da che mondo e mondo entro il 2050 avremo le nostre belle centrali... e' una necessita' che questo piaccia o no... anzi speriamo che cada prodi il prima possibile cosi' si potra' ricominciare a parlare seriamente della cosa.


da che mondo e mondo entro il 2050 avremo le nostre belle centrali... e' una necessita' che questo piaccia o no... anzi speriamo che cada prodi il prima possibile cosi' si potra' ricominciare a parlare seriamente della cosa.


mmm guarda che Mediobanca due anni fa per bocca di Alberto Nagel ha dichiarato che investirebbe sull'energia in Italia solo se fosse una iniziativa privata a cui fosse lecito giuridicamente fare uso del nucleareallora i nostri politici si convinceranno di stanzaire fondi immani che in italia non ci sono e per cui quini non c'è la volontà politica di muoversi....
Se rivince la CDL non è irrealistico, Tremonti in FI, Urso in AN e tanti altri sono nuclearisti apertis verbis. Anche con un grande centro... La sinistra la vedo difficile, ma credo all'alternanza e quindi ritorneranno al potere troppo tardi, avremo già i cantieri aperti
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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale


Certo, dicono che le scorie sono trattabili, ma che ad oggi non esiste ancora una soluzione concreta al problema. Lo studio è favorevole al nucleare, ma trattandosi di scienziati competenti ammettono tutti gli svantaggi e tutti i rischi insiti in questa fonte di energia, senza cercare di negarli o nasconderli, e questo è indice di serietà. Loro credono che valga la pena affrontare i rischi ed i costi del nucleare, dettagliatemente enumerati nello studio, per ridurre le emissioni di CO2. Altri specialisti preferirebbero puntare sulle fonti rinnovabili. Si tratta di strategie diverse, ma il fine rimane lo stesso.
Non so a cosa tu stia facendo riferimento, ma tutti quelli che parlano di nucleare a ragion veduta non minimizzano proprio niente. I problemi esistono in tutte le cose, ma la cosa da ridere è che i detrattori del nucleare:
1) Non hanno strategie alternative in grado di colmare i fabbisogni
2) Non sono consapevoli dei reali problemi del nucleare, che non sono gli "attacchi terroristici" o le "nuove Chernobyl".
3) Non sono consapevoli delle problematiche legate alle altre tecnologie (in particolare gas carbone e olio pesante, le uniche alternative al nucleare)
Per quanto riguarda le "strategie" di cui parli, ti informo che non esiste una sola strategia al mondo che prescinda alla quasi totale produzione di elettricità tramite fossili e/o nucleare. Tutto il resto è pura propaganda, perchè chiunque si occupi di energetica è consapevole delle reali (scarse) potenzialità delle rinnovabili.


E infatti la UE ha come "obiettivo" di arrivare, con le rinnovabili, al 20% entro il 2020.
Mancherebbe "appena" il restante 80%, che secondo gli ambientalisti può essere recuperato con il "risparmio".
Per esempio, si potrebbero abolire i riscaldamenti, i trasporti, l'industria e l'agricoltura.
Che ci vuole.


Praticamente secondo te il buon senso sta solo dalla parte di quelli che sono a favore del nucleare. Bella posizione assolutista. Tanto per restare nel tema delle minimizzazioni, gli attacchi terroristici nello studio del MIT sopra riportato vengono esplicitamente calcolati come rischio reale che va affrontato.
Lo studio inoltre dice che le rinnovabili devono essere parte della strategia per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, perchè le due opzioni non si escludono a vicenda, e servono entrambi allo stesso scopo. Per questo le posizioni ideologizzate pro o contro il nucleare e pro o contro le rinnovabili non hanno senso. L' unica cosa alla quale ogni persona di buon senso dovrebbe essere contraria sono le fonti di energia fossili ed il consumo sfrenato di energia.


E qui siamo d'accordo.
Non mi pare però che siano i nuclearisti ad avere posizioni ideologiche contro le rinnovabili, bensì il contrario.
Il piano energetico di Breiner, di cui ha postato fior di analisi e di grafici, prevede un ricorso alle rinnovabili ben superiore a quello auspicato dal nostro governo, e addirittura superiore a quello raccomandato dalla Comunità Europea.
Più di quanto qualsiasi ambientalista possa immaginare, e da anche come finanziarle, le rinnovabili, con i soldi risparmiati sui fossili, con il basso prezzo dell'energia nucleare.
E' quando si fa credere alla gente che le rinnovabili possano "risolvere" il problema energetico che si sparano panzane ideologiche.
Allora, stammi bene a sentire...io ho molta pazienza, ma ripetere per centinaia di volte le stesse cose mi agita:
1) Il nucleare non è pericoloso come vogliono farci credere, e non è inquinante come vogliono farci credere. Ciò non toglie che abbia dei potenziali problemi e che produca delle quantità di inquinamento.
2) Il buon senso sta dalla parte di chi, per ignoranza o ideologia, si preclude vie praticabilissime. Non solo il nucleare...in Italia ormai si protesta anche per i turbogas, per i cicli combinati e per le riconversioni a carbone. COme vogliamo produrre l'energia? Chiediamo a un miliardo di cinesi di collegare le loro biciclette da camera ad una dinamo?
3) Ideologizzato lo dici a Pecoraro Scanio, io sono un ingegnere meccanico e mi occupo di Energetica. Mi è concesso avere una qualche competenza in materia? Se tu mi trovi una fonte che abbia una disponibilità del 90% in un impianto così piccolo, io ti sostengo immediatamente.
4) La mia posizione è lampante da tempo, nucleare E rinnovabili. Ma se non ti prendi la briga di fare due conti e vedere quanto ti possono fornire le rinnovabili, mi spieghi come fai a dare delle risposte al problema?
http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=336734
Leggiti il post 25, quella è la mia posizione. Se vuoi fare un discorso serio mi devi contestare nei numeri con analoghi numeri.


Non c'è nessun motivo di spazientirsi, mica mi mettoa seguire 10 thread in simultanea.
Ti rispondo punto per punto:
1) Il nucleare è pericoloso, punto. Anche una diga è pericolosa, o una centrale a carbone. Non credo credo che il problema sia che qualcuno esageri la pericolosità delle centrale, perchè i numeri sono quelli, invece si tratta di una differente percezione di rischio. Io, per esempio, non credo che sia possibile stoccare le scorie radioattive in modo sicuro per migliaia di anni. E dato che sono convinto di ciò, non credo che sia auspicabile produrle.
2) Sono posizioni che non conosco, e che non mi sembrano molto diffuse.
3) Non mi riferivo a te specificatamente, non ti conosco neanche.
4) Ho letto il tuo post, e sono d' accordo sulle biomasse, che in Austria ed Alto Adige sono molto incentivate e sempre più diffuse. Per il resto, non c'è dubbio che con il nucleare si può ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, e che non sarà possibile coprire il fabbisogno energetico con le rinnovabili che ci troviamo adesso, ma questi sono problemi tecnici dei quali si occupano i tecnici. La politica invece deve dare le linee guida: sviluppo delle rinnovabili, no al nucleare o almeno riduzione al minimo indispensabile, risparmio energetico, sviluppo sostenibile ecc.
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