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Discussione: Progetto Archimede

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Vale più un grammo di energia pulita..che un kilo di energia sporca e radioattiva..
    Ormai siete finiti....
    MCPA*

    *Movimento contro la predazione dell'atomo.......... ........................
    a parte che l'energia non si misura in grammi ma in joule .

    Personalmente non disprezzo la ricerca e lo sviluppo di energie alternative come il solare, ma se vogliamo essere obbiettivi le fonti rinnovabili possono dare un contributo minimo alla risoluzione del problema energetico.

    Vogliamo finire seriamente di inquinare l'aria? Allora dobbiamo passare al nucleare, senza se e senza ma.

  2. #12
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    In effetti Rubbia mi sembra un po' appannato.
    Forse l'unica possibile alternativa agli attuali reattori nucleari sono gli acceleratori al torio (la 4 generazione se non sbaglio). Forse.

  3. #13
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    LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


    17 Dicembre 2005

    Illustre Signor Presidente,

    noi sottoscritti, fondatori dell’Associazione Galileo 2001, per la libertà e dignità della Scienza, sentiamo il dovere di sottoporre alla Sua attenzione la difficile situazione energetica che penalizza il nostro Paese; una situazione figlia di alcune scelte irresponsabili e di lunghi anni di scarso interesse politico e di disinformazione mass-mediatica. Circostanza ancora più grave è il fatto che si prospettano oggi ai cittadini soluzioni immaginifiche e in aperto contrasto con le conoscenze economiche, scientifiche e tecnologiche, allontanando così le scelte dotate di prospettive concrete.

    Non crediamo di fare retorica nel sostenere che l’energia è il nutrimento della civiltà e che senza energia e senza un suo impiego oculato una civiltà può solo scomparire: più precisamente, non la produzione d’energia, ma la disponibilità di energia, abbondante, economica, sicura e amministrata con competenza, è una condizione essenziale per il benessere e lo sviluppo di un Paese, ed è ciò che genera competitività e occupazione e, conseguentemente, progresso civile.

    A causa dell’elevata dipendenza energetica (importa oltre l’80% dell’energia primaria che consuma) e del conseguente elevato costo dell’energia (quella elettrica, al netto delle imposte, costa agli italiani quasi il 40% in più rispetto alla media europea), l’Italia sta perdendo terreno nel confronto economico con i partners europei, assieme ai quali dovrebbe invece perseguire una più armonica strategia energetica comune:

    1. Oggi, il cittadino spagnolo usufruisce del 10% in più d’energia primaria rispetto al cittadino italiano, l’inglese del 25% in più, il francese del 40% in più e il tedesco arriva al 65% in più. Simili percentuali valgono anche per la sola energia elettrica: rispetto al cittadino italiano, si va dal 10% in più utilizzati dal cittadino spagnolo al 55% in più utilizzati dal tedesco.

    2. L’Italia è il Paese europeo con la maggiore produzione d’energia elettrica da gas naturale e petrolio - fonti costose e inquinanti - e con la maggiore importazione diretta d’energia elettrica (51 miliardi di chilowattora nel 2003, contro i 2 miliardi di kWh che importò il Regno Unito, 1 miliardo di kWh che importò la Spagna, e i 10 e 66 miliardi di kWh che esportarono, rispettivamente, la Germania e la Francia); circostanza, questa, che crea anche rischi alla sicurezza dell’approvvigionamento, come i black-out del recente passato hanno evidenziato.

    3. La totalità dell’energia elettrica importata in Italia proviene dalle centrali nucleari d’Oltralpe. Mentre - giova ricordare - nel 2003, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna produssero, rispettivamente, 420, 157, 85 e 60 miliardi di KWh elettrici dagli oltre 100 reattori nucleari in esercizio in quei Paesi.

    A fronte di questa situazione oggettiva e dell’urgenza di un’azione, vi sono responsabili politici e organi d’informazione che vanno diffondendo l’illusione che sia seriamente possibile affrontare il dissesto energetico facendo ricorso alle varie nuove forme di sfruttamento dell’energia solare rinnovabile: l’eolica, la solare termica o fotovoltaica, e i biocombustibili (che sono, tutte, forme dirette o indirette d’energia dal sole). Oppure, facendo ricorso a tecnologie futuribili, oggi prive di prospettive di concreta realizzabilità sia nel breve che nel medio termine.

    Noi riteniamo che i cittadini debbano ricevere piena informazione, fornita con onestà e senza pregiudizi ideologici: essi devono conoscere le conseguenze, per sé e per i propri figli, delle scelte adottate in tema di politica energetica e, soprattutto, non devono essere illusi con promesse che la scienza più accreditata e la tecnologia più avanzata non possono contribuire a sostenere.

    Ferma restando la sua capitale importanza in tutti i processi vitali, per i bisogni energetici dell’umanità l’energia solare rinnovabile, in tutte le sue varie forme, non è certamente l’energia del presente
    : essa ha soddisfatto il 100% del fabbisogno umano dalla notte dei tempi fino a un paio di secoli fa, mentre oggi il contributo energetico dal sole, se si esclude la fonte idroelettrica, è – in Italia come nel mondo - inferiore all’1%. Né si vedono ragioni per ritenere che nel futuro l’energia solare possa dare contributi sostanziali: in particolare, è improbabile, se non illusorio, che le forme d’energia solare diverse da quella idroelettrica possano offrire contributi veramente significativi al fabbisogno energetico del nostro Paese. La fonte eolica lo ha già dimostrato nel Paese - la Germania - che più d’ogni altro v’ha investito: assai modesto è infatti il contributo elettrico che proviene dalle più di 15.000 turbine eoliche ivi installate: circa 3% dall’eolico contro il 30% da nucleare (la cui potenza installata è, in Germania, quasi uguale a quella eolica). Il solare termico produce solo aria o acqua calda, e a questo scopo il mondo usa meno del 10% dell’energia che consuma, di cui la porzione maggiore è consumata dalle zone che meno possono servirsi del solare termico; e, infatti, esso contribuisce nel mondo per meno dello 0,001%, anche perché è molto più conveniente utilizzare l’energia dalla rete del gas o elettrica cui ogni edificio deve comunque essere connesso. Quanto al solare fotovoltaico, per produrre con questa tecnologia meno dell’1% dell’energia elettrica consumata dagli italiani, i soli pannelli fotovoltaici (senza installazione, trasformatori, ed eventuali accumulatori) costerebbero la proibitiva cifra di più di 10 miliardi di euro, e vi sono valide ragioni tecniche per dubitare che questi costi possano significativamente abbattersi. Il Paese va anche chiaramente informato sulle reali prospettive dei biocombustibili: quando si tenga conto dell’energia necessaria nei processi agricolo e industriale per produrli, l’energia netta da essi ottenuta è di modesto rilievo. In ogni caso, assumendo le più favorevoli condizioni, per risparmiare meno del 5% del solo petrolio che consumiamo, bisognerebbe coltivare a biomassa l’intera superficie della pianura padana (oltre 45.000 kmq).

    Il mondo produce oggi da tutte le nuove fonti rinnovabili messe insieme - geotermia, rifiuti, biomassa, eolico, e solare termoelettrico e fotovoltaico - meno del 2% dell’energia elettrica che consuma. Quanto a produzione da queste fonti, l’Italia è già al terzo posto in Europa con 11 miliardi di kWh prodotti nel 2003 (il 10% dell’intera produzione europea da queste fonti); nonostante ciò, l’energia elettrica così prodotta copre meno del 4% dell’energia elettrica consumata dal Paese.

    La fusione nucleare e l’idrogeno, spesso citate come tecnologie a portata di mano, sono ancora allo stato potenziale. La prima è tuttora limitata allo stadio di ricerca con prospettive a lungo termine. Quanto all’idrogeno - che non è una fonte d’energia perché esso non esiste sulla Terra nella forma utilizzabile come combustibile - la sua produzione richiede una quantità d’energia molto superiore a quella da esso ricavabile, e per questa ragione il suo utilizzo su larga scala è vincolato anche alla disponibilità di energia abbondante, economica e sicura.

    Oggi, quella disponibilità alternativa alle fonti fossili - inquinanti e sempre più costose - è offerta solo dalla tecnologia nucleare da fissione. Una tecnologia ormai ben collaudata, che trova largo e sicuro impiego nella maggior parte del mondo industrializzato, e che non può pertanto continuare ad essere esclusa dalle strategie energetiche del nostro Paese.

    Teniamo a precisare che con questa nostra critica noi non proponiamo di sospendere, fermare o rallentare le ricerche sulle energie rinnovabili; ricerche che potrebbero portare, in un futuro pur lontano, alla scoperta, che nessuno può naturalmente escludere, di nuovi metodi d'impiego di queste forme d’energia. Questa nostra critica invita solo a non alimentare speranze, vicine o illusorie, sulla soluzione di quel grande problema che è la situazione energetica del Paese e che ha bisogno di essere responsabilmente affrontato.

    Le chiediamo pertanto, Signor Presidente, di farsi promotore - nei modi che vorrà considerare più adeguati - di azioni che consentano la diffusione di quella informazione franca e trasparente che è condizione necessaria perché un Paese possa dirsi veramente democratico.

    Certi della Sua considerazione, porgiamo i nostri più cordiali saluti e, con l’occasione, anche i migliori auguri per le imminenti festività e il nuovo anno.


    Renato Angelo RICCI, Presidente

    Giorgio SALVINI, Presidente Onorario
    Umberto VERONESI, Presidente Onorario

    Franco BATTAGLIA, Vice Presidente Vicario
    Carlo BERNARDINI, Vice Presidente
    Tullio REGGE, Vice Presidente
    Umberto TIRELLI, Vice Presidente

    Angela ROSATI, Segretario Generale

    Silvio GARATTINI, Direttore Istituto Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”
    Gian Tommaso SCARASCIA MUGNOZZA, Professore Emerito di Genetica Agraria, Comitato Nazionale Biotecnologie
    Giorgio TRENTA, Presidente Associazione Italiana di Radioprotezione Medica
    Paolo VECCHIA, Presidente ICNIRP

    Stefano AGOSTEO, Ordinario di Strumentazioni nucleari, Politecnico di Milano
    Alessandro BAILINI, Ingegnere Nucleare, Politecnico di Milano
    Claudia BALDINI, Vice Presidente Associazione Bioetica di Ravenna
    Lanfranco BELLONI, Ricercatore di Fisica, Università di Milano
    Argeo BENCO, Fisico, già Presidente Associazione Italiana di Radioprotezione
    Alessandro BETTINI, Ordinario di Fisica Generale, Università di Padova
    Giuseppe BLASI, Architetto, Presidente Associazione ProgettAmbiente
    Mirko BRESSANELLI, Ingegneria Nucleare, Politecnico di Milano
    Tullio BRESSANI, Ordinario di Fisica Sperimentale, Università di Torino
    Giovanni CARBONI, Ordinario di Fisica Generale, Università di Roma-Tor Vergata
    Diego CATTANEO, Ingegnere Elettronico, Politecnico di Milano
    Arrigo CIGNA, già ricercatore ENEA
    Leopoldo CONTE, Ordinario di Fisica Medica, già Presidente Associazione Italiana di Fisica Medica
    Leone CORRADI DELL’ACQUA, Ordinario di Scienza delle Costruzioni, Politecnico di Milano
    Guido FANO, già Ordinario di Metodi Matematici della Fisica, Università di Bologna
    Rodolfo FEDERICO, Ordinario di Fisiologia Vegetale, Università di Roma-Tre
    Gianni FOCHI, Professore di Chimica, Scuola Normale Superiore di Pisa
    Paolo FORNACIARI, Ingegnere, Presidente Comitato Italiano Rilancio del Nucleare
    Renato GIUSSANI, Ingegnere, Direttore MIND
    Roberto HABEL, Comitato di Presidenza, Società Italiana di Fisica
    Alberto LANZAVECCHIA, Economista, Università di Parma
    Carlo LOMBARDI, Membro del Comitato Scientifico ENEA
    Lelio LUZZI, Ricercatore Impianti Nucleari, Politecnico di Milano
    Giorgio MOLINARI, Ordinario di Elettrotecnica, Università di Genova
    Stefano MONTI, Ingegnere nucleare, ENEA
    Giovanni V. PALLOTTINO, Ordinario di Elettronica, Università di Roma-La Sapienza
    Matteo PASSONI, Ingegnere Nucleare, Politecnico di Milano
    Ernesto PEDROCCHI, Ordinario di Energetica, Politecnico di Milano
    Carlo PELANDA, Docente di Politica ed Economia Internazionale, University of Georgia, Athens GA, USA
    Aulo PERINI, Medico Radioprotezionista
    Guido PIZZELLA, Ordinario di Fisica, Università di Roma-Tor Vergata
    Norberto POGNA, Dirigente di ricerca, CRA-Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura
    Francesca QUERCIA, Geologo, Agenzia per la Protezione dell’Ambiente
    Niccolò RIGHETTI, Ingegnere Nucleare
    Alceste RILLI, Ingegnere nucleare, AIN
    Roberto ROSA, Fisico Nucleare
    Valeria RUSSO, Ingegnere Nucleare, Politecnico di Milano
    Francesco SALA, Ordinario di Botanica e Direttore Orti Botanici, Università di Milano
    Sandro SANDRI, Fisico
    Alberto SILVESTRI, Ingegnere nucleare, ENEA
    Giorgio SIMEOLI, CNR
    Elena SOETJE BALDINI, Segretario Associazione Bioetica di Ravenna
    Ugo SPEZIA, Ingegnere nucleare, Segretario Generale AIN
    Carlo STAGNARO, Direttore Ecologia di Mercato, Istituto “Bruno Leoni”
    Francesco TROIANI, Fisico, ENEA
    Roberto VACCA, Ingegnere, Scrittore
    Giulio VALLI, Ingegnere nucleare, ENEA
    Vincenzo VAROLI, Ordinario di Elettronica Industriale, Politecnico di Milano
    Franco VELONÀ, Ingegnere nucleare, Politecnico di Bari

    ALTRE ADESIONI pervenute al nostro indirizzo:


    Francesca Adorni, Architetto - imprenditore agricolo, Brindisi
    Simonetta Ambrogio, Impiegato, Corsico MI
    Sergio Balacco, Ingegnere, Parigi (Francia)
    Domenico Battaglia, Impiegato, Andria (BA)
    Nicola Cerullo, già Professore Ordinario di "Reattori Nucleari Avanzati" nell'Università di Genova, Pisa
    Valter Cirillo, Giornalista Scientifico (UGIS), Roma
    Paolo Corradini, Professore emerito di Chimica Industriale Universita' di Napoli,
    Socio Ordinario dell'Accademia dei Lincei
    Andrea Dalla Francesca Cappello, studente in Ingegneria Meccanica Termotecnica, Montemerlo (Padova)
    Carlo De Masi, Segreteria Generale FLAEI CISL, Roma
    Alessandra Degli Esposti, Ricercatore CNR - Bologna, Castelfranco Emilia (MO)
    Marco Di Giovanni, Architetto, Roma
    Michele Digioia, Fisico, Bari
    Marco Fantini, Ingegnere, Vaiano (PO)
    Emanuela Frediani, Casalinga, Roma
    Oliviero Fuzzi, Medico, Venezia Mestre
    Giorgio Gabella, Imprenditore, CREVACUORE (Biella)
    Dario Giardi, Funzionario tecnico ambientale, Roma
    Vincenzo Izzo, Architetto, Telese Terme (BN)
    Francesco Lenci, Dirigente Ricerca CNR, Pisa
    Luigi Lerro, Giornalista e Scrittore, Roma
    Guglielmo Lomonaco, Dottorando in energetica Elettrica e Termica, Pisa
    Emmanuele Ravaioli, Studente di Ingegneria Energetica, Bologna
    Fabio Malaspina, Professione Fisico, Roma
    Francesco Marin, Prof. associato Dipartimento di Fisica Università di Firenze, S. Donà di Piave (VE)
    Andrea Marioni . Studente scienze biologiche università di Milano, Ripalta Cremasca
    Ezio Menichetti, Ordinario di fisica delle particelle, Universita' di Torino
    Aldebrano Micheli, Colonnello di Artiglieria Contraerea, NATO School, Oberammergau (Germania)
    Livio Minneci, Ingegnere Elettronico, Palermo
    Michele Morlupi, Ingegnere, Perugia
    Diego Sartorello, Ingegnere Elettrotecnico, S.Donà di Piave(VE)
    Alberto Sonz, Chimico Industriale, Fisico, Milano
    * Rinaldo Sorgenti, Vicepresidente Stazione Sperimentale per i
    Combustibili, S. Donato Milanese
    Daniele Tancredi, Studente di Ingegneria Aerospaziale, Torino
    Antonio Valenti, Geometra libero professionista, Cadoneghe ( PD)
    Giorgio Venturini, Professore ordinario citologia e istologia, Roma
    Umberto Venturini, Ingegnere Elettrotecnico, Genova
    Stefano Zorzi, Impiegato, Roma

    * solito understatement del cazzo, è anche VicePresidente dell'Assocarboni.
    _
    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
    * * *

    Presidente di Progetto Liberale

  4. #14
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    Vale meno, semmai! Ma non si sta parlando di questo. E comunque l'energia non si misura in grammi
    I miei grammi sono un peso morale...simbolico...di riconciliazione col mondo e l'Universo...stufo di veder uccidere le proprie creature..gli atomi..che in mostruosi macchinari..vengono martirizzati per succhiargli l'anima..che sarebbe l'energia di cui gli ingordi vanno ghiotti....
    Perchè nessuno dice che l'energia atomica è immorale..? Che viene ottenuta al prezzo dell'uccisione di atomi..? Possibile che nessuno abbia un cuore..?.. .........
    Pensate solo ai quattrini..?
    Arriverà il giorno..che il pensare all'energia atomica..sarà come pensare alla schiavitù...
    MCPA*

    *Movimento contro la predazione dell'atomo... .................
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  5. #15
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio

    Vogliamo finire seriamente di inquinare l'aria? Allora dobbiamo passare al nucleare, senza se e senza ma.
    Già..per la serie è meglio inquinati definitivamente in un colpo solo che studiare energie che non inquinano...
    Con questi cervelli..le generazioni future non ci saranno...che preferiscono beni inutili ottenuti pericolosamente ..a beni utili ottenuti tranquillamente..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  6. #16
    Fiamma dell'Occidente
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    Teniamo a precisare che con questa nostra critica noi non proponiamo di sospendere, fermare o rallentare le ricerche sulle energie rinnovabili; ricerche che potrebbero portare, in un futuro pur lontano, alla scoperta, che nessuno può naturalmente escludere, di nuovi metodi d'impiego di queste forme d’energia. Questa nostra critica invita solo a non alimentare speranze, vicine o illusorie, sulla soluzione di quel grande problema che è la situazione energetica del Paese e che ha bisogno di essere responsabilmente affrontato.

    Le chiediamo pertanto, Signor Presidente, di farsi promotore - nei modi che vorrà considerare più adeguati - di azioni che consentano la diffusione di quella informazione franca e trasparente che è condizione necessaria perché un Paese possa dirsi veramente democratico.

    Certi della Sua considerazione, porgiamo i nostri più cordiali saluti e, con l’occasione, anche i migliori auguri per le imminenti festività e il nuovo anno.


    Renato Angelo RICCI, Presidente

    Giorgio SALVINI, Presidente Onorario
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    Franco BATTAGLIA, Vice Presidente Vicario
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    Silvio GARATTINI, Direttore Istituto Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”
    Gian Tommaso SCARASCIA MUGNOZZA, Professore Emerito di Genetica Agraria, Comitato Nazionale Biotecnologie
    Giorgio TRENTA, Presidente Associazione Italiana di Radioprotezione Medica
    Paolo VECCHIA, Presidente ICNIRP
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  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    Teniamo a precisare che con questa nostra critica noi non proponiamo di sospendere, fermare o rallentare le ricerche sulle energie rinnovabili; ricerche che potrebbero portare, in un futuro pur lontano, alla scoperta, che nessuno può naturalmente escludere, di nuovi metodi d'impiego di queste forme d’energia. Questa nostra critica invita solo a non alimentare speranze, vicine o illusorie, sulla soluzione di quel grande problema che è la situazione energetica del Paese e che ha bisogno di essere responsabilmente affrontato.
    Bè..mi sembrano parole condivisibili...ferma restando l'idea che è me
    glio consumare meno..che rischiare di morire radioattivi..
    capisco morire per la patria...per questo sono a favore delle bombe atomiche..
    ma morire per la lavapiatti o il condizionatore quando non c'è bisogno..ecco..questo no...e non è codardia....
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    I miei grammi sono un peso morale...simbolico...di riconciliazione col mondo e l'Universo...stufo di veder uccidere le proprie creature..gli atomi..che in mostruosi macchinari..vengono martirizzati per succhiargli l'anima..che sarebbe l'energia di cui gli ingordi vanno ghiotti....
    Perchè nessuno dice che l'energia atomica è immorale..? Che viene ottenuta al prezzo dell'uccisione di atomi..? Possibile che nessuno abbia un cuore..?.. .........
    Pensate solo ai quattrini..?
    Arriverà il giorno..che il pensare all'energia atomica..sarà come pensare alla schiavitù...
    MCPA*

    *Movimento contro la predazione dell'atomo... .................
    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Già..per la serie è meglio inquinati definitivamente in un colpo solo che studiare energie che non inquinano...
    Con questi cervelli..le generazioni future non ci saranno...che preferiscono beni inutili ottenuti pericolosamente ..a beni utili ottenuti tranquillamente..
    il nucleare inquina?
    ma di che stai parlando?

  9. #19
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    il nucleare inquina?
    ma di che stai parlando?
    Il nucleare inquina ..e sia per le scorie..e sia per eventuali guasti a cui non si sottrae nessun congegno inventato dall'uomo....non è un problema di se..ma di quando...
    Il non volerlo considerare..indica solo una carenza di buonsenso..o di considerazione delle leggi probabilistiche....che si possono anche ignorare se ci fa comodo..ma non per questo verranno soppresse..e al momento giusto..ci faranno grattare la pera..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da willyI Visualizza Messaggio
    Caro Ronnie oggigiorno tutto quello che è attinente all'argomento "energia" o "ambiente" è fortemente mistificato per fini politici.. Anche i premi nobel si abbassano al livello della propaganda falso-ambintalista.
    Dove andremo mai a vivere quando tutto il suolo italiano sarà coperto da specchi utili per accendere qualche lampadina? Almeno un risvolto positivo c'è: tutti i lavavetri ai semafori troveranno un lavoro fisso a spese dello stato.
    A questo punto vale la pena di raccontarvela ‘sta storia.

    I paraboloni di Rubbia vengono periodicamente riciclati dai primi del ‘900, quando il primo impianto a parabole uniassiche con gli specchi di rame lucidato azionava un motore a vapore per sollevare l’acqua del Nilo e irrigare le coltivazioni di ortaggi.

    Io li ho ricliclati nel lontano 1974, quando fresco fresco di diploma andai a lavorare all’Università di Cosenza e mi misero nel neonato gruppo di ricerca sull’energia solare (entrai apposta, si chiamava “CIRAES” (Centro Interdipartimentale Ricerca Applicata Energia Solare, fondato dal “Capo” Prof. R. Visentin).
    L’Università degli studi della Calabria, ad Arcavacata di Rende, Cosenza, era in costruzione e si voleva strutturare come i Campus americani ed europei, dove i docenti facevano ricerca scientifica e tecnologica.

    Nel 1974, finito il Liceo e nel pieno dello “anno sabbatico vitellonico” che mi stavo prendendo, mio padre mi spedisce in Calabria. Alla nascente Università un suo conoscente, il Prof. R. Visentin, docente al Dipartimento di Fisica, aveva avuto approvata una ricerca applicata sull’energia solare e voleva inserire un “giovane tecnico” con ascendenze professionali su cui contare (mio padre era stato uno dei tecnici di punta del CNEN e capo della divisione “Alte Energie” dell’INFN: così cominci a lavorare, impari, e a Cosenza hai pure il tempo per studiare...) (Invece il “Capo” avrà pensato: dove non arriverà il figlio arriverà il padre....)
    E così mi hanno fregato!
    Addio nottate al Pantheon con gli amici e le motociclette grosse! Addio pomeriggi passati con la fidanzata a casa al mare! E in effetti di tempo per studiare a Cosenza ne avrei avuto parecchio!!
    Così, a ventidue anni, divento “Tecnico Coadiutore” al Dipartimento di Fisica, con contratto biennale. Ma sono fortunato: prendo servizio il 1 maggio, è festa!

    In breve eravamo in quattro, il già citato generale di corpo d’armata, tre generali di divisione (i prof. incaricati Conti, Luzzi e Santamato), e io che ero la truppa. Quindi il primo lavoro che ho fatto è stato proprio di disegnare le parabole uniassiche, farle costruire in officina, montarle, e farle funzionare.
    Proprio le stesse che adesso ha inventato Rubbia, col tubo da vuoto (che feci fare alla ditta Donati di Roma, una vetreria specializzata nel settore tecnico/scientifico), con le superfici selettive sul collettore etc. etc., e a quanto ne so io dovrebbero stare ancora nel prato davanti all’Università come archeologia solare.

    E abbiamo lavorato: tecnologia degli specchi in PMMA, collettore sotto vuoto e campagne di misura per verificare rendimenti, ottiche, superfici selettive etc.
    Poichè la tecnologia per fare le superfici selettive la escogitai io (buon sangue non mente, ispirandomi nientemeno che alla tecnologia che usavano gli etruschi per fare i vasi, il famoso “Bucchero”), strati di ossidi metallici in matrice ceramica, ebbi pure l’onore di firmare la prima pubblicazione di ricerca universitaria che ne scaturì.
    Nel frattempo avevamo interessato la Montedison e la SIR per fare le centine delle parabole in poliuretano stampato a inezione, gli specchi di plastica funzionavano benissimo etc. etc.
    In pratica stavamo mettendo a punto la tecnologia che hanno reinventato adesso. Nel 1974.

    Direi “primi al mondo”, o comunque “fra i primi al mondo”, anche se avevamo illustri precedenti.
    Con l’anno geofisico internazione del 1960 l’Italia aveva avviato, con la collaborazione dell’Aereonautica Militare, la misura della Eliofania (la mappatura della radiazione solare incidente sul territorio) e i Prof. Francia e Nebbia erano stati i precursori delle tecnologie di sfruttamento dell’energia solare.
    http://www.gses.it/pionieri/index.php

    Quindi la nostra ricerca era la naturale prosecuzione fatta nel decennio precedente e aveva trovato stimolo dalla crisi petrolifera del 1973 dovuta alla Guerra dello Yom Kippur e all’OPEC.



    (queste non sono le nostre, noi avevamo fatto un modulo da ricerca scientifica da 20 Kw, con il primo obiettivo di mettere a punto le tecnologie degli specchi, del tubo da vuoto e delle superfici selettive, e poi un modulo da 40 Kw)

    Poi al Dipartimento di Fisica, e siamo al 1977, dopo la solita lotta feroce coi lunghi coltelli, venne nominato direttore, quale pupillo di Giacomo Mancini, boss socialista di Cosenza, quel Franco Piperno, ex leader del disciolto Potere Operaio e leader dell’Autonomia Operaia, il quale pensò subito bene di dare sotto al Capo, che era democristiano e quindi nemico, di tagliargli i fondi e levargli i tecnici, cioè io, che nel frattempo ero diventato anche responsabile dell’officina meccanica interdipartimentale (modestamente, ero “er mejo”, ma fra odi e gelosie degli incompetenti/imbecilli, con frasi tipo “noi non ce l’abbiamo con te, ma è chiaro che sei venuto a rubare il posto di lavoro a un calabrese”. Effettivamente io non ero ne compagno ne calabrese).
    E quindi sarei dovuto restare a fare niente in dipartimento, o meglio, inchini e riverenze a un tanto all’ora, come diceva Trilussa.

    Ma per fortuna ad agosto avevo fatto e vinto (primo classificato, modestamente) il concorso a Frascati e a dicembre ’77 me ne sono andato, destinazione INFN, Divisione Macchine, Servizio Meccanica e Vuoto.
    Mio padre aveva avuto ragione, l’esperienza calabrese era stata fondamentale, sotto tutti i punti di vista.

    La ricerca sul Solare fu abbandonata, le competenze disperse, e un paio di anni dopo Piperno, indagato nell’inchiesta “7 Aprile” sull’Autonomia Operaia, fuggì in Canada, anzi, se ne andò il volontario esilio come D’Annunzio. Rientrato dopo nove anni di assenza ingiustificata ritrovò il suo postarello ad aspettarlo ed ora è anche felice consigliere al Comune.
    La ex moglie invece, pure lei “docente”, si beccò venti anni per banda armata (avevano fondato il gruppo “Primi Fuochi di Guerriglia” e fatto qualche attentatuccio), e graziata dopo una decina d’anni (non c’erano stati fatti di sangue)
    Il resto di quei due anni: gli esami di gruppo col 18 politico, il rifiuto di analizzare il piombo delle rotative di un giornale perchè non ci si doveva corrompere con l’industria capitalista, e di una volta che da Roma mi portarono un metallo “speciale”, messo a punto da scienziati “rivoluzzionari”: la sua strabiliante proprietà era che non si consumava mai, e avrebbe distrutto l’economia capitalista che si basava appunto sulla famosa “società dei consumi” (le automobili si consumavano per volontà dei capitalisti, non per via dell’attrito).
    Io dovevo ricavare un provino, in officina, ma senza estrarre questo misterioso metallo da un misterioso liquido in cui era immerso, e che ne garantiva le miracolose proprietà (ferraccio e acqua ragia)
    Insomma c’era anche di che divertirsi. Ma non faceva proprio per me.

    A Frascati prima di mandarmi al reparto mi hanno tenuto sei mesi in ufficio tecnico, e il mio primo lavoro è stato disegnare questo, il “Wiggler”, un magnete potentissimo che è servito a fare esperienza sugli effetti delle oscillazioni dei fasci di elettroni in orbita dentro Adone. Ora sta nel museo dell’INFN (con mio sommo orgoglio)



    A che serviva??
    http://www.infn.it/multimedia/partic...no/adafne.html


    I “paraboloni di Rubbia” allo stato attuale delle conoscenze vanno bene per come li ha progettati l’Enel, integrati in una centrale elettrica tradizionale a cui fanno risparmiare combustibile. Quindi serve una centrale elettrica in una zona ad alta insolazione, e vicino, se hai il posto, ci metti qualche megawatt di paraboloni.
    Pensare di fare 50x50 km di parabole in Italia è una stravaganza, lo possono concepire gli americani e gli australiani che hanno i deserti piatti, non noi. Ma si guardano bene dal farlo. (uno dei problemi irrisolti è che nel deserto soffia il vento carico di sabbia, e ti smeriglia gli specchi, e li butti, un altro è che sempre il vento ti fa entrare in risonanza le parabole e le sfascia, etc. etc.)

    Un altro limite delle parabole uniassiche è che devono essere allineate, e quindi preparare il terreno può costare più delle parabole stesse. Se poi il terreno ti si muove anche di poco nel corso degli anni hai un ammasso di bandoni da buttare (i primi a rompersi sono i tubi di vetro, io ne ho rotti una ventina e il nostro modulo era lungo appena dieci metri, il secondo venti metri).

    Il sistema di accumulo del calore a sali liquidi va benissimo, ma non serve “a far funzionare il sistema anche di notte” (è ridicolo, se il sole non c’è il sistema non può raccogliere energia), serve a dare la necessaria inerzia termica al sistema, perchè se tu hai il tubo a 500 gradi e passa una nuvoletta la temperatura scende in picchiata e ti si blocca tutto.

    Insomma, ricerca va bene, fare l’impianto pilota va bene, fare esperienza va benissimo, impiegare giovani ingegneri e tecnici sulle fonti rinnovabili invece che tenerli nei call center è perfetto.
    L’importante è che non si spaccino queste cose come la soluzione del problema energetico.

    Certo, se non si buttava nel cesso quello che avevamo cominciato a fare fin dal 1974, forse stavamo un pochino più avanti! Ma quando ti intruppi coi "rivoluzzionari" sei fritto.
    Di quel tempo mi sono rimasti gli splendidi Ray Ban fotocromatici che feci pagare all’Università e che mi servivano “assolutamente” per stare in terrazza a fare le misure, e per andare in motocicletta.

    Insomma, i paraboloni di Rubbia li avevo già fatti io

 

 
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