SI, ma dovrà dimettersi per riposarsi in una clinica
Si, è coriaceo, vivrà sino a 120 anni
NO.... questi malori sono già un segno.
No.. con tutte le imprecazioni che gli mandano milioni di italiani...




AHAHAHAHAHAHAHAHAH !!!!!!!!!!!
Forse potete trovare anche il testo originale greco se smettete di leggere Miglio.[/quote]
MIGLIO è stato per anni magnifico rettore alla Cattolica di Milano.............chissà invece se "Adriano 1897" ha mai frequentato un ateneo universitario..........................![]()
Attenzione però su una cosa, l'idea imperiale di ispirazione romana non è mai morta. Adesso non vorrei saltare di pala in frasca, ma l'esperienza di Roma è rimasta ineguagliata nel corso dei secoli. L'Impero Romano fu un Impero politico, culturale e militare che seppe garantire un certo livello di vita non molto dissimile dal nostro già in tempi arcaici. Nel Medioevo ci fu un arretramento senza precedenti di tutti i concetti portati avanti dalla romanità e più in generale dalla cultura classica.
Ora il punto della situazione è comprendere quanto gli italiani moderni (tutti) siano degni di essere discendenti da questa (grande) esperienza. La mia non vuole essere mancanza di autostima, ma chi ci mettiamo a rappresentare la cultura classica, quell'idiota di Francesco Totti?
Inoltre più popoli hanno cercato di imitare i tratti della romanità fallendo in maniera misera.
Ho ben presente a cosa ti riferisci di preciso ma bisogna andare a monte del problema. Se per esempio l'unità avesse preso una piega, per così dire, più "tedesca" e si sarebbero mantenuti i confini dei vecchi Stati pre-unitari, le bandiere, un vero federalismo economico e il rispetto della cultura autoctona di ogni singola regione l'unificazione poteva prendere ben altri contorni e avere maggior successo (mi sembra che un motto tedesco diceva "uniti nelle differenze" oppure "uniti malgrado le differenze", ora non ricordo di preciso).




Adesso non sono espertissimo in materia, ma fin quanto ne posso sapere io i celti nel nord Italia non sono mai scomparsi ma si sono fusi con l'elemento romano.
Poi in regioni quali quasi tutta la Calabria, la Sicilia orientale e il Salento c'è un substrato ellenico molto marcato.
Mi correggano poi gli esperti.


Stato di natura federale già a partire dalle prime costituzioni ? E' quello che dicono in molti (me compreso).
Ma non è forse che i costituenti dell'epoca unitaria (borghesia liberale e Savoia) NON hanno deliberatamente voluto fare una scelta del genere perchè in quanto ben consapevoli (dentro di sè, al di là dei proclami) delle profonde differenze tra le varie parti del paese e timorosi di una potenziale sfaldamento nazionale ?


L'elemento indigeno pre-romano sopravvisse sempre a quello romano ed invasore (sia a nord come a sud).
Il problema che non si riesce mai a superare è la distinzione tra il piano "culturale" e quello "biologico" : sul primo si può dire che i romani vinsero completamente romanizzando in maniera quasi compleata tutto ciò che incontrarono. Sul secondo, non credo che i romani , visto il loro numero non illimitato, ebbero mai la possibilità di sostituire fisicamente le popolazioni sottomesse...........anzi io credo che le popolazioni pre-romane (elleni a sud come celti e liguri a nord) continuarono ad essere superiori numericamente rispetto all'elemento romano immigrato tramite le colonie. In alcune zone, MOLTO superiore. NON bisogna mai scordare che il dominio romano era fondato sulla cultura più che sulla razza..........


Al contrario la colonizzazione romano-italica della pianura padana è un dato di fatto riconosciuto dagli storici anche non italiani. I massacri della conquista, le migrazioni a seguito della perdita dei terreni, la massiccia immigrazione di italici che finì per assorbire i celti rimanenti portarono alla sostanziale scomparsa della popolazione gallica, documentata anche dallo storico Polibio.
Non nego che l'apporto germanico sia stato maggiore a Nord che a Sud e che sia probabilmente la causa principale delle differenze morfologiche tra le diverse parti d'italia, ma recenti studi hanno portato a rivederne l'effettiva influenza, prima decisamente sovrastimata
Non mi sembra, visto che riconosco le notevoli differenze regionali ma non le considero tali da poter far parlare di nazioni differenti.
Dipende da che lato vedi le cose, non credo che si sarebbe giunti ad uno sfaldamento del neonato Stato unitario, ma al contrario una soluzione di questo tipo poteva dimostrare una certa solidità e serietà verso l'esterno e aumentare un certo amor di patria da parte di tutti gli italiani. La borghesia che te citi ha preferito curare i propri meschini interessi piuttosto che fare l'interesse dei popoli che allora si stavano unendo.
Se si vuole fare un esempio con l'unità tedesca (la Germania si unì nello stesso periodo dell'Italia, quindi un confronto di questo tipo non è campato in aria) per far spazio ad una cultura nazionale condivisa furono aboliti quasi tutti i dialetti, però non si è arrivato a nessun tipo di sfaldamento.
Credo che l'Italia TUTTA abbia enormi potenzialità, ma popolo e Governo non si dimostrano all'altezza di questo compito...