
Originariamente Scritto da
Nadir
Sono piemontese e amo enormemente la mia terra, rabbrividendo ogni giorno davanti ad alcuni miei conterranei che la disprezzano, magnificando presunti eden di altre regioni o di altri paesi.
Sono altrettanto esasperato dalla tendenza livellatrice che vuole omologare gli italiani verso il basso, bollando le specificità regionali come semplice folklore(e per questo dobbiamo ringraziare anche alcuni beceri movimenti seccessionisti).
Si leggono spesso interventi che perorano la causa che intende rimarcare le differenze tra settentrionali e meridionali; interventi che denotano un invidiabile preparazione e un'ottima abilità dialettica, ma che a mio parere compiono alcuni macroscopici errori di merito e metodologici.
Le differenze tra nord e sud, evidenti a tutti, rappresentano di per se un valore da rimarcare; il semplice dato di fatto che queste specificità regionali esistono deve rappresentare una ricchezza e un vanto per l'italianità.
Le differenze esistono, se ne prenda atto; paradossalmente l'eccesso di argomentazione su queste tesi è dannoso per la causa che si vuole propugnare.
Da una parte l'ovvia impossibilità di porre confini precisi a componenti etniche o linguistiche confonde ogni ragionamento sul settentrionalismo, così come il peso eccessivo dato alle eredità storiche(errore che comunemente commetto anch'io) risulta assolutamente fuorviante e limitante.
Errore che commettono anche i più accaniti sostenitori della comune italianità.
Roma ha rappresentato un faro di civiltà nella storia dell'umanità, una parentesi grandiosa per la penisola.
Tuttavia il ritenere l'attuale Italia come diretta discendente di Roma è errato, e oserei dire addirittura blasfemo. Allo stesso modo la causa del "settentrionalismo" sbaglia nell'affondare le propire radici nel celtismo o gallismo che sia.
Questa tendenza ha, a mio parere, una motivazione precisa. All'estero l'italiano viene tendenzialmente identificato con il meridionale, perchè i meridionali son emigrati in numero maggiore e tendenzialmente son più appariscenti(mi si perdoni il termine) dei nordici.
Identificazione in cui evidentemente il settentrionale non si riconosce e per reazione cerca di differenziandosi, sottraendosi al nomen di italiano e cercando altre radici che crede a lui più consone. Quindi si definisce europeo, celtico, gallo, addirittura alcuni fantasiosi si dicono germani.
Quindi, come dicevo sopra, per svincolarsi da una eccessiva storicizzazione e scientifizzazione delle differenze, che rende la causa del nord asettica e in definitiva la priva della forza ideologica bisogna identificare geograficamente l'italia, uscendo dalla definizione che ne diedero i romani.
Porre come confine il po' è ridicolo: parte dei torinesi sarebbero del nord, gli altri italici, così come io riuscirei miracolosamente a essere monferrino come quelli che vivono a nord del po', ma al contrario di loro peninsulare. Pura magia non c'è che dire.
Porre il confine negli appenini è solo di poco più sensato. Chiunque ha visto la catena appenninca sa che non può rappresentare un ostacolo che possa seriamente limitare l'osmosi tra le culture.
Il confine non può quindi che essere la catena montuosa più alta d'europa, le alpi. Alpi che ovviamente non bloccano ogni scambio culturale e non sanciscono un confine impermeabile; per questo io mi sento vicino ai popoli che vivono appena al di là della alpi. E' evidente che ci siano affinità tra di noi; questo non vuole dire che debba sentire grosse affinità con un alsaziano o un bretone.
Bisogna poi ripulire la causa del nord da un acceso anti-meridionalismo, quasi mai ammesso ma spesso troppo evidente.
Un ultimo appunto non di merito ma espositivo.
Uno dei più grossi pregi dei piemontesi è quello di comportarsi sempre con misura, buona educazione ed eleganza.
A noi mal si addicono toni da sala biliardo americana, con persone che vantano vittorie e lanciano sfide con presunzione e saccenza. Specialmente quando le vittorie possono non essere così evidenti.
Chiedo scusa per la prolissità e per gli errori che avrò sicuramente commesso, la settimana è stata lunga e la notte e tarda; lascio quindi la rilettura ad altri post.