



ma è evidente che dei servizi minimi debbono essere garantiti.
e non sto parlando di sanità, istruzione o trasporto pubblico, sui quali vi sono vari modelli, ma di difesa e sistema giudiziario.
è per questo che, a partire da un imite minimo, bisognerebbe anche stabilire un limite massimo. altrimenti siamo all accettazione teorica del comunismo.


ripeto, mi piacerebbe che questo, per quanto difficile, sia un 3d tecnico e non di bassa rissa.
la limitazione delle tasse, o il vincolo di scopo meritano una discussione teorica approfondita, perchè rispecchiano la visione liberale o comunista di uomo e stato:
nasce prima la tassa o il servizio?










Se i servizi sono offerti e non imposti allora non ci sono più tasse. Ciascuno acquista quello che gli serve. Lo scambio è volontario. Può persino farne a meno se vuole
Non ci sono poi problemi nell'applicazione di questi principi anche a ai contenziosi civili e penali.


Se per quello non sono privatizzabili neanche tutta un'altra lunga serie di servizi ... da lla sanita (che per una certa quota deve restare pubblica per dare un servizio a chi non puo' permettersi quella privata), stesso dicasi per l'istruzione, le ferrovie (gli inglesi ci hanno provato a privatizzarle ... per poi fare una repentina marcia indietro), i comuni (con relativi servizi) ecc ecc.
Poi se mi dici eliminare gli sprechi presenti all'interno questo è un altro discorso e su questo ti seguo senza problemi!!!


io, ti assicuro, mi sto spostando sempre di più verso una scelta di stato minimo.
ma mi pare evidente che la difesa, essendo tale solo se globale, non possa essere "scelta". se il mio vicino di casa non la "sceglie" cosa succede? bombardano solo casa sua?
idem per il sistema giudiziario, il tuo ragionamento vale solo se, come precedenemente detto, si parla di conflitti su base volontaria. altrimenti se io non "scelgo" di pagare la tassa per il sistema giudiziario non posso essere citato a giudizio? o se mi sparano non ho diritto di esigere giustizia?