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  1. #91
    Qui Quoerit Paperinik
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    Ah perché, presuntuoso analfabeta, verdi news sarebbe un'agenzia di stampa?

  2. #92
    Breiner252
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    Ma lascia stare Keiros...cosa vuoi discutere con questo mona...proprio perchè ho letto gli articoli, mi sono messo a ridere e l'ho chiamato coglione.
    I giornalisti non sanno nulla e dicono cazzate, lo dimostrano gli articoli sopracitati, lo dimostra una rticolo di poche settimane fa di Panorama in cui si parlava di "nuove Cernobyl in Lituania"...senza sapere che gli RBMK sono stati tutti presi per mano...

  3. #93
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    Notizie Ansa



    Giappone:svelato incidente nucleare


    Avvenuto nel 1999, non aveva avuto conseguenze


    (ANSA) - TOKYO, 15 MAR - Un pericoloso incidente nucleare, privo di conseguenze, e' avvenuto in una centrale giapponese nel 1999 ed era stato tenuto segreto. Lo hanno rivelato a Tokyo fonti del ministero dell'Economia, precisando che il reattore, situato nella prefettura di Shiga, entro' in uno stato critico per una reazione avviatasi durante una sperimentazione a causa di un errore commesso nel movimentare il combustibile.Non vi furono perdite radioattive ma il sistema di spegnimento automatico non funziono'.
    Giappone, aziende elettriche ammettono incidenti nucleari
    lunedì, 19 marzo 2007 10.09
    Versione per stampa

    TOKYO (Reuters) - Più di un'azienda elettrica giapponese ha ammesso oggi di aver taciuto alcuni incidenti nucleari che coinvolgono barre radioattive avvenuti nelle loro centrali.

    Esperti dell'industria sostengono che entro la fine del mese potrebbero venire alla luce altri incidenti nucleari, grazie alla richiesta avanzata lo scorso novembre dal ministero del commercio di indagare sui dati raccolti nel passato da tutte le centrali nucleari del paese e di fornire un reso conto completo al governo entro la fine di marzo

    "Non penso che questa sia la fine della storia", ha detto un analista del settore che ha parlato in condizione di anonimato. "E' molto probabile che verremo a sapere di altri casi come questo".

    La terza azienda elettrica giapponese, Chubu Electric Power, ha detto che l'incidente è avvenuto al reattore nucleare numero 2 della centrale di Hamaoka, nel Giappone occidentale nel maggio 1991, mentre la centrale era chiusa per un'ispezione.

    La quarta azienda elettrica, Tohoku Electric Power, ha ammesso che una cosa simile era successa anche al suo reattore numero 1 dell'impianto di Onagawa nel luglio 1988 mentre era chiusa per ispezioni.

    Oggi le aziende sono obbligate a riferire qualsiasi incidente, ma questo non era il caso nel 1988 e nel 1991.

    Le nuove ammissioni seguono altre fatte la settimana scorsa da Hokuriku Electric Power, che ha cercato di insabbiare un simile incidente avvenuto nel 1999.

    Chubu Electric ha negato di aver voluto nascondere l'incidente del 1991.

    "Non c'è stato tentativo di copertura né di falsificazione dei dati in questo incidente", ha detto in una conferenza stampa Mitsunori Ueda, manager di Chubu Electric. Ueda sostiene che l'incidente fosse stato di natura minore e che l'azienda non abbia pensato che fosse necessario renderlo noto.

    Nessun funzionario dell'agenzia nucleare statale è stato disponibile per rilasciare un commento.

    © Reuters 2007. Tutti i diritti assegna a Reuters.

    Senti...impara a leggere e non parlare di cose più grandi te...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  4. #94
    Qui Quoerit Paperinik
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    Grave incidente nucleare in Inghilterra.

    Fonte: VERDI News

    Ma vai in mona. Sarei tentato di metterti nella lista ignorati, ma non posso permettere che tu ammorbi impunemente i lettori con le tue stronzate apocalittiche.

  5. #95
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    Citazione Originariamente Scritto da Keiros Visualizza Messaggio
    Grave incidente nucleare in Inghilterra.

    Fonte: VERDI News

    Ma vai in mona. Sarei tentato di metterti nella lista ignorati, ma non posso permettere che tu ammorbi impunemente i lettori con le tue stronzate apocalittiche.



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    Il Nucleare nel Regno Unito

    Informazioni Generali
    Il Regno Unito fa parte, insieme a Francia e Finlandia, al gruppo dei paesi che ha deciso, per il momento, di continuare ad utilizzare l'energia nucleare.
    Il regno Unito conta oggi sedici reattori nucleari, ma il governo di Tony Blair è da tempo sotto pressione da parte delle industrie elettriche per la costruzione di nuove stazioni.
    Le nuove centrali, dicono i magnati inglesi dell'elettricità, permetterebbero all'Inghilterra di non incorrere nel rischio di carenza di fonti energetiche pe ril futuro.





    Incidenti Nucleari
    Il più grave incidente nucleare mai avvenuto in Europa è accaduto proprio nel Regno Unito, in quello che si chiama oggi lo stabilimento di Sellafield.Costruita per dotare l'Inghilterra di una bomba atomica, la centrale britannica prese fuoco nel 1957, portando ad un volume di radioattività nei territori circostanti pari a quella intorno a Chernobyl. Da quel giorno, continue sono le rimostranze dell'Irlanda per la chiusura della centrale, che è a solo 60 miglia dalla costa irlandese.


    Questi gli incidenti in Gran Bretagna negli anni novanta:
    1990 Infiltrazione di sodio nel reattore di Dounreay.
    1991 Un errore umano causa un incendio nella stazione nucleare di Hinkley.
    1992 Avaria tecnica alla stazione di Sizewell.
    1993 Malfunzionamento della stazione nucleare di Wylfa.
    1995 Spegnimento di un reattore dovuto all'infiltrazione di liquido refrigerante nella satzione nucleare di Hartlepool.




    Anche Tiscali è al servizio dei Verdi..?
    Mi sa che il cervello lo hai già in dimezzamento radioattivo...
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    (la via diretta non è la più breve)

  6. #96
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    Ma tu hai un rigetto congenito per la serietà o sei semplicemente stupido? ti pare che quattro righe di Tiscali che non riportano una sola misura sperimentale, ma soltalto il peurile paragone con Chernobyl, servano a dimostrare qualcosa?

  7. #97
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    Citazione Originariamente Scritto da Keiros Visualizza Messaggio
    Ma tu hai un rigetto congenito per la serietà o sei semplicemente stupido? ti pare che quattro righe di Tiscali che non riportano una sola misura sperimentale, ma soltalto il peurile paragone con Chernobyl, servano a dimostrare qualcosa?

    Basta..secondo me ci fai e ci sei....



    Esercitazione d'emergenza generale 2003: simulazione d'incidente nella centrale nucleare di Beznau
    8044 Zurigo/Spiez, 17 marzo 2003

    Esercitazione d'emergenza generale 2003: simulazione d'incidente nella
    centrale nucleare di Beznau
    Guarda che gli svizzeri..le esercitazioni...le fanno perchè è possibile che avvenga un incidente..non per divertimento...
    Se non ci fossero rischi..pezzo di salame...le esercitazioni neanche le farebbero...arrivi a capirlo..oppure no...?

    Oppure neanche questa è una prova..della loro pericolosità..?
    Come saprai..le esercitazioni si fanno quando i pericoli non ce ne sono......e in Svizzera..sono famosi per perdere soldi e tempo...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
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  8. #98
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Basta..secondo me ci fai e ci sei....





    Guarda che gli svizzeri..le esercitazioni...le fanno perchè è possibile che avvenga un incidente..non per divertimento...
    Se non ci fossero rischi..pezzo di salame...le esercitazioni neanche le farebbero...arrivi a capirlo..oppure no...?

    Oppure neanche questa è una prova..della loro pericolosità..?
    Come saprai..le esercitazioni si fanno quando i pericoli non ce ne sono......e in Svizzera..sono famosi per perdere soldi e tempo...
    Ho capito qual è il tuo problema: non riesci a leggere le scritte in piccolo. Te lo scrivo in grande, chissà che questa volta tu non capisca.

    Esistono dei rischi connessi alla produzione di energia elettrica tramite la fissione nucleare; questi rischi sono accettabili nel rapporto con i benefici che ne derivano. Per ridurre al minimo la possibilità di incidente si adottano le debite precauzioni, quali per esempio far eseguire al personale addetto regolari esercitazioni che lo rendano pronto ed efficente in caso di emergenza.

  9. #99
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    Questa è la versione .html del file contenuto in http://www.europarl.europa.eu/stoa/p...0001701_it.pdf.
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    Page 1
    ITBozza della relazione finaledi WISE PARISper il Gruppo STOASommario Esecutivo e Conclusioni generaliPE n. 303.110 ottobre 2001I POSSIBILI EFFETTI TOSSICI DERIVANTI DAGLIIMPIANTI DI RITRATTAMENTO NUCLEARE DISELLAFIELD E CAP DE LA HAGUESellafield e Cap de la Hague1. IntroduzioneLo scopo principale della presente relazione èfornire un aiuto alla Commissione per le petizionidel Parlamento europeo nel suo esame dellapetizione 393/95 presentata dal Dr. W. Nachtwey.La petizione esprime preoccupazione per gliscarichi radioattivi degli impianti di ritrattamentonucleare di Sellafield nel Regno Unito e di LaHague in Francia, e per i loro possibili effettinegativi sulla salute. A sei anni dallapresentazione della petizione, le principalipreoccupazioni del firmatario continuano adavere rilevanza. La presente relazione concludeche gli scarichi derivanti dagli impianti diritrattamento costituiscono una problematica diimportanza cruciale che merita di essere vagliatadalla Commissione. Essa conclude altresì che lepreoccupazioni espresse dal firmatario in meritoagli scarichi radioattivi di Sellafield e di La Haguesono in generale giustificate.La relazione illustra prove e dati relativi a:•gli scarichi radioattivi dei siti di Sellafield eLa Hague;•le relative concentrazioni di nuclidi neimezzi ambientali, alimenti compresi;•le dosi radioattive degli scarichi di nuclidiassorbite da gruppi critici in prossimità deisiti;•effetti negativi sulla salute riscontrati inprossimità dei due siti; e•la somma delle dosi derivanti dagliscarichi di nuclidi.La relazione esamina altresì una serie diproblematiche attuali in materia di radiobiologiache riguardano le ripercussioni sulla salutedell'esposizione a radiazioni ionizzanti, inparticolare a livello genetico e sullo sviluppointrauterino.Inoltre, in ottemperanza alla normativacontrattuale, la relazione analizza altri importantifattori che potrebbero influenzare le decisionifuture in materia di ritrattamento, offrendoinformazioni sul quadro giuridico, sulla storiaoperativa degli impianti e sulle argomentazionieconomiche a favore del ritrattamento rispettoalle alternative disponibili per la gestione delcombustibile nucleare irraggiato. La relazionepropone anche suggerimenti di natura politicache tengono conto delle conoscenze attuali edelle incertezze in termini di valutazione delrischio, nonché della disponibilità di alternative alritrattamento per quanto concerne la gestione delcombustibile irraggiato.2. Situazione e problematiche relative alritrattamentoSolo una percentuale compresa tra il 5 e il 10%della produzione mondiale annua di combustibileirraggiato è sottoposta a ritrattamento, mentre larestante quantità è immagazzinata in un depositoin attesa dello smaltimento finale. I maggioricentri mondiali di ritrattamento commercialerestano Sellafield nel Regno Unito e La Hague inFrancia. Il ritrattamento comporta la dissoluzionedel combustibile nucleare irraggiato in acidonitrico concentrato bollente, seguito dallaseparazione fisico-chimica dell'uranio e delplutonio. Questi processi fisico-chimici generanomolteplici correnti di scorie. Mentre una parte discorie è trattenuta e condizionata, ingenti volumidi scorie liquide e gassose sono liberatenell'ambiente. Le operazioni di ritrattamentocomportano la fuoriuscita di volumi di radioattivitàdi gran lunga superiori a quelli delle altre attivitànucleari, solitamente con coefficienti chesuperano di parecchie migliaia quelli dei reattorinucleari.3. Quadro giuridico internazionale ed europeoLa relazione fornisce una breve sintesi deiprincipali organi internazionali impegnati sulfronte dell'elaborazione di criteri internazionali inmateria di nucleare e presenta le principaliConvenzioni internazionali relative alritrattamento nucleare.
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    Page 2
    PE n. 303.110 - ottobre 2001Sellafield e Cap de la HagueSellafield e Cap de la Hague2La Convenzione OSPAR sulla protezionedell'ambiente marino dell'Atlantico nordorientale,di cui la Commissione europea è partecontraente, è particolarmente pertinente alleattività di ritrattamento. La Commissione OSPARha sottolineato il suo impegno a favoredell'applicazione del principio precauzionale, ilprincipio "chi inquina paga" e dell'applicazionedelle migliori tecniche disponibili (Best AvailableTechniques - BAT) e le migliori prassi ambientali(Best Environmental Practice - BEP), comprese,nei casi in cui siano indicate, le tecnologie pulite.Nella riunione di Sintra del 1998, i Ministriconvenuti sono stati concordi sulla necessità diridurre l'inquinamento marino “con l'obiettivofinale di ricondurre le concentrazioninell'ambiente ai livelli simili a quelli di fondonaturali per le sostanze presenti in natura e alivelli prossimi allo zero per le sostanza sinteticheprodotte dall'uomo", sottolineando l'importanzadel principio precauzionale nell'ambito di questoprogetto. Degno di nota è inoltre il fatto chel'impegno sia volto a raggiungere concentrazionia livelli prossimi allo zero nell'ambiente, nonpuramente nelle concentrazioni presenti negliscarichi. Alla riunione di Copenhagen del giugno2000, la Commissione OSPAR ha votatoall'unanimità (con le astensioni del Regno Unito,della Francia e della Commissione europea)affinché fossero riviste le autorizzazioni relativeagli scarichi “con l'obiettivo, inter alia, di:applicare l'opzione di non ritrattamento (peresempio lo stoccaggio a secco).”Il trattato Euratom fornisce la base su cui fondarela regolamentazione europea del settorenucleare. Nell'articolo 34 gli Stati membri sonoinvitati a richiedere l'opinione della Commissioneeuropea prima di compiere“esperimentipericolosi”. Secondo la Commissione, a normadell'articolo 34, la Francia non ha richiesto ilparere della Commissione relativamente alleattività di La Hague; lo stesso dicasi per il RegnoUnito in relazione alle attività di Sellafield.Conclusioni sugli “Esperimenti pericolosi”Gli Stati membri Regno Unito e Francia nonhanno apparentemente rispettato l'articolo 34 deltrattato Euratom in quanto non hanno mairichiesto il parere della Commissione europea, anorma di detto articolo, sulle loro attività nei siti diSellafield e La Hague.L'articolo 35 del trattato Euratom conferisce dirittidi controllo alla Commissione europea per laverifica del funzionamento e dell'efficienza degliimpianti di monitoraggio presso le strutturenucleari. Ciononostante, un'unica missione diverifica è stata compiuta a Sellafield nel 1993 esuccessivamente a La Hague nel 1996. Dettemissioni sono attualmente consideratesorpassate. Inoltre, sembrerebbe che laCommissione dipenda fortemente dalleinformazioni fornite dagli Stati membri. E'altrettanto impossibile stabilire con certezza se laCommissione sia in grado di determinare, comeprevisto a norma dell'articolo 37, se le attività diritrattamento possano determinare lacontaminazione radioattiva dell'acqua, del suoloo dello spazio aereo di un altro Stato membro.Oltre a dipendere dalle informazioni degli Statimembri, la Commissione assegna un organicoestremamente limitato alla valutazione deiprogetti nucleari (2 mesi-persone nel caso degliimpianti di ritrattamento).Conclusioni sulle responsabilità dellaCommissione europea a norma dell'articolo35 del trattato EuratomLe attività di verifica della Commissione fanno unuso inefficace dei diritti di controllo della stessasugli impianti di monitoraggio. Le dichiarazioni diimpegno della Commissione relativamente almonitoraggio di Sellafield e La Hague non sonosostenute da dati credibili. Va osservato tuttaviache la Commissione sta attualmente rivedendo leproprie attività di verifica.La Commissione non è apparentemente in gradodi garantire il rispetto dei principi fondamentali disicurezza per quanto concerne gli impianti di LaHague e Sellafield né di determinare se le attivitàdi ritrattamento possano determinare lacontaminazione dell'acqua, del suolo o dellospazio aereo di altri Stati membri.4. Valutazione dei rischi delle emissioniradioattiveGli scarichi radioattivi dei due sopracitati siti sonoingenti e sono di fatto classificati tra le maggiorisorgenti antropogeniche di radioattività nelmondo. Come tali, essi costituiscono per laCommissione un ragionevole motivo di indagine.I nuclidi emessi nell'atmosfera e nell'ambientemarino comportano la contaminazione dellecatene alimentari attraverso vari percorsi. Gliindividui della popolazione possono assorbiredosi radioattive anche a seguito dell'immersionein aerosol radioattivi, dell'inalazione di gasradioattivi e di particelle di materia, nonché acausa della lucentezza dei depositi di nuclidi sulterreno.Per stimare le dosi radioattive delle emissioni dinuclidi assorbite dai membri di gruppi criticiresidenti nelle vicinanze di impianti nucleari sonostati progettati vari modelli computerizzati. Le
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    Page 3
    PE n. 303.110 - ottobre 2001Sellafield e Cap de la HagueSellafield e Cap de la Hague3dosi così calcolate sono impiegate perregolamentare gli scarichi degli impianti nucleari.Quest'approccio protegge tuttavia gli individui manon le popolazioni. L'impiego di dosi collettive èstato pertanto regolamentato da vari organiinternazionali, compresa la Commissioneeuropea, nell'ambito della Direttiva sui principifondamentali di sicurezza (96/29). Un importante,teorico sostegno in questa direzione si è avutocon l'approvazione da parte della comunitàscientifica del modello LNT (Linear No-Threshold)per gli effetti negativi sulla salute provocati dalleradiazioni. Detto modello indica che non esiste unlivello di esposizione alle radiazioni al di sotto delquale non si verifichino conseguenze: i rischicontinuano con la diminuzione delle dosi fino alladose zero. Anche la dose più piccola possibile,ovvero un fotone che attraversa il nucleo dellacellula, comporta il rischio di cancro. Sebbene sitratti di un rischio estremamente limitato, è pursempre un rischio finito.Le stime della dose collettiva dipendonofortemente dall'entità della popolazione in esamee dalla scala temporale impiegata. Vi èdiscordanza di opinioni circa quali popolazioni escale temporali debbano essere impiegate.Tenuto conto delle lunghissime emivite di alcuniradionuclidi emessi dagli impianti di ritrattamento(per esempio iodio-129, 16 milioni di anni) e laloro distribuzione globale, non dovrebberoesservi limiti temporali né le valutazioni sulle dosidovrebbero essere globali. Non vi è motivo percui le future generazioni o le popolazioni piùdistanti debbano essere meno protette delleattuali generazioni che vivono nei pressi degliimpianti.I raffronti fra le dosi derivanti da attività nucleari equelle indotte da radiazioni di fondo naturali nonsono attendibili in quanto, inter alia, omettono diindicare l'impatto sulla salute delle radiazioni difondo. E' stato stimato che le radiazioni di fondonaturali provocano ogni anno a circa 6.000 –7.000 morti per cancro nel Regno Unito e unanalogo numero di vittime in Francia.Conclusioni sulle stime delle dosiAl fine di valutare il rischio posto dalle emissionidi vasta portata di radionuclidi nell'ambiente, oltrealle stime delle dosi assorbite dai gruppi critici,dovrebbe essere calcolata anche la dosecollettiva, per tenerne conto nel corso di decisioniriguardanti il funzionamento ininterrotto degliimpianti di ritrattamento.5. Studio del caso di SellafieldTra il 1965 e la fine dell'anno 2000, circa 26.000tonnellate di combustibile gassoso irraggiato abase di grafite sono state ritrattate dall'impiantoB205 di Sellafield. Circa 3.000 tonnellate dicombustibile irraggiato da reattori ad acqualeggera sono state ritrattate a THORP dal 1994.Sulla base dei contratti vigenti e dei tassi diproduttività annuale, ambedue gli impiantidovrebbero essere chiusi entro i prossimi 10 annio prima.Sebbene le emissioni gassose di gran parte deinuclidi di Sellafield non siano variate in modorilevante dagli anni settanta, le emissioni di iodio-129 sono aumentate di ben 10 volte. Le emissioniradioattive marine di carbonio-14, stronzio-90 ecesio sono notevolmente diminuite all'inizio deglianni '80, mentre a metà degli anni '90 si sonoverificati incrementi nelle emissioni dicarbonio-14, cobalto-60, stronzio-90, tecnezio-99e iodio-129. Nell'arco dello stesso periodo, leemissioni di actinide (in prevalenza plutonio)sono diminuite considerevolmente.Dai documenti interni della British Nuclear Fuels(BNFL) è possibile prevedere forti aumenti delleemissioni di nuclidi nel futuro di Sellafield. Peralcuni scenari “dei casi peggiori", l'operatoreprevede “livelli prossimi o superiori ai limiti”per gliscarichi marini di oltre metà dei radionuclidiattualmente autorizzati. Un'analoga situazione èprevista per le emissioni aeree.Conclusioni sulle emissioni di SellafieldGli aumenti delle emissioni di radionuclidi chiavedall'impianto di Sellafield registrati alla fine deglianni novanta e le emissioni previste per il futurosono incoerenti con gli obblighi contemplati nellaConvenzione OSPAR.Il deposito di plutonio rilevato entro 20 km daSellafield e imputabile alle emissioni aeree èstato stimato pari a 160-280 GBq (bilioni dibecquerel), ovvero pari al doppio o al triplo dellapioggia radioattiva dl plutonio conseguente a tuttii test sulle armi nucleari compiuti nell'atmosfera.Inoltre, quantità significative di radionuclidipossono diffondersi nell'aria attraverso gli spruzzimarini ed essere trasportati nell'entroterra dalvento. L'attività media degli actinidi dispersi dalmare può occasionalmente superare il limiteinternazionale di 1 mBq/m3.E' stato stimato che oltre 40.000 TBq (trilioni dibecquerel) di cesio-137, 113.000 TBqdibetaemettitori e 1.600 TBq di alfaemettitori sonostati scaricati nel Mare d'Irlanda dall'inizio delleattività di ritrattamento di Sellafield. Ciò significache una quantità compresa tra i 250 e i 500chilogrammi di plutonio di Sellafield risultaattualmente assorbita dai sedimenti dei fondalidel Mare d'Irlanda. La migrazione di depositi
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    Page 4
    PE n. 303.110 - ottobre 2001Sellafield e Cap de la HagueSellafield e Cap de la Hague4sottomarini di actinidi agli ambienti costierirappresenta un pericolo a lungo termine diproporzioni largamente sconosciute.Le emissioni di tecnezio-99 (emivita 214.000anni) sono oggetto di particolare preoccupazione.Nel 1997, le concentrazioni di tecnezio neicrostacei – in particolare nell'aragosta – hannoraggiunto un valore di 13 volte superiore ai CFIL(Livelli di intervento alimentare del Consiglioeuropeo) nei pressi di Sellafield. Alcuneconcentrazioni di tecnezio oltre i limiti CFIL sonostate riscontrate nei molluschi (littorine, mitili,patelle e buccini). Recenti indagini ambientalicondotte lungo la costa norvegese hannoevidenziato un aumento nelle concentrazioni ditecnezio delle alghe marine sei volte superiore aquello rilevato nel 1996. I fattori di concentrazionesono maggiori di 1.000 per alcune forme di vitaanimale e vegetale come le alghe marronimacrofitiche, i vermi e le aragoste e sonoparticolarmente elevati per alcune alghe marine(circa 100.000). Nel 1999, concentrazioni elevatedi vari radionuclidi sono state altresì riscontratenei pesci, nei molluschi, nei sedimenti e nellepiante acquatiche, in alcuni casi in valori di granlunga superiori ai CFIL. Nel campo deltrasferimento del tecnezio nella biosfera,permangono profonde incertezze.Conclusioni sulle concentrazioni diradionuclidi nell'ambiente di SellafieldGli scarichi marini di Sellafield hanno portato a unaumento significativo delle concentrazioni diradionuclidi negli alimenti, nei sedimenti e inmolteplici forme di vita animale e vegetale. Dettiscarichi hanno generato concentrazioni in alcunialimenti che superano attualmente i CFIL (Livellidi intervento alimentare fissati dalla Comunitàeuropea). Il trasferimento di tecnezio alla biosferasuscita particolari preoccupazioni a causa dellasua lunga emivita (214.000 anni), la sua mobilitànell'acqua marina e gli alti fattori diconcentrazione nelle piante. Notevoli incertezzepermangono per quanto concerne i meccanismidi trasferimento e le sorti ambientali di moltiradionuclidi.Durante gli anni 1970 e 1980, le dosi massimeassorbite da gruppi critici presenti nella regione diSellafield hanno possibilmente raggiunto unvalore pari a 2,5 – 3,0 mSv all'anno (rispetto aivalori limite di 0,3 mSv nel Regno Unito e di1 mSv nell'UE). Ultimamente, le dosi ricevute daigruppi critici collegati all'ambiente marino sonodiminuite di circa 0,2 mSv all'anno.Un recente studio commissionato dall'Ufficiofederale tedesco per la protezione radioattiva,che per la valutazione delle dosi si basa sullanormativa tedesca, ha calcolato che le dosiannue derivanti dal consumo di alimenticontaminati erano di 5 volte superiori al limiteannuale imposto dalla legislazione europea e dicirca 20 volte superiori ai limiti di dose annualeimpiegati nel Regno Unito e in Germania. Granparte della dose era assorbita attraverso lacatena di consumo mediante fertilizzanti prodotticon alghe marine/mangimi animali/carnicontaminati da tecnezio. Lo studio tedescoconcludeva che agli impianti di ritrattamento diSellafield non sarebbe mai stata concessa una"licenza" in Germania. La legislazione europeanon prevede dei presupposti specifici nei modellidi valutazione delle dosi. La Commissioneeuropea ha risposto che “le direttive attualmentein fase di elaborazione sulle valutazionirealistiche delle dosi commenteranno questaquestione."Conclusioni sulle dosi indotte dagli scarichidi SellafieldGli scarichi nell'ambiente marino di Sellafieldhanno determinato in passato l'assorbimento daparte di gruppi critici di dosi superiori di 10 volterispetto ai limiti attualmente in vigore nel RegnoUnito e di 3 volte agli attuali limiti dell'UE. Le dosicalcolate dall'amministrazione del Regno Unitoderivanti dalle attuali concentrazioni ambientali diradionuclidi raggiungono rispettivamente i 2/3 e1/5 dei limiti vigenti nel Regno Unito e nell'UE.Tali dosi restano problematiche, tenendo contoche non includono le dosi delle passateemissioni e delle radiazioni dirette. Le dosicalcolate secondo i parametri di valutazioneprevisti dalla normativa tedesca, superano i limitidi dose del Regno Unito e dell'UE. Inoltre, anchei limiti di dose tedeschi fissati per gli organi(impiegati anche negli USA ma non nel restodell'Ue) sarebbero stati superati a causadell'ingestione di quantità relativamente piccole difrutti di mare originari di Sellafield. Agli impianti diritrattamento di Sellafield non sarebbe concessaalcuna licenza in Germania. Permangono enormiincertezze anche sulle stime delle dosi, condifferenze comprese tra il 5° e il 95° percentileche spesso eccedono parecchi ordini digrandezza. Ciò induce a riflettere sull'opportunitàdi impiegare valutazioni "realistiche" piuttosto chevalutazioni delle dosi più "conservative".Il potenziale di rischio di determinati pericoli diSellafield è di vasta portata. Le scorie liquide adalto livello attualmente stoccate a Sellafieldcontengono circa 7 milioni di TBq (2.100 kg) di
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    PE n. 303.110 - ottobre 2001Sellafield e Cap de la HagueSellafield e Cap de la Hague5cesio-137, che corrisponde a circa 80 volte laquantità emessa nel corso dell'incidente diChernobyl del 1986. Supponendo un'emissionedel 50% di cesio-137 durante un incidente aSellafield, la dose che investirebbe lapopolazione sarebbe pari a decine di milioni dipersone-Sv causando oltre un milione di casiletali di cancro.Conclusioni sui pericoli posti dalle scorieliquide ad alto livello di SellafieldIl potenziale di pericolo delle scorie liquide ad altolivello in particolare è molto elevato. Un graveincidente potrebbe determinare importantiemissioni di dosi radioattive e a lungo termine, alivello globale, provocare oltre un milione di casiletali di cancro.Incidenze più elevate di leucemia infantile rispettoa quelle previste sono state rilevate per la primavolta nei pressi di Sellafield nel 1983. La causa ole cause degli incrementi osservati nei casi dileucemia infantile nei pressi di Sellafield nonsono state determinate, né si sa se dettiincrementi siano imputabili a una combinazionedi fattori. La commissione del Regno Unito sugliaspetti medici delle radiazioni nell'ambiente(COMARE) ha dichiarato: “Dal momento chel'esposizione alle radiazioni costituisce uno diquesti fattori, non si può escludere la possibilitàche siano coinvolti percorsi o meccanismi nonidentificati che coinvolgono le radiazioniambientali".Varie ipotesi, fra cui l'irradiazione paterna in fasedi preconcepimento e la mescolanza dellepopolazioni, sono state avanzate senza essereconclusive. Tra le possibili spiegazioni delladiscrepanza fra i casi di cancro osservati e lebasse dosi stimate vi sono le valutazioni erratedelle dosi (in particolare le dosi fetali) e leincertezze relative al parametro di "dose" e acosa esso misuri.Oltre alla leucemia infantile, sono sortepreoccupazioni in altre aree, tra cui l'aumentataincidenza di retinoblastoma nei bambini e unaumento statisticamente significativo del rischiodi parti di feti morti nella regione di Sellafield.Conclusioni sugli effetti sulla salute delleoperazioni di ritrattamento dell'impianto diSellafieldOltre quindici anni di ricerca hanno stabilito chel'incidenza in eccesso di casi di leucemia infantilenell'area di Sellafield è statisticamentesignificativa e persistente. La causa o lacombinazione di cause degli aumenti di leucemiaosservati non è conosciuta. Permangono molteincertezze. L'esposizione radioattiva dovuta alleemissioni di radionuclidi di Sellafield non puòessere esclusa come causa degli effetti osservatisulla salute.6. Studio del caso di La HagueTra il 1966 e la fine del 2000, circa 21.000tonnellate di combustibile irraggiato sono stateriprocessate a La Hague. Gran parte delle scoriegenerate a La Hague è rimasta incondizionata –in altre parole le scorie non sono statestabilizzate né imballate per lo stoccaggiopermanente o a lungo termine – per molti anni, ealcune scorie risultano stoccate in condizioni disicurezza alquanto insoddisfacenti, compresioltre 9.000 m3(o l'equivalente di 39.000container) di fanghi contaminati da plutonio.Nel 1999, la radioattività totale emessadall'impianto di La Hague nell'ambiente era15.000 volte superiore a quella emessa da unvicino reattore nucleare. Mentre le emissioni dialcuni radionuclidi (per esempio tecnezio-99,plutonio) sono diminuite o rimaste costanti, leemissioni di altri radionuclidi dell'impianto di LaHague sono aumentate in modo significativonell'ultimo decennio. Tali emissioni comprendonoscarichi liquidi (iodio-129 x 5; tritio x 3) nonchéemissioni gassose (carbonio-14 x 8; cripto-85 x 5;tritio x 3). Inoltre, alcuni importanti radionuclidi fracui le emissioni aeree di cloro-36, tecnezio-99 estronzio-90 non vengono misurati.Conclusioni sulle emissioni di La HagueLe emissioni radioattive di La Haguenell'ambiente superano di parecchi ordini digrandezza le emissioni di un reattore nucleare.Le emissioni di alcuni radionuclidi sono diminuitein passato mentre gli scarichi liquidi e gassosi dialtri radionuclidi chiave sono aumentati in modosignificativo. Un ulteriore gruppo di radionuclidinon viene attualmente misurato negli effluenti. Gliaumenti delle emissioni radioattive di La Haguenegli anni novanta e le future emissioni previsterappresentano una violazione degli obblighicontemplati dalla Convenzione OSPAR.Vi sono stati numerosi incidenti a La Hague,alcuni dei quali hanno causato vaste emissioniradioattive. Per esempio, quale conseguenza diuna grave rottura di un tubo di scarico nel 1980,le dosi alle quali sono stati esposti gli individui delgruppo critico (pescatori) hanno superato il limiteannuale dell'Ue di 1 mSv di 3,5 volte. I principalipericoli potenziali di La Hague sono collegati alrischio di incendi ed esplosioni nelle vasche distoccaggio, negli impianti di vetrificazione o negliimpianti di trattamento degli effluenti, e al rischiodi dispersione delle riserve di cesio-137 nelle
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    PE n. 303.110 - ottobre 2001Sellafield e Cap de la HagueSellafield e Cap de la Hague6vasche del combustibile irraggiato, o delle riservedi plutonio.Conclusioni sulle emissioni accidentali di LaHagueTra gli incidenti accaduti in passato a La Haguese ne è verificato almeno uno che ha determinatol'esposizione della popolazione a dosi di granlunga superiori ai limiti dell'Ue. Si stima che gliincidenti siano responsabili del 36% del rischioleucemico per gli individui compresi nella fasciadi età da 0 a 24 anni nell'area attorno al sito di LaHague. Il potenziale di pericolosità delle giacenzedi combustibile irraggiato di La Hague è moltoesteso. L'emissione accidentale di una frazionedelle giacenze di cesio nelle vasche diraffreddamento potrebbe causare fino a 1,5milioni di casi letali di cancro.Le concentrazioni di gran parte dei nuclidimisurati in campioni prelevati nell'ambiente di laHague hanno raggiunto il massimo nel corsodegli anni 1980. Le concentrazioni di nuclidi sonomediamente diminuite in modo disomogeneo, aseconda dei nuclidi e dei campioni, di fattoricompresi tra 5 e 50, se paragonati ai livelli del1997. Tali sviluppi non riflettono i considerevoliaumenti riscontrati nelle emissioni di alcuniradionuclidi (in particolare tritio, iodio-129 ecarbonio-14), anche perché mancano datiesaurienti e misurazioni per ridondanza.Occasionalmente, alcuni campioni prelevatihanno superato i CFIL in particolare nei granchi.Mentre gran parte dei campioni sono prelevati emisurati dagli operatori, va osservato che leletture più elevate siano state ottenute conmisurazioni indipendenti.Conclusioni sulle concentrazioni diradionuclidi nell'ambiente di La HagueLe concentrazioni di radionuclidi nell'ambiente diLa Hague hanno evidenziato in generale unatendenza alla diminuzione dagli anni 1980 a oggi.Tuttavia, compiere un'analisi globale dellatendenza in corso è difficile o impossibile per lamancanza di dati relativi ad alcuni radionuclidichiave. Le procedure di prelievo e analisi deicampioni dovrebbero essere ampiamente esteseal fine di garantire controlli per ridondanza eun'analisi esauriente dell'impatto dei forti aumentiriscontrati nelle emissioni di alcuni radionuclidinel corso degli anni 1990.Le dosi calcolate nelle emissioni di routine diradionuclidi nell'impianto di ritrattamento di LaHague restano generalmente basse e compresenei limiti dell'Ue. Tuttavia, l'assunzione diradioattività presa in considerazione negli scenaridei gruppi critici è molto bassa e può essereraggiunta con quantità molto esigue di alimentifortemente contaminati. Le dosi possonoaumentare in modo corrispondente durante ilconsumo di tali alimenti. Le dosi effettivecumulative indotte dal consumo di frutti di mare,come calcolato secondo i criteri di valutazionedelle dosi previsti dalla normativa tedesca, hannodi gran lunga superato i limiti delle dosi fissate inGermania e all'interno dell'Ue. Resta da chiarirese l'attuale procedura francese di valutazionedelle dosi possa essere considerataconservativa.Conclusioni sulle dosi indotte dagli scarichidi La HagueLe dosi calcolate sulle emissioni di routinedell'impianto di La Hague permangonogeneralmente entro i limiti UE. Tuttavia, le dosicalcolate secondo i parametri di valutazione dellanormativa tedesca superano i limiti stabiliti inGermania e all'interno dell'Ue. Agli impianti diritrattamento di La Hague non sarebbe concessaalcuna licenza in Germania. Le attuali procedurefrancesi di valutazione delle dosi non sembranoessere conservative.Nel 1983, si è riscontrato che i casi di morbositàsono stati più elevati del previsto nell'area di LaHague per gli uomini per quanto riguarda laleucemia e le patologie degli organi respiratori, eper le donne per quanto riguarda la leucemia e ilcancro polmonare. Inoltre, i dati relativi allamortalità indicano un aumentato tasso di cancrodegli organi digestivi in tutto il dipartimento. Nel1995, uno studio ha individuato un eccesso dicasi di leucemia tra persone comprese nellafascia di età da 0 a 24 anni che vivono nelcantone a circa 10 chilometri dall'impianto di LaHague. Nello studio di verifica del 1997, gli autorihanno dichiarato che vi sono prove "convincenti"per affermare il ruolo causale nella leucemiainfantile dell'esposizione ambientale alleradiazioni a seguito di attività ricreative sullespiagge e consumo di pesce e frutti di mare.Nel 1999, il GRNC (Groupe Radio-écologiqueNord-Cotentin) ha riferito che il contributo degliimpianti nucleari alle dosi è stato basso, perquanto concerne l'aumentata incidenza di casi dileucemia rivelata in precedenti studiepidemiologici. Mentre il GRNC ha calcolato chele dosi individuali erano fino a sei volte superiori aquelle valutate dall'operatore, esse nonsuperavano il 6% del limite annuale impostodall'Ue. Nella relazione si dichiarava che ilrisultato era una stima media e che i margini diincertezza non erano quantificati. E' attualmentein corso la quantificazione di queste incertezze.
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    PE n. 303.110 - ottobre 2001Sellafield e Cap de la HagueSellafield e Cap de la Hague7Nel giugno 2001, un nuovo studio ha confermatoi risultati rilevati in precedenza sulla leucemianella regione di La Hague. Lo studio ha indicatoche l'incremento dell'incidenza persisteva e hafornito ulteriori dati per consentire di valutare ilsignificato statistico degli aumenti di leucemianell'area di La Hague.Conclusione sugli effetti sulla salute attorno aLa HagueE' un dato di fatto che nell'area di La Hague si siaregistrato un aumento statisticamentesignificativo nell'incidenza dei casi di leucemia.Tale incremento persiste. Non vi sono a tutt'oggiprove conclusive che evidenzino un collegamentocausale alle emissioni radioattive di La Hague.Tuttavia, è impossibile escludere che detteemissioni possano costituire un fattore checontribuisce agli effetti osservati sulla salute.La valutazione delle dosi e i loro effetti sonocircondati da molte incertezze. Queste includonoerrori nelle valutazioni dei parametri, errori neicodici computerizzati, errori di misurazione elimitatezza del monitoraggio ambientale. Il GRNCha individuato oltre 4.000 parametri, inclusi 200parametri cruciali, nell'ambito della suametodologia impiegata per valutare l'impatto delladose.In merito alla questione delle emissioni di iodio-129, WISE-Paris ha quantificato le differenze chesussistono fra le attività teoriche correlate alcombustibile irraggiato e l'attività di emissione nelmare e nell'atmosfera. Ampie differenze siosservano all'inizio degli anni 1990, quandosecondo quanto riferito gli scarichi riguardavanosolo il 50% dei valori teorici. Nel peggiore deicasi, la dose collettiva impegnata da iodio-129non attribuito avrebbe avuto nel periodo 1989-1999 un'entità paragonabile a quella di un graveincidente nucleare come l'incendio di Windscale(Sellafield) o l'esplosione delle scorie di Kyshtym(Russia) nel 1957.Il principio precauzionale figura chiaramente invari accordi internazionali vincolanti (per esempioAgenda 21, Trattato CE). Nel 1992, Agenda 21sottolineava che le scorie radioattive sono fra “gliagenti contaminanti che rappresentano la piùgrande minaccia dell'ambiente marino.”La Cartadella Terra del marzo 2000 invita come noto a“porre il peso delle prove su coloro chesostengono che una proposta attività noncauserà significativi danni, punendo le partiresponsabili per danno ambientale”.Conclusioni sulle incertezze e sul principioprecauzionalePermangono molte incertezze sulle valutazionidelle dosi. Inoltre, i margini di errore possonoessere ampi e potrebbero modificare in modosignificativo le dosi valutate. In queste condizioni,la continua emissione di grandi quantità diradionuclidi nell'ambiente di Sellafield e LaHague viola il principio precauzionale.7. Analisi comparativa e cumulativaNelle procedure di trattamento degli effluentiesistono differenze fra gli impianti di Sellafield edi La Hague. Il carbonio-14 che contribuisce inmodo significativo alle dosi collettive, peresempio, viene parzialmente eliminato dalleemissioni aeree di Sellafield mentre vienetotalmente mantenuto nelle emissioni di LaHague. La sua eliminazione non è considerataconveniente in termini di costi da Cogema.Nel 1999, un anno rappresentativo, le emissionidi La Hague e Sellafield erano ampiamenteconfrontabili. In termini generali, le emissioni diLa Hague erano marginalmente maggiori diquelle di Sellafield, eccezion fatta per le emissioniaeree di iodio-129 e tritio e gli scarichi liquidi ditecnezio-99.Fino al 1992, Sellafield e La Hague hannoscaricato in totale circa 1,2 tonnellate di iodio-129nell'ambiente, una quantità che è di parecchievolte superiore a quella fuoriuscita da Chernobyl.Nel periodo 1993-1998, sono state scaricateulteriori 1,7 tonnellate di iodio-129, (di cui l'80%proveniente da La Hague). La quantità diiodio-129 scaricata da La Hague e Sellafield solonel 1999 era otto volte maggiore di quellaemessa dalla pioggia radioattiva conseguente atutti i test compiuti sulle armi nucleari.Conclusioni sull'analisi comparativa ecumulativaNel 1999, le emissioni radioattive nell'ambiente diLa Hague e Sellafield erano ampiamenteparagonabili. Lo iodio-129 rilasciato da La Haguee Sellafield in detto anno era otto volte superioreallo iodio-129 totale emesso dalla pioggiaradioattiva conseguente a tutti i test compiutisulle armi nucleari.La dose collettiva globale stimata di un decenniodi emissioni radioattive da Sellafield e La Hague(77.000 manSv) corrisponde ogni anno a circa1/7 della dose collettiva conseguente all'incidentedi Chernobyl o a un incidente della scala diKyshtym. Ciò solleva la questione dellagiustificazione di tali emissioni, come richiesto a
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    PE n. 303.110 - ottobre 2001Sellafield e Cap de la HagueSellafield e Cap de la Hague8norma dei principi radiologici della Commissioneinternazionale sulla protezione radiologica.Inoltre, nell'ambito di studi convenzionali dellaconvenienza dei costi, si attribuisce un valoremonetario alla vita umana. Applicando tali valori adosi globali costanti derivanti dalle emissioni diSellafield e La Hague nell'arco di un decennio, siottengono somme molto elevate (£ 1,8 e 5,9miliardi – rispettivamente 2,9 e 9,4 miliardi dieuro): gli importi che pertanto potrebbero esserespesi per le misure di riduzione superano di granlunga i profitti operativi annuali di ciascun sito.8. Opzioni alternativeLe opzioni di non trattamento e le tecnologie distoccaggio a secco disponibili sono di gran lungameno costose del ritrattamento. Inoltre, la loroaccettabilità sociale e politica è molto maggiore diquella del ritrattamento. Gli impianti nucleari sonosempre più orientati a soluzioni di stoccaggio asecco, come nel caso di impianti siti negli USA, inCanada, in Germania, Russia e in molti Paesi esteuropei. Le opzioni di smaltimento direttocontribuiscono altresì a ridurre notevolmente ivolumi di scorie da smaltire generati dalritrattamento.Conclusioni generaliIl ritrattamento di combustibile nucleare irraggiatonegli impianti di Sellafield e La Hague genera lepiù massicce emissioni create dall'uomo a livellomondiale di radioattività nell'ambiente, pari a unincidente nucleare su vasta scala ogni anno.Alcuni dei radionuclidi emessi in grandi quantitàhanno emivite di milioni di anni. Le concentrazioniindividuate negli ultimi anni nell'ambientesuperano continuamente i CFIL imposti dallaComunità europea.La tendenza degli anni 1990 a forti aumentinell'emissione di determinati radionuclidi chiavenegli impianti di Sellafield e La Hague e gliincrementi pianificati delle emissionirappresentano una violazione della lettera e dellospirito della Convenzione OSPAR.Le emissioni di radionuclidi accidentali degliimpianti di Sellafield e La Hague potrebberoavere due ordini di grandezza maggiori rispettoalle emissioni del disastro di Chernobyl e portareglobalmente, in entrambi i casi, ad oltre unmilione di casi letali di cancro a lungo termine.La Commissione europea non fa un uso efficacedei sui diritti di verifica. La Commissione èfortemente dipendente dalle informazioni fornitedagli Stati membri e non è pertanto in grado, aquanto pare, di garantire che gli standard disicurezza di base siano rispettati negli impianti diLa Hague e Sellafield. Permane il dubbio se laCommissione sia in grado di determinare se leattività di ritrattamento possono sfociare nellacontaminazione radioattiva dell'acqua, del suoloe dello spazio aereo di un altro Stato membro.Le emissioni operative e/o accidentali degliimpianti di Sellafield e La Hague hannosottoposto in passato la popolazione a dosi chesuperano di gran lunga gli attuali limiti UE. Solo ilprocesso di ritrattamento rappresenta circa l'80%dell'impatto in termini di dose collettivadell'industria nucleare francese. Nel Regno Unitocirca il 90% delle emissioni di nuclidi e delleemissioni relative al programma nuclearebritannico derivano da attività di ritrattamento.Nelle regioni circostanti Sellafield e La Hague èstato registrato un aumento statisticamentesignificativo dell'incidenza di casi di leucemia.Mentre le ricerche sul rapporto causale delleradiazioni ambientali non sono conclusive, non sipuò escludere che l'esposizione alle radiazionicostituisca un fattore scatenante o per lo menocontribuente.Grandi incertezze caratterizzano la valutazionedelle dosi cui è esposta la popolazione e iconseguenti effetti sulla salute. L'emissione digrandi quantità di radionuclidi a lunga vita negliimpianti di Sellafield e La Hague viola pertanto ilprincipio precauzionale contemplato, inter alia,nella legislazione europea, in Agenda 21 e nellaCarta della terra del marzo 2000.

    Senti..mi stò rompendo i coglioni...leggi ..e arrivederci...che tanto..sicuramente questo rapporto sarà falso...
    come Chernbyl e tutto il resto...
    La pazienza ha un limite..e io l'ho abbondantemente superato...


    .
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  10. #100
    Qui Quoerit Paperinik
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    Predefinito

    Ehm, quel papocchio è un cumulo di "potrebbe", "non è provato", "non ci sono prove", "non esistono evidenze del legame". Cosa dovrei concludere da un rapporto che, nelle sue proprie conclusioni, riesce a dire solo che le informazioni non bastano e che i relatori hanno bisogno di organi propri per raccogliere i dati?

 

 
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