questo post con tutta l'Italia? Per esempio cosa hanno da spartirsi un siciliano e un lombardo?
Perchè malgrado ti affanni a dimostrare che esiste un'unità culturale italica quest'ultima non trova un riscontro pratico?
In particolare sono sempre stato d'accordo con la schematizzazione fatta da Gianfranco Miglio (unica mente di spicco che la Lega Nord abbia mai avuto) egli , molti anni fa suddivise idealmente l'attuale territorio della repubblica in 3 aree culturali distinte : MERIDIONE = "ITALIA" ; CENTRO = "ETRURIA" ; SETTENTRIONE = "PADANIA"
Non sto adesso quì a dilungarmi sulla correttezza di tali definizioni (altamente approssiamative e quasi sicuramente sbagliate), che non possono non suscitare una certa ilarità ("padania" per esempio, mi rendo conto che è un po comica) ma le raccolgo in senso ideale, diciamo. L'intento di dare, a grandi linee, una idea della distinzione culturale era sicuramente giusto. Uno dei più grandi atti di giustizia nei confronti le differenze intra-nazionali che sia stato fatto dai tempi dell'unità.
GEMINI :
Un siciliano ed un lombardo hanno a che spartirsi una prossimità genetica, culturale, storica, culturale e linguistica comunque molto maggiore rispetto a non-italiani. Le differenze ci sono e sono marcate, ma sono comunque minori rispetto a quelle che si hanno tra i non-italiani. A me risulta che la sostanziale omogeneità etnica del popolo italiano trovi riscontro pratico tanto negli studi accademici quanto nel sentire popolare.
Scusami se abbasso il tono del thread, ma il mio commento all'affermazione sottolineata è il seguente :
CAZZATE
STINGERY SMITH :
Per quel che mi riguarda mi sento europeo e nazionalsocialista.Dell'italia e del risorgimento poco e nulla me ne cale.
Abbiamo una discreta affinità
Penso anche che bisogna fare un po' di chiarezza a proposito di discorsi razziali: dire che i nordici (svedesi, norvegesi, tedeschi, ecc..) sono una razza perchè di aspetto simile, mentre gl'italiani no, non ha alcun senso.
Se per esempio confrontiamo svedesi e finlandesi, li troveremo in gran parte alti, biondi e dagli occhi azzurri, tuttavia appartengono a "razze" molto diverse, i primi di stirpe indoeuropea, i secondi, ugro-finnica, quindi più vicini ai mongoli che agli europei!
Limitarsi all'osservazione del fenotipo e daquesto trarre conclusioni sul genotipo, porta spesso a grossi errori, visto che il primo è fortemente influenzato dalle condizioni climatiche ed ambinetali, le quali causano piccolissime differenze genetiche che non danno comunque origine a razze diverse.
Respingo anche io le generalizzazioni, tuttavia un fondo di verità c'è : come qualcuno ha detto prima, la Svezia fa 9 milioni di persone (in una posizione remote e poco trafficata), pertanto non la si pu paragonare all'italia che fa 60 milioni di persone (ed è al centro del grande crocevia mediterraneo) ; in altre parole non si possono mettere a confronto in termini di flussi migratorii la penisola italica e la penisola scandinava.
SICURAMENTE, paesei come la Finlandia e la Svezia presentano un livello medio di uniformità di tratti somatici SUPERIORE rispetto agli Italiani, (per i motivi sopra riportati) il che ovviamente non significa che siano tutti uguali.
Ad onor del vero possiamo dire che anche un paese come la Germania (con una popolazione di quasi 80 milioni di persone) presenta per forza di cose un livello di varianza somatica al suo interno, davvero notevole.
Nel caso dell'Italia, però lo scrto è ancora più notevole, in quanto l'Italia si trova giusto tra due correnti di popolamento preistorico di ceppo differente : lungo la penisola predomina il popolamento dovuto alle migrazioni dei popoli mediterranei dal vicino oriente (popoli venuti dal mare), mentre al nord, man mano che si va verso le alpi, predomina un popolamento
di natura continentale (popoli venuti dall'entroterra continentale).
Sul piano razziale, comunque, credo che la discussione proseguirà ancora a lungo............................................. .........


Sulla storia Romana le mie fonti non si riducono al solo Renato Del Ponte, che sarà anche di parte ma le cui opere hanno il pregio dell'accademicità, ma anche professori universitari di storia romana quali il Giardina ed il Ziolkowski. L'oltrepo ed il nordovest dell'Italia erano abitate da popolazioni galliche prima dell'occupazione romana, ma a seguito dela massiccia colonizzazione italica che sommergerà l'elemento celtico non eliminato dai Romani nelle guerre di conquista diviene a tutti gli effetti parte dell'Italia, status che viene poi sancito da Augusto. Gli studi di Barbero e Azzara tendono poi a sminuire l'influenza dell'apporto germanico in Italia, mi sembra poi che fin dal Medioevo i territori del Nord Italia venissero considerati parte dell'Italia. Le differenze subrazziali esistono e sono marcate, con l'elemento mediterraneo più diffuso a sud rispetto a nord, dove predomina il tipo dinarico, ma questo discorso potrebbe essere fatto anche per altre nazioni come la Francia e la Germania. Conosco le tesi etnonazionaliste e gli studi linguistici di Sergio Salvi, ma si basano su quella che mi sembra una lettura di parte dei dati, accentuando le divergenze e sminuendo le somiglianze tra nord, centro e sud in materia di lingua e razza.


L'unica cazzata è chiamare il centro Etruria quando gli etruschi sono arrivati pure in Campania e aveavano contatti con la Sardegna. L'altra più eccezionale ancora è stata quella di allargare l'uso che si faceva della parola Padania: dalla pianura padana a tutto il nord. Infatti prima degli anni '70 difficilmente troverete un friulano, un veneto, un ligure e o un piemontese usare il termine Padania. Manco i leghisti lo usavano.
In secondo luogo differenze subrazziali un paio di balle: i romani quando si sono impossessati di tutto hanno deportato tantissime persone da nord a sud e viceversa (un esempio su tutti: 50.000 liguri e più furono deportati nel sannio), ed hanno fondato città come Trieste, Torino e via dicendo. Niente di quello che dice il nazionalnazionalista (etnonazionalista) Voroscilov ha senso: soprattutto quello di usare una pseudoscienza passatista in sfavore di ricerche genetiche più serie.


Peraltro la Gallia Cisalpina, come affermato dallo stesso storico Strabone che vale più delle farneticazioni storiografiche, rientrava nell'Italia anche culturalmente. Tutti gli Italici ora sono romani. Forse potete trovare anche il testo originale greco se smettete di leggere Miglio.


Non credo proprio che la colonizzazione romana sia stata massiccia. La romanizzazione ha cambiato il modo di vivere, sì, ma non credo che le popolazioni pre-romane siano mai state soppiantate dai romani. E' fantasia.
. Gli studi di Barbero e Azzara tendono poi a sminuire l'influenza dell'apporto germanico in Italia, mi sembra poi che fin dal Medioevo i territori del Nord Italia venissero considerati parte dell'Italia.
L'apporto germanico è secondario, ma notevole (relativamente)
Tu invece cerchi di fare l'incontrario (sempre per partito preso). Scusami.Conosco le tesi etnonazionaliste e gli studi linguistici di Sergio Salvi, ma si basano su quella che mi sembra una lettura di parte dei dati, accentuando le divergenze e sminuendo le somiglianze tra nord, centro e sud in materia di lingua e razza.


Ho spiegato bene che non sono termini da prendere sul serio, bensì per rendere l'idea. Ma tu non stai a nemmeno leggerli i miei posts..............
Niente di quello che dice il nazionalnazionalista (etnonazionalista) Voroscilov ha senso: soprattutto quello di usare una pseudoscienza passatista in sfavore di ricerche genetiche più serie.
Occhio, amico...........le ricerche genetiche più serie potrebbero metterti ancor più in svantaggio............
ETNOS = popolo o etnia, NON nazione, sapientone...........