Lippi: "Tra sei mesi torno in pista"
«Ho ricevuto diverse proposte da club stranieri e nazionali che non ho neppure preso in considerazione. Ho deciso di aspettare e non cambio idea».
TORINO
«Tornerò tra sei mesi, non mi spaventa prendere un club in corsa». L’ex ct azzurro Marcello Lippi conferma nel corso di un forum a Tuttosport di voler provare questa nuova esperienza.
«Ho ricevuto diverse proposte da club stranieri e nazionali che non ho neppure preso in considerazione. Ho deciso di aspettare e non cambio idea. Di sicuro continuerò a fare l’allenatore e continuerò a scegliere i miei collaboratori: è importante scegliere i propri uomini di fiducia prima di cominciare un’avventura».
Lippi, abituato ad allenare campioni, parla dei nuovi fenomeni del calcio: «Messi è il più straordinario. Nelle giocate dell’argentino del Barcellona ci sono degli sprazzi degni di un vero genio». Riguardo i talenti italiani cita Montolivo: «Il giocatore della Fiorentina è il più giovane interessante. A uno così devi solo dire "tu giochi sempre". Alla lunga non può tradirti».
Ed eccolo parlare della sua Juventus che ha già preso due volte e vinto tanto. Nessuno esclude una terza avventura in bianconero: «La Juve deve andare a gradi - afferma Lippi - Prima la serie A, poi il mercato. Buffon? Avevo detto che mi avrebbe raggiunto ovunque e siccome non tornerò in panchina a luglio lo vedo nel ritiro della Juve. Del Piero? È un giocatore di intelligenza superiore, fondamentale per il gruppo. Mi fa piacere che voglia continuare a giocare sono sicuro che potrà farlo fino a 38 anni».
Poi parla di Camoranesi. «Non penso che l’inno sia un problema. È un giocatore di cuore e grinta. Ama la maglia azzurra e a Berlino mi ha detto grazie per le emozioni che ha provato. Luca Toni alla Juve? I bianconeri hanno uno dei più forti centravanti del mondo che è Trezeguet, eccezionale di testa, formidabile in zona gol, ottimo nel gioco di sponda».
Lippi ha avuto l’attuale allenatore della Juve Deschamps come giocatore: «Didier è stato bravissimo. ha svolto un lavoro ecellente. È stato bravo lui, la società e molto coscienziosi i giocatori che lo hanno seguito».
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