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  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da are(a)zione Visualizza Messaggio
    Ebbi uno scambio di emails con i compagni del CPAm. e devo dire fu molto illuminanta e carico di speranza per un futuro diverso in quella abbandonata dagli dei.

    Ti immagini essere un comunista in un paese come quello?
    no infatti..ma si sa qunti militanti contano?

  2. #32
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    Un tempo la sezione più forte era quella di Hollywood, prima della caccia alle streghe si intende. Che fu anche una caccia agli ebrei. Pensate che ho trovato on line un documento di un ebreo, dirigente della Metro-Goldwin Mayer, che in quegli anni fuggì in URSS.
    Alcuni sceneggiatori e attori erano comunisti. Alcuni fuggirono anche in Italia. E lavorarono negli spaghetti western.
    Durante la caccia alle streghe furono presi di mira anche Humphrey Bogart, Khaterine Hepburn, Lauren Bacall, Lee Van Cleeft, Charlie Chaplin ecc.
    In Ingilterra fu soprattutto l'ex trotzkista Orwell a denunciare i presunti comunisti.

  3. #33
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    Lista delle principali vittime della Caccia alle Streghe:
    A few of the more famous people who were blacklisted or suffered some other persecution during McCarthyism are listed here:

    * Leonard Bernstein, composer and conductor[47]
    * Charlie Chaplin, actor[47]
    * Aaron Copland, composer[47]
    * Bartley Crum, attorney[48]
    * Jules Dassin, director[47]
    * W.E.B. DuBois, civil rights activist and author[49]
    * Howard Fast, author[50]
    * Lee Grant, actress[47]
    * Dashiell Hammett, author[47]
    * Lillian Hellman, playwright[47]
    * John Hubley, animator[47]
    * Langston Hughes, author[51]
    * Sam Jaffe, actor[47]
    * Gypsy Rose Lee, actress[52]
    * Philip Loeb, actor[53]
    * Joseph Losey, director[47]
    * Burgess Meredith, actor[52]
    * Arthur Miller, playwright and essayist[52]
    * Zero Mostel, actor[47]
    * Clifford Odets, author[47]
    * J. Robert Oppenheimer, physicist, "father of the atomic bomb"[54]
    * Paul Robeson, actor, athlete, singer, author, political and civil rights activist[55]
    * Edward G. Robinson, actor[52]
    * Waldo Salt, author[47]
    * Pete Seeger, folk singer[51]
    * Artie Shaw, jazz musician[51]
    * Howard Da Silva, actor[47]
    * Paul Sweezy, economist and founder-editor of Monthly Review[56]
    * Tsien Hsue-shen, physicist[57]
    * Orson Welles, actor, author and director

  4. #34
    comunista quindi sono
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Mah, sai quelli sono comunisti comunque anche se in modi che personalmente non mi fanno impazzire. Basta vedere il numero dei coreani rifugiatisi in Cina. Negli ultimi anni hanno avuto qualche apertura. Hanno adottato una versione light del socialismo di mercato. Hanno aperto ai capitali sud-coreani. Gli stessi cinesi li stanno aiutando. Prima di queste aperture il regime nord-coreano rappresentava tutto ciò che non mi piace dei regimi socialisti classici: chiusura verso l'esterno, nepotismo il figlio che succede al padre come in una monarchia, culto della personalità, nazionalismo esasperato, rigida pianificazione, mancanza di cronica di merci, socialismo della miseria. Speriamo il bene.
    Cioè praticamente la negazione del comunismo...

  5. #35
    comunista quindi sono
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Che dire? I comunisti ricchi (dell'Occidente) sognano un comunismo povero, i comunisti poveri sognano un comunismo ricco.
    Ma veramente non esistono comunismi ricchi e comunismi poveri. Penso che Marx intendesse il comunismo come una società globale in cui le risorse si utilizzano in vista di una distribuzione razionale del consumo, non un razionamento della miseria, ma un consumo a misura d'uomo, senza sprechi abnormi e produzione all'infinito. Cambia proprio l'ottica della produzione: non più per il profitto in sé, ma in relazione ai bisogni.

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da Hammers Visualizza Messaggio
    Ma veramente non esistono comunismi ricchi e comunismi poveri. Penso che Marx intendesse il comunismo come una società globale in cui le risorse si utilizzano in vista di una distribuzione razionale del consumo, non un razionamento della miseria, ma un consumo a misura d'uomo, senza sprechi abnormi e produzione all'infinito. Cambia proprio l'ottica della produzione: non più per il profitto in sé, ma in relazione ai bisogni.
    Secondo me Marx pensava a una società in cui i bisogni erano quelli dell'Ottocento. Oggi ci sono altri bisogni. Basta vedere quando fossa l'indice Engel (non Engels,,,) che da la misura dei consumi alimentari sui consumi globali nell'Ottocento. Per le società avanzate i consumi alimentari sono una parte ormai mediamente inferiore ad un terzo.
    Qualsiasi arretramento verso i bisogni dell'Ottocento diventa assolutamente impopolare a meno chè diventi assolutamente impossibile sostenere questi bisogni.
    Io non credo molto che la chiave del nostro domani sia in una diversa interpretazione di Marx. Credo che sia vera la massima di Marx che i filosofi hanno solo diversamente interpretato il mondo e che compito dei comunisti sia trasformarlo. Trasformazione significa apprendimento pratico.
    Ad esempio tu dici che i coreani non hanno nulla a che vedere con il comunismo, forse dico io hanno appreso poco dall'esperienza, non hanno fatto i conti abbstanza con questa esperienza. Ma ancora meno hanno appreso coloro che, dando un giudizio assolutamente liquidatorio del esperienza del comunismo nel XX secolo, sono pronti a ripeterne gli errori.

  7. #37
    are(a)zione
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    Citazione Originariamente Scritto da angus Visualizza Messaggio
    no infatti..ma si sa qunti militanti contano?
    qualche migliaio, una miseria.

    Sono da applaudire per lo sforzo titanico

  8. #38
    comunista quindi sono
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Secondo me Marx pensava a una società in cui i bisogni erano quelli dell'Ottocento. Oggi ci sono altri bisogni. Basta vedere quando fossa l'indice Engel (non Engels,,,) che da la misura dei consumi alimentari sui consumi globali nell'Ottocento. Per le società avanzate i consumi alimentari sono una parte ormai mediamente inferiore ad un terzo.
    Qualsiasi arretramento verso i bisogni dell'Ottocento diventa assolutamente impopolare a meno chè diventi assolutamente impossibile sostenere questi bisogni.
    Non si tratta di arretrare verso i bisogni dell'ottocento ma di produrre, invece che sulla base della logica dell'accumulazione capitalistica, in base ai bisogni effettivi dell'uomo medio, che certamente non sono più quelli di un secolo fà, ma bisogna anche considerare i tantissimi bisogni indotti dai media commerciali, che non sono certo compatibili con i delicati equilibri del nostro pianeta né con la necessità di una redistribuzione della ricchezza a livello planetario secondo criteri di giustizia ed equità. Una delle più grandi sfide del nostro futuro è nelle mani della ricerca scientifica e tecnologica, a cui spetta il compito di creare materiali riciclabili o ecocompatibili alternativi alla plastica e ad altri prodotti inquinanti, creare impianti di depurazione totale delle emissioni industriali, e, in generale estendere, le conquiste della modernità a tutti i cittadini del mondo senza mettere a repentaglio le sorti del globo stesso. Questa è il compito del Comunismo. E ciò è possibile soltanto sconfiggendo la logica capitalistica della produzione.
    E' il pensiero di Marx ed è perfettamente attuale.

    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Trasformazione significa apprendimento pratico.
    Ad esempio tu dici che i coreani non hanno nulla a che vedere con il comunismo, forse dico io hanno appreso poco dall'esperienza, non hanno fatto i conti abbstanza con questa esperienza. Ma ancora meno hanno appreso coloro che, dando un giudizio assolutamente liquidatorio del esperienza del comunismo nel XX secolo, sono pronti a ripeterne gli errori.
    Se ti riferisci a me, io non do un giudizio assolutamente liquidatorio del comunismo del XX secolo. Io salvo l'esperienza italiana (pur con i suoi limiti ed errori), la rivoluzione d'ottobre (sia pure con i suoi limiti ed errori), le lotte del movimento operaio in tutta Europa e nel mondo. Critico aspramente le esperienze del cosiddetto "socialismo reale" perché purtroppo sono tutte degenerate quasi da subito in regimi dittatoriali a capitalismo di Stato in totale antitesi con il pensiero marxista, con gli ideali e principi fondamentali del socialismo e del comunismo. La critica serve a far sì che quegli errori (ed orrori) non si ripetano mai più.

  9. #39
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    Notizie dal Nepal in una analisi di sinistra ma abbastanza neutrale.
    Party Unity : Ideological Basis A Must [ 2007-5-22 ]
    By Yuba Nath Lamsal
    The recent remarks of the Maoist chairman Prachanda's on the possible unity among the leftist forces have sent quick and serious ripples in the Nepali political spectrum. Some centrist and rightist political groups are busy in readjustment, realignment and polarization following the Maoist supremo's remarks which was later echoed by CPN-UML general secretary Madhav Kumar Nepal.

    Counter
    The two factions of the Nepali Congress are more seriously doing groundwork for the unification. Similarly, the chairman of the Rastriya Janasakti Party Surya Bahadur Thapa, immediately after returning from the Delhi sojourn, hinted the need for forging a "democratic alliance" to counter the left forces.

    The talk of the left unity has, of course, created paranoia in the rightist camp. It is because the leftist parties dominate the interim parliament and, if the constituent assembly polls are held on the united platform, there is a strong likelihood of left parties sweeping the elections.
    Political parties are assets in the multi-party democracy. There must be different political parties on ideological ground. At present, three political forces are representing different ideologies and these three forces are dominating Nepali politics. However, all of these forces are divided and fragmented.

    Nepali Congress represents the centrist ideology with democratic socialism as its official document, although in practice it has been promoting capitalism and Westminster type of democracy. The Nepali Congress was the only party that had been representing the centrist politics for more than five decade. As the Nepali Congress remained united as the only centrist party, it dominated Nepali politics and remained in power more than any other political force in the post 1990 political era. But it was divided four years ago as a faction led by its Sher Bahadur Deuba broke the relation with the mother party and formed a new group called Nepali Congress (Democratic) party.

    The Nepali Congress, right from its inception, championed and fought for multi-party political system, political freedom, human rights and open society. For its unflinching faith in multi-party democracy, the western countries supported the Nepali Congress as the only democratic force in Nepal. But much change has taken place in Nepali politics over the years. All other political forces have come up embracing multi-party democracy and open society more vocally and vibrantly. However, the western countries still view Nepali politics and political parties with the same old eyes.

    The leftists are strong in Nepal. If all the leftist parties were combined, they are in majority. But Nepali communists are always divided and fragmented. As a result, they always remained in opposition. At present, more than a dozen communist parties exist in Nepal and each party claims to be the genuine representative of the poor and downtrodden people. Now CPN-Maoist and CPN-UML are the strong and mainstream leftist forces in Nepal. They have equal number of seats in the interim parliament and equal share in the cabinet. The difference between the two is that CPN-UML was established as a second largest force through the verdict of people in the last general election. CPN-Maoist has been established as a force through the armed revolution, and it has recently joined peaceful and competitive politics. In terms of popular verdict, it is yet to be tested.

    The rightist force is also in existence in Nepal. This force, too, is fragmented. The monarchy and feudal system is its ideological base and support. Since the monarchy, the patron of feudalism, is on the verge of crumbling, the rightist force is seeking a new ideological ground and tactics for its survival and existence. It is trying to create a new political alignment so that its existence and identity would remain intact. For more than three-decade during the king's absolute regime called the Panchayat system, this palace pampered rightist force enjoyed political power summarily suppressing the people's fundamental rights and party activities. Strangely, these rightist forces are trying to portray themselves as the democratic force and forging an alliance with the Nepali Congress to counter the rising left force in Nepal.

    The two factions of the Nepali Congress advocate the same ideology and political and economic programme. Both the factions revere BP Koirala as their source of inspiration. Similarly, all the communist parties believe in Marxism, Leninism and Maoism. All of them revere Marx, Lenin and Mao as their international leaders and source of inspiration. The rightist parties support he monarchy and feudalism. Although some of them have lately spoken of a republican set up, it is their tactical move to survive in the changed political context and serve their long-term goal and interest.

    In a multi-party democracy, parties with similar ideology and programmes should not remain divided and fragmented. The parties should be created and united on the basis of ideological basis. If the alignment and polorisation is just for power devoid of ideological basis, the unity would not last long. Such alignment among the differing ideological bases would be disastrous for themselves in the long-run. It would create a crowd of visionless and opportunist people instead of a party with committed and dedicated cadres.

    We have a bitter experience of the past. After the 1990 political change, the major political, parties especially the Nepali Congress and the CPN-UML, welcomed everyone, including those who had been tainted in corruption and misuse of power during the Panchayat regime. These people entered the Nepali Congress and the CPN-UML with a design to defame and damage the image of the parties.
    They were, to a large degree, successful in their mission. When king Gyanendra took over power, these people jumped into the royal camp. The political parties did not understand this design. Now the rightist elements are talking of a 'new democratic alliance', which could be another plot to damage the parties.

    Moreover, there should not be any paranoia among other political forces as the Nepali communist parties can never be united. The history is witness that Nepali communists have never learnt lesson from the past and they will prefer to remain in a small groups rather than in creating a strong and united party.

    Caution
    The Jana Andolan II succeeded because of the unity of the eight parties. The mission of the Jana Andolan II has not been over. The mission would be over only after the election to a constituent assembly. Thus, the unity among the eight parties must remain intact until the election to a constituent assembly. The move for a new equation excluding the leftist force could be a conspiracy to derail the ongoing political and peace process. We can easily imagine who could benefit if the present political process was derailed. The political parties especially the Nepali Congress, CPN-UML and CPN-Maoists need to be extra cautious in this present scenario.
    Il PC-UML alle passate elezioni aveva circa il 38% dei voti. I maoisti ovviamente non si sa, ma esistono anche una dozzina di altri partiti comunisti, compreso uno che si è appena separato dai maoisti.

  10. #40
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    il pcc starebbe emglio nella apgina "dinastie dell'impero cinese" che in quella dei partiti comunisti

 

 
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