
Originariamente Scritto da
Palvesario
In realtà no. I conflitti comunitari si applicano a tutti i livelli, non solo quello di classe. Gli esempi sono infiniti, ne provo a esporre uno: L'eutanasia è una scelta che entra in collisione con l'etica cattolica (non cristiana, viste le posizioni di certi vescovi protestanti). Ora, il problema non è di facile soluzione perché, appunto, c'è una volontà individuale sul diritto di scelta, coadiuvata dalla pressione comunitaria che vuole il diritto di scelta preservato. Dall'altra parte c'è l'etica cattolica che dice che l'eutanasia è un atto negativo. Ora, in un ambito strettamente relativista si potrebbe tranquillamente dire: i cattolici non la applichino e i non cattolici se vogliono sì. Purtroppo l'insieme dei valori cattolici non sono relativisti ma universalistici quindi presuppongono di "coprire" tutti, anche chi non appartiene alla comunità. Questo è un bel dilemma, in quanto una scelta universalistica è pericolosa se adottata perché crea un precedente applicativo di non poco conto. Io a sto problema non so rispondere senza scontentare qualcuno, per questo ritengo che molti problemi inter-comunitari siano di soluzione dialettica e non assoluta.
Altro argomento messo in campo: massificazione.
In realtà è sicuramente più massificante in termini di omologazione avere un'unica comunità con valori comuni, piuttosto che una struttura multi comunitaria dove la libera scelta di appartenere è compendiata da fattori culturali, etnici e religiosi intrinseci. Io scelgo di appartenere alla comunità relativa all'ordine dei medici per le mie capacità, volontà di studio (libera scelta). Io appartengo alla comunità della città di Torino in quanto nato e vissuto lì (scelta intrinseca).
Ora, il voler costruire una comunità non può annullare l'esistenza di meta-comunità al suo interno, questo è sicuro. Il problema è pensare che un contenitore come la comunità nazionale (che sì ha delle regole sue strutturali) possa definire interamente in termini complessivi un blocco di regole valide per tutti. E infatti così non è nella realtà. La patria è un soggetto metafisico che assume sostanza in un sistema di regole, norme e caratteristiche condivise, ma questo stesso sistema di regole e caratteristiche "nazionali" non definisce ogni ambito comunitario.
In sintesi, la relazione non è biunivoca.
Secondo me l'armonia si crea perciò, molto più realisticamente, nell'armonizzare i contrasti inter-comunitari delle meta comunità interne, piuttosto che quello di crearne uno che agisca come blocco monolitico.
Faccio l'esempio spartano che va tanto di moda ora.
Sparta era una comunità che conteneva suo malgrado delle meta comunità. Esistevano delle differenziazioni di classe determinate dallo stato di sviluppo economico-produttivo. Ora, in realtà, i rapporti inter comunitari sono arrivati a noi in maniera edulcorata perché, fondamentalmente, una sola delle comunità aveva voce in capitolo. Nonostante ciò, la società spartana tentò di costruire un sistema comunitario (parzialmente) monolitico che, però, era condiviso culturalmente da tutti. Quindi uno sarebbe portato a dire: allora Sparta aveva un sistema di regole valoriali univoco. La risposta è no perché le meta comunità che portavano avanti Sparta non avevano stesse regole. Inoltre Sparta è stato un esempio che coinvolgeva poche migliaia di persone all'interno di un contesto geopoliticamente propenso a svilupparsi in una data maniera. Il tutto considerando che sul lungo termine è pure fallito implodendo su sé stesso e aprendosi all'esterno.
Tornando al tuo post, la non esistenza di un sistema valoriale condiviso globalmente non implica per forza l'assenza di un sitema valoriale e una spinta materialistica ed egoistica. Il problema del capitale è che è una religione fortemente monoteista il cui comandamento principe è "non avrai altro dio all'infuori di me".
Il capitalismo, per creare il consumatore perfetto agisce su due piani: Primo disgregare ogni meta comunità perché queste sono un freno al consumo. Secondo inventarsi delle comunità fittizie che però alla fine sono solo comunità di consumo nonostante le verniciature di diverso colore.
Lo dimostra la crisi globale di tutte le formazioni sociali organizzate: dai partiti ai boy scout.