







Comunuqe la ricetta del solo taglio dei salari pubblici, da sola non funziona. Come non funziona l'aumento delle tasse.
In realta la riduzione delle spese publiche deve essere contestuale ad una riduzione delle imposte, in modo da far ripartire la parte produttiva dell'economia. Altrimenti l'opera di risanamento risultera inefficacie, poiche si tradurra' in un ulteriore impoverimento dei cittadini che sostengono lo stato... e il tracollo sara' ancora piu' doloroso.
L'aumento delle imposte o la lotta all'evasione sono quindi controproducenti per il bilancio pubblico... E' come pensare di risanare un'impresa fuori mercato, aumentando i listini prezzi.
Pensateci.


Si capisce dagli effetti: il settore privato è diventato una platea di falliti, precari e disoccupati.
La soluzione sarebbe farci diventare anche il settore pubblico.
E' assai stravagante!
Come se aprendosi una buca sulla corsia di una strada la si ripari facendo una buca sull'altra corsia. Sorbole, il geometra perderebbe il posto.
Da chi ha studiato economia ci si aspetta soluzioni più intelligenti.
Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.


Mantenendo immutato il resto che hai scritto, la lotta all'evasione secondo me non è controproducente.
Altrimenti non si spiegherebbe la severità anglosassone,che delle tue idee fa sfoggio da decenni.
L'ultima tua frase mi pare decismaente azzeccata comunque.
Peccato che sia solo una frase e che tale rimarà, in sto paese di vecchi viziosi e giovani viziati.
Nulla alle spalle, dubbi sul futuro
Oggi m'hanno incuXXto...ma con che austerità ragazzi! Roba da signori! Ho ringraziato e chiesto un'altro appuntamento.




Allora, cerchero di fare, in estrema sintesi, un minimo di chiarezza.
La nostra e' un'economia mista ... parte mercato, parte pianficazione socialista. La prima parte produce ricchezza (per una questione teorico-pratica banale, basata fondamentalmente sulla volontarieta' della produzione e dello scambio tra individui...) allocando efficientemente le risorse scarse.
La seconda parte, quella socialista distrugge invece la ricchezza creata dalla prima parte (per una questione teorico pratica altrettanto banale, basata sulla forzosita' dello scambio tasse-servizi, che trasferisce ai tassatori il compito di fare il bene dei tassati, pur senza poterlo conoscere).
Ora, capisco che forse a te questa premessa non piaccia, e se vuoi ti rimando al forum di economia per approfondirla. Ma siccome le cose stanno esattamente in questi termini, possiamo dire che ogni euro che viene tolto dalle tasche dei dipendenti pubblici e lasciato nelle tasche di quelli privati e' un euro che si moltiplichera'. Viceversa ogni euro tolto da tasche private per essere messo nelle disponibilita' dello stato e' un euro perso.
Ultima modifica di ciddo; 04-03-10 alle 00:55




Non è umiliando il dipendente pubblico che se ne ottiene un buon servizio.
Così come un buon servizio pubblico è quasi inversamente proporzionale al numero dei suoi dipendenti.
Chi lavora al servizio del cittadino deve essere in ordine sparso ben motivato, ben pagato, ben preparato e ben organizzato.
Ultima modifica di Gigione; 04-03-10 alle 00:58
Nulla alle spalle, dubbi sul futuro
Oggi m'hanno incuXXto...ma con che austerità ragazzi! Roba da signori! Ho ringraziato e chiesto un'altro appuntamento.