
Originariamente Scritto da
sintierra
Gli errori e le modifiche erano parecchi, e per ognuno dovevano rifare i test o richiedere l'approvazione.
Concrete composition delays Finland's Olkiluoto 3
http://www.neimagazine.com/story.asp?storyCode=2036021
“Difficulties and delays stemming in particular from its status as the first reactor of its kind ever built and from the process, specific to Finland, of technical documentation approval by the customer and detailed design approval by the Finnish safety authority, which take place as the work progresses,” were to blame Areva says.
http://www.neimagazine.com/story.asp...ryCode=2039298
Latest estimates for the completion of the Olkiluoto 3 reactor in Finland have pushed the development back until the turn of 2010-2011, owner operators Teollisuuden Voima Oy (TVO) report.
http://www.neimagazine.com/story.asp?storyCode=2040955
ENERGIA NUCLEARE A BUON PREZZO:
SE LO STATO PAGA LA FATTURA
http://www.boell.de/downloads/oeko/N...talienisch.pdf
....Sembra impossibile che nel sito di Olkiluoto tutti questi impegni vengano rispettati. Anche se tutti gli obiettivi – ad esempio il periodo di costruzione – venissero davvero raggiunti, il prezzo calcolato di 3,2 miliardi di euro sembra addomesticato: era stato in origine indicato nel quadro della produzione di una serie di circa 10 reattori, che non è nemmeno lontanamente in predicato. In altri settori un comportamento di questo tipo ha un nome ben preciso,“dumping”.
Se i costi di costruzione dovessero aumentare, il prezzo fisso concordato con gli acquirenti finlandesi potrebbe trasformare rapidamente il progetto in un incubo finanziario per Framatome ANP, e non tarderebbe a essere lanciata una richiesta di aiuto dello Stato. È già successo al momento del montaggio finanziario, operazione nella quale la Bayerische Landesbank ha svolto un ruolo importante. Lo Stato bavarese possiede il 50% della banca, la cui sede centrale è a Monaco di Baviera, dove ha sede anche la Siemens, fabbricante del reattore. La banca è partner di un consorzio internazionale che garantisce
all’EPR finlandese un prestito di 1,65 miliardi di euro a basso interesse (il tasso
dichiarato è del 2,6%). Il governo francese sostiene – attraverso l’agenzia di crediti all’esportazione Coface – la Areva, casa madre della Framatome ANP, con una garanzia di credito all’esportazione (normalmente riservata agl’investimenti nei paesi politicamente ed economicamente instabili) di 610 milioni di euro.Visti gli sforzi coordinati di vari paesi con interessi specifici nel progetto, l’EREF (European Renewable Energies Federation) ha presentato una denuncia alla Commissione europea per supposta violazione delle norme
europee sulla concorrenza.
Una cosa è chiara: senza il sostegno dello Stato, anche nel caso del reattore finlandese la decisione sarebbe stata differente. In questa occasione, il sostegno è arrivato dai paesi del fabbricante e dell’acquirente. È evidente che l’energia nucleare è concorrenziale solo se riceve consistenti sussidi, o nei paesi in cui la tecnologia nucleare è più o meno radicata nella filosofia dello Stato, e in cui di conseguenza i costi sono un fattore secondario. Se
esistono piani per costruire nuovi reattori in paesi con efficienti economie di mercato, possiamo esser sicuri che gl’investitori contano sul sostegno dello Stato: per garantirsi dagli aumenti dei costi di costruzione, dai periodi di arresto non previsti, dalle fluttuazione del prezzo del combustibile, dalla difficoltà di prevede il costo di fermi, smantellamento e stoccaggio dei rifiuti. Per finire, i governi dovranno affrontare le conseguenze di eventuali
catastrofi che provochino un rilascio massiccio di radioattività. Nessun paese al mondo lo può fare da solo. Le compagnie di assicurazione approntano politiche che variano da un paese all’altro, in base ai rispettivi costi globali previsti, ma è chiaro che la parte totale di danni di cui si faranno carico sarà in ogni caso irrisoria.