

credo che in Italia ed in Europa non esistano veri e proprii dazi, o almeno rispetto ad altri paesi non sono poi gran cosa, in compenso esistono pesanti tasse sulla produzione, legislazioni pesantissime sugli standard di qualità e sicurezza (oltretutto spesso tutt'altro che necessari), una burocrazia allucinante per le aziende locali, tutele sindacali altrove totalmente ignorate, un mercato del lavoro drogato etc. In queste condizioni non hanno poi tanto torto coloro che vorrebbero porre filtri alle importazioni, anche se per me sarebbe più logico abolire tutte quelle palle al piede alle nostre aziende, altrimenti sarà un suicidio per l'economia dei nostri territori.
P.S.
va comunque precisato che, ammesso e non concesso che nella pratica si possano eliminare le disparità operative delle nostre aziende rispetto a quelle concorrenti (ad es. cinesi) ci vuole un "transitorio" nel quale resterebbe suicida non seguire il buonsenso di chi guarda alla pratica e non solo alla teoria.


per quanto riguarda tassazione,alta lacci e lacciuoli sono assolutamente e ovviamente d'accordo con te che vadano aboliti.
Cmq i dazi nei confronti della cina arrivano ad esempio sui televisori fino al 300%. E non solo con la cina, anche con gli stati uniti si pagano dazi non indifferenti...
Cmq la pratica mi dice che il risparmio su un daziondel 300% su un televisore porterebbe i soldi risparmiati dall'acquirente italiano verso altri settori più copnvenienti, aumentando l'occupazione di quei settori.
esempio:
televisore con dazio 600 euro, senza dazio 200
acquistandolo senza dazio ci sono 400 euro da spendere in altre attività che sono evidentemente più produttive rispetto alle fabbriche di televisori italiani o europei.
quindi il flusso di quei 400 auro alimenterebbe altri settori che implementerebbero la produzione e l'occupazione di quei settori, compensando le perdite degli altri.
Inoltre i consumatori oltre al televisore si ritrovano un paio di scarpe firmate, un paio di occhiali, e una bottiglia di krug..
purtroppo l'economia non è così semplice come nel tuo esempio... (tra l'altro sono curioso... dove l'hai trovato questo dazio del 300% sui televisori?) una volta che l'economia di un'area viene distrutta (la Cina non produce solo televisori...) bisogna vedere se ci sono ancora quei "400 auro"...
Le pie illusioni sulle scarpe firmate o magari sugli occhiali di quel debosciato della famiglia Agnelli, lasciale alla Stampa alle dipendenze della Grande Finanza... piuttosto informati sul reale stato di salute della famigerata industria manifatturiera Italiana (uno dei nostri migliori boxeur con mani e piedi legati difronte ad una concorrenza che può imitare firme e micafirme facendo lavorare persino i bambini).
ciao bello.


E' tornato Renzo. E si vede. Grande.
Certo che se ci concentriamo sul fatto che gli stati del mondo sono a larga maggioranza SocialDemocratici con massici interventi statali, allora certo, qualcuno potrebbe giustificare i dazi.
Credo comunque, che, anche se uno stato come la Cina, ad esempio, ci invade con prodotti competitivi per via di un modo impari e disgustoso di produrre, sia sempe fondamentale tenere il mercato comunque aperto, anche se il nostro paese non può competere. Ci si accorgerà così dei motivi per cui non riusciamo a essere una comunità competitiva. In questo caso, dovremo ripensare le regole interne. A furia di pensare e ripensare capiranno che il libero mercato è il mezzo migliore per garantire lo svilupo economico e umano???????
è drammatico pensare (non a torto) che la Cina comunista possa dare lezioni di liberismo all'Europa Social-burocratica... tantopiù che questa lezione all'Europa da parte della Cina, desiderata da JohnPollock, mi fa pensare a quella battuta del Cow-boy nel film western di quart'ordine che dice: "ti ammazzo così impari a vivere!"
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Caro Renzo, sai quanto ti stimo, ma non ti sorge avvolte il dubbio di interpretare male le parole che leggi? Io non mi riconosco in quello che tu credi di aver capito. E se mi son spiegato male ti chiedo scusa. Io non desidero per niente che la Cina, (che non considero Liberista, tanto che ha sollevato pure le tasse nei confronti delle imprese esterne, e per me il Liberismo si denota anche da questo) ci dia una lezione. Prima di tutto perchè non ne è capace, in quanto Socialista di dare una lezione a paesi SocialDemocratici riguardo il liberismo, visto e considerato che proprionon entra in testa a entrambi. Dicco solo che l'aproccio cinese ai nostri mercati, dovrebbe insegnarci qualcosa. E cioè che l'unico modo per migliorare noi stessi e i cinesi in quanto popolo disastrato dal Socialismo, è quello di trasmeterci a vicenda, e per quanto possibile, cultura liberale: dal Liberalismo Classico all'Anarcocapitalismo.
Se la Cina invade il nostro stato con prodotti concorrenziali evidentemente o loro son più bravi di noi o son più favoriti dagli eventi in corso. Non credo che mettere i dazi a chi si comporta male sia vantaggioso. Tantovale mettergli le sanzioni se gli statali credono di aver le palle e o se credono che la Cina stia cagando il cazzo. Ma loro stessi hanno deto: ma come, ci avete voluti ne WTO, ci avete chiesto mercato, e mo che stiamo imparando vi lamentate??? Lasciamoli imparare ancora se riteniamo debbano far
parte del gioco...ma impariamo anche noi...oppure si scrivano le regole fondamentali del gioco e chi non le rispeta che venga fatto fuori dal circolo....no, i dazi non mi piacciono, e se li metiamo alla Cina Socialista, non vedo perchè non li si debbano mettere agli USA SocialDemocratici.......chi è senzapeccato che scagli la prima pietra.


1. Sbaglio o anche gli usa fanno uso di dazi nei confronti di altri stati??
2. Se secondo te, JohnPollock, bisogna definire le regole al posto di mettere dazi, in caso di di violazione delle regole cosa si dovrebbe fare? Applicare l'embargo??


E' tremendamente lunga da spiegare. Il mondo odierno viaggia sull'assunto che lo stato è legitimo. A prescindere dal fatto che sia liberalista, socialista o vie di mezzo varie. Si basa anche sul fatto che la parola dello stato e la sua costituzione, se c'è, è inviolabile. La maggior parte sono anche basati su un elite, un oligarchie, che fa leva sulla parola "democrazia" per ottenere i potere. Ovvero, le oligarchie, siano esse politiche o economiche, fanno leva col loro potere acquisito sul consenso e sul fatto che la maggioranza ha più ragione della minoranza.
Se accetiamo la questione, che lo stato, o almeno questo tipo di stato (coercitivo, oligarchico, opressivo, tirannico, estorsivo), abbia sempre ragione allora è davvero triste e possiamo perdre mesi a parlare di come sarebbe più opportuno gestirlo.
Basterebbe che lo stato non sia più coercitivo e che abbia estensioni minime, per garantine una pluralità di idee e di scelte molto maggiore.
Lo sato che personalmente sceglierei in questa multitudine di stati diversissimi tra loro, sarebbe una sorta di repubblica minima, non coercitiva, totalmente incline al mercato. Gli altri possono scegliere ciò che preferiscono e quando cambiano idea, possono essere liberi di cambiare stato. Contrati permetendo. Il fatto è che con gli attuali stati non abbiamo firmato nulla. E nemmeno i nostri genitori e i nostri nonni. E' tutto largamente imposto.
Tornando a monte, se si trata quindi di vivere in un villaggio globale di stati opressori, bene, che non facciano gli ipocriti, fissino due o tre regole principali a livello mondiale, e chi le infrange venga isolato dalla comunità. Senza sputare su chi le regole non le infrange e che va a gonfie vele solo perchè ha un potenziale maggiore degli altri. E che cazzo.