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Discussione: Pareri.

  1. #121
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    Pistoia fraz.San Felice
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    Per Xenia:
    nell'ortodossia non è mai esistita una graduatoria di santità: santo e beato sono sinonimi. Infatti l'Ufficio greco di sant'Agostino dice come titolo: Il nostro Santo Padre Agostino, vescovo di Ippona. Vedi gli aggettivi sono intercambiabili. Certo Agostino ha scritto errori ma certo in perfetta buona fede, come altri Padri, ma è in concensus di almeno molti padri che rende autentica una dottrina, non uno solo.

  2. #122
    Amore vince la morte
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    In prossimità, desidero, del Santo dei santi
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    Citazione Originariamente Scritto da silvano Visualizza Messaggio
    Per Xenia:
    nell'ortodossia non è mai esistita una graduatoria di santità: santo e beato sono sinonimi. Infatti l'Ufficio greco di sant'Agostino dice come titolo: Il nostro Santo Padre Agostino, vescovo di Ippona. Vedi gli aggettivi sono intercambiabili. Certo Agostino ha scritto errori ma certo in perfetta buona fede, come altri Padri, ma è in concensus di almeno molti padri che rende autentica una dottrina, non uno solo.
    quoto

    sulla buona fede e sulla genialità di Agostino non ho dubbi, ne ho invece e tanti sulla sua comprensione/lettura della Grazia cristiana.
    Ahimé, nel bene e nel male, l'influsso manicheista non l'ha mai abbandonato del tutto, e la dottrina della predestinazione lo mostra chiaramente.

  3. #123
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    non viene in mente che all'epoca Agostino avesse davanti come immagine di MATEMATICA quella della scuola di PITAGORA, ossia una interpetazione "magica" della matematica?

    quindi per lui i "matematici" erano persone che proponevano una visione della creazione diversa da quella biblico-cristiana?

    in questo senso la frase si chiarisce, e non implica certamente un rifiuto della SCIENZA matematica in sé, ma solo di una FILOSOFIA che a partire dalla matematica pretendeva di dare una risposta omnicomprensiva ed alternativa a quella biblica.

  4. #124
    presbitero cristiano ortodosso
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    ed eretico perfino di se stesso -contraddisse e si contraddisse
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    Citazione Originariamente Scritto da bottero Visualizza Messaggio
    non viene in mente che all'epoca Agostino avesse davanti come immagine di MATEMATICA quella della scuola di PITAGORA, ossia una interpetazione "magica" della matematica?

    quindi per lui i "matematici" erano persone che proponevano una visione della creazione diversa da quella biblico-cristiana?

    in questo senso la frase si chiarisce, e non implica certamente un rifiuto della SCIENZA matematica in sé, ma solo di una FILOSOFIA che a partire dalla matematica pretendeva di dare una risposta omnicomprensiva ed alternativa a quella biblica.

    Bottero ha ragione..La sua lettura è possibile,plausibile e storicamente vera

    Tuttavia -e a prescindere da Agostino-non riesco più a sopportare l'esegesi fondata sul SitzimLeben,sull'ermeneutica e sui delitti da loro commessi(quando studiavo teologia cattolica -secoli e secoli fa- e studiavo da laico accadde che uno dei miei docenti di cristologia affermò -in base al primato dell'ermeneutica del kerigma-che quand'anche si fosse trovato il cadavere di Gesù di Nazareth,questo fatto non avrebbe smentito la resurrezione dello stesso che era solo un fatto oggettivamente e solo kerigmatico......

    Lo so e me ne farò una ragione
    Ormai il Vangelo di Giovanni dovrebbe essere letto così: In principio era l'ermeneutica e l'ermeneutica era presso Dio e l'ermeneutica era Dio...

    Me ne farò una ragione ma lo trovo orrendo ugualmente e constato che di solito il primato di questa cattiva ragazza(cattiva perchè pia e compunta ..insomma è ginevra non ha la dignità di essere Morgana) viene coniugato negli ambienti cosidetti liberal della cristianità;gli ambienti non botteriani ma boteriani o come preferisco dire io veltroniano-bosiani

    Allora -e torno ad Agostino- Bottero ha ragione ma sia lodata e santificata sempre e comunque la malia iperborea di Pitagora rispetto alla cattiva ragazza di cui sopra

    Il Signore tre volte santo ci liberi dagli ermeneuti e dai cultori della mistificazione veltroniano-bosiana con i loro riti e le loro manie

    A costoro l'episodio di Emmaus non ha insegnato nulla...

    Padre Giovanni

  5. #125
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    Non essendomi particolarmente simpatico il Grande Architetto Dell'Universo, faccio molta fatica a pensare che la matematica sia il vero linguaggio di Dio.

    Una mia giovane e cara amica, molto molto cara, insegna matematica a Yale. Una volta abbiamo parlato di questo - le avevo chiesto se a suo giudizio la matematica fosse il linguaggio del logos (in realtà se la matematica potesse costituire la migliore approssimazione) - e lei mi ha rivolto uno dei suoi classici sguardi a metà tra la simpatia e la commiserazione, sguardi che ordinariamente mi riserva quando le pongo domande insulse e naif. Lei è un matematico serio (tanto per dire, i suoi articoli sono talmente specializzati che possono essere compresi solo da otto persone al mondo, perché solo queste otto hanno gli strumenti matematici per inoltrarvisi - uno dei motti preferiti della nostra amicizia è: lei sa quasi tutto di nulla e io so quasi nulla di tutto) ma, insomma, c'è un limite anche all'ingenuità dei profani. Poi mi ha detto senza misericordia che questa domanda non le pareva soltanto epistemologicamente scorretta rispetto al 'suo' sapere, ma anche rispetto al 'mio': "Per quanto mi riguarda, è una domanda priva di senso; ma per quanto ti riguarda, se non è una bestemmia poco ci manca. O no?" Poi ha rivolto i suoi occhi azzurrochiari alle foglie che viravano verso il rosso degli alberi del campus, su una panchina del quale ci stavamo bevendo un caffè di Starbucks. Pensai che non fosse il caso di insistere.

    Forse aveva ragione. Non ricordo chi fosse quello scienziato cristiano settecentesco che rimproverava a Dio di non aver disposto simmetricamente le stelle nel cielo. Non sopportava il cielo notturno perché gli pareva disordinato.

    La questione è che Dio non è solo logos, è anche eros, per esempio. L'eros si è fatto carne, e venne ad abitare in mezzo a noi. I romano - cattolici hanno celebrato la Festa della Santa Trinità. Si pensi alla quiete immobile, vibrante, infinitamente erotica delle tre persone della famosa icona di Rublev. Qual è l'equazione di quel vortice immobile, di quell'attrazione non possessiva?

    Ahimé, siamo traduttori traditori. Matematica, poesia, teologia, filosofia. Soglie. Necessarie, ma soglie. La traduzione è un tradimento / ti apre una porta e te ne chiude altre cento.

    Grazie a Dio, Dio ha tradotto se stesso, abbastanza bene direi - pur ovviamente trattandosi di una traduzione. Il linguaggio di Dio è il Figlio incarnato, non la matematica.

    Grazie, Barsanufio

  6. #126
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    Mi permetto di aggiungere, per il colto e l'inclita, che il versetto 19 del celeberrimo Prologo di Giovanni:

    Theon oudeis eoraken popote, monoghenès Theos o on eis ton kolpon tou patros, ekeinos exeghesato.

    Volgata traduce: Deum nemo vidit umquam: unigenitus Filius, qui est in sinu Patris, ipse enarravit.

    Lasciando perdere l'infinita discussione a proposito delle varianti in 19a (Unigenito Figlio, Unigenito di Dio, Unigenito Dio), mi preme sottolineare che il Figlio è l'esegeta del Dio, più che il suo rivelatore. Il narratore, insomma. Perdonami, caro amico padre Giovanni (che giustamente ce l'hai su con gli ermeneutici), l'ermeneuta autentico...

    B.

  7. #127
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    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio Visualizza Messaggio
    Mi permetto di aggiungere, per il colto e l'inclita, che il versetto 19 del celeberrimo Prologo di Giovanni:

    Theon oudeis eoraken popote, monoghenès Theos o on eis ton kolpon tou patros, ekeinos exeghesato.

    Volgata traduce: Deum nemo vidit umquam: unigenitus Filius, qui est in sinu Patris, ipse enarravit.

    Lasciando perdere l'infinita discussione a proposito delle varianti in 19a (Unigenito Figlio, Unigenito di Dio, Unigenito Dio), mi preme sottolineare che il Figlio è l'esegeta del Dio, più che il suo rivelatore. Il narratore, insomma. Perdonami, caro amico padre Giovanni (che giustamente ce l'hai su con gli ermeneutici), l'ermeneuta autentico...

    B.

    Immediate caro fratello ed amico concordo non solo in pienezza ma totalmente in spirito e verità

    Padre Giovanni

  8. #128
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    Citazione Originariamente Scritto da bottero Visualizza Messaggio
    non viene in mente che all'epoca Agostino avesse davanti come immagine di MATEMATICA quella della scuola di PITAGORA, ossia una interpetazione "magica" della matematica?

    quindi per lui i "matematici" erano persone che proponevano una visione della creazione diversa da quella biblico-cristiana?

    in questo senso la frase si chiarisce, e non implica certamente un rifiuto della SCIENZA matematica in sé, ma solo di una FILOSOFIA che a partire dalla matematica pretendeva di dare una risposta omnicomprensiva ed alternativa a quella biblica.

    Grazie della tua interpretazione, bottero.

    Mi sembra condivisibile.

    ma anche tutte le altre frasi riportate di Agostino lasciano piuttosto a desiderare.

    La coscienza del suo peccato carnale era per Agostino talmente alta che ha scritto quello che ha scritto.

    Sembra che credesse poco nel perdono di Dio...e nella grazia salvivifica della Chiesa.

  9. #129
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    a me fa ridere giovanni.

    "guarda hai ragione, ma pur di non darti ragione e finirla lì parliamo di quando ero studente".

    giovanni, giovanni.... guarda che essere REALISTI non è essere SATANISTI.

    il mondo esiste, e ogni tanto la logica e il buon senso riescono a capire come stanno le cose.

    agostino ha detto una frase. cosa voleva dire? riusciamo a farcene un'idea plausibile e ragionevole? sì? pace. usare il buon senso e ragionare non è mica l'apoteosi dell'anticristo e il trionfo del demonio, no?

    lo sai cosa mi fai venire in mente?
    gli sciamani. nello sciamanesimo l'unico modo per arrivare in contatto con il divino è la pazzia, perché la ragione è integrale alla materialità e quindi INCAPACE di arrivare a dio.

    e gli sciamani infatti sono individuati fin da piccoli perché afflitti da disturbi mentali o epilettici che li rendono "diversi" dal resto della gente "normale".

    attento a non diventare troppo sciamanico.

  10. #130
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    Citazione Originariamente Scritto da giovannipresbit Visualizza Messaggio
    uno dei miei docenti di cristologia affermò -in base al primato dell'ermeneutica del kerigma-che quand'anche si fosse trovato il cadavere di Gesù di Nazareth,questo fatto non avrebbe smentito la resurrezione dello stesso che era solo un fatto oggettivamente e solo kerigmatico.....
    Mi fa venire in mente una barzelletta un po' lunga - scusate, raccontatami da un gesuita, e che racconto (con i nomi un leggermente cambiati) per rinfrancar lo spirito tra un enigma e l'altro.

    Gerusalemme, ai nostri giorni. Una calda giornata di inizio giugno. In un piccolo cortiletto fra le case, addossato al lato nord-est della basilica del Santo Sepolcro, è in corso uno scavo promosso dall'Ecole Biblique et Archeologique de Jerusalem. Polvere, sudore, luce. L'archeologo domenicano padre Murphy O'Hara (volto abbronzato, barba non fatta, occhiali da sole, camicia kaki arrotolata sulle braccia) osserva dall'alto la buca in cui operai arabi a torso nudo lavorano alacremente. A un certo punto uno di essi attira l'attenzione dello studioso: è affiorato un reperto, qualcosa di simile a un'urna. Padre O'Connor batte le mani, come per un segnale. Gli operai escono dalla buca e si ritirano all'ombra a rinfrancarsi. O'Connor scende nella buca, un cappello di tela calcato sulla testa. Si mette a lavorare di fino, con scalpello, spatola, pennelli. E' proprio un'urna..e...hmm...e ben conservata, le ossa sono ancora all'interno. Vediamo...ma c'è un'iscrizione ben visibile...mmm no devo ancora rimuovere questa parte...ecco. MA! Padre O'Connor si è appena reso conto che è ha fra le mani l'urna che contiene le spoglie mortali di Gesù. Reprime il primo pensiero ("Questa volta gliel'abbiamo fatta ai francescani della Custodia!") e improvvisamente realizza la portata di quella scoperta. "Sweet Lord! Mio Dio! E adesso cosa faccio? Calma, devo mantenere il controllo, stare calmo, fare le cose giuste". Sudando freddo nonostante i quarantacinque gradi, imballa l'urna in un contenitore e - con l'aiuto dei collaboratori arabi più fidati, la trasporta nel suo ufficio in Nablus Road. Cerca il suo assistente, Padre James Huggins. "James, senti, puoi rimanere nel mio ufficio finché non torno? Ho trovato, ecco, un reperto, niente di straordinario, ma credo possa essere importante. Non posso mostrartelo ora (ombra di delusione sul volto del giovane assistente), ho già apposto i sigilli, ma è necessario che nessuno entri in questa stanza finché non torno, va bene?" "Certo Professore" obbedisce duro padre James "ma non può davvero dirmi niente..." "Ti dirò tutto, James, a suo tempo, ora devo proprio andare!" "Sì, ma...Professore...Padre O'Connor...è pallido, è sicuro di sentirsi bene?" "Sì, sì, non preoccuparti. Pensa a fare buona guardia!" Padre O'Connor si reca in un ufficio seminascosto fra gli edifici amministrativi di Gerusalemme nuova. Sembra un'agenzia di spedizioni, ma lui sa che in realtà è gestita da un agente di alto livello del Mossad che gli deve qualche favore. "Padre O'Hara, che piacere..." "Hi, Moishele. E' una giornataccia per me, sai..." "Lo vedo" "Ho bisogno di una linea telefonica. Pulita." "Ma certo." "Moishele. Pulita, anche dai tuoi." "Padre..." "Moishele. Non te lo chiederei se non fosse una questione di vita o di morte." "Va bene, Padre O'Hara. Penso di doverglielo. Però siamo pari, adesso: anzi: è lei ad essere in debito." "Lo so"
    In breve tempo l'anziano religioso ha a sua disposizione una stanza e un telefono nero. Telefona al suo Superiore, il Maestro Generale dell'Ordine Domenicano, Padre Timothy Redclimbe, nella Casa Generalizia di Roma. Risponde il segretario. "Segreteria del Padre Generale".
    Padre O'Hara riconosce il giovane (e a lui cordialmente antipatico) Padre Reginaldo Sordi e trattiene a stento un'imprecazione (That asshole!). Dice, seccamente, di aver urgente bisogno di parlare col Generale. Un poco untosamente, il Segretario risponde che il Generale si trova in riunione con il Definitorio e non può essere disturbato. O'Hara perde le staffe, e senza ambagi raccomanda al giovane frate di schiodare le chiappe dalla sedia e di recuperargli entro trenta secondi il padre Generale, altrimenti quantevveroiddio gli avrebbe procurato un posto di economo nella ridente comunità di Novosibirsk. Silenzio. Due minuti dopo c'è al telefono il padre Generale "Hi, Buddy! Redclimbe speaking! What's up, downthere in the Holy Land? Pretty hot, isn't it? Redclimbe amava uisare linguaggio cameratesco col suo vecchio compagno irlandese di noviziato e di teologia. Ma O'Hara non era dell'umore giusto. "Timothy, ho poco tempo, è una cosa molto seria. Una notizia che cambia tutto. Hai presente gli scavi che stiamo eseguendo a nord-est dell'Anastasis? Ecco, ho trovato un'urna. Contiene le ossa di Nostro Signore!" "Mother of God! Are you totally sure, John?" "Definitely, Timothy. We have the Corpse" "Oh My Sweet Lord"
    Il Padre Generale riattacca. Sa cosa deve fare. Con la sua Fiat Croma bianca raggiunge la sede della Congregazione per la Dottrina della Fede in piazza del Sant'Uffizio. Placca un Monsignore, un omino fragile in clergyman con colletto romano. "Monsignor Villa, devo parlare subito con il Cardinal Levada" "Ehm...Reverendo Padre, le prendo subito un appuntamento..." "Senza appuntamento, Monsignor Villa. Ora. Subito. Adesso." "Ma...Reverendo Padre...lei conosce il protocollo..." "Right now, scumbag!" Il Monsignore si dilegua come un foglio portato dal vento. Dieci minuti dopo Padre Redclimbe è davanti a S.E. il Cardinal William Joseph Nevada del titolo di Santa Maria in Domnica, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Pallidissimo, il Generale dei domenicani gli dà la ferale notizia. "Sweet Lord! Oh, My God..." Il Cardinale crolla sulla sedia di velluto rosso. Sa cosa deve fare. "Will you please come with me, Father? I think we have an appointment with the man in white.

    Due uomini distrutti nell'appartamento privato del Papa. In piedi, pallidissimo, il volto bianco come il suo abito, Il Maestro Generale dell'Ordine dei Predicatori. Accasciato su una sedia, gli occhi rossi dal pianto, lo zucchetto in mano, il Cardinale Prefetto della CDF. Davanti a loro, di spalle, il Romano Pontefice. Di spalle perché quando i due sono entrati Egli stava suonando Mozart su un pianoforte verticale. Il Pontefice si gira lentamente, il volto ispirato dalla musica sublime, poi si rende conto dell'atteggiamento dei suoi ospiti e si alza in piedi, preoccupato. Fratelli, ma Padri...titemi pure. Coza fi afflige così? Padre Redclimbe oscilla come se stesse per svenire. Il Cardinale prende la parola. "Santità, ho da darLe una notizia che sconvolgerà la cristianità e il mondo intero, e che travolgerà i fondamenti della nostra Fede..." "Ma...Ke cosa dice, Eminenza. Coza sarà mai? "Una notizia, Santità, talmente tremenda che nulla, dopo che io gliela avrò comunicata, sarà come prima..." "Ma tica, tica pure, Eminenza" "Ecco, i nostri studiosi della Scuola Biblica di Gerusalemme, i padri Domenicani, padre...come si chiama....padre McNamara" "Padre Murphy O'Hara, Eminenza...." si intromette il Generale. "Fada al punto, ze può, Eminenza" dice un po' irritato il Santo Padre."Ecco...sono state trovate le spoglie mortali di Nostro Signore Gesù!" "Sie sind sicher..." "Ne siamo certi, Santità."
    Il Papa vacilla, è preso da un capogiro, si appoggia al pianoforte per non cadere, si siede sul panchetto tremando. Sguardo perso nel vuoto. "Mein Gott... Alora è ezistito dafero..."


    B.

 

 
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