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Discussione: 1968

  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da Pensiero Nero Visualizza Messaggio
    grazie ai bacchettoni...non trovi?
    Non capisco bene quale colpa vuoi attribuire ai bacchettoni, forse quella di aver fatto fallire il '68 di Destra, fallito certo per la reazione ostile dell'MSI ma anche per il velleitarismo e lo scarso realismo di molti suoi progetti.

  2. #22
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    Scusate, chi di voi aveva l'età delle esperienze nel 1968? Io sì, avevo 14 anni e vi dico che il 1968 fu tutt'altra cosa. La piega che voi immaginate fu presa a partire dal 1969 per la mancanza di capacità d'interpretare il Sessantotto da parte delle sue inadatte "avanguardie". Lo ha ammesso lo stesso Cohn Bendit nell' 88.
    Io sono un prodotto proprio del Sessantotto e con me molti altri.
    Lo spirito del Sessantotto era solare, a differenza della piega che prese in seguito per la mancanza di una centralità che lo polarizzasse.
    Inoltre tutte le forze nazionalrivoluzionarie d'avanguardia, tutte, in quell'epoca erano col Sessantotto.
    E poi, nel 76 ai tempi di Lotta Studentesca definimmo il Sessantotto una rivoluzione tradita.
    Se ora vogliamo divertirci ad attribuire al Sesantotto il ruolo di un nuovo 1789 facciamolo pure: ogni cosa si può dipingere soggettivamente a piacimento. Ma questo significherebbe parlare astrattamente di ciò di cui non si ha sapore e quindi sapienza (la radice è la stessa).

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da metapolis Visualizza Messaggio
    Scusate, chi di voi aveva l'età delle esperienze nel 1968? Io sì, avevo 14 anni e vi dico che il 1968 fu tutt'altra cosa. La piega che voi immaginate fu presa a partire dal 1969 per la mancanza di capacità d'interpretare il Sessantotto da parte delle sue inadatte "avanguardie". Lo ha ammesso lo stesso Cohn Bendit nell' 88.
    Io sono un prodotto proprio del Sessantotto e con me molti altri.
    Lo spirito del Sessantotto era solare, a differenza della piega che prese in seguito per la mancanza di una centralità che lo polarizzasse.
    Inoltre tutte le forze nazionalrivoluzionarie d'avanguardia, tutte, in quell'epoca erano col Sessantotto.
    E poi, nel 76 ai tempi di Lotta Studentesca definimmo il Sessantotto una rivoluzione tradita.
    Se ora vogliamo divertirci ad attribuire al Sesantotto il ruolo di un nuovo 1789 facciamolo pure: ogni cosa si può dipingere soggettivamente a piacimento. Ma questo significherebbe parlare astrattamente di ciò di cui non si ha sapore e quindi sapienza (la radice è la stessa).
    nel tuo ultimo libri scrivi che non catalizzare quelle forze e quella spinta fu un errore.

    La colpa fu del MSI o furono bravi i compagni?

  4. #24
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    il discorso di Romualdi non fa una piega.
    c'è da dire però che in effetti la destra ha avuto delle colpe in tutto questo...cioè non aver capito il potenziale della cosa, e non averlo saputo sfruttare. è anche vero che un VERO 68 di destra non avrebbe potuto convivere con quello di sinistra perché come ben sappiamo i valori e le idee erano e sono totalmente antitetici...
    ma purtroppo quelle manifestazioni sono state un'arma propagandistica devastante, che ha portato moltissimi giovani a sinistra, e continua a affascinare i ragazzi (poco critici a mio parere) ancora oggi. e di questo la destra ha risentito moltissimo...perché per prendere i voti dei ragazzi bisogna creare un'idea di politica "ribelle" e sicuramente non bacchettona-reazionaria...purtroppo invece anche oggi sopravvivono tristi luoghi comuni sui fascisti. c'è ancora gente convinta che bush sia uno dei nostri...poracci.

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da metapolis Visualizza Messaggio
    Scusate, chi di voi aveva l'età delle esperienze nel 1968? Io sì, avevo 14 anni e vi dico che il 1968 fu tutt'altra cosa. La piega che voi immaginate fu presa a partire dal 1969 per la mancanza di capacità d'interpretare il Sessantotto da parte delle sue inadatte "avanguardie". Lo ha ammesso lo stesso Cohn Bendit nell' 88.
    Io sono un prodotto proprio del Sessantotto e con me molti altri.
    Lo spirito del Sessantotto era solare, a differenza della piega che prese in seguito per la mancanza di una centralità che lo polarizzasse.
    Inoltre tutte le forze nazionalrivoluzionarie d'avanguardia, tutte, in quell'epoca erano col Sessantotto.
    E poi, nel 76 ai tempi di Lotta Studentesca definimmo il Sessantotto una rivoluzione tradita.
    Se ora vogliamo divertirci ad attribuire al Sesantotto il ruolo di un nuovo 1789 facciamolo pure: ogni cosa si può dipingere soggettivamente a piacimento. Ma questo significherebbe parlare astrattamente di ciò di cui non si ha sapore e quindi sapienza (la radice è la stessa).

    Io come tanti il sessantotto non l'ho vissuto, perchè sono nato quasi ventanni dopo gli eventi di quell'anno, ma ho conosciuto più persone che l'hanno vissuto e che si richiamano al suo spirito, perlopiù professori rossi, e sentendo il loro pensiero noto che abbia poco a che fare con la DR. Per non parlare poi di tutti gli zombie rossi della mia età che si richiamano ai "valori sessantottini". L'immagine che il 68 ha assunto nella cultura popolare nonchè negli studi storici è ben chiara, ed è di sinistra. Che sia esistito un '68 di destra l'ho saputo da poco, sta di fatto che non ha inciso quasi per niente sulla società e che il proporci come gli eredi del '68 ingenererebbe tuttalpiù confusione. Comunque da quello che scrivi sembra che almeno nella prima fase ci fosse una convergenza di destra e sinistra su un progetto comune, e questo mi è sembrato di capirlo anche da quanto ho letto in alcune pubblicazioni, è a questo che ti riferisci quando parli di "avanguardie rivelatesi inadatte"? Perchè poi il sessantotto divenne poi una rivoluzione, o meglio una sovversione, dei valori, e ha finito poi per essere quello che è stato?

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da Gemini Visualizza Messaggio
    Io come tanti il sessantotto non l'ho vissuto, perchè sono nato quasi ventanni dopo gli eventi di quell'anno, ma ho conosciuto più persone che l'hanno vissuto e che si richiamano al suo spirito, perlopiù professori rossi, e sentendo il loro pensiero noto che abbia poco a che fare con la DR. Per non parlare poi di tutti gli zombie rossi della mia età che si richiamano ai "valori sessantottini". L'immagine che il 68 ha assunto nella cultura popolare nonchè negli studi storici è ben chiara, ed è di sinistra. Che sia esistito un '68 di destra l'ho saputo da poco, sta di fatto che non ha inciso quasi per niente sulla società e che il proporci come gli eredi del '68 ingenererebbe tuttalpiù confusione. Comunque da quello che scrivi sembra che almeno nella prima fase ci fosse una convergenza di destra e sinistra su un progetto comune, e questo mi è sembrato di capirlo anche da quanto ho letto in alcune pubblicazioni, è a questo che ti riferisci quando parli di "avanguardie rivelatesi inadatte"? Perchè poi il sessantotto divenne poi una rivoluzione, o meglio una sovversione, dei valori, e ha finito poi per essere quello che è stato?
    Non si tratta solo di questo. Il Sessantotto è stato stereotipato a posteriori. Fu il momento culmine di una sanissima rivolta generazionale sostanzialmente anarchica di destra (alla Jünger), iconoclasta di forme vuote e, soprattutto, vitalmente entusiasta e non il sinistrismo in cui è stata poi ingabbiata. Un sinistrismo che in Italia s'impose nel 69 sul riflussodella spontaneità del 68 e che, comunque, era presente nelle istituzioni didattiche da molto tempo e formalizzato dalla riforma del 63.
    Il 68 fu un fenomeno generazionale che in paesi comunisti o anche a regimi di sinistra (il Messico) si orientò a destra.
    I professori di cui sopra esaltano il Sessantotto (che pretendono a posteriori come un fenomeno di rivoluzione marxista, cosa che non fu) esattamente come i nostri intellettuali esaltano quell'aborto che furono i Campi Hobbit: perchè sono nostalgici della loro gioventù, né più né meno.
    Mettersi a sostenere che il Sessantotto fu il momento critico che permise alla Sovversione di fare un balzo in avanti non solo è storicamente inesatto e comunque impreciso ma poi è fuorvinate. Perché quella dinamica che il 69 deviò non solo era positiva (ma qui siamo alle valutazioni) ma, soprattutto è continuativa e parte, come minimo dalla Rock Generation e da Elvis Presley nonché dagli On the Road.
    Fissare un istante, facendo una sorta di istantanea che blocca il flusso storico, vuol dire abituarsi a ragionare in termini statici, superficiali quanto scehmatici e quindi condannarsi a non affrontare le cose nella loro complessità. Ovvero perdurare nell'autoesilio neofascista da ogni possibilità di creazione.

  7. #27
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    devo dire che metapolis mi ha aiutato a fare un passo avanti nel chiarirmi le idee sul fenomeno...

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da metapolis Visualizza Messaggio
    Non si tratta solo di questo. Il Sessantotto è stato stereotipato a posteriori. Fu il momento culmine di una sanissima rivolta generazionale sostanzialmente anarchica di destra (alla Jünger), iconoclasta di forme vuote e, soprattutto, vitalmente entusiasta e non il sinistrismo in cui è stata poi ingabbiata. Un sinistrismo che in Italia s'impose nel 69 sul riflussodella spontaneità del 68 e che, comunque, era presente nelle istituzioni didattiche da molto tempo e formalizzato dalla riforma del 63.
    Il 68 fu un fenomeno generazionale che in paesi comunisti o anche a regimi di sinistra (il Messico) si orientò a destra.
    I professori di cui sopra esaltano il Sessantotto (che pretendono a posteriori come un fenomeno di rivoluzione marxista, cosa che non fu) esattamente come i nostri intellettuali esaltano quell'aborto che furono i Campi Hobbit: perchè sono nostalgici della loro gioventù, né più né meno.
    Mettersi a sostenere che il Sessantotto fu il momento critico che permise alla Sovversione di fare un balzo in avanti non solo è storicamente inesatto e comunque impreciso ma poi è fuorvinate. Perché quella dinamica che il 69 deviò non solo era positiva (ma qui siamo alle valutazioni) ma, soprattutto è continuativa e parte, come minimo dalla Rock Generation e da Elvis Presley nonché dagli On the Road.
    Fissare un istante, facendo una sorta di istantanea che blocca il flusso storico, vuol dire abituarsi a ragionare in termini statici, superficiali quanto scehmatici e quindi condannarsi a non affrontare le cose nella loro complessità. Ovvero perdurare nell'autoesilio neofascista da ogni possibilità di creazione.
    Quindi il '69 rappresenterebbe la deviazione di un fenomeno quello del '68, che aveva anche valenze positive? Interessante interpretazione, che dà da pensare, anche pèerchè molti degli autori dei sixties ci sono vicini e si rispecchiano nella figura di anarchico di destra jungeriano che tu delinei, come il grande Jack Kerouak. Ma allora a chi è da imputare l'azione sovversiva messa in campo in quegli anni, ed esiste una data simbolo per questo fenomeno come lo è il 1789 per la Rivoluzione Francese?

  9. #29
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    Quindi il '69 rappresenterebbe la deviazione di un fenomeno quello del '68, che aveva anche valenze positive? Interessante interpretazione, che dà da pensare, anche pèerchè molti degli autori dei sixties ci sono vicini e si rispecchiano nella figura di anarchico di destra jungeriano che tu delinei, come il grande Jack Kerouak. Ma allora a chi è da imputare l'azione sovversiva messa in campo in quegli anni, ed esiste una data simbolo per questo fenomeno come lo è il 1789 per la Rivoluzione Francese?
    1. Non proprio: il 69 indica la presa di posizione definitiva in binari marxisti di una rivolta che era epocale e ben più pregna di significati anche solari
    2. Non esistono date come l'89 (anche se pure lì c'è confusione perché la data davvero fondamentale fu l'88...). La data fondamentale è e resta il 1945

  10. #30
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    grazie ai bacchettoni...non trovi?
    No: grazie a quell'infame di Almirante!

 

 
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