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Discussione: [CARC] Comunicati

  1. #11
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    CP 380 – 80133 Napoli – Italia
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    Via Tanaro, 7 – 20128 Milano – Tel/Fax 02-26306454
    e-mail: resistenza@carc.itsito: www.carc.it


    Comunicato del 28.06.2007

    Mercoledì 27 giugno verso le ore 24.00 i compagni dell’Associazione Solidarietà Proletaria e del Partito dei CARC della sezione di Massa, che accompagnavano il compagno belga del CLEA (Comitato per la Libertà di Espressione e Associazione) Micheal Boireau e il compagno Angelo D’Arcangeli del CAP (Comitato di Aiuto ai Prigionieri) del (n)PCI, sono stati circondati e fermati da un gruppo di circa 10 elementi della DIGOS nei pressi di piazza Caricamento, di fronte all’Acquario di Genova. Gli sgherri evidentemente stavano seguendo i compagni fin dal pomeriggio, hanno aspettato la fine dell’iniziativa dedicata ai Prigionieri Rivoluzionari (GIRP), che si era tenuta all’interno del circolo proletario “Borgorosso” di Genova, per cogliere i compagni da soli e isolati (credevano loro).
    Gli sbirri erano nascosti dietro le macchine, mescolati tra la gente che transitava per la piazza, dietro le colonne dei portici, poi all’improvviso si sono “materializzati” con tutta la loro arroganza.
    Chiedevano di poter fare a loro piacimento quello che gli era stato ordinato, ovvero perquisire e sequestrare alcune copie del materiale di propaganda dei compagni. Ma, loro malgrado, hanno trovato un muro di resistenza del gruppo fermato che non ha inteso assolutamente lasciargli fare quello che volevano.
    A questo punto, gli sbirri non sapendo cosa fare hanno incominciato a fare i duri e a minacciare: “ora vi facciamo vedere noi come lavoriamo!”, “ora vi facciamo passare una notte in questura!” e via con il loro repertorio fascista classico.
    A un certo momento un particolare ha evidenziato molto bene la premeditazione di questo controllo e la sua natura persecutoria, il “capetto” della “banda” prende il cellulare e comunica ad un superiore che al telefono chiamava “dottore”, la nostra ferma volontà dei compagni a non farsi perquisire e chiedeva ulteriori direttive sul da farsi visto l’imprevista resistenza, senza dover accennare niente sulla natura del fermo e sull’identità dei fermati.
    Risulta chiaro quindi che in Questura a Genova qualcuno dirigeva dalle sale del comando questa operazione “fraudolenta”, quello che loro volevano dare a bere era che quello fosse un normale controllo di routine, mentre era in realtà una “normale” operazione persecutoria di intimidazione e di contro-rivoluzione preventiva.
    I compagni sono stati scortati e portati in Questura verso le ore 24.40 e sono stati rilasciati soltanto alle 5 del mattino.
    Il periodo trascorso in questura è stato per i compagni snervante, ma mai la paura e lo sconforto si sono fatti sentire, anzi, più volte sono state intonate canzoni di lotta come “Bandiera rossa” e “Bella ciao”, il compagno del CLEA addirittura gliela ha cantata anche in turco!
    Una compagna, l’unica donna del gruppo fermata, è stata umiliata facendola spogliare e imponendole di fare delle flessioni. Questo abuso in particolare contro la compagna è potuto accadere perché ad un certo punto il gruppo è stato diviso. Infatti, l’abuso non lo avrebbero permesso, poiché i compagni sarebbero stati abbastanza determinati a contrastare quella ulteriore provocazione!
    Particolare che rende bene chiara la natura fascista della polizia di Genova diretta dal Ministro Amato, dai premiati capo di Gabinetto De Gennaro e Capo della polizia Manganelli, è la mostra dei “trofei” da loro esposti con cura e “orgoglio fascista” all’interno della stanza degli interrogatori: bandiere del Che, di Cuba, dei sindacati dei lavoratori e dei partiti della sinistra strappate con la violenza e con i pestaggi sanguinari ai manifestanti contro il G8 del 2001 sono state appese al muro come monito a chi in quella stanza entra per essere perquisito o interrogato.
    Incredibilmente questi schifosi ostentano impunemente e pubblicamente la loro arroganza fascista che 6 anni fa li portò a compiere il noto massacro di massa in cui Carlo Giuliani venne ucciso.
    I compagni sono usciti dall’esperienza provati fisicamente per la stanchezza che si faceva sentire sempre di più, ma allo stesso tempo sono usciti da questa esperienza rafforzati e ancora più convinti della giustezza della loro scelta di lotta.
    Quelle bandiere un giorno torneranno nelle mani del popolo questa è una certezza e una promessa del proletariato, Carlo Giuliani vive e continuerà a vivere nella nostra lotta.

    Nulla resterà impunito! Nessuna repressione e intimidazione potrà farci retrocedere dalla giusta causa proletaria!

    Smascheriamo e lottiamo contro le operazioni di repressione e intimidazione del governo Prodi e del suo ministro di polizia Amato!



    A luta continua

  2. #12
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    Comunicato del 28.06.2007

    Mercoledì 27 giugno verso le ore 24.00 i compagni dell’Associazione Solidarietà Proletaria e del Partito dei CARC della sezione di Massa, che accompagnavano il compagno belga del CLEA (Comitato per la Libertà di Espressione e Associazione) Micheal Boireau e il compagno Angelo D’Arcangeli del CAP (Comitato di Aiuto ai Prigionieri) del (n)PCI, sono stati circondati e fermati da un gruppo di circa 10 elementi della DIGOS nei pressi di piazza Caricamento, di fronte all’Acquario di Genova. Gli sgherri evidentemente stavano seguendo i compagni fin dal pomeriggio, hanno aspettato la fine dell’iniziativa dedicata ai Prigionieri Rivoluzionari (GIRP), che si era tenuta all’interno del circolo proletario “Borgorosso” di Genova, per cogliere i compagni da soli e isolati (credevano loro).
    Gli sbirri erano nascosti dietro le macchine, mescolati tra la gente che transitava per la piazza, dietro le colonne dei portici, poi all’improvviso si sono “materializzati” con tutta la loro arroganza.
    Chiedevano di poter fare a loro piacimento quello che gli era stato ordinato, ovvero perquisire e sequestrare alcune copie del materiale di propaganda dei compagni. Ma, loro malgrado, hanno trovato un muro di resistenza del gruppo fermato che non ha inteso assolutamente lasciargli fare quello che volevano.
    A questo punto, gli sbirri non sapendo cosa fare hanno incominciato a fare i duri e a minacciare: “ora vi facciamo vedere noi come lavoriamo!”, “ora vi facciamo passare una notte in questura!” e via con il loro repertorio fascista classico.
    A un certo momento un particolare ha evidenziato molto bene la premeditazione di questo controllo e la sua natura persecutoria, il “capetto” della “banda” prende il cellulare e comunica ad un superiore che al telefono chiamava “dottore”, la nostra ferma volontà dei compagni a non farsi perquisire e chiedeva ulteriori direttive sul da farsi visto l’imprevista resistenza, senza dover accennare niente sulla natura del fermo e sull’identità dei fermati.
    Risulta chiaro quindi che in Questura a Genova qualcuno dirigeva dalle sale del comando questa operazione “fraudolenta”, quello che loro volevano dare a bere era che quello fosse un normale controllo di routine, mentre era in realtà una “normale” operazione persecutoria di intimidazione e di contro-rivoluzione preventiva.
    I compagni sono stati scortati e portati in Questura verso le ore 24.40 e sono stati rilasciati soltanto alle 5 del mattino.
    Il periodo trascorso in questura è stato per i compagni snervante, ma mai la paura e lo sconforto si sono fatti sentire, anzi, più volte sono state intonate canzoni di lotta come “Bandiera rossa” e “Bella ciao”, il compagno del CLEA addirittura gliela ha cantata anche in turco!
    Una compagna, l’unica donna del gruppo fermata, è stata umiliata facendola spogliare e imponendole di fare delle flessioni. Questo abuso in particolare contro la compagna è potuto accadere perché ad un certo punto il gruppo è stato diviso. Infatti, l’abuso non lo avrebbero permesso, poiché i compagni sarebbero stati abbastanza determinati a contrastare quella ulteriore provocazione!
    Particolare che rende bene chiara la natura fascista della polizia di Genova diretta dal Ministro Amato, dai premiati capo di Gabinetto De Gennaro e Capo della polizia Manganelli, è la mostra dei “trofei” da loro esposti con cura e “orgoglio fascista” all’interno della stanza degli interrogatori: bandiere del Che, di Cuba, dei sindacati dei lavoratori e dei partiti della sinistra strappate con la violenza e con i pestaggi sanguinari ai manifestanti contro il G8 del 2001 sono state appese al muro come monito a chi in quella stanza entra per essere perquisito o interrogato.
    Incredibilmente questi schifosi ostentano impunemente e pubblicamente la loro arroganza fascista che 6 anni fa li portò a compiere il noto massacro di massa in cui Carlo Giuliani venne ucciso.
    I compagni sono usciti dall’esperienza provati fisicamente per la stanchezza che si faceva sentire sempre di più, ma allo stesso tempo sono usciti da questa esperienza rafforzati e ancora più convinti della giustezza della loro scelta di lotta.
    Quelle bandiere un giorno torneranno nelle mani del popolo questa è una certezza e una promessa del proletariato, Carlo Giuliani vive e continuerà a vivere nella nostra lotta.

    Nulla resterà impunito! Nessuna repressione e intimidazione potrà farci retrocedere dalla giusta causa proletaria!

    Smascheriamo e lottiamo contro le operazioni di repressione e intimidazione del governo Prodi e del suo ministro di polizia Amato!



    A luta continua
    Inviata ieri ai compagni

    Cari compagni,
    a nome del Campo Antimperialista, vi esprimo la nostra piena solidarietà per l'ennesimo atto di intimidazione messo in atto nei vostri confronti dalla polizia del governo Prodi.
    I fatti di Genova, avvenuti significativamente in occasione della Giornata Internazionale dei Rivoluzionari Prigionieri, ci parlano ancora una volta della continuità dell'attuale governo con le politiche repressive del quinquennio berlusconiano. Una continuità ben evidenziata dalla promozione a Capo di Gabinetto del ministro Amato, dell'ex capo della polizia De Gennaro. Ma la politica repressiva di questo governo è messa in luce non solo sul fronte interno, ma anche su quello internazionale con la piena integrazione dell'Italia nelle azioni di pirateria internazionale condotte dagli Usa; basti ricordare l'utilizzo del "segreto di stato" sul sequestro di Abu Omar. Nella costruzione dell'opposizione al governo Prodi ed al regime bipolare, il fronte della lotta alla repressione è quindi per noi di primaria importanza.

    per il Campo Antimperialista
    Leonardo Mazzei

  3. #13
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    Inviata ieri ai compagni

    Cari compagni,
    a nome del Campo Antimperialista, vi esprimo la nostra piena solidarietà per l'ennesimo atto di intimidazione messo in atto nei vostri confronti dalla polizia del governo Prodi.
    I fatti di Genova, avvenuti significativamente in occasione della Giornata Internazionale dei Rivoluzionari Prigionieri, ci parlano ancora una volta della continuità dell'attuale governo con le politiche repressive del quinquennio berlusconiano. Una continuità ben evidenziata dalla promozione a Capo di Gabinetto del ministro Amato, dell'ex capo della polizia De Gennaro. Ma la politica repressiva di questo governo è messa in luce non solo sul fronte interno, ma anche su quello internazionale con la piena integrazione dell'Italia nelle azioni di pirateria internazionale condotte dagli Usa; basti ricordare l'utilizzo del "segreto di stato" sul sequestro di Abu Omar. Nella costruzione dell'opposizione al governo Prodi ed al regime bipolare, il fronte della lotta alla repressione è quindi per noi di primaria importanza.

    per il Campo Antimperialista
    Leonardo Mazzei

    Mazzei superstar davvero. Come sempre irreprensibile il lavoro del Campo Antimperialista.

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  4. #14
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    Comunicato Federazione Lazio - Partito dei CARC

    30.06.07

    Il Partito dei CARC esprime solidarietà ai lavoratori, agli studenti, agli elementi delle masse popolari che la notte del 28 Giugno, alla fine di un concerto della Banda Bassotti a Villa Ada, sono stati aggrediti da una squadraccia fascista. Questa spedizione non è che l’ultima di una lunga serie di aggressioni, uccisioni e assalti a centri sociali, sedi politiche e iniziative di sinistra che i fascisti compiono ininterrottamente da anni nella città di Roma come in tutta Italia.
    Dopo l’uccisione dei compagni Davide Cesare e Renato Biagetti, la feccia fascista è tornata in azione in grande stile e come è evidente dalle modalità dell’assalto a Villa Ada, con l’obiettivo di terrorizzare. Terrorizzare colpendo un simbolo specifico, un concerto musicale della banda Bassotti, storica band antifascista e comunista, un momento di aggregazione e socialità per tanti compagni, il luogo ideale per far fuori qualche “rosso” colpendo nel mucchio. Le aggressioni fasciste non sono casi isolati, episodi di teppismo generico come TV e giornali vogliono farli passare. L’azione dei fascisti risponde ad un padrone, la borghesia italiana e i suoi interessi, e ad uno scopo: fare da manovalanza terroristica al soldo della borghesia contro le masse popolari, contro quei milioni di proletari che in Italia aspirano a farla finita con il regime di miseria, guerra e sfruttamento in cui padroni, affaristi, mafia, Vaticano e gruppi imperialisti vari mantengono il nostro paese.
    L’azione dei gruppi fascisti è direttamente e indirettamente promossa e diretta dalla borghesia imperialista italiana, attraverso la politica di revisionismo e legittimazione del fascismo e delle sue bande. Quello che sta succedendo nelle nostre città è il prodotto del sistematico lavoro promosso dal centro destra e dal centro sinistra di riabilitazione del fascismo. Il sindaco di Roma e futuro segretario del Partito democratico Walter Veltroni si è distinto nella città di Roma in questi anni nel legittimare le bande fasciste, intitolando strade e piazze a picchiatori fascisti, concedendo spazi agli stessi come la recente assegnazione di uno stabile al covo fascista di Casa Pound. I dirigenti dei partiti della sinistra borghese sono responsabili politici di questi episodi; come si fa a dimenticare che pochi giorni dopo l’uccisione del giovane compagno Renato Biagetti da parte di due giovanissimi nazisti il Bertinotti partecipava a un raduno dei neofascisti di Azione Giovani. La borghesia di destra e di sinistra alimenta anti-comunismo, razzismo, xenofobia ed ogni genere di istinto arretrato tra le masse popolari così che i fascisti possano svolgere un ruolo nella strisciante mobilitazione reazionaria che la borghesia cerca di promuovere con ogni mezzo per conservare lo stato di cose presenti, mentre si condannano a pene pesanti da moderno “tribunale speciale” i compagni e le compagne scese in piazza l’11 Marzo 2006 insieme ad altre centinaia di antifascisti nel tentativo di impedire che Milano, città medaglia d’oro per la Resistenza, fosse attraversata dalla parata fascista di Fiamma Tricolore.
    L’aggressione di Villa Ada pone una volta di più la necessità da parte dei comunisti, degli antifascisti e dei sinceri democratici di mettere al centro il problema della vigilanza antifascista nei territori. La tracotanza e la frequenza con cui i fascisti fanno il loro sporco lavoro è principalmente il prodotto dei nostri limiti.
    Facciamo appello alle organizzazioni, ai collettivi, ai centri sociali e ai militanti di base a promuovere nei territori, nelle scuole, nelle università un lavoro unitario contro il fascismo e la sua legittimazione strisciante. Contro il continuo stillicidio di provocazioni e aggressioni mobilitiamoci attraverso una rete antifascista unitaria.

    Nulla resterà impunito!
    Difendiamo i valori della Resistenza!
    Promuoviamo e sosteniamo un fronte antifascista!
    Ora e sempre Resistenza!

  5. #15
    Fedele alla Linea
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    Diffondiamo il comunicato del CLEA di denuncia dei fermi avutesi dopo la GIRP di Genova e rendiamo noto che un ulteriore tentativo di intimidazione si è avuto contro il compagno Micheal Boireau e altri compagni dei Carc dopo la GIRP di Modena. Questa volta, "il controllo di routine" si è limitato alla verifica dei documenti.


    http://leclea.be/pages/arrestation_italie.html


    I danni della psicosi "antiterrorista":
    Un attivista del Clea fermato in Italia

    Michaël Boireau è in tour in Italia su invito di molte organizzazioni progressiste, per fare conoscere la lotta del Clea in questo paese, e contemporaneamente stabilire dei legami con associazioni italiane che conducono una battaglia simile. Michaël, insieme a un gruppo di militanti progressisti italiani, è stato fermato dai servizi dei carabinieri e della polizia (DIGOS) la notte di mercoledì 27 giugno verso mezzanotte, a Genova, alla loro uscita da una iniziativa in cui si denunciava la sorte dei prigionieri politici italiani.

    Mercoledì 27 giugno verso mezzanotte, alcuni militanti progressisti italiani che accompagnavano il rappresentante belga del CLEA Michael Boireau e Angelo D’Arcangeli del CAP (Comitato d'Aiuto ai Prigionieri), sono stati circondati e fermati, insieme ai loro ospiti, da un gruppo di circa 10 agenti della DIGOS, nei dintorni di piazza Caricamento, di fronte all'acquario di Genova.

    Gli sbirri avevano seguito evidentemente i militanti dal pomeriggio, ma hanno atteso la fine dell'iniziativa in favore dei prigionieri politici italiani che si è tenuta nel circolo "Borgorosso" di Genova, per coglierli mentre essi erano, da come credevano loro, isolati.

    I membri delle forze speciali si erano nascosti dietro automobili, confusi tra i passanti, dietro le colonne dei portici, quindi "si sono improvvisamente materializzati" con tutta la loro arroganza.

    Hanno preteso di potere effettuare a loro piacimento quello che si era ordinato loro di fare, cioè confiscare parte del materiale di diffusione in possesso dei militanti italiani. Ma si sono trovati di fronte a un muro di resistenza da parte del gruppo fermato che non ha assolutamente permesso loro di fare ciò che pretendevano. Presi alla sprovvista, i poliziotti hanno iniziato allora a fare i duri e a minacciare: "ora vi faremo vedere come lavoriamo!", "passerete la notte al commissariato!"... e così via, con il loro abituale repertorio autoritario.

    A un certo punto, un dettaglio ha chiaramente messo in evidenza la premeditazione di questo controllo e la sua natura vessatoria. Il "capo" del distaccamento si mette in comunicazione telefonica con il suo superiore, che chiamava "Dottore", e parla della ferma volontà dei militanti di opporsi alla perquisizione e chiede ulteriori direttive, tutto ciò senza dovere chiarire per nulla la natura dell'operazione in corso né l'identità delle persone fermate.

    Si può chiaramente dedurre che qualcuno dirigeva questa operazione "fraudolenta" dalla sala dei comandi del commissariato di Genova. Hanno provato a spacciare per un controllo di routine quella che in realtà era una "normale" operazione di persecuzione e d'intimidazione della contestazione sociale.

    Gli attivisti sono stati caricati in macchina e portati al commissariato verso mezzanotte e quaranta. E rilasciati alle cinque del mattino.

    I momenti passati in prigione è stato snervante, ma mai il timore o lo scoraggiamento hanno prevalso, al contrario, essi hanno intonato a più riprese delle canzoni di lotta come "Bandiera rossa" o "Bella ciao"!

    Pratica sempre più abituale nelle nostre "democrazie", una militante, l'unica donna del gruppo fermato, è stata sottoposta a trattamenti degradanti. E’ stata fatta spogliare e le hanno imposto di fare delle flessioni. Questo abuso in particolare, contro la donna ha potuto prodursi perché, ad un certo momento, il gruppo è stato separato. altrimenti, questa vessazione non sarebbe mai stata possibile poiché gli altri fermati avrebbero certamente dato prova di ferma determinazione nel contrastarla!

    Un dettaglio che rivela chiaramente la natura autoritaria e antidemocratica della polizia di Genova, diretta dal ministro Amato, dal primo capo di gabinetto De Gennaro e dal capo della polizia Manganelli, è la mostra dei "trofei" che vengono esposti con cura ed "orgoglio" all'interno delle sale degli interrogatori: bandiere del Che, di Cuba, dei sindacati dei lavoratori e dei partiti di sinistra, strappate con la violenza in occasione dei sanguinosi pestaggi ai dimostranti contro il vertice del G8 nel 2001. Queste bandiere sono poste a mò d’avvertimento per quelli che vi entrano per essere interrogati.

    Incredibilmente, questi assai poco democratici poliziotti ostentano impunemente la stessa arroganza autoritaria che li condusse 6 anni fa al massacro di massa nel quale fu assassinato Carlo Giuliani.

    I militanti sono usciti da questa esperienza provati fisicamente, ma allo stesso tempo rafforzati e ancora più convinti della giustezza della loro scelta di lotta. In qualche maniera, Carlo Giuliani vive e continuerà a vivere attraverso essa.

    È necessario smascherare e combattere le operazioni di repressione e di intimidazione del governo e del ministro della polizia Amato.



    http://leclea.be/pages/arrestation_italie.html

    Les ravages de la psychose “antiterroriste”:
    Un activiste du Clea arrêté en Italie

    Michaël Boireau est en tournée en Italie à l'invitation de plusieurs organiszations progressistes, afin de faire connaître le combat du Clea dans ce pays, en même temps qu'établir des liens avec des associations italiennes menant un combat analogue. Voilà que Michaël, ainsi un groupe de militants progressistes italiens, ont été arrêtés par les services de renseignement des carabiniers et de la police (DIGOS) la nuit du mercredi 27 juin vers minuit, à Gênes, à leur sortie d'une conférence denonçant le sort des prisonniers politiques italiens.

    Le mercredi 27 juin vers minuit, des militants progressistes italiens qui accompagnaient le représentant belge du CLEA Michael Boireau ainsi qu'Angelo D’arcangeli du CAP (Comité d’Aide aux Prisonniers), ont été encerclés et arrêtés, en même temps que leurs invités, par un groupe d’environ 10 éléments de la DIGOS, aux environs de la place Caricamento, en face de l’aquarium de Gênes.

    Les sbires avaient suivi d’une façon évidente les militants depuis l’après-midi, mais ils ont attendu la fin de l’activité en faveur des prisonniers politiques italiens qui s’est tenue au cerlce «Borgorosso» de Gênes, pour les attrapper alors qu’ils les croyaient isolés.

    Les membres des forces spéciales s’étaient cachés derrière des voitures, fondus parmis les passants, derrières les colonnes des portiques, puis ils se sont subitement «matérialisés» fiers de toute leur arrogance.

    Ils ont exigé de pouvoir effectuer à leur guise ce qu’on leur avait ordonné de faire, c’est-à-dire confisquer certains éléments du matériel de diffusion que possédaient les militants italiens. Mais ils ont trouvé face à eux un mur de résistance de la part du groupe arrêté qui ne leur a absolument pas permis de faire ce qu’ils prétendaient.

    Pris au dépourvu, les policiers ont commencé, à ce moment, à faire les durs et à menacer : «Maintenant nous allons vous faire voir comment nous fonctionnons !» «Vous allez passer la nuit au commissariat !»... et ainsi de suite, avec leur répertoire autoritaire habituel.

    À un moment donné, un détail a clairement mis en évidence la préméditation de ce contrôle et sa nature vexatoire. Le «chef» de du détachement entre en communication via téléphone mobile avec son supérieur, qu’il appelait «Dottore», et fait état de la ferme volonté des militants de résister à la perquisition et demande des directives supplémentaires, tout cela sans devoir expliciter en rien la nature de l’opération en cours ni de l’identité des personnes interpellées.

    On peut clairement en déduire que quelqu’un dirigeait cette opération «frauduleuse» depuis la salle des commandes du commissariat de Gênes. On a essayé de faire croire qu’il s’agissait d’un contrôle de routine alors qu’il était en réalité bien question d’une «normale» opération proactive de persécution et d’intimidation anti-contestation sociale.

    Les activistes ont été embarqués et emmenés au commissariat vers minuit quarante. Ils ont seulement été relachés à cinq heures du matin.

    Le moment passé en prison a été éprouvant pour les nerfs détenus, mais jamais la peur et le découragement n’ont pris le dessus, bien au contraire, plusieurs fois des chansons de lutte comme «Bandiera rossa» ou «Bella ciao» ont été entonnées !

    Pratique de plus en plus habituelle dans nos “démocraties”, une militante, l’unique femme du groupe arrêté, a été soumise a destraitements dégradants. Ils l’ont fait se déshabiller et lui ont imposé de faire des flexions. Cet abus en particulier contre une femme a pu se produire parce que, à un certain moment, le groupe a été séparé. En fait, cette vexation n’aurait jamais été possible car les co-détenus auraient sans doute fait preuve d’assez de détermination pour la contrecarrer !

    Un détail qui dévoile clairement la nature autoritaire et anti-démocratique de la police de Gênes, dirigée par le ministre Amato, par le premier chef de cabinet De Gennaro et par le chef de la police Manganelli, est l’étalage des «trophées» qu’ils exposent avec soin et «orgueil» à l’intérieur des salles d’interrogatoire : drapeaux du Ché, de Cuba, des syndicats des travailleurs et des partis de gauche, confisqués avec violence à l’occasion des sanglants passages à tabac envers les manifestants contre le sommet du G8 en 2001. Ces drapeaux sont posés comme des avertissements à ceux qui entrent pour être interrogés.

    D’une façon choquante, ces très peu démocratiques policiers affichent impunément la même arrogance autoritaire qui les mena il y a 6 ans au massacre de masse dans lequel Carlo Giuliani fut assassiné.

    Les militants sont sortis de cette expérience éprouvés physiquement par la fatigue, mais en même temps ils en sont ressortis renforcés et encore plus convaincus de la justesse de leur choix de lutte. En quelque sorte, Carlo Giuliani vit et continuera à vivre à travers celle-ci.

    Il s'impose de démasquer et de combattre les opérations de répression et d’intimidation du gouvernement et du ministre de la police Amato.





    La solidarietà è un'arma

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    IL SINDACO UMBERTO MACCI
    VUOLE PRIVARE IL PARTITO DEI CARC E ANGELO D’ARCANGELI
    DELLA LIBERTA DI ESPRESSIONE !
    VUOLE IMPEDIRE LA REALIZZAZIONE DELL ’ASSEMBLEA
    PROMOSSA PER GIOVEDI 5 LUGLIO ORE 17,30
    IN PIAZZA DEL COMUNE !
    INVIA UN FAX DI PROTESTA** AL SINDACO DI PRIVERNO !
    NUMERO 0773/903581 oppure UN E-MAIL AI SEGUENTI INDIRIZZI info@comune.priverno.latina.it ; direttore.generale@comune.priverno.latina.it
    Il Partito dei CARC ha promosso un’assemblea dibattito per il giorno giovedì 5 Luglio ore 17,30 in Piazza del Comune. Quest’assemblea è un contributo alla lotta per la difesa dei diritti di espressione e di organizzazione degli studenti, lavoratori, pensionati e immigrati. In particolare, quest’assemblea vuol promuovere la solidarietà verso tutti coloro che vengono intimiditi e perseguitati per la loro attività politica al fianco dei più deboli.

    La data non è casuale: vent’anni fa infatti in Perù centinaia di comunisti vennero massacrati nelle prigioni in cui il dittatore di turno li aveva rinchiusi. In loro onore e in onore della loro resistenza, si celebra oggi la Giornata Internazionale del Rivoluzionario Prigioniero (GIRP).

    L’iniziativa promossa dal P-CARC acquista un significato ancor più profondo data la partecipazione del compagno Angelo D’Arcangeli, ritornato a Priverno qualche giorno fa. Il nostro paese, infatti, ha vissuto in prima linea la lotta contro la vera propria persecuzione politica a cui Angelo è stato ed è tutt’ora sottoposto, in quanto simpatizzante del (nuovo)PCI.

    Il Sindaco Umberto Macci sta però facendo di tutto per far saltare questa assemblea. Ricorrendo a scuse ridicole vuole negare il suolo pubblico ( la Piazza del Comune) per lo svolgimento dell’iniziativa.

    La motivazione è la seguente: nello stesso pomeriggio c’è il consiglio comunale.

    MA COME? L’iniziativa era stata fissata dal P-CARC prima che la data del consiglio comunale venisse stabilita!

    MA COME? Si preoccupano della riuscita del consiglio comunale solo quando dei comunisti vogliono fare delle iniziative? Lui, proprio lui, che con la sua cricca da in continuazione lezioni di come trasformare un consiglio comunale nel proprio comitato d’affari!

    E QUESTE PERSONE CI VOGLIONO PRIVARE DELLA LIBERTA DI ORGANIZZARE UN’INIZIATIVA PER DIFENDERE E SOSTENERE COLORO CHE LOTTANO CONTRO LE CONDIZIONI DI CRESCENTE MISERIA E PRECARIETA IN CUI SI TROVANO STUDENTI, LAVORATORI, PENSIONATI, DISOCCUPATI E IMMIGRATI ?

    L’INIZIATIVA AVRA LUOGO CON O SENZA AUTORIZZAZIONE DEL SINDACO !
    LA LIBERTA DI ESPRESSIONE NON SI TOCCA !
    PARTECIPA ANCHE TU GIOVEDI 5 LUGLIO ORE 17,30 PIAZZA DEL COMUNE !
    DAI LEZIONE DI DEMOCRAZIA AL SINDACO !

    Partito dei CARC (Comitati d’Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo)
    Sezione “Luigi Di Rosa” (Roccasecca dei Volsci/Priverno);
    Indirizzo: Roccasecca d.V. , Piazza S.Maria n.8; tel. 3355430321
    Mail:roccaseccapriverno@carc.it ; sito web: www.carc.it
    Ecco il testo in allegato della mail (o del fax se preferite) che il comunicato dei Carc allega:
    All’attenzione del Sindaco di Priverno
    Avv. Umberto Macci

    Oggetto: assemblea del Partito CARC del 5 Luglio 07


    Signor Sindaco,

    mi permetto di intervenire in merito all’assemblea promossa a Priverno dal P-CARC per il giorno 7 Luglio 07.
    Informato dei fatti, reputo che l’avviso negativo dal Lei espresso al riguardo costituisca una violazione dell’articolo 17 della Costituzione italiana, che sancisce l’inviolabile diritto di riunione.

    Art.17: I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senza armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

    Le chiedo quindi di rivedere la sua decisione in merito, garantendo cosi l’esercizio di questo diritto che costituisce uno dei capisaldi dello Stato Italiano.

    Distinti saluti

    A luta continua

  7. #17
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    Intervento del compagno Surendra Bhusal, Presidente del Fronte Unito Nepalese dell’Europa, alla Festa nazionale di Resistenza a Marina di Massa, 7 luglio 2007

    Il compagno Surendra Bhusal è intervenuto ad un’iniziativa sul movimento comunista rivoluzionario del Nepal, tenutasi alla Festa Nazionale di Resistenza. Oltre al saluto da parte del Partito dei CARC, che ha organizzato l’evento, e della Delegazione del (nuovo) Partito Comunista Italiano da parte del suo membro intervenuto nell’occasione, il compagno è stato pregato di portare un saluto alle donne combattenti nel movimento comunista rivoluzionario nepalese dal nostro paese, e di dire loro che sono un esempio per il mondo intero.
    Riportiamo sotto il testo dell’intervento introduttivo del compagno.

    Cari Compagni, desideriamo portare i nostri più calorosi saluti rivoluzionari alla vostra organizzazione, i CARC dell’Italia.
    Cari Compagni, siamo molto felici di avere l’opportunità di partecipare al vostro programma e di rendervi partecipi della nostra comprensione delle cose.
    Come nella storia delle rivoluzioni proletarie mondiali, con riferimento specialmente alla rivoluzione d’Ottobre del 1917 in Russia e a quella del 1949 in Cina, così il movimento rivoluzionario del Nepal sta attraversando un momento veramente cruciale. È un momento aperto a grandi opportunità e denso di gravi rischi. La rivoluzione nepalese e la sua guida dirigono la guerra popolare alla vittoria proteggendola dai rischi che corre. Siamo convinti che, in questo momento cruciale, il sostegno e l’affiliazione del proletariato mondiale rispetto al movimento rivoluzionario del Nepal hanno importanza estrema. Il vostro sostegno e la vostra affiliazione alla rivoluzione del Nepal avranno un grande significato per la rivoluzione proletaria internazionale. Desidero riportare un riferimento da una lettera del partito: “Dovere del proletario non è solo capire come si muovono i fenomeni economici, politici e sociali nel modo di produzione capitalista, le relazioni sociali che la produzione capitalista genera e i metodi di pensiero derivati da tali relazioni sociali, cosa a cui si limitano gli intellettuali borghesi. Suo dovere è quello di cambiare il corso di tali fenomeni, per cambiare il mondo, per la libertà dell’essere umano. Comprendere la relazione dialettica tra necessità e libertà significa questo. Fino a che il proletariato è confinato o si confina entro l’ideologia borghese, la politica opportunista e le metodologie pragmatistiche, non comprenderà mai la necessità di cambiare il mondo e non si porrà mai in grado di raggiungere la libertà di cambiarlo. Ciò che serve oggi è rompere con tutte queste ideologie aliene al Marxismo, impadronirsi dell’ideologia scientifica finora sviluppata al più alto livello del Marxismo, cioè del Marxismo-Leninismo-Maoismo. Nonostante le ricche esperienze della lotta rivoluzionaria del XX secolo contro il revisionismo, l’economicismo, il gradualismo, il riformismo, il cretinismo parlamentare e il prodursi di stereotipi politici borghesi, contro cui i grandi dirigenti del proletariato Marx Engels, Lenin, Stalin e Mao hanno lottato duramente e che hanno sconfitto, oggi il movimento di sinistra mondiale sta cadendo nella stessa trappola. Oggi, nell’era dell’imperialismo e della rivoluzione proletaria, in una fase in cui l’imperialismo agisce come stato globale, nel movimento comunista internazionale prevalgono due tendenze sbagliate, cioè l’opportunismo di destra e le correnti settarie di sinistra; tra queste, le più pericolose sono le tendenze opportunistiche di destra ai vari gradi in cui si esprimono.”
    Dopo aver combattuto contro le tendenze non marxiste del revisionismo, del neo-revisionismo, del riformismo, dell’economicismo, del pragmatismo spontaneista, le perplessità e le incertezze, il Partito Comunista del Nepal (Maoista) ha iniziato la Grande Guerra Popolare nel 1996. Questa Guerra Popolare non solo ha organizzato il popolo nepalese perchè sradicasse norme e valori del feudalesimo, del capitalismo burocratico e della reazione dalle ampie zone rurali del Nepal, ma ha anche dato nuova luce, ricchezza e sviluppo al Marxismo-Leninismo-Maoismo. A questo il Partito ha dato il nome di Sentiero Prachanda. `
    Il PCN(m) è convinto, come ha pure documentato nei suoi documenti storici, che senza trovare la soluzione concreta alle contraddizioni allo stato particolare di una particolare società, non si può portare a conclusione la rivoluzione proletaria. Come ha detto Mao “La giustezza della linea politica determina tutto.” La giustezza della comprensione del Marxismo-Leninismo-Maoismo e della pianificazione per gli obiettivi rivoluzionari sia nei paesi in sviluppo che in quelli sviluppati determina il comprendere le contraddizioni nei paesi particolari e il condurre la lotta di classe indirizzandola verso la rivoluzione. Questa è “ l’analisi concreta della situazione concreta” di cui ha parlato Lenin. Anche se il Partito Comunista del Nepal sta guidando una Guerra Popolare Rivoluzionaria in un paese come il Nepal, la cui situazione è differente da quella degli altri, il movimento rivoluzionario nepalese, guidato da un contingente del proletariato internazionale, è esso stesso base della rivoluzione mondiale proletaria. Quindi, quale che sia la parte del globo in cui noi nepalesi siamo, siamo in ogni caso insieme e lottiamo mano nella mano con chi lotta per sconfiggere l’imperialismo e portare a compimento la rivoluzione proletaria.
    La situazione mondiale resta l’epoca dell’imperialismo e delle rivoluzioni proletarie. Lo stato dell’imperialismo si è sviluppato agendo come stato globale, nonostante l’esistenza di stati nazionali e di contraddizioni interne interimperialiste in forma di collusione o contesa. In tale situazione la principale tendenza del mondo oggi è la rivoluzione e le condizioni oggettive per le rivoluzioni così come per la rivoluzione proletaria mondiale oggi sono favorevoli. Le condizioni soggettive del proletariato per guidare tale movimento rivoluzionario però sono molto sotto le necessità. In tale contesto il dovere del proletariato internazionale diventa quello di rafforzare i fattori soggettivi contemporaneamente sul piano ideologico, politico e organizzativo, ed essere preparati a portare avanti la lotta rivoluzionaria per portare a compimento la rivoluzione socialista e trasformarla in comunismo.
    Noi, qui dal grembo dell’Himalaya, esprimiamo fiducia e augurio che la vostra organizzazione possa guidare il dibattito e la lotta contro ogni forma di revisionismo, riformismo e ogni tendenza sbagliata dentro e fuori i partiti, per le necessità della rivoluzione mondiale, per affermare il socialismo e avanzare verso il comunismo.
    Ancora una volta, auguro alla vostra organizzazione ogni successo nel corso dello sviluppo della forza soggettiva capace di condurre la lotta rivoluzionaria nella realtà concreta del vostro paese. Questo è possibile solo appropriandosi fermamente del Marxismo-Leninismo-Maoismo. Porto il mio saluto rosso a tutti i compagni qui presenti e a tutti i dirigenti e i quadri rivoluzionari e le masse popolari che lottano contro l’imperialismo e la reazione con l’obiettivo di realizzare la rivoluzione socialista e avanzare verso il comunismo.

    Surendra Bhusal
    Presidente del Fronte Unito Nepalese dell’Europa


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  8. #18
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    Comunicato DN del 13/07/07

    Smascheriamo i fiancheggiatori dei fascisti, combattiamo chi li protegge.
    Comunicato DN del 13/07/07

    Smascheriamo i fiancheggiatori dei fascisti, combattiamo chi li protegge.

    Ad una settimana dall’assalto neofascista di villa Ada a Roma, le squadracce neofasciste sono tornate a colpire nella capitale, questa volta assaltando una scuola occupata dal Coordinamento di lotta per la casa nel quartiere di Casal Bertone. Armati di spranghe, catene e coltelli, una cinquantina di fascisti hanno tenuto sotto assedio per circa mezzora gli occupanti della scuola. L’aggressione squadrista a provocato sei feriti tra gli occupanti di cui una compagna accoltellata all’inguine. I neofascisti che hanno preso parte al vile attacco squadrista, sono aderenti al partito Fiamma Tricolore, partito che, come FN, è stato sdoganato e legittimato dal centro destra che lo ha reclutato nella sua compagine politica. Il reclutamento di questi partiti chiaramente neofascisti (che dovrebbero essere invece messi al bando nel rispetto della Costituzione italiana) è stato possibile grazie alla scarsa o nulla opposizione dei partiti della sinistra borghese e, soprattutto di quei partiti che si rifanno ai valori della Resistenza.
    Il sindaco di Roma, Veltroni, da par suo, parla di un clima gravissimo e non più tollerabile ma, guarda caso, non si riferisce principalmente all’acuirsi delle azioni neofasciste che sono diventate vere e proprie azioni di guerra come a Villa Ada, ma sottolinea con preoccupazione la reazione dei sinceri antifascisti che, dopo l’aggressione subita alla scuola occupata di Casal Bertone, avrebbero presidiato la sede di Fiamma Tricolore.
    I dirigenti della sinistra borghese, di fatto, partecipano alla riabilitazione del fascismo creando le condizioni per la sua legittimazione: da Violante con il suo appello alla riappacificazione nazionale, la revisione storica delle Foibe sino alla restituzione della dignità per i ragazzi di Salò, a Bertinotti che, da una parte si accanisce contro le “nefandezze del comunismo” e dall’altra, si adopera per riallacciare il dialogo con organizzazioni neofasciste come dimostrato dalla sua presenza ad un incontro promosso da Azione Giovani. I dirigenti della sinistra borghese alla Veltroni, Violante e Bertinotti, sono corresponsabili del “clima intollerabile” citato dal sindaco di Roma.
    Questi signori, al soldo della borghesia, si accaniscono invece contro i comunisti, le avanguardie di lotta, gli anarchici, gli antimperialisti accusandoli di essere terroristi o fiancheggiatori del terrorismo, espellendoli dai sindacati, mentre se ne guardano bene di definire terroristici gli assalti delle squadracce neofasciste che sempre più spesso, protetti da polizia e carabinieri, imperversano nelle nostre città aggredendo e accoltellando compagni, immigrati, omosessuali ecc. Infatti, ad ogni aggressione e attacco squadristico, ne conseguono cariche di polizia e carabinieri, denunce e arresti che colpiscono gli aggrediti e non gli aggressori. I fascisti agiscono protetti dalle forze di polizia e impuniti dalla magistratura borghese che invece trasforma i tribunali della Repubblica, in veri e propri tribunali speciali per condannare (vedi condanne per l’11 marzo milanese) i sinceri antifascisti che cercano di opporsi in tutti i modi alla riabilitazione del fascismo.
    Il fascismo è in primo luogo la dittatura terroristica della borghesia imperialista che viene utilizzata per frenare e soffocare l’avanzare del movimento comunista e rivoluzionario. Il circo Prodi, grazie alle sempre maggiori e diversificate mobilitazioni popolari, non è ancora riuscito a portare a termine il programma di lacrime e sangue che la borghesia imperialista del nostro paese gli aveva commissionato sponsorizzando le sue elezioni. Va quindi da se che, se la sinistra borghese non riesce a perseguire gli obbiettivi comuni di tutta la borghesia, prima o poi la destra borghese dovrà abbandonare la maschera democratica e istaurare, tramite il fascismo (vecchio o nuovo) la sua dittatura terroristica.
    Altro che condizioni climatiche di cui cianciano Veltroni & C.

    Smascheriamo i fiancheggiatori dei fascisti, combattiamo chi li protegge!!
    Nessuna agibilità ai fascisti!!
    Lavoriamo per un ampio fronte antifascista!

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
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    Comunicato DN del 13/07/07

    Smascheriamo i fiancheggiatori dei fascisti, combattiamo chi li protegge.
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    Smascheriamo i fiancheggiatori dei fascisti, combattiamo chi li protegge.

    Ad una settimana dall’assalto neofascista di villa Ada a Roma, le squadracce neofasciste sono tornate a colpire nella capitale, questa volta assaltando una scuola occupata dal Coordinamento di lotta per la casa nel quartiere di Casal Bertone. Armati di spranghe, catene e coltelli, una cinquantina di fascisti hanno tenuto sotto assedio per circa mezzora gli occupanti della scuola. L’aggressione squadrista a provocato sei feriti tra gli occupanti di cui una compagna accoltellata all’inguine. I neofascisti che hanno preso parte al vile attacco squadrista, sono aderenti al partito Fiamma Tricolore, partito che, come FN, è stato sdoganato e legittimato dal centro destra che lo ha reclutato nella sua compagine politica. Il reclutamento di questi partiti chiaramente neofascisti (che dovrebbero essere invece messi al bando nel rispetto della Costituzione italiana) è stato possibile grazie alla scarsa o nulla opposizione dei partiti della sinistra borghese e, soprattutto di quei partiti che si rifanno ai valori della Resistenza.
    Il sindaco di Roma, Veltroni, da par suo, parla di un clima gravissimo e non più tollerabile ma, guarda caso, non si riferisce principalmente all’acuirsi delle azioni neofasciste che sono diventate vere e proprie azioni di guerra come a Villa Ada, ma sottolinea con preoccupazione la reazione dei sinceri antifascisti che, dopo l’aggressione subita alla scuola occupata di Casal Bertone, avrebbero presidiato la sede di Fiamma Tricolore.
    I dirigenti della sinistra borghese, di fatto, partecipano alla riabilitazione del fascismo creando le condizioni per la sua legittimazione: da Violante con il suo appello alla riappacificazione nazionale, la revisione storica delle Foibe sino alla restituzione della dignità per i ragazzi di Salò, a Bertinotti che, da una parte si accanisce contro le “nefandezze del comunismo” e dall’altra, si adopera per riallacciare il dialogo con organizzazioni neofasciste come dimostrato dalla sua presenza ad un incontro promosso da Azione Giovani. I dirigenti della sinistra borghese alla Veltroni, Violante e Bertinotti, sono corresponsabili del “clima intollerabile” citato dal sindaco di Roma.
    Questi signori, al soldo della borghesia, si accaniscono invece contro i comunisti, le avanguardie di lotta, gli anarchici, gli antimperialisti accusandoli di essere terroristi o fiancheggiatori del terrorismo, espellendoli dai sindacati, mentre se ne guardano bene di definire terroristici gli assalti delle squadracce neofasciste che sempre più spesso, protetti da polizia e carabinieri, imperversano nelle nostre città aggredendo e accoltellando compagni, immigrati, omosessuali ecc. Infatti, ad ogni aggressione e attacco squadristico, ne conseguono cariche di polizia e carabinieri, denunce e arresti che colpiscono gli aggrediti e non gli aggressori. I fascisti agiscono protetti dalle forze di polizia e impuniti dalla magistratura borghese che invece trasforma i tribunali della Repubblica, in veri e propri tribunali speciali per condannare (vedi condanne per l’11 marzo milanese) i sinceri antifascisti che cercano di opporsi in tutti i modi alla riabilitazione del fascismo.
    Il fascismo è in primo luogo la dittatura terroristica della borghesia imperialista che viene utilizzata per frenare e soffocare l’avanzare del movimento comunista e rivoluzionario. Il circo Prodi, grazie alle sempre maggiori e diversificate mobilitazioni popolari, non è ancora riuscito a portare a termine il programma di lacrime e sangue che la borghesia imperialista del nostro paese gli aveva commissionato sponsorizzando le sue elezioni. Va quindi da se che, se la sinistra borghese non riesce a perseguire gli obbiettivi comuni di tutta la borghesia, prima o poi la destra borghese dovrà abbandonare la maschera democratica e istaurare, tramite il fascismo (vecchio o nuovo) la sua dittatura terroristica.
    Altro che condizioni climatiche di cui cianciano Veltroni & C.

    Smascheriamo i fiancheggiatori dei fascisti, combattiamo chi li protegge!!
    Nessuna agibilità ai fascisti!!
    Lavoriamo per un ampio fronte antifascista!
    Il fascismo, dittatura terroristica della borghesia imperialista? Tesi ampiamente smentita da qualsiasi storico di qualsiasi parte politica, sembra di leggere Dimitrov durante l'Internazionale negli anni '30.
    Giampaolo Cufino

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da cornelio Visualizza Messaggio
    Il fascismo, dittatura terroristica della borghesia imperialista? Tesi ampiamente smentita da qualsiasi storico di qualsiasi parte politica, sembra di leggere Dimitrov durante l'Internazionale negli anni '30.

    Cornelio sapevamo ampliamente la tua idea sul comunicato già prima che la postassi. Lo hai fatto tanto meglio ma non è che sia necessario commentare proprio tutto tutto tutto eh?

    A luta continua

 

 
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