Senza dubbio mi considero di nazionalità italiana.
Ma il problema, secondo me, è un'altro.
Che senso ha, oggi, tale appartenenza (che peraltro si affievolisce ogni giorno di più)?
Vi sentite umanamente, spiritualmente, idealmente più vicini ad un camerata tedesco, francese, belga... o ad un comunista o liberale nostrano?


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