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  1. #41
    per il centro-sinistra
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    vorrei ricordare ai presenti che chi scrive..non per mettersi medaglie..
    sulla Cina si è confrontato direttamente con dirigenti comunisti ricevuti ripetutamente dal PCC e da ministri della repubblica popolare..
    Chi scrive è inoltre un docente, uno storico professionale, uno studioso del movimento operaio..nonchè della filofofia politica in generale...con tutti i titoli

    pretendo di non essere coinvolto in queste beghe da copia e incolla ...o in gare a chi conosce i classici..
    studiamo i dati economici e la realtà..e facciamo analisi..
    partiamo dalal realtà... non dai copia e incolla

  2. #42
    assiduo luceat igne
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    Chi scrive ha studiato e letto lenin ininterrottamente dall'età di 15 anni...
    penso di conoscerlo..
    cercater d ismetterla.
    Certo che modo singolare di argomentare le proprie tesi anche di fronte ad una citazione di Lenin.

    "Il capitalismo di Stato rappresenterebbe un passo avanti rispetto allo stato attuale delle cose nella nostra Repubblica Sovietica. Se, per esemoio, fra sei mesi si instaurasse da noi il capitalismo di stato, ciò sarebbe un enorme successo e rappresenterebbe la più sicura garanzia che fra un anno il socialismo sarebbe da noi definitivamente consolidato e reso invincibile" Citazione tratta da "Il compito prinipale dei nostri giorni. Sull'infantilismo di sinistra e sullo spirito piccolo borghese". Correva l'anno 1918.
    Anno 1921 discorso sulla NEP da "Sull'imposta in natura":
    "Impiantando il capitalismo di stato sottoforma di concessioni, il potere sovietico rafforza la grande produzione contro la piccola.. rafforza i rapporti economici regolati dallo Stato econtro quelli anarchici piccolo-borghesi". A dimenticavo.. parole di Lenin.

  3. #43
    per il centro-sinistra
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    Impiantando il capitalismo di stato sottoforma di concessioni, il potere sovietico rafforza la grande produzione contro la piccola.. rafforza i rapporti economici regolati dallo Stato econtro quelli anarchici piccolo-borghesi". A dimenticavo.. parole di Lenin.
    fase..si chiama fase..e tattica..
    capisci che è diverso dal definire i paesi socialisti paesi a capitalismo di stato ?
    ripeto il marxismo non lo contempla come categoria...
    lo adotta o lo ha adottato..o lo adottera come passaggio in determinate fasi dell osviluppo storico..inevitabilmente

    se non capite non è colpa mia

  4. #44
    assiduo luceat igne
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    A me pare che lo stesso Lenin definisca la Repubblica Sovietica un paese a capitalismo di stato, poi possiamo discutere su se questa fosse una fase o meno, ma negli anni della NEP fu proprio lui a parlare di capitalismo di stato.

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Per meccanismi capitalisti cosa intendi? Se intendi il mercato, per Deng non è un meccanismo capitalista. Veramente non lo era nemmeno per Stalin che nei Problemi economici del socialismo in URSS sostiene che il mercato è una tecnica in se neutra. Chi sostiene che il mercato è sparito nei paesi socialisti dice Stalin prende un grande abbaglio. Deng dice di più, la pianificazione è stata usata dai paesi capitalisti come dai paesi socialisti, lo stesso dicasi del mercato. Quindi il mercato di per sè è un elemento comune al capitalismo e al socialismo.
    Ovviamente accanto ad una economia socialista predominante esiste anche una economia capitalista di cui ho già parlato. I cinesi ritengono di essere nella prima fase (dunque arretrata) del socialismo. Questo lo dicono apertamente come non si nascondono che tra Shanghai che ormai ha un livello di vita occidentale e le provincie dell'interrno ci sia un gap. Però attennzione la Cina di Mao non era affatto egualitaria come si pensa. L'indice Gini per aree omogenee era pari a 2,5. Ossia il 10% della popolazione che guadagnava di più aveva un reddito 2 volte e mezzo superiore al 10% che guadagnava di meno. Ora questo indice è salito al 3,5 però un cinese ricco ai tempi di Mao sarebbe più povero al confronto del 10% più povero di adesso!!!
    In ogni caso in Cina gli stipendi aumentano 5 volte di più che negli USA (tolta l'inflazione). Non faccio il confronto con l'Italia perchè ho persino il dubbio che in Italia aumentino veramente.
    dunque, io non ho mai affermato che la cina di mao fosse egualitaria, tuttaltro. più che altro facevo sommessamente notare come la cina attuale usi dei sistemi capitalisti. oppure deng aveva preso una botta in testa quando diceva che preferiva le contraddizioni del capitalismo alla cotnraddizione di avere un paese che moriva di fame?

  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da Kowalsky Visualizza Messaggio
    dunque, io non ho mai affermato che la cina di mao fosse egualitaria, tuttaltro. più che altro facevo sommessamente notare come la cina attuale usi dei sistemi capitalisti. oppure deng aveva preso una botta in testa quando diceva che preferiva le contraddizioni del capitalismo alla cotnraddizione di avere un paese che moriva di fame?
    Non so se Deng abbia mai detto una cosa del genere. Deng diceva che solo il socialismo salverà la Cina. Io di sicuro preferisco un capitalismo in cui si mangia che un socialismo in cui si muore di fame.
    Uno dei fatti principali del secolo scorso è che un paese in cui il 60% dei cittadini vievava nella povertà in senso relativo è 250 milioni vivevano nella povertà assoluta (cioè non riuscivano a soddisfare i bisogni essenziali) nel giro di 30 anni ha ridotto la povertà assoluta a 20 milioni e quella relativa all'8% ossia più bassa di USA e Italia.. E' merito del capitalismo? Allora evviva il capitalismo...ma Deng sostiene che è merito unicamente del socialismo!!!

  7. #47
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    Il punto non è quello che Deng abbia detto (a parte il fatto che il governo cinese afferma tranquillamente di vivere in un socialismo...di mercato!) ma quale sistema sociale è vigente in quel paese.
    In Cina valgono tutte le leggi del capitalismo, c'è la proprietà privata dei mezzi di produzione, c'è la sperequazione sociale (in aumento!), esiste il profitto privato, ecc... il fatto che al governo ci sia un partito che si definisce comunista non sposta di una virgola la questione... ai tempi di Mao la situazione era ben diversa.

  8. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da Tyrion Visualizza Messaggio
    Il punto non è quello che Deng abbia detto (a parte il fatto che il governo cinese afferma tranquillamente di vivere in un socialismo...di mercato!) ma quale sistema sociale è vigente in quel paese.
    In Cina valgono tutte le leggi del capitalismo, c'è la proprietà privata dei mezzi di produzione, c'è la sperequazione sociale (in aumento!), esiste il profitto privato, ecc... il fatto che al governo ci sia un partito che si definisce comunista non sposta di una virgola la questione... ai tempi di Mao la situazione era ben diversa.
    Per risponderti dovrei ripetermi..e cioè dire che il socialismo e il mercato hanno sempre convissuto in tutti i paesi socialisti conosciuti da Cuba alla Cina di Mao.
    Ho fatto vari esempi negli interventi in questo stesso 3d. Anzi questa non è nemmeno una idea originale di Deng.
    Sulla situazione macroeconomica della Cina sono intervenuto troppe volte per irpetermi ancora.

  9. #49
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    anno 2006, i risultati dal controllo macroeconomico SULLO SVILUPPO


    2007-01-29


    Il 2006, primo anno dell' "11° piano quinquennale dell'economia nazionale e dello sviluppo sociale", volge ormai al termine. Durante questi 12 mesi le due parole chiave che hanno destato maggiore attenzione dell'economia cinese sono state "crescita rapida" e "controllo macroeconomico". Nell'odierno programma, vi condurremo a conoscere quali sono stati i risultati ottenuti nel controllo macroeconomico del 2006.

    Il 15 novembre la Banca del Popolo cinese, la Banca Centrale della Cina, ha innalzato di 0,5 punti percentuali il tasso dei fondi di riserva del deposito delle banche commerciali, fino al 9%. Tale provvedimento costituisce il terzo innalzamento del tasso dei fondi di riserva del deposito da parte della Banca centrale nel 2006, e il margine di aumento totale ha raggiunto l'1,5%. Inoltre, la Banca ha innalzato successivamente per due volte il tasso di interesse. Un controllo economico attraverso l'adozione di politiche monetarie così frequenti e consecutive non ha precedenti esempi nella storia in Cina.

    L'economia cinese del 2006 può essere definita "rovente": il Pil cinese nel primo trImestre è aumentato del 10,3%, mentre nei primi tre trImestri ha toccato il 10,7%. Il rendimento delle imprese industriali è sempre più in salita, e le spese per i consumi dei cittadini sono in stabile aumento. Tuttavia, si nascondono anche alcuni rischi dietro alla rapida crescita economica: i problemi come gli eccessivi crediti, il rapido aumento degli investimenti e la crescita del bilancio commerciale in attivo hanno permesso all'economia cinese di affrontare i rischi della carenza di materie prime e risorse energetiche e l'inflazione.

    In un'intervista concessa ai giornalisti, il ricercatore dell'Istituto di ricerca sulla finanza dell'Accademia delle Scienze sociali cinese Yin Jianfeng ha detto che le politiche monetarie come i fondi di riserva costituiscono una rilevante caratteristica del controllo macroeconomico del 2006, mirante a reprimere l'aumento eccessivamente rapido degli investimenti.

    "Le banche commerciali hanno pieni motivi per concedere crediti. I crediti, infatti, costituiscono la fonte principale dei capitali per gli investimenti. Al fine di reprimere l'impulso a concedere crediti da parte delle banche commerciali e l'alto tasso di aumento degli investimenti, la Banca del Popolo ha successivamente applicato politiche per l'innalzamento dei fondi di riserva, lanciando un forte segnale alle banche commerciali e ai soggetti degli investimenti: nel momento della comparsa del surriscaldamento economico, le autorità del controllo macroeconomico adotteranno sicuramente rigorose misure per risolvere il problema".

    Il settore immobiliare costituisce uno degli ambiti principali per il consistente aumento degli investimenti nei capitali fissi cinesi. Sin dall'inizio del 2006, i prezzi immobiliari delle varie città cinesi sono costantemente aumentati, e ciò ha stimolato il rapido incremento degli investimenti immobiliari e dei crediti per l'abitazione, dietro ai quali si nascondono enormi rischi finanziari. Nel contempo, gli alti prezzi immobiliari hanno cambiato la vita del popolo. L'abitante di Qingdao Zhang Ke un tempo amava viaggiare, ma dopo d'acquisto della nuova casa, poichè l'importo della rata mensile per saldare il credito ha ormai superato il suo reddito, è stato costretto a rinunciare alla sua passione per i viaggi.

    "In passato sono andato con amici a Xi'an, Dalian, Weihai e Pechino. Ora usciamo poco, preferiamo ritrovarci a pranzo a casa tra amici, così da risparmiare un po' di soldi".

    I prezzi immobiliari in costante aumento hanno destato l'alta attenzione del governo cinese, e i dipartimenti relativi hanno applicato successivamente sei misure di controllo come l'innalzamento della struttura dell'offerta di abitazioni piccole e medie, regolando rigorosamente le condizioni del credito alle imprese immobiliari e l'imposizione fiscale per le transazioni dell'usato. Nell'ambito della lotta alle operazioni speculative immobiliari, cambiare la struttura di offerta di case e rafforzare la garanzia di abitazione alle masse di medio e basso reddito sono i problemi da risolvere nel controllo macroimmobiliare di quest'anno.

    I risultati delle misure di controllo macroeconomico sono evidenti. Fino al novembre scorso, il ritmo di crescita dei crediti in RMB è stato inferiore allo stesso periodo del 2005 per tre mesi consecutivi, e la tendenza al rapido aumento dei crediti si è attennuata. A partire dal luglio scorso, gli investimenti nei capitali fissi urbani hanno smesso di tendere al costante aumento come si era verificato a partire da aprile, e il tasso di crescita è gradualmente crollato, così che il margine di aumento dei prezzi immobiliari di 70 città del paese ha visto un fondamentale controllo.

    Nel 2006 il consumo ha svolto un ruolo più evidente nella promozione della crescita economica, in particolare nel contesto in cui il governo cinese ha applicato politiche di innalzamento della soglia delle imposte sul reddito individuale e di rafforzamento della garanzia delle cure mediche e degli investimenti nell'istruzione obbligatoria. I consumi dei cittadini cinesi per quanto riguarda l'abitazione, l'automobile, le comunicazione, il computer e l'istruzione hanno conosciuto un incremento. Si prevede che nel 2006 le vendite al minuto degli articoli di consumo sociale raggiungeranno 7500 miliardi di RMB, con un aumento di circa il 13%.

    Il direttore generale della Società per la vendita automobilistica di Tianjin Song Mingjun ritiene che i cinesi spendano sempre più soldi nell'acquisto delle auto:

    "Sempre più salariati hanno cominciato a comprare auto di tipo economico. Inoltre abbiamo rilevato che gli utenti delle campagne sono in costante aumento, in particolare in alcune zone rurali con un buon livello di sviluppo dell'industrializzazione".

    Tuttavia, attualmente, la forza propulsiva principale dell'economia cinese consiste ancora negli investimenti. Nei primi tre tremestri, il contributo degli investimenti alla crescita economica ha raggiunto il 49,9%, mentre quello dei consumi ha occupato solo il 35,7%. L'imperfetto meccanismo della previdenza sociale stimola la prudenza nei confronti dei consumi dei cinesi.

    Riguardo tale situazione, durante la conferenza sul lavoro economico del governo centrale tenutasi poco fa, si è avanzato che occorre impegnarsi ad elevare i redditi ed il potere di consumo dei cittadini, ed in particolare dei contadini, e prestare alta attenzione all'occupazione delle famiglie la cui totalità dei membri sono disoccupati. Nel contempo, occorre allargare stabilmente la proporzione dei beneficiari di medio reddito, rafforzare l'amministrazione dell'imposizione fiscale, regolare efficentemente i redditi eccessivamente alti e intensificare la supervisione della distribuzione delle retribuzione nei settori monopolizzati.

    Il vice direttore dell'Istituto di ricerca in macroeconomia della Commissione statale per lo sviluppo e la riforma cinese Ma Xiaohe ha analizzato che l'ulteriore ampliamento dei consumi dei cittadini, in particolare dei contadini, e l'accelerazione dello sviluppo della causa sociale e dei servizi pubblici delle zone rurali diventerà la questione chiave per l'allargamento del consumo interno:

    "Attualmente il divario tra città e campagne del paese si riflette principalmente nella costruzione delle infrastrutture; le strade, gli impianti per la fornitura di acqua, elettricità e gas e le comunicazioni nelle zone rurali non sono sufficienti rispetto alle città. Il miglioramento della costruzione infrastrutturale è in grado di ridurre evidentemente i costi dello sviluppo dei contadini".

    Sebbene nel 2006 il controllo macroeconomico abbia ottenuto alcuni risultati, attualmente l'impulso degli investimenti in alcune zone cinesi è ancora forte, ed esistono anche pressioni per un ulteriore allargamento dei crediti. Nel 2007, quindi, i punti prioritari del controllo macroecnomico cinese consistono nel mantenere il coordinamento fra consumi, investimenti ed esportazioni e nel perseguire la qualità e l'efficienza della crescita economica. Inoltre, vale la pena di notare che durante il primo dialogo strategico sull'economia Cina-USA, il vice premier cinese Wu Yi ha affermato che nei prossimi cinque anni la Cina ridurrà l'intervento diretto del governo sulla disposizione delle risorse e l'andamento microeconomico, rafforzerà la funzione dei servizi pubblici forniti dal governo e istituirà un sistema per il controllo macroeconomico incentrato sul controllo indiretto. Questi provvedimenti potrebbero diventeranno una nuova direzione per il controllo macroeconomico cinese.

 

 
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