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Discussione: lebbra a milano

  1. #11
    Prof. cosa si fa domani sera ?
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    Nel medioevo i lebbrosi venivano considerati sacri perchè toccati da Dio !!!

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da ulfenor Visualizza Messaggio
    Quando sentite parlare un antirazzista, fra i mille motivi idioti che sentirete da lui, per giustificare quella cosa contronatura che è il mischiamento razziale, si inventerà pure che il mischiamento razziale contribuirebbe al miglioramento del corredo genetico delle persone e dei popoli.

    Ma dove è mai successo, nella realtà, questa cosa?

    Al limite ciò lo si può dire del mischiamento etnico, ma sfido io a dire che uno spagnolo ed un portoghese (veri spagnoli e portoghesi, non quelli detti tali a causa di un pezzo di carta!) sono di due razze diverse!! Solo un idiota sarebbe capace di dire che un Juàn Carlos ed un Luìs Figo siano di due razze diverse...

    Vediamo, ora, come sarebbe "vantaggioso" mischiare le razze: loro vi citeranno qualche malattia rarissima diffusa in popoli ristretti, ma non vi citeranno mai gli islandesi, i quali NON hanno alcuna malattia, pur non avendo avuto contatti con altri popoli per centinaia di anni... Inoltre non vi citeranno mai casi personali, chissà come mai? Perchè, se si affidassero all'esperienza quotidiana, non potrebbero rimanere antirazzisti!!!

    Vi hanno mai parlato di Sam Ellis? No, e vi dico subito il perchè!! Sam Ellis era un cittadino australiano con genitori di stirpe europea, indocinese ed aborigena, un vero sogno per i mischiarazze!!! Un giorno ha sviluppato la leucemia, malattia potenzialmente mortale, ma che è facilmente guaribile con un semplice trapianto di midollo osseo.

    E qui casca l'asino: ha avuto il midollo osseo da donatori bianchi, da donatori gialli, da donatori aborigeni, da mezzisangue, ma nessun midollo osseo ricevuto andava bene; lui era un mezzosangue, e nessun midollo osseo gli andava bene per sopravvivere, ed infatti è morto.

    Dove sarebbe mai il vantaggio di mischiare le razze? Di morire, nel caso capiti una malattia potenzialmente mortale come la leucemia? Certi idioti che vogliono rimanere antirazzisti potrebbero rispondervi che è un caso limite, e che con la scienza di oggi, si potrà risolvere anche questo problema.

    E' infatti grazie alla tecnologia dei bianchi ed alla medicina dei bianchi, che noi siamo arrivati al livello tecnologico di questa società; se avessimo aspettato gli altri, invece di progredire per conto nostro, ancora non avremmo avuto il carro!!!! Ma è poi davvero conveniente un uso eccessivo della medicina, per far sopravvivere troppo a lungo chi è destinato ad una precoce morte? Otteniamo solo di diventare maggiormente dipendenti dai macchinari per la nostra sopravvivenza!

    Sopravviverebbero così tanti mezzisangue, se noi non avessimo questa tecnologia, e vivessimo di più allo stato di Natura? Certo che no, è la Natura stessa ad aver sfavorito i mezzisangue, e non certo le sovrastrutture sociali di cui vanno tanto blaterando certi sociologi d'infima qualità!

    Si limitano a queste malattie mortali le differenze genetiche? Si limitano ai mezzisangue le differenze nella salute? Certamente no!!!

    Prendiamo ad esempio l'asma dovuta al fumo: negli USA, di recente, hanno condotto uno studio nel quale si sono paragonate le vite di diverse famiglie, bianche e nere, con i genitori fumatori; i bambini neri sviluppavano di più, e prima, l'asma ed altri problemi respiratori (ed alla lunga, sono più facilmente soggetti al tumore ai polmoni!).

    Una malattia molto diffusa fra i neri, ma inesistente nei bianchi (almeno in quelli che non hanno un'ascendenza nera), è l'anemia falciforme. Tra i bianchi, invece, quelli che non hanno alcuna parentela (più o meno vicina) nera, non è affatto sviluppata questa malattia, chi invece, pur essendo bianco, ha una ascendenza nera (più o meno vicina), ha la possibilità di sviluppare questa malattia.

    E dove sarebbe il vantaggio del mischiamento razziale? Che un bianco senza antenati neri non sviluppa l'anemia falciforme, mentre un bianco che ha antenati mischiatisi coi neri può svilupparla?

    Facciamo ora un esempio con una malattia sviluppata dai bianchi, e non dai neri, la fibrosi cistica. Prima di fare l'esempio, vorrei però far notare che, mentre si parla spesso e volentieri di una tipica malattia nera come l'anemia falciforme, nessuno ci fa sapere che i bianchi possono avere la fibrosi cistica molto più facilmente dei neri... Forse perchè si certuni sono interessati affinchè malattie come questa si diffondano ancor di più tra i bianchi?

    Tornando al nostro esempio, gli unici neri che hanno la fibrosi cistica, ce l'hanno perchè hanno antenati bianchi che avevano quella malattia. Lo stesso ragionamento, naturalmente, vale per OGNI malattia genetica e per OGNI razza, e non solo per la bianca e la nera, che ho solo preso ad esempio...

    Abbiamo appena visto che una malattia tipica dei neri (l'anemia falciforme) può essere sviluppata dai bianchi, solo in presenza di antenati neri, mentre una malattia tipica bianca (la fibrosi cistica) può essere sviluppata dai neri, solo in presenza di antenati bianchi.

    E dove sarebbe il vantaggio del mischiamento razziale? Nel fatto che si mischino le malattie? Nel fatto che un mezzosangue può avere le malattie sia dell'una che dell'altra razza, mentre chi non è mischiato, non può avere malattie che solamente le altre razze hanno?

    Veniamo adesso all'ultima sacca di resistenza degli idioti e degli antirazzisti più irriducibili: le malattie infettive, le quali non hanno propriamente una base genetica, e per le quali non è necessario il mischiamento razziale, affinchè si presenti. Anche qui si vede che i mezzisangue sono meno resistenti delle persone non mischiate, e che più facilmente sono soggetti a malattie infettive, e più difficilmente ne vengono curati.

    Facciamo, anche per questo caso, un esempio: quando gli europei arrivarono in America, bastavano malattie assolutamente normali come il raffreddore per uccidere gli amerindi (di origini razzialmente varie, e non unica, come invece si pensa generalmente). Inoltre, se noi abbiamo portato malattie "pericolose" come il raffreddore agli amerindi, anche loro ci hanno "donato" malattie come la sifilide; la sifilide, trasmessibile per via sessuale, e che sembra la punizione per il fatto che gli spagnoli non abbiano resistito agli impulsi sessuali, ed abbiano voluto sposare le amerindie...

    La sifilide non è certo l'unica malattia che ci è stata "donata", e ci sono persino malattie che noi ritenevamo di aver sconfitto ma che, grazie all'immigrazione di massa da parte di altre genti da altri continenti, stanno ritornando in Europa; erano decenni, se non secoli, che non si sentiva più parlare in Europa di tubercolosi e di malaria, ma, grazie all'immigrazione, stanno ritornando nelle terre europee, e bisognerà adeguare le strutture ospedaliere anche per malattie di cui quasi si era persa memoria fra i popoli europei...

    In tutto ciò nessuna persona razionale può vedere il vantaggio del mischiamento razziale, per il semplice fatto che NON ESISTE ALCUN VANTAGGIO NEL MISCHIAMENTO RAZZIALE!
    Quoto in pieno.
    NO AL METICCIATO DI MASSA.

  3. #13
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    .........

  4. #14
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    Povera Italia !

  5. #15
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    C'è la lebbra malattia, ed è facile da curare e difficile da prendere, perchè non è una questione di contatto e basta, ma di condizioni igieniche di vita.
    Poi c'è quella dello spirito, a Milano poi...
    E' lebbra dello spirito che la Sogemi, ente pubblico municipale che gestisce l'orto mercato, abbia affittato in un suo palazzo, un locale pubblico ad un nightclub gestito con i soldi della ndrangheta e luogo organizzatore di immigrazione di donne prostitute, spaccio di cocaina, riciclaggio di denaro sporco ecc...
    Come mai il signor Predolin, presidente AN di Sogemi, non ne sapeva niente?
    Come mai un partito tutto "ordine e sicurezza", non riesce neppure a gestire un palazzo di un ente da lui amministrato?

    P.s. Per quanto riguarda il meticciato, la prima regola che tutti le civiltà, o quasi tutte, mantengono da millenni per sopravvivere, è che non ci si sposa fra fratello e sorella, e fra mamma e figlio, o fra padre e figlio, e possibilmente fra nipoti e zii, e nel caso, fra cugini di 1° (la biologia dice sangue della stessa stirpe pari solo al 25%).
    L'uomo, questo immondo animale, ha una regola precisa: non ci si sposa fra consanguinei superiori al 25%, e comunque anche fra cugini di primo grado e secondo grado sarebbe meglio evitare.
    Ne consegue che vale di più questa regola che altre, le quali mai hanno retto per più di qualche decennio.
    Anche Longobardi e Romani non potevano sposarsi, secondo i decreti longobardi. Alla fine si sono sposati eccome.
    Laddove il tabù famigliare è quindi fortissimo, la regola "moglie e buoi dei paesi tuoi", pur sempre valida, ha più un significato sociale, tradizionale, di costume, che biologico.
    Se in una famiglia vuoi eliminare tare (difetti fisici, malattie ereditarie) devi incrociare il sangue con altra famiglia che queste tare non ha. In un certo senso, più distante la scegli dalla tua comunità di sangue e suolo, meglio è.
    La consanguineità produce gli scemi del villaggio, non soltanto il non aver studiato.

  6. #16
    ulfenor
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    L'articolo dice anche che Il contagio è possibile solo con un contatto prolungato fisico o areo, cè veramente da stare allegri al pensiero che il negro probabilmente se ne andava in giro per la penisola da tre mesi visto che era clandestino per tutto quel tempo

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da ulfenor Visualizza Messaggio
    L'articolo dice anche che Il contagio è possibile solo con un contatto prolungato fisico o areo, cè veramente da stare allegri al pensiero che il negro probabilmente se ne andava in giro per la penisola da tre mesi visto che era clandestino per tutto quel tempo
    Per prendere la lebbra ne devi fare di tutti i colori.
    Devi vivere in un ambiente sudicio, malsano, per mesi e mesi.
    Ogni malattia infettiva, anche l'AIDS, è provocata da un contatto di un protozoo (plasmodio della malaria), batterio (tubercolosi), virus (comuni raffreddori, AIDS).
    Tale "animaletto" si infiltra nel corpo ed interagisce con un cosiddetto "sistema immunitario", il quale, se forte, riesce a sopprimerlo.
    Lo stesso AIDS che pure sguazza nel sangue del corpo umano, fa assai fatica ad affermarsi in un corpo robusto e sano, bene alimentato, vivente in un ambiente ecologicamente sano.
    Antidoti e vaccini sono stati importanti. Ma nulla possono se contemporaneamente non emergono strategie strutturali di sanità pubblica.
    Il chinino non riesce a debellare la malaria, se continuano a non bonificarsi le paludi.
    Il colera non riesce a vincersi con il solo vaccino, se continua a bersi l'acqua di fogna.
    La tubercolosi è difficile da prendere se uno non fuma, vive all'aria aperta, si alimenta con vitamine, si copre bene al freddo.
    E così via...

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Gaio Mario Visualizza Messaggio
    Per prendere la lebbra ne devi fare di tutti i colori.
    Devi vivere in un ambiente sudicio, malsano, per mesi e mesi.
    Ogni malattia infettiva, anche l'AIDS, è provocata da un contatto di un protozoo (plasmodio della malaria), batterio (tubercolosi), virus (comuni raffreddori, AIDS).
    Tale "animaletto" si infiltra nel corpo ed interagisce con un cosiddetto "sistema immunitario", il quale, se forte, riesce a sopprimerlo.
    Lo stesso AIDS che pure sguazza nel sangue del corpo umano, fa assai fatica ad affermarsi in un corpo robusto e sano, bene alimentato, vivente in un ambiente ecologicamente sano.
    Antidoti e vaccini sono stati importanti. Ma nulla possono se contemporaneamente non emergono strategie strutturali di sanità pubblica.
    Il chinino non riesce a debellare la malaria, se continuano a non bonificarsi le paludi.
    Il colera non riesce a vincersi con il solo vaccino, se continua a bersi l'acqua di fogna.
    La tubercolosi è difficile da prendere se uno non fuma, vive all'aria aperta, si alimenta con vitamine, si copre bene al freddo.
    E così via...
    Tutto ciò è vero sino ad un certo punto e non si può certo generalizzare.
    Certo che se una persona gode di ottima salute ed è forte e robusta, la probabilità di contrarre una malattia è più bassa che per una persona debilitata, ma questo a prescindere dalle condizioni igeniche (per esempio un giovane sportivo ed un anziano hanno certamente probabilità diverse di contrarre malattie infettive...)
    E' stato dimostrato che l'AIDS viene contratto prevalentemente attraverso lo scambio di determinati fluidi corporei, per cui, indipendentemente dalle condizioni igenico-sanitarie, fare sesso con una persona infetta ti dà una certa probailità di contrarlo, baciarla, una probabilità bassissima. Se poi i contatti sono numerosi, allora la probabilità aumenta.
    Per la malaria, anche in una città come Milano, dato che vi sono moltissime (eufemismo) zanzare, se ci fossero molte persone malate, la possibilità di contagio sarebbe concreta, anche per chi sta bene e vive in un contesto sano: se ti punge una zanzara che t'inocula il protozoo, il sistema immunitario non ci può fare niente! Un protozoo non c'entra nulla con virus e batteri, ma è simile ad una cellula umana, non a caso gli antimalarici hanno un'azione simile ai chemioterapici antitumorali.
    Per quel che riguarda tubercolosi e lebbra (il cui contagio avviene probabilmente per via aerea), portate da batteri molto immunoresistenti, anche qui i contatti con persone infette danno una certa probabilità di contagio che aumenta con il numero e la durata dei contatti, indipendentemente dalla situaizone esterna o dalle condizioni di salute. Certe forme di tubercolosi, poi possono sconfiggere il sistema immunitario e sono molto resistenti ai farmaci.

    La questione vera è che oggi non ci sono controlli sanitari sugli stranieri che entrano nel nostro paese, siano essi immigrati regolari o clandestini.
    L'istituzione di centri di "quarantena" in cui tutti gl'immigrati siano sottoposti a visite mediche penso che sia ormai una necessità, anche se ciò comporterebbe alti costi per il sistema sanitario (il che forse contribuirebbe ad una limitazione del flusso d'immigrati ); anche a dispetto di tutto il ciarpame buonista e filoimmigratorio di umanitaristi di vario genere (dai cattolici alla sinistra) e non solo.
    D'altra parte per andare, anche solo come turista in molti paesi africani, è necessario dimostrare di aver fatto tutta una serie di vaccinazioni, quindi si tratterebbe anche di un fatto di reciprocità.
    Inoltre mi risulta, che in Siria, sia necessario, all'arrivo fare un test per l'AIDS

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio
    Tutto ciò è vero sino ad un certo punto e non si può certo generalizzare.
    Certo che se una persona gode di ottima salute ed è forte e robusta, la probabilità di contrarre una malattia è più bassa che per una persona debilitata, ma questo a prescindere dalle condizioni igeniche (per esempio un giovane sportivo ed un anziano hanno certamente probabilità diverse di contrarre malattie infettive...)
    E' stato dimostrato che l'AIDS viene contratto prevalentemente attraverso lo scambio di determinati fluidi corporei, per cui, indipendentemente dalle condizioni igenico-sanitarie, fare sesso con una persona infetta ti dà una certa probailità di contrarlo, baciarla, una probabilità bassissima. Se poi i contatti sono numerosi, allora la probabilità aumenta.
    Per la malaria, anche in una città come Milano, dato che vi sono moltissime (eufemismo) zanzare, se ci fossero molte persone malate, la possibilità di contagio sarebbe concreta, anche per chi sta bene e vive in un contesto sano: se ti punge una zanzara che t'inocula il protozoo, il sistema immunitario non ci può fare niente! Un protozoo non c'entra nulla con virus e batteri, ma è simile ad una cellula umana, non a caso gli antimalarici hanno un'azione simile ai chemioterapici antitumorali.
    Per quel che riguarda tubercolosi e lebbra (il cui contagio avviene probabilmente per via aerea), portate da batteri molto immunoresistenti, anche qui i contatti con persone infette danno una certa probabilità di contagio che aumenta con il numero e la durata dei contatti, indipendentemente dalla situaizone esterna o dalle condizioni di salute. Certe forme di tubercolosi, poi possono sconfiggere il sistema immunitario e sono molto resistenti ai farmaci.

    La questione vera è che oggi non ci sono controlli sanitari sugli stranieri che entrano nel nostro paese, siano essi immigrati regolari o clandestini.
    L'istituzione di centri di "quarantena" in cui tutti gl'immigrati siano sottoposti a visite mediche penso che sia ormai una necessità, anche se ciò comporterebbe alti costi per il sistema sanitario (il che forse contribuirebbe ad una limitazione del flusso d'immigrati ); anche a dispetto di tutto il ciarpame buonista e filoimmigratorio di umanitaristi di vario genere (dai cattolici alla sinistra) e non solo.
    D'altra parte per andare, anche solo come turista in molti paesi africani, è necessario dimostrare di aver fatto tutta una serie di vaccinazioni, quindi si tratterebbe anche di un fatto di reciprocità.
    Inoltre mi risulta, che in Siria, sia necessario, all'arrivo fare un test per l'AIDS
    Condivido quanto scrivi in materia di "sanità pubblica" e a livello, chiamiamolo cos', epidemiologico.
    Idealisticamente la penso un po' come Platone: alimentazione, acqua ed aria, sono le forze della salute.
    L'AIDS, e questo è interessante e da apporfondire perchè tocca gli interessi delle multinazionali (ma come è possibile un vaccino contro un virus?), l'AIDS non se ne spiega ancora bene la latenza del virus senza che si sviluppi la malattia mortale.
    Ciò potrebbe significare che il contatto non è sufficiente, semmai solo necessario.
    Io la vedo come una lotta paurosa fra sistema immunitario e virus, lotta che è determinata anche dalle condizioni psico-fisiche.
    Condivido infine la proposta amministrativa sugli stranieri: deve farsi un test clinico, almeno per accertarne malattie infettive.
    Ma lo dobbiamo fare noi: perchè dei loro ospedali o della loro documentazione non c'è da fidarsi.
    Non sono così tanto nemico del popolo da dire: dentro tutti, anche gli infetti...

 

 
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